4 Giugno 2011 - Categoria: Chiaramonti e dintorni

L’anima di Chiaramonti di Ange de Clermont

Tante volte mi sono chiesto se per caso anche i paesi e le città abbiano un’anima, magari di altra natura rispetto a quella degli uomini e delle donne, (un tempo considerate senz’anima, adesso invece pare che esse abbiano un’anima  più vasta e più complessa di quella degli uomini che, a quanto sembra, pare abbiano un’anima bambina). Che, almeno il mio paese, Chiaramonti, abbia un’anima me ne sono accorto fin da bambino, da quando ho cominciato a scorrazzare in via Garibaldi prima, poi in Caminu ‘e Litu, successivamente nelle inerpicate strade de sa Niera, in Codinarasa e, infine, discesa Codinarasa, in Matta ‘e Suelzu, a Prammas, e più in là in Pianu ‘e Cabras. Quest’anima, impalpabile,estesa e luminosa, ma presente, l’avvertivo come una venticello caldo tutte le volte che scendevo a Bidda Noa, nella vigna ereditata da mia bisnonna Filomena Malta e da mio padre  e da mio zio, ceduta, la parte nostra, a tiu Chicu Cossiga, imparentato anche lui con la mia trisavola Domenica Cossiga.

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3 Giugno 2011 - Categoria: lingua/limba, narrativa

Cassa Manna di Giancarlo Secci

“Seus perdendi tempus” at nau tziu Cralinu. “Funt tres domìnigus chi seus perdendi tempus.” Inchietu at scavulau su fusili a terra. S’est sètziu in d’una sida de linna frisca chi iat segau a mengianu e at allonghiau is cambas. Tziu Cralinu fut fradili de babbu.

Femus impostaus in su padenti d’Escalepranu, e abetàmus chi passessint sirbonis. Deu femu unu cumbidau de sa cumpangia de cassa. Fiant tres domìnigus chi abetamus de biri unu sirboni. Atesu s’intendiant is tzèrrius de is canaxus.

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3 Giugno 2011 - Categoria: politologia

Servirebbe decidere di Paolo Pombeni

L’Unione Europea è sempre più attanagliata dalla esigenza di decidere sui punti caldi che ha davanti: in primis la questione del debito greco e poi la gestione della vicenda libica, con i connessi problemi dalla cosiddetta “primavera araba”. Le risposte che al momento sono state poste sul terreno nella riunione del G8 di Deauville rimangono ancora piuttosto nel vago.

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2 Giugno 2011 - Categoria: sassari e dintorni

Girovagando tra le ombre di Sassari di Ange de Clermont

Stamane la gente è al mare e io, sassarese di residenza da una vita, alla ricerca di buttar giù qualche chilo, ma sarei contento se anche fosse mezzo chilo, lascio i luoghi alti della città (300 metri sul livello del mare in Piazza Segni) e me ne vado a zonzo. Mi protegge, dal sole caldo, l’ombra degli alberi del marciapiede che corre  lungo le piscine comunali, in via De Gasperi.

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Il chi sono (nebbioso) di Massimo Zedda, nuovo sindaco di Cagliari

“Cagliari è la mia città. Sono nato qui nel 1976. Qui sono cresciuto, ereditando dalla mia famiglia i valori di onestà, responsabilità, coerenza.  Qui sono andato a scuola e all’università, e qui ho fatto quei piccoli lavori che oggi sono definiti precari. Qui ho conosciuto la politica, e la politica è stata la mia scelta.

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30 Maggio 2011 - Categoria: eventi straordinari

Nuovi masanielli crescono di Ambrogio Gennaro Efisio Guaglione Meneghini Zeddoccu

Siamo lieti che a Milano la sinistra-sinistra con l’appoggio dell’alleanza di centro abbia conquistato il comune. Il che significa che, nonostante le fantasticherie di certa stampa e di numerosi maghi stravecchi, in Italia l’alternanza sia una regola democratica. Siamo lieti che un altro sinistro-sinistro, e per di più magistrato napoletano, sia succeduto alla biancarossa Russo Jervolino. E’ tragico invece che a Bologna, per i cinque anni di Guazzalocca, i bolognesi siano andati in depressione e poi finalmente, con l’impudico Delbono abbia ripreso il Comune, solo per un pò perso, con la commissaria prefettizia, ma di nuovo ripreso col siculo-bolognese sinistro Merola.

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30 Maggio 2011 - Categoria: lingua/limba

Il pensiero del dirigente scolastico Gianni Marras sulla delibera della Giunta Regionale Sarda

So unu “Dirigente Scolastico”. Totu custas cosas andant bene meda. Pro me, però, bisonzat de punnare, subra de totu, a ponere sa limba e sa cultura sarda comente una materia obbligada in sas iscolas. Finas a como est totu lassadu a sa bona voluntade de presides e mastros de iscola. Fatende a custa manera, invece, si dat a sos pitzinnos e sas familias issoro unu signale pretzizu chi est chi su sardu est importante meda.

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26 Maggio 2011 - Categoria: lingua/limba, storia

BARBAGIA=BARBARIA di Massimo Pittau

Barbagia (camp. Brabaxa). L’abitante Barbaricino, Brabaxinu – Subregione della Sardegna centrale e montana, la quale deriva il suo nome dal lat. barbaria, con cui i Romani indicavano sia una regione o zona abitata da una «popolazione forestiera, che non parlava il latino né il greco», sia l’idea di «barbarie, selvatichezza». E non c’è da dubitare che i Romani abbiano inteso entrambi questi significati, quando con tale appellativo hanno chiamato quella zona della Sardegna, abitata da tribù che all’inizio parlavano soltanto la lingua sardiana o protosarda e che erano in stato di continua ribellione o almeno di resistenza rispetto agli invasori.

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