L’anima di Chiaramonti l’abbiamo lasciata sulla meticcia torre parrocchiale di San Matteo al Monte, a ricordare la sua nascita, la sua infanzia e la sua adolescenza. La madre, prima di scomparire, l’aveva abbandonata lì, tra i costruttori del castello e lei aveva trascorso la sua adolescenza in mezzo a quel via vai di soldati, carpentieri, ferraioli, carriaggi, sassi piatti, conci rossastri e marroncini di trachite. Di tanto in tanto si presentavano i padroni genovesi dai vestiti sgargianti ad impartire ordini fino al termine della costruzione. Lei si rallegrava e cresceva man mano che i lavori venivano ultimati.
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La morte con la falce
Sul referendum del 12, 13 giugno il 45% degli elettori non ha votato e il 5% dei votanti ha votato no. Più chiaramente, su cento elettori aventi diritto, 45 non sono andati a votare e dei 55 che hanno votato, cinque hanno votato no. Io non ho votato, mia moglie è andata a votare i suoi bei 4 si, dicendomi: ” Sappi che ho votato sui referendum e in questo momento non m’interessa né la maggioranza e tanto meno l’opposizione!” ed io: “Libera di andare a votare tu, e libero di starmene a casa io, questa è democrazia!” E badate bene non è che io voglia per l’Italia il nucleare: troppi beni culturali! Non ci bastano forse i terremoti, gli esondamenti dei fiumi, la monnezza di Napoli, i pannelli solari esausti, le discariche abusive di materiali nocivi e anche, fra 8 anni, le pale eoliche ferme ad inquinare l’ambiente. C’è da credere, infatti, che terminati gl’incentivi, più che le pale avremo le balle eoliche.
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Alfonso Botti
Le elezioni amministrative del 22 maggio hanno segnato l’ingloriosa fine dell’era Zapatero. Annunciato da tutti i sondaggi, il tracollo socialista è giunto puntuale come i treni dell’Alta velocità spagnola. In termini assoluti i socialisti hanno perso circa un milione e mezzo di voti, i popolari ne hanno guadagnati 600 mila e Izquierda Unida 220 mila, mentre alla formazione centrista di Rosa Díez, Unión Progreso y Democracia (UP y D), che si presentava per la prima volta in questo tipo di competizioni, ne sono andati oltre 400 mila. In termini percentuali i socialisti sono stati sopravanzati dai popolari di circa 10 punti, toccando il fondo dei consensi dal ritorno della democrazia.
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Padre G. S. Taddei
Si è potuto vedere come, fin dagli anni Sessanta, nella realtà socio-economica torinese, impegnati operatori religiosi di fronte ai mutamenti sociali, abbiano sentito l’urgenza di rispondere ai bisogni delle famiglie creando, il Centro, divenuto poi Punto Famiglia. Allo stesso modo in Sardegna, particolarmente nei centri maggiormente influenzati dai poli industriali, altri operatori religiosi hanno avvertito l’esigenza di avviare iniziative analoghe a quella di Torino: tra questi operatori si distinse, per la sua instancabile operosità e per la sua particolare attenzione ai tempi, il domenicano Giovanni Serafino Taddei che diede vita al “Centro di preparazione alla famiglia”,in Sassari, avviando sin dal 1967 corsi di preparazione al matrimonio per fidanzati e di formazione permanente per le coppie. Ci è parso utile, pertanto, prima di trattare la storia del Centro, soffermarci sulla figura del suo fondatore.
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Il cardinale Pacelli e la seconda Repubblica spagnola
Dai documenti inediti la conferma dei difficili rapporti tra Chiesa e Governo nel corso degli anni Trenta

Il cardinale E. Pacelli
Nel primo decennio del pontificato di Pio XI, la Congregazione degli Affari Ecclesiastici Straordinari (Aes) si occupò di alcune provvisioni di diocesi spagnole e di altre questioni. Fu però a partire dal 1931 che questo dicastero dovette riunirsi regolarmente per esaminare la complessa situazione della Chiesa in Spagna dopo la proclamazione della Repubblica e poi durante la guerra civile, finita il 15 aprile 1939.
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foto di Matteo Tedde
Sardegna mia, terra misteriosa,
benché lontano io sia ti vedo ognora
gioire sotto un ciel tinto di rosa
al sorgere festoso dell’aurora.
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Michele Marchi
Mancano circa undici mesi al voto che i francesi, dal 1965 in avanti, hanno eletto a momento privilegiato della loro vita politica. Complice anche una sempre più accentuata personalizzazione della politica, l’elezione presidenziale a suffragio universale diretto si è infatti tramutata nel “vero appuntamento” politico nazionale. Anche se ufficialmente la campagna elettorale si aprirà soltanto ad inizio 2012, il panorama transalpino è già proiettato verso la corsa all’Eliseo.
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A colloquio con Louis Godart
Il complesso architettonico del Quirinale ha ormai compiuto il mezzo millennio di vita. Il ragguardevole arco di tempo non esaurisce peraltro la storia del complesso che sorge su un’area ricca di precedenti fondazioni e di insediamenti anche molto antichi. Ne parliamo con Louis Godart – archeologo e specialista delle civiltà egee, consigliere per la Conservazione del Patrimonio Artistico del presidente della Repubblica Italiana – che ha appena inaugurato la terza edizione di “Roma nascosta. Percorsi di archeologia sotterranea” promossa dall’Amministrazione di Roma Capitale e realizzata da Zètema. Fino al 5 giugno sarà possibile visitare i più importanti siti sotterranei della Capitale con un programma di oltre quattrocento appuntamenti consultabile in rete (www.museiincomune.it). “Il compito del Segretariato generale della Presidenza della Repubblica – dice Godart – è anche di riportare alla luce le antiche pagine di storia di un palazzo come il Quirinale che, da sempre, è associato al concetto latino di auctoritas. Grazie a un impegno costante molti capolavori che interventi maldestri in passato avevano nascosto o cancellato sono tornati alla luce sia nel sottosuolo del Colle, sia nel Palazzo stesso”.
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