Debbo riconoscerlo: nella mia qualifica di già professore ordinario di Linguistica Sarda nell’Università di Sassari e soprattutto di autore che finora ha scritto e pubblicato più di tutti gli altri linguisti intorno alla «Lingua Sarda» – ormai molto più dello stesso Max Leopold Wagner – incombeva su di me l’obbligo di esprimere un parere pubblico intorno al capitolo che il prof. Mario Alinei ha dedicato alla nostra lingua, nella sua molto discussa opera “Origine delle lingue d’Europa” – II. Continuità dal Mesolitico all’età del ferro nelle principali aree etnolinguistiche (Bologna 2000, cap. XVI). Se non ho espresso il mio parere sul capitolo dell’Alinei dipende dal fatto che, a lettura finita del capitolo, ho tratto la conclusione che quanto vi risulta scritto è un “disastro”. E questo è dipeso – a mio modesto avviso – dalla circostanza che l’Alinei si è infilato nell’argomento con una notevole disinformazione sia sulla preistoria, protostoria e storia della Sardegna, sia sugli ultimi 50 anni di studi linguistici sul sardo.
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Commenti disabilitati su La lingua sarda secondo il prof. Mario Alinei -di Massimo Pittau . Leggi tutto
La formazione dei giovani
P. Manzella non si occupa soltanto dell’educazione dei bambini, per i quali promuoverà più di 25 asili nella Sardegna,[1] ma curerà anche la formazione dei giovani, soprattutto nell’ambito dei Circoli Cattolici e dell’Associazione Cattolica, che in quegli anni andavano costituendosi in Sardegna e particolarmente a Sassari in contrapposizione ai Circoli laici e socialisti che, supportati da repubblicani, radicali e sezioni socialiste, andavano sorgendo specie nei grandi centri urbani dell’Isola.
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Commenti disabilitati su L’impegno educativo di G. B. Manzella – di Giovanna Congia . Leggi tutto
Arzachena, 10 dicembre 2010
Sono grato a P. Arcangelo, a don Gabriele, alle sorelle … per aver accolto il nostro invito ed essere oggi tra noi.
Da molti anni, l’otto dicembre, rievochiamo una personalità che potremmo dire arzachenese perché si è particolarmente distinto per il suo impegno negli ambiti della vita civile e religiosa locale, perché riteniamo la memoria e la storia ci aiutino a conservare i valori tradizionali ed a trasmetterli alle nuove generazioni.
Quest’anno, dopo una discreta consultazione con la comunità, abbiamo deciso di ricordare, fra i tanti sottufficiali che si sono avvicendati nella locale stazione, la bella figura del maresciallo maggiore Peppino Atzei. perché era “una passona mintuata”, “una digna passona” e “lu paesi era cuntentu di li sò modi gentili”.
C’è una strana coincidenza tra la nostra celebrazione e l’8 dicembre del 1900. In quella data, attraverso le colonne della Nuova Sardegna, gli arzachenesi chiedevano al Governo l’istituzione di una stazione di carabinieri “ in questa borgata, come ha fatto in quasi tutti gli altri comuni dell’Isola”.
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Al termine dell’anno 2010, la fine della crisi dell’Euro è ancora lontana, e l’economia tedesca ne trae vantaggio, a giudicare dai tassi di crescita impressionanti e non paragonabili con nessun paese dell’Occidente euro-atlantico. Ma il dibattito tedesco sul futuro dell’Europa e dell’Euro non recepisce nessun segnale di ottimismo dal positivo andamento dell’economia del più grande paese della Ue.
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Commenti disabilitati su Europa tedesca aut Germania Post-Euro? Riflessi dalla crisi dell’euro – di Massimo Faggioli . Leggi tutto
Nella trascrizione delle visite pastorali dell’Alepus mi sono attenuto ad una scrupolosa fedeltà al testo, così come è riservato in originale nell’A.T.C. (catalogazione S.K. 11, del Costa).
Vanno brevemente sottolineate le seguenti tre cose: l’estensione non è lo stesso per le settantadue cartelle, da me rimesse in ordine cronologico. Si notano infatti almeno quindici differenti grafie: di ognuno degli estensori è proprio oltre lo stile, anche un caratteristico uso della lingua e l’ortografia, che rende a volte decisamente impossibile una catalogazione del linguaggio, entro i canoni classici del lessico e della sintassi.
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Commenti disabilitati su Verbale in latino e in sardo (1553 e 1555) dell’arcivescovo turritano Alepus- a cura di Mario Ruzzu . Leggi tutto
7 Gennaio 2011
- Categoria:
storia
Il 6 gennaio 1611 moriva a Valencia Juan de Ribera, dopo essere stato per 42 anni arcivescovo di questa città. Nato a Siviglia nel 1532, figlio di Pedro Enríquez y Afán de Ribera, duca di Alcalá e marchese di Tarifa, compì gli studi canonici, di arte e teologia, nell’università di Salamanca, dove ebbe come professori i grandi maestri del tempo: Domingo de Cuevas, Pedro de Sotomayor, Domingo de Soto e Melchor Cano. Ordinato sacerdote e conseguita la laurea in teologia, mantenne una stretta amicizia con i domenicani e i gesuiti e un rapporto epistolare con san Juan de Avila.
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Commenti disabilitati su Quattrocento anni fa moriva a Valencia l’arcivescovo Juan de Ribera. Semplice il volto e profondo il pensiero di Vicente Cárcel Ortí . Leggi tutto
Per queste considerazioni occorre partire dalla meteora del razionalismo e, diciamolo pure, dalla libertà individuale che si è fatta anarchia. Tutti credono di ragionare e in effetti non fanno che spostare i loro punti di riferimento a seconda della convenienza e degl’impulsi, talora nobili più spesso ignobili. La realtà effettuale va indifferente a tutte le astruserie umane né più nemmeno come va il sistema solare a cui poco importa che gli uomini si siano messi ad architettare giorni, mesi anni, meridiani e paralleli.
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Pastoriu primu e como
De s’ultima tempesta addoloridos
chie meda e chie pagu l’at proada
sa digrascia non siat ismetigada
pro vivere in paghe e aunidos.
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Commenti disabilitati su Pastoria primu e como de Giuanne Franchini . Leggi tutto