28 Febbraio 2011 - Categoria: eventi straordinari

Il giro dell’Africa. Terza tappa. A cura di Amedeo Lomonaco

Riportiamo notiziario della radiovaticana che ci pare la più informata della situazione in Libia. Il problema è il fatto che Gheddaffi non ha nessuna intenzione di arrendersi e che asserragliato a Tripoli ha una forza di fuoco incalcolabile. Inoltre c’è da riflettere sui 140 capi clan che probabilmente stanno lì ad osservare per schierarsi col vincitore di questo braccio di ferro. La Libia, con un milione e settecentomila chilometri quadrati di superficie e con appena sei milioni d’abitanti non è certo solamente un rebus. Si aggiungano i confini del sud, dell’est e dell’ovest da cui si può fuggire o rientrare e il rebus si complica. Quanti sono gli abitanti coinvolti nella rivoluzione? Dove sono dislocati? Chi controlla i pozzi di greggio e di gas? In che modo i rivoluzionari potranno sopperire alle loro necessità?

Tripoli di quante armi e di quanti armati dispone? Gheddaffi non è ancora fuggito e nemmeno morto, per cui tutto resta nell’incertezza. Esiste uno stratega che possa far cadere Gheddaffi e Tripoli? L’Europa e l’America decidono, deliberano, prendono posizione, ma senza conoscere nemmeno esattamente che cosa davvero stia avvenendo tra i sei milioni di abitanti dispersi in un milione e settecentomila chilometri quadrati!  In questi casi ad esser profeti non è facile e più lungo è l’assedio a Tripoli e più le forze assedianti si esauriscono, almeno quanto quelle degli assediati. (A. T.)

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22 Febbraio 2011 - Categoria: discipline scientifiche

Il giro dell’Africa. Seconda tappa. Libia a cura di Angelino Tedde

Ci pare corretto, ad integrazione dell’articolo precedente sulla Libia, informare i nostri visitatori, sulle notizie pervenute da fonti attendibili. (r.a.s.)

In Libia, per il secondo giorno consecutivo l’aviazione avrebbe compiuto raid aerei sui manifestanti riuniti nel centro di Tripoli.

Le informazioni mancano di verifiche, ma si parla ancora di centinaia di morti. E intanto, mentre si procede all’evacuazione degli stranieri, si segnala il progressivo stop delle forniture di gas verso i Paesi esteri. Lo si apprende da fonti qualificate di settore, che spiegano come la situazione sia particolarmente complicata. La cronaca delle ultime ore, nel servizio di Amina Belkassem:

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22 Febbraio 2011 - Categoria: cahiers de doléances

Il giro dell’Africa. Prima tappa. La Libia – di Angelino Tedde

La Libia ha circa 6 milioni di abitanti, con una superficie di oltre un milione e settecentomila chilometri quadrati, la quarta dell’Africa e la sedicesimo del mondo.

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21 Febbraio 2011 - Categoria: lingua/limba

Sa segunda note de s’annu a Tzaramonte- de Anghelu de sa Niéra

Pagu apo drommidu custa segunda note de s’annu nou e tando in gabanu e bonete mi so postu a girare peri sas carrelas. Bentu non nche nd’ at, sas istellas parent riende e sa iddia est falada puru istanote chi non poto narrer profumada, puru si sa zente at in domo peta casu regotu ed ogni dulcura traditzionale.

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18 Febbraio 2011 - Categoria: eventi straordinari

Nemesi storica: le donne dei patrioti – di Antonio La Morte

La rievocazione del Risorgimento da parte del comico Roberto Benigni dal palco di San Remo è stata gradevole e pedagogica, al pari della lettura di Dante nelle piazze d’Italia. Ci voleva un comico illetterato per suscitare negl’italici petti un brivido d’amor patrio. La sua didattica, fatta di gesti e di parole, è sicuramente efficace e cattura l’ascolto di tutti. La sua “lezione” naif ha trascinato anche Umberto Eco, Flores D’Arcais, Cammilleri, Alba Parietti, insomma gl’intellettuali d’Italia. Luigi Manconi no e nemmeno Bianca Berlinguer. Per loro sei stato, caro Roberto, troppo buonista.

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16 Febbraio 2011 - Categoria: eventi culturali

L’insipienza di un magistrato che non sa di amministrare la giustizia a nome del popolo italiano che ha nella sua cultura la Croce. Come un prete che creda di assolvere il peccatore da sé e non in nome di Cristo.

Riportiamo questa cronaca non perché condividiamo l’atteggiamento del magistrato che, è palese, ignora del tutto la sua appartenenza al popolo italiano, ma per dimostrare che sicuramente non basta un concorso per promuovere un candidato a magistrato. Credo che ci vogliano esami ben più vasti sia sulla sua cultura sia sulla sua personalità e conseguentemente sulla sua capacità di amministrare la giustizia irresponsabilmente, vale a dire che se commette madornali errori, non paga. Bene hanno fatto a cacciarlo dalla Magistratura.

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16 Febbraio 2011 - Categoria: politologia

Meditazione breve sulla Costituzione prevaricata – di Ange de Clermont

Costituzione Italiana

art. 1 (…) La sovranità appartiene al popolo (…) E NON ALLA MAGISTRATURA!

art. 14 Il domicilio è inviolabile. E I MAGISTRATI NON DEBBONO VIOLARLO A CUOR LEGGERO!

art. 15 La libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili. I MAGISTRATI NON DEBBONO VIOLARLA E TANTO MENO DARLA IN PASTO AGLI OPERATORI DELL’INFORMAZIONE COME E’ ORMAI NELLA PRASSI DELLA MAGISTRATURA ITALIANA!

art. 27. La responsabilità penale è personale.

L’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva. NE’ I MAGISATRATI NE’ I GIORNALISTI NE’ GLI ORGANI D’INFORMAZIONE DEBBONO EMETTERE SENTENZE PRIMA CHE QUESTE SIANO STATE PRONUNCIATE DEFINITIVAMENTE DAI VARI GRADI DI GIUDIZIO. Si veda la recente sentenza della Cassazione che ha dato una lezione  ad uno sbracato giornalaio giudiziario (che fa rima con sballo, spanish).

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15 Febbraio 2011 - Categoria: politologia

Scelta libera. Scelta onesta – di Francesco Obinu

Noi non possiamo essere imparziali. Possiamo essere soltanto intellettualmente onesti: cioè renderci conto delle nostre passioni, tenerci in guardia contro di esse e mettere in guardia i nostri lettori contro i pericoli della nostra parzialità. L’imparzialità è un sogno, la probità è un dovere.

Gaetano Salvemini
Il grande storico meridionalista, socialista e antifascista, scrisse queste parole per la prefazione al libro Mussolini diplomatico, edito nel 1932 a Parigi, dove egli si trovava da rifugiato politico. Mi sembrano parole quanto mai opportune in riferimento all’odierna realtà.
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