Ojobda, 2051, Paolo di Tarso, soltanto ai Romani, noi del 2037 non c’entriamo siamo andati oltre a cura di Anjydaljà
1Paolo, servo di Cristo Gesù, apostolo per vocazione, prescelto per annunziare il vangelo di Dio, 2che egli aveva promesso per mezzo dei suoi profeti nelle sacre Scritture, 3riguardo al Figlio suo, nato dalla stirpe di Davide secondo la carne, 4costituito Figlio di Dio con potenza secondo lo Spirito di santificazione mediante la risurrezione dai morti, Gesù Cristo, nostro Signore. 5Per mezzo di lui abbiamo ricevuto la grazia dell’apostolato per ottenere l’obbedienza alla fede da parte di tutte le genti, a gloria del suo nome; 6e tra queste siete anche voi, chiamati da Gesù Cristo. 7A quanti sono in Roma diletti da Dio e santi per vocazione, grazia a voi e pace da Dio, Padre nostro, e dal Signore Gesù Cristo.
Ojobda, 30 gennaio 2037: la normalizzazione della Pen-Isola – di Anjydaljà
Dagli anni Ottanta i vari governi che si succedettero in Pen-Isola continuarono a giocare a “tocca a te” e “al 10%” e, distratti com’erano, presi da questi giochetti, non si resero conto che la formazione delle nuove leve destinate ad amministrare la giustizia, a causa del maledetto 1968, avevano toccato livelli culturali così bassi da riempire gli organici di semianalfabeti, di istrioni, e di bacchettoni.
La lingua sarda secondo il prof. Mario Alinei -di Massimo Pittau
Debbo riconoscerlo: nella mia qualifica di già professore ordinario di Linguistica Sarda nell’Università di Sassari e soprattutto di autore che finora ha scritto e pubblicato più di tutti gli altri linguisti intorno alla «Lingua Sarda» – ormai molto più dello stesso Max Leopold Wagner – incombeva su di me l’obbligo di esprimere un parere pubblico intorno al capitolo che il prof. Mario Alinei ha dedicato alla nostra lingua, nella sua molto discussa opera “Origine delle lingue d’Europa” – II. Continuità dal Mesolitico all’età del ferro nelle principali aree etnolinguistiche (Bologna 2000, cap. XVI). Se non ho espresso il mio parere sul capitolo dell’Alinei dipende dal fatto che, a lettura finita del capitolo, ho tratto la conclusione che quanto vi risulta scritto è un “disastro”. E questo è dipeso – a mio modesto avviso – dalla circostanza che l’Alinei si è infilato nell’argomento con una notevole disinformazione sia sulla preistoria, protostoria e storia della Sardegna, sia sugli ultimi 50 anni di studi linguistici sul sardo.
L’impegno educativo di G. B. Manzella – di Giovanna Congia
La formazione dei giovani
P. Manzella non si occupa soltanto dell’educazione dei bambini, per i quali promuoverà più di 25 asili nella Sardegna,[1] ma curerà anche la formazione dei giovani, soprattutto nell’ambito dei Circoli Cattolici e dell’Associazione Cattolica, che in quegli anni andavano costituendosi in Sardegna e particolarmente a Sassari in contrapposizione ai Circoli laici e socialisti che, supportati da repubblicani, radicali e sezioni socialiste, andavano sorgendo specie nei grandi centri urbani dell’Isola.
Peppino Atzei: un cristiano e un militare esemplare- di Francesco Cossu
Arzachena, 10 dicembre 2010
Sono grato a P. Arcangelo, a don Gabriele, alle sorelle … per aver accolto il nostro invito ed essere oggi tra noi.
Da molti anni, l’otto dicembre, rievochiamo una personalità che potremmo dire arzachenese perché si è particolarmente distinto per il suo impegno negli ambiti della vita civile e religiosa locale, perché riteniamo la memoria e la storia ci aiutino a conservare i valori tradizionali ed a trasmetterli alle nuove generazioni.
Quest’anno, dopo una discreta consultazione con la comunità, abbiamo deciso di ricordare, fra i tanti sottufficiali che si sono avvicendati nella locale stazione, la bella figura del maresciallo maggiore Peppino Atzei. perché era “una passona mintuata”, “una digna passona” e “lu paesi era cuntentu di li sò modi gentili”.
C’è una strana coincidenza tra la nostra celebrazione e l’8 dicembre del 1900. In quella data, attraverso le colonne della Nuova Sardegna, gli arzachenesi chiedevano al Governo l’istituzione di una stazione di carabinieri “ in questa borgata, come ha fatto in quasi tutti gli altri comuni dell’Isola”.
Leggi tuttoEuropa tedesca aut Germania Post-Euro? Riflessi dalla crisi dell’euro – di Massimo Faggioli
Al termine dell’anno 2010, la fine della crisi dell’Euro è ancora lontana, e l’economia tedesca ne trae vantaggio, a giudicare dai tassi di crescita impressionanti e non paragonabili con nessun paese dell’Occidente euro-atlantico. Ma il dibattito tedesco sul futuro dell’Europa e dell’Euro non recepisce nessun segnale di ottimismo dal positivo andamento dell’economia del più grande paese della Ue.
Verbale in latino e in sardo (1553 e 1555) dell’arcivescovo turritano Alepus- a cura di Mario Ruzzu
Nella trascrizione delle visite pastorali dell’Alepus mi sono attenuto ad una scrupolosa fedeltà al testo, così come è riservato in originale nell’A.T.C. (catalogazione S.K. 11, del Costa).
Vanno brevemente sottolineate le seguenti tre cose: l’estensione non è lo stesso per le settantadue cartelle, da me rimesse in ordine cronologico. Si notano infatti almeno quindici differenti grafie: di ognuno degli estensori è proprio oltre lo stile, anche un caratteristico uso della lingua e l’ortografia, che rende a volte decisamente impossibile una catalogazione del linguaggio, entro i canoni classici del lessico e della sintassi.
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