5 Gennaio 2012 - Categoria: c'est la vie, versi in italiano

Nella notte senza luna di Ange de Clermont

 

Nella notte senza luna
nella notte senza vento
non si va a cercar fortuna
senza provare spavento.

 

La mancanza della luce
nel terrore dei fantasmi
tutte le fanciulle induce
a provar del cuor gli spasmi.

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5 Gennaio 2012 - Categoria: toponomastica

Orosei= di Massimo Pittau

Orosei (Oroséi) (paese della Baronia in provincia di Nùoro). Il toponimo esiste anche negli agri di Bosa, Calangianus e Talana e trova corrispondenza con gli altri toponimi Orosái (2: Birori, Pozzomaggiore), Orosè (Austis), Oroso (Bortigali), Orrosassò (Tonara); Orossolò e Oróssi (Fonni), Orrosile (Bultei), Orrossili e Arroséi (Baunei), Orosutho (Ollolai), Orusèi (Suelli, VGS), Rosalè (Orune), Arcu Rosadulu (Villasalto), Rosè (Porto Torres), Roséi (2: Pozzomaggiore, Tramatza) (accento, suffissi e suffissoidi sardiani o protosardi).

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5 Gennaio 2012 - Categoria: c'est la vie

Cicloturismo due di Marco Bortolotti

Quando leggerete questa seconda puntata “il tempo avrà lasciato il suo mantello di vento, di freddo e pioggia e sarà vestito di fiori, di sole chiaro e bello”;proprio il tempo che ci vuole per gitarelle in bici fuori porta. Per queste gite assai profittevoli e corroboranti, non ho suggerimenti da darvi se non l’invito a compierle così come è cosa civile e salubre, per noi e per gli altri, usare sempre la bici in città invece dell’autobus o, peggio, della macchina. Abbiamo a Bologna una benemerita “Consulta della bicicletta”, simpatici garbati signori e signore che consigliano, promuovono l’uso della bici e tentano di difendere disarmati ciclisti dall’ arrogante invadenza motorizzata. Bravi!

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Studi storici sui dialetti della Sardegna Settentrionale, II, di Mauro Maxia

Capitolo 2

Il trattamento del nesso –rt- a Castelsardo fra il 1321 e il 1337

Gli studi condotti finora dai linguisti non si sono fondati su una prospettiva storica che considerasse nella giusta luce i documenti, editi e inediti, che dimostrano la vigenza del còrso in Anglona già nel basso medioevo.

In effetti, già attraverso il lessico logudorese degli Statuti di Castelgenovese è possibile cogliere, seppure mascherate dalla terminologia tecnica di impronta toscaneggiante, diverse interferenze di origine còrsa.

È il caso di fare pochi ma illuminanti esempi (fra parentesi si riportano le corrispondenti forme della parlata di Castelsardo):

cap. LVI: “stragnu” (cast. strágnu)

CLIII e passim: “gictare, gittare” (cast. gittá)

CCVI: “marthesis” (cast. maltési)

CCVI: “nurachi” (cast. nurághi)

CCXIII: “lavare” (cast. lavá)

CCXV: “lauare et sciaquare” (cast. lavá e sciuccá)

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2 Gennaio 2012 - Categoria: cultura

Due o tre cose sull’amore e l’economia a Bologna di Marco Bortolotti

Parole appetitose si fanno leggere. Qui, nella pagina studentesca, l’amore non sarà la fiamma che brucia, consuma e presto si spegne. Sarà piuttosto un ragionevole amore universitario per gli studenti, come quello che si prova per i libri, per gli studi. Amore offerto, fontana che trabocca.

Nella foto c’è l’amore quando comincia. La ragazza è studentessa, porta sul petto, appese ad un laccio, le insegne dell’ordine goliardico del Fittone, accarezza con lo sguardo Pablito, studente di Salamanca, abbigliato con le vesti cinquecentesche della Tuna. Sono belli e giovani, si sono conosciuti nelle feste del maggio sulla scalea di San Petronio, si piacciono, mostrano il loro diritto ad emozionarsi. Dovrebbero piacere a tutti, eppure a qualche bolognese gli studenti danno fastidio. Con malinconico stupore ho sotto gli occhi una delle lettere inviate alle rubriche di vita cittadina, ricettacolo di malumori.

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31 Dicembre 2011 - Categoria: versos in limba

Falzu e malu che matzone de Anghelu de sa Niéra

L'aurora

Bellu e caldu
tue ti mustras
finas tundu
e risplendente
su manzanu
a s’orizonte
m’atis puru s’Avrescada
e deo totu cuntentu
naro :

-S’est ischidadu su sole
a si fagher unu giru
in s’aera luminosa!-

 

A bortas
giogas allegru
cun sas nues
chi su ‘entu
movet che arveghes
biancas
in sos prados
de su Chelu.
Tando faghes
su birbante
cun sos giogos
de s’ojitu
deo iseto chi aberzas
s’oju mannu
chi mi ferint
sos duos ojos
c’apo in fronte.

 

 

Cand’arrivit
mesudie
ti che pigas
che.i sas aes
in punta

a su campanile
de su chelu.

Daeboi
pendulende
cando gia calat
sa die
ti ch’etas in su mare
cun rajos
e fogos mannos.

E gai mi
leas in giru
falzu
e malu
che
in desertu s’orizonte
cun lacos e prammas
birdes.

Falzu
e malu
che matzone
istas frimmu
tota die.
Est sa terra
ch’est girende
subra a tie.

 

E tue
istas riende
a bugliare
non solu
a mie
ma finas
totu su mundu
sos betzos
cun sos bajanos.

Ohi su giru
de su Sole
ite bella
leada in giru.
Est su giru
de sa terra
issu riet
a mata a terra!

Traduzione dell’autore

Falso e cattivo come  la volpe

Bello e caldo
tu ti mostri
e rotondo
e risplendente
al mattino
all’rizzonte.
Mi porti
anche l’Aurora
ed io tutto felice
dico:
-Si è risvegliato il sole
a farsi un giro
nel cielo luminoso.-
A volte giochi
allegro con le nuvole
che il vento pasce
come pecore bianche
nelle praterie
del cielo.

Allora fai il birabnete
facendo l’occhiolino
io attendo che riapra
il grande occhio
che abbacinano
i due occhi
che ho in fronte.

Quando arriva
mezzogiorno
tu sali come le aquile
nel campanile
del cielo.

Più tardi
come un pendolo
quando ormai
finisce il giorno
ti getti nel mare
con raggi di fuoco.
E così mi prendi in giro
falso e malvagio
come nel deserto
il miraggio
con laghi e palme verdi.

Falso e malvagio
come volpe
stai fermo
tutto il giorno.
E’ la terra
che gira
intorno a te.

E tu
stai sghignazzando
a far scherzi
non solo a me
a tutto il mondo
sia ai vecchi
che ai giovani.

Oh, il giro del sole
che bella presa in giro!
E’ il giro della terra
e tu ridi a crepapelle:

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31 Dicembre 2011 - Categoria: eventi straordinari

Un altro anno, il 2011, se ne va dalle nostre menti e dai nostri corpi di Ange de Clermont

La terra come un’immensa nave da crociera continuerà a girare intorno al sole indifferente ai nostri calcoli cronologici, ai nostri cicli del tempo, ai nostri cicli  della vita, ai nostri cicli liturgici, ai nostri corpi e alle nostre menti che invecchiano. Come la terra anche l’intero universo è indifferente alle nostre vocine inconsistenti, a volte pacate, a volte irose, spesso sgraziate. Del relativo numero di scienziati che da nanetti cercano di sporgersi con strumenti inadeguati, l’universo e anche la terra non si cura, non calcola gli anni e tanto meno i cicli che pure col suo offrirsi al sole nei più svariati modi induce.

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29 Dicembre 2011 - Categoria: memoria e storia

Angelino Tedde-Soddu senior (1911-1947), a cent’anni dalla nascita di quel soldato e contadino, che fu mio padre di Angelino Tedde junior

Angelino Tedde (1911-1947)

Angelino Tedde (1911-1947)

Mio padre, Angelino Tedde-Soddu, nacque a Chiaramonti cent’anni fa (1911). Nacque nella casa che era stata edificata probabilmente dal trisavolo Giovanni Andrea Tedde-Cossiga. Visse i suoi primi  16 anni a Teriales (1911-1927), una località non molto lontana dal paese, quasi a ridosso del fiume Giunturas che in quel punto sprofonda in una forra degna di un canyon americano, detta sas Baddes.

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