31 Dicembre 2011 - Categoria: versos in limba

Falzu e malu che matzone de Anghelu de sa Niéra

L'aurora

Bellu e caldu
tue ti mustras
finas tundu
e risplendente
su manzanu
a s’orizonte
m’atis puru s’Avrescada
e deo totu cuntentu
naro :

-S’est ischidadu su sole
a si fagher unu giru
in s’aera luminosa!-

 

A bortas
giogas allegru
cun sas nues
chi su ‘entu
movet che arveghes
biancas
in sos prados
de su Chelu.
Tando faghes
su birbante
cun sos giogos
de s’ojitu
deo iseto chi aberzas
s’oju mannu
chi mi ferint
sos duos ojos
c’apo in fronte.

 

 

Cand’arrivit
mesudie
ti che pigas
che.i sas aes
in punta

a su campanile
de su chelu.

Daeboi
pendulende
cando gia calat
sa die
ti ch’etas in su mare
cun rajos
e fogos mannos.

E gai mi
leas in giru
falzu
e malu
che
in desertu s’orizonte
cun lacos e prammas
birdes.

Falzu
e malu
che matzone
istas frimmu
tota die.
Est sa terra
ch’est girende
subra a tie.

 

E tue
istas riende
a bugliare
non solu
a mie
ma finas
totu su mundu
sos betzos
cun sos bajanos.

Ohi su giru
de su Sole
ite bella
leada in giru.
Est su giru
de sa terra
issu riet
a mata a terra!

Traduzione dell’autore

Falso e cattivo come  la volpe

Bello e caldo
tu ti mostri
e rotondo
e risplendente
al mattino
all’rizzonte.
Mi porti
anche l’Aurora
ed io tutto felice
dico:
-Si è risvegliato il sole
a farsi un giro
nel cielo luminoso.-
A volte giochi
allegro con le nuvole
che il vento pasce
come pecore bianche
nelle praterie
del cielo.

Allora fai il birabnete
facendo l’occhiolino
io attendo che riapra
il grande occhio
che abbacinano
i due occhi
che ho in fronte.

Quando arriva
mezzogiorno
tu sali come le aquile
nel campanile
del cielo.

Più tardi
come un pendolo
quando ormai
finisce il giorno
ti getti nel mare
con raggi di fuoco.
E così mi prendi in giro
falso e malvagio
come nel deserto
il miraggio
con laghi e palme verdi.

Falso e malvagio
come volpe
stai fermo
tutto il giorno.
E’ la terra
che gira
intorno a te.

E tu
stai sghignazzando
a far scherzi
non solo a me
a tutto il mondo
sia ai vecchi
che ai giovani.

Oh, il giro del sole
che bella presa in giro!
E’ il giro della terra
e tu ridi a crepapelle:

Leggi tutto
31 Dicembre 2011 - Categoria: eventi straordinari

Un altro anno, il 2011, se ne va dalle nostre menti e dai nostri corpi di Ange de Clermont

La terra come un’immensa nave da crociera continuerà a girare intorno al sole indifferente ai nostri calcoli cronologici, ai nostri cicli del tempo, ai nostri cicli  della vita, ai nostri cicli liturgici, ai nostri corpi e alle nostre menti che invecchiano. Come la terra anche l’intero universo è indifferente alle nostre vocine inconsistenti, a volte pacate, a volte irose, spesso sgraziate. Del relativo numero di scienziati che da nanetti cercano di sporgersi con strumenti inadeguati, l’universo e anche la terra non si cura, non calcola gli anni e tanto meno i cicli che pure col suo offrirsi al sole nei più svariati modi induce.

Leggi tutto
29 Dicembre 2011 - Categoria: memoria e storia

Angelino Tedde-Soddu senior (1911-1947), a cent’anni dalla nascita di quel soldato e contadino, che fu mio padre di Angelino Tedde junior

Angelino Tedde (1911-1947)

Angelino Tedde (1911-1947)

Mio padre, Angelino Tedde-Soddu, nacque a Chiaramonti cent’anni fa (1911). Nacque nella casa che era stata edificata probabilmente dal trisavolo Giovanni Andrea Tedde-Cossiga. Visse i suoi primi  16 anni a Teriales (1911-1927), una località non molto lontana dal paese, quasi a ridosso del fiume Giunturas che in quel punto sprofonda in una forra degna di un canyon americano, detta sas Baddes.

Leggi tutto
28 Dicembre 2011 - Categoria: cultura, versos in limba

A Gesus in allegria a cura di Domitilla Mannu

A Gesus in allegria est una cantone chi fintzas a unos trint’annos como alu si cantaiat in sas biddas de s’Anglona e de su Logudoro, mancari cun calchi versu cambiadu, in pius o in mancu, a segundu de su logu, su sero de s’ultima die de s’annu. Sos pitzinnos andaiant peri sa bidda, dae gianna in gianna, cun una beste de cabidale pro saccheddu, a cantare custa cantone de bona ura pro s’annu nou. In su 1982 apo rezistradu custa cantone dae sa boghe de tia mia, Giuannina Gallu .

Leggi tutto
27 Dicembre 2011 - Categoria: versos in limba

Cando t’ap’a lassare di Giangavino Vasco a cura di Domitilla Mannu

 

Cando t’ap’a lassare sola-sola,

non lasses ch’in su coro sa tristura

si let su logu de s’amore meu;

lassa ch’abbarret issu, tott’intreu,

po t’indulchire in pettus s’amargura,

contàndedi assunessi calchi fola.

Leggi tutto
26 Dicembre 2011 - Categoria: cultura

Audiatur et altera pars,Giosué! di Marco Bortolotti

Di un grand’uomo si vorrebbe conoscere tutto. Il poeta professore appartiene alla storia letteraria e, come si impara nella mostra mirabile e arguta dell’Archiginnasio curata da Marco Bazzocchi celebrativa del centenario, anche alla storia del costume e della psicologia amorosa. La mostra ingentilisce gli amori carducciani con il mito della bellezza classica e romantica, mostra galante, amabile, però…Carducci fu proprio così amoroso? Forse era più dedito alle voluttà della fantasia che a quelle dell’amore. Perché poi i biografi omettono le goffaggini dell’umanissimo, cruccioso Giosue? Uno solo intanto, per Luigi Russo, fu amore vero e profondo, quello per Carolina Piva, “Lidia “ nelle poesie, gli altri rispecchiano vaghe idealità sentimentali e letterarie. Quello per Annie Vivanti, seppur propiziato da versi radiosi, fu commercio di favori interessati e “ il povero Carducci che in fatto di donne era un professore di provincia, ci si lasciò pigliare come un merlo, e l’astuta avventuriera ci ha vissuto sopra”. Di Annie e del burbero Giosue che non rideva mai, si conoscono buffi aneddoti: il fiero cavallo da sella donato all’amazzone Annie comprato a Milano e pagato con lo sconto duemila settecento lire della tremila! ricevute da Zanichelli per un libro di poesie; Carducci pimpante che esibisce la giovane amante alla regina in Val d’Aosta, agli amici della Spezia, a Napoli, altrove, allevando maliziosi pettegolezzi; ometto quelli, deliziosamente piccanti, non comprovati dalle scritture (ecco, purgato, il più innocente : Giosue viaggiava con i mutandoni di pizzo della Vivanti nella valigia?)

Leggi tutto
25 Dicembre 2011 - Categoria: eventi straordinari

Adeste Fideles

Adeste fideles

Adeste fideles læti triunphantes
Venite venite in Bethlem.
Natum videte regem angelorum,

Venite adoremus, venite adoremus,
Venite adoremus Dominum.

En grege relicto, humiles ad cunas,
Vocati pastores adproperant:
Et nos ovanti gradu festinemus,

Æterni Parentis splendorem æternum,
Velatum sub carne videbimus:
Deum infantem, pannis involutum:

Pro nobis egenum et foeno cubantem,
Piis faveamus amplixibus:
Sic nos amanten, quis non redamaret?

Ergo qui natus die hodierna,
Jesu, tubi sit gloria,
Patris æterni, Verbum caro Factum est.

Leggi tutto
22 Dicembre 2011 - Categoria: cristianesimo, eventi straordinari

Natale del 2011 (o se prefiriamo del 2017) dalla nascita di Cristo di Angelino Tedde

 

Foto di Emma Linda Tedde

Secondo alcuni studiosi sembra che Gesù sia nato dai 4 ai 7 anni prima  di quanto noi lo festeggiamo. Non è questo che conta però, ma piuttosto il significato che la ricorrenza assume per credenti e non credenti. Solo un ignorante crasso può ritenere ininfluente nella grande storia del mondo la nascita di Gesù. Molti potranno non accettare che sia figlio di Dio (peggio per loro!) secondo la fede dei cristiani di varie confessioni, ma nessuno potrà affermare che dalla sua nascita il mondo sia cambiato e continui a cambiare, almeno per il riconoscimento dei diritti umani che sono alla base del cristianesimo. Del resto le grandi organizzazioni mondiali, a cominciare dall’ONU, si ispirano a principi cristiani. Per i credenti però, pur essendo gli uomini liberi di agire secondo il libero arbitrio, è Dio che muove e dirige la storia. Non si tratta quindi di un Dio assente o di un Grande Archietetto del mondo, secondo la fede massonica, ma di un Dio che guida e dirige e ispira la vita degli uomini pur in mezzo al caos creato nella natura e negli esseri viventi dal peccato originale. Dio è padre tenerissimo di tutti gli esseri viventi e custode di quelli inanimati anche se ha delegato tante cose all’uomo che spesso abusa del suo potere sugli stessi esseri umani e sulle vicende del mondo animale, vegetale e minerale. Di questi abusi dovrà rendere conto. La legge suprema che Iddio ci ha dato è quello di amarlo e di amarci tra noi uomini. Ha mandato, per insegnarci queste cose, il suo figlio prediletto Gesù Cristo, che è nato e vissuto povero e che poi si è lasciato condurre al supplizio come un agnello innocente, risorgendo da morte e confermando così la sua divinità. Gli uomini però continuano nella via di quell’ingratitudine che ha condotto Cristo a morte e gli angeli ribelli a sprofondare negli abissi di una ribellione vana e in un inferno dove regna l’odio e il terribile fuoco della mancanza di amore. L’inferno qui sulla terra e nell’altro mondo è proprio assenza di amore, di amore di Dio, sommo Bene, verso il quale dovremmo essere attrati come il bimbo alla madre, come l’uomo alla vita e all’azione. Quando questo manca è solo infinito disamore e tedio dell’esistere.

Leggi tutto
RSS Sottoscrivi.