Un microcefalico, volontario del cornuto, che si spaccia per artista, ha presentato, con fare pseudopensoso una farsa idiota, paragonabile alla merde d’artiste di una sedicente mostra di alcuni anni fa, fregandosene del sentimento religioso di milioni di credenti, accostando, in questa autentica bazzinata pseudoteatrale , lo sterco al Santo volto di Cristo e poi a far piovere liquame sullo stesso volto e a farlo colpire da un gruppo di bambini come ha fatto in Francia o da qualche adulto con oggetti vari. Preoccupato che gli spettatori non capissero il suo stercoso pensiero, ha fatto scrivere, sullo sfondo del palco -Tu sei (e non) il mio pastore.-
Leggi tutto
Commenti disabilitati su Pseudoartisti mendaci e privi del rispetto dovuto ai credenti in Cristo di Angelino Tedde . Leggi tutto

Capitolo 1
TITOLO E PROLOGO
[1]Cantico dei cantici, che è di Salomone.
La sposa
[2]Mi baci con i baci della sua bocca!
Sì, le tue tenerezze sono più dolci del vino.
[3]Per la fragranza sono inebrianti i tuoi profumi,
profumo olezzante è il tuo nome,
per questo le giovinette ti amano.
[4]Attirami dietro a te, corriamo!
M’introduca il re nelle sue stanze:
gioiremo e ci rallegreremo per te,
ricorderemo le tue tenerezze più del vino.
A ragione ti amano!
PRIMO POEMA
La sposa
[5]Bruna sono ma bella,
o figlie di Gerusalemme,
come le tende di Kedar,
come i padiglioni di Salma.
[6]Non state a guardare che sono bruna,
poiché mi ha abbronzato il sole.
I figli di mia madre si sono sdegnati con me:
mi hanno messo a guardia delle vigne;
la mia vigna, la mia, non l’ho custodita.
[7]Dimmi, o amore dell’anima mia,
dove vai a pascolare il gregge,
dove lo fai riposare al meriggio,
perché io non sia come vagabonda
dietro i greggi dei tuoi compagni.
Il coro
[8]Se non lo sai, o bellissima tra le donne,
segui le orme del gregge
e mena a pascolare le tue caprette
presso le dimore dei pastori.
Lo sposo
[9]Alla cavalla del cocchio del faraone
io ti assomiglio, amica mia.
[10]Belle sono le tue guance fra i pendenti,
il tuo collo fra i vezzi di perle.
[11]Faremo per te pendenti d’oro,
con grani d’argento.
Duetto
[12]Mentre il re è nel suo recinto,
il mio nardo spande il suo profumo.
[13]Il mio diletto è per me un sacchetto di mirra,
riposa sul mio petto.
[14]Il mio diletto è per me un grappolo di cipro
nelle vigne di Engàddi.
[15]Come sei bella, amica mia, come sei bella!
I tuoi occhi sono colombe.
[16]Come sei bello, mio diletto, quanto grazioso!
Anche il nostro letto è verdeggiante.
[17]Le travi della nostra casa sono i cedri,
nostro soffitto sono i cipressi.
Leggi tutto
Commenti disabilitati su Cantico dei Cantici: dialogo d’amore tra l’amata e l’amato . Leggi tutto
21 Gennaio 2012
- Categoria:
cultura
Una parola da non dire

il vecchio di Leonardo da Vinci
Nel 1971 esce in Italia, La terza età, traduzione di un testo di Simone de Beauvoir che, molto più realisticamente, si intitolava La vieillesse. Molto tempo è passato da quando la pensatrice francese denunciava una sorta di congiura del silenzio intorno al fenomeno della vecchiaia e ai suoi problemi specifici, non soltanto sanitari: oggi parliamo già di quarta età e continuiamo a preferire la nozione di anziano (letteralmente “nato prima”) a quella di vecchio. Ma ciò non significa che sia cresciuta la consapevolezza che la vecchiaia sia il tempo proprio di ogni uomo che vive a lungo e che è parte integrante della nostra condizione umana.
Leggi tutto
Commenti disabilitati su La vecchiaia nell’era della tecnologia e del consumo di Adriano Pessina . Leggi tutto
Costanza Miriano è nata 41 anni fa a Perugia e vive a Roma.
Sposa e mamma di quattro esseri che sarebbe ottimistico e incauto definire bambini, due di razza maschile e due femminile, un tempo era laureata in lettere classiche, ma attualmente studia le tabelline.
Aspirante casalinga, attualmente è giornalista alla RAI, tg3 nazionale.
E’ cattolica fervente, e, convinta che in cielo si vada solo per raccomandazione, cerca sempre dei canali preferenziali per arrivare al Capo Supremo. Trova che la messa e il rosario siano quelli che funzionano meglio.
Non c’è molto altro da aggiungere al suo curriculum, se non che ha corso varie maratone, il che poi è venuto utile nel gestire una famiglia estrema. Costanza Miriano, Spòsati e sii sottomessa. Spòsati e sii sottomessa. Pratica estrema per donne senza paura, Vallecchi Editore, Firenze 2011, pp. 252 € 12,
Costanza Miriano
L’uomo ha quello sguardo da cacciatore che potrebbe rivelarsi utilissimo se una beccaccia sfrecciasse in salotto, ma che lo rende totalmente inetto a reperire il burro nel frigo. La donna si lamenta, e vorrebbe che lui le dicesse quanto è brava, eroica e meravigliosa: lui, ammesso che sia rimasto nella stanza ad ascoltare, cercherà una soluzione rapida al problema.
Sposare un uomo, che appartiene irrimediabilmente a un’altra razza, e vivere con lui, è un’impresa. Ma è un’avventura meravigliosa. È la sfida dell’impegno, di giocarsi tutto, di accogliere e accompagnare nuove vite. Una sfida che si può affrontare solo se ognuno fa la sua parte. L’uomo deve incarnare la guida, la regola, l’autorevolezza. La donna deve uscire dalla logica dell’emancipazione e riabbracciare con gioia il ruolo dell’accoglienza e del servizio. Sta alle donne, è scritto dentro di loro, accogliere la vita, e continuare a farlo ogni giorno. Anche quando la visione della camera dei figli dopo un pomeriggio di gioco fa venire voglia di prendere a testate la loro scrivania. In questa raccolta di lettere originali ed esilaranti Costanza Miriano scrive di amore, matrimonio e famiglia in uno stile inedito: se fosse per lei produrrebbe delle encicliche, ma siccome non è il Papa mescola i padri della Chiesa e lo smalto Chanel, la teologia e Il grande Lebowski, sostenendo con ferrea convinzione la dottrina cristiana del matrimonio senza perdere d’occhio l’ultima borsa di Dior. D’altra parte, come scriveva Chesterton, «non c’è niente di più eccitante dell’ortodossia».
Il libro si può acquistare anche sul sito della Vallecchi. Clicca qui.
Per acquistarlo su Amazon clicca qui o su IBS clicca qui
Leggi tutto
Commenti disabilitati su Spòsati e sii sottomessa. Pratica estrema per donne senza paura di Costanza Miriano . Leggi tutto
Una chirca sotziulinguìstica e sos afficcos de sos Sardos
Pagos annos como sa Regione Autònoma de Sardigna ordinzeit una chirca sotziulinguìstica in su chi pertoccaiat a sas attividades de sa “Commissione tecnica – scientifica sullo stato delle lingue in Sardegna”. Custa commissione, sigundu su chi risultat dae sos attos pubblicados in su 2007, approveit s’ischeda de intervista chi a pustis isteit impreada pro sa chirca, in prus de sas proceduras de campionamentu. Sa chirca isteit assignada a sas universidades de Casteddu e de Tàttari chi la fattein peri sos dipartimentos de Ricerche economiche e sociali e de Scienze dei linguaggi[1]. Sas intervistas istein fattas in su 2006 dae tres gruppos de rilevadores chi si movein in tres zonas geogràficas chi faghian cabu a Casteddu, Nùoro e Tàttari. S’ammanizu e sas valutatziones de sos datos istein contivizados dae unu gruppu de ispecialistas de sas duas universidades[2].
In cuss’annu ebbia isteit imprentadu unu volùmene chi pertoccaiat a una chirca subra a s’impreu de sos còdices linguìsticos in tres comunas de sa Sardigna de Susu e chi fit istada fatta ses annos innantis[3]. Una de sas tres comunas in chistione (Erula) faghet parte de su stock de 50 comunas imbistigadas dae sa chirca regionale. Puru pro custu motivu, finas dae sa pubblicatzione de su rapportu de sa chirca regionale si podiat bider chi, in mesu a àtteras cosas, b’aiat tzertas faddinas in sa mappadura de sas variedades. Faddinas chi dae unu puntu de vista istatìsticu sun de un’importu mannu a manera de poder burrare sa valentzia iscentìfica de paritzos datos.
Leggi tutto
Commenti disabilitati su “Sos ispecialistas istùdien: sa limba est de chie la faeddat” di Mauro Maxia . Leggi tutto

Foto di Matteo Tedde
Il pomeriggio venne insieme al conturbante archeologo Andrea Galanu nella caserma di Miramonti. L’archeologo dalla mappa segreta e dai molti sospetti si presentò ai militi come Lucifero davanti a San Michele Arcangelo, pronto alla battaglia, se doveva esserci battaglia.
Il brigadiere Carrigni, appena ferito da Cupido per la bella Anghela Nigoleddu, non aveva nessuna voglia di dar retta ai sospetti delle comari del borgo, rapide nella diffusione delle notizie e dei sospetti, ma pronte a professare che la loro anima era da considerarsi libera dal prendere le chiacchiere come la verità definitiva sui fatti. Tra uomini del resto, più che tra donne, quelle chiacchiere diventavano indizi gravi, tra i pastori dalla mente piuttosto statica, meno grave per i contadini più ingegnosi a causa del dover combattere ogni giorno la battaglia della vita come prestatori d’opera verso possidenti che univano la sobrietà del remunerare alle pretese dell’avere. Inoltre gli uomini più che con le chiacchiere con sguardi, con gesti,con mezze parole dicevano e non dicevano, quasi facenti parte di una commedia di mimi.
Leggi tutto
Commenti disabilitati su XI. La filosofia di Andria Galànu di Ange de Clermont . Leggi tutto
Ritengo opportuno esporre e spiegare quali siano state le circostanze favorevoli che mi hanno spinto e convinto a tentare l’impresa, certamente molto ardua, della interpretazione e traduzione dei testi più lunghi e anche più difficili della lingua etrusca.
1ª) Fin da ragazzo, familiari, amici e compagni hanno riconosciuto in me una particolare caratteristica che mi sono portato dietro per tutta la vita: la “perseveranza” o – chiamamola pure – la “caparbietà”: non arrendersi di fronte alle difficoltà, non stancarsi di provare, fare innumerevoli tentativi per risolvere un problema. Da ragazzo e da adolescente accettavo la sfida coi compagni a risolvere problemi che qualcuno aveva già risolto: «Se ce l’hai fatta lui – dicevo – ce la farò anche io, sia pure in un tempo più lungo». Questa mia caratteristica mi è servita parecchio nella mia educazione scolastica, soprattutto nella mia preparazione linguistica: studiando il latino e il greco mi ero imposto di non ricorrere mai ai noti libri di “traduzioni interlineari” degli autori classici, che invece erano e sono di uso generale fra gli studenti, e con questo mi dovetti imbarcare nella dura fatica di tradurre i testi classici, vocabolo per vocabolo, frase per frase.
Leggi tutto
Commenti disabilitati su Introduzione ai grandi testi della Lingua Etrusca di Massimo Pittau . Leggi tutto
Luigi Ladu, Pitzinnos Minores, Roma 2011, pp. 144.
Erano tempi sicuramente difficili, per il ceto sociale di appartenenza del piccolo Luiseddu, di scuola materna, non solo, non si parlava, ma con molta probabilità, non vi era nessun riferimento circa la sua esistenza. Appunto per questo, il primo approccio diretto con le istituzioni e le sue attività culturali, sociali e di aggregazione, era sicuramente la prima classe della “Scuola Elementare”.
Per quel birbante di fanciullo, quel fatidico giorno, si avvicinava in modo più che veloce, mentre le giornate sembrava corressero celermente. Così con l’emozione, anche la paura, che a dir poco, erano seriamente intense e angoscianti.
Malgrado questo stato d’animo, l’incontro con una più ampia e vasta mole di coetanei, stuzzicava, nel fanciullo, una vigorosa fantasia con mille interrogativi, che purtroppo e inesorabilmente restavano senza una giusta risposta.
Leggi tutto
Commenti disabilitati su Luiseddu e la scuola di Luigi Ladu . Leggi tutto