“CAVALLINO DELLA GIARA” da Sardegna Forestas.

Origine zoogeografica:

Origine zoogeografica:
Giovanni Pische nasce a Santu Lussurgiu nel mese di febbraio del 1921. Da ragazzo impara a nuotare nel rio Sos Molinos (in su foiu de tiu Pane Dente), e gioca come portiere nella locale squadra di calcio. Un ragazzo pieno di vitalità e di amicizia per tutti, giovani e vecchi.
A diciott’anni si arruola nell’Aeronautica Militare e partecipa alla seconda guerra mondiale come marconista di bordo. Il 14 giugno del 1943 il suo aereo viene abbattuto in un conflitto con due caccia inglesi. Si ritrova così in mare, ferito, aggrappato all’ala del suo aereo. Per sei ore lotta tra le onde, in quell’acqua che era da sempre il suo elemento vitale, sino a quando alcuni pescatori di Carloforte lo traggono in salvo.
Anche nella Federazione Russa siamo conosciuti e da 17 cittadini visitati.

Quella notte lontana, a Betlemme, quando nacque il Bambino che cambiò il mondo, bivaccavano, assonnati e infreddoliti sulle pietrose colline poco più su della grotta della Natività, degli uomini rudi avvezzi alla fatica. Erano pastori, custodi di greggi.
Quella notte, come tante notti, coperti da umidi pesanti pastrani, si scambiavano scarne parole; forse pure i loro pensieri erano scarni, dimentichi perfino di Dio, al cui amore da tempo avevano smesso di credere.
Non ne parlavano, di quella mancanza, la percepivano soltanto come dolore.
Ed ecco, quella notte, e fu davvero all’improvviso, nell’oscurità gelida appena smorzata dai falò in disfacimento, tra i loro rigidi silenzi, avvenne qualcosa. Arrivò qualcuno.
“Un angelo del Signore si presentò
davanti a loro
e la gloria del Signore
li avvolse di luce.
Essi furono presi da grande spavento,
ma l’angelo disse loro:
«Non temete,
ecco vi annunzio una grande gioia»”. (Lc 2,9ss).
Una grande gioia!
Una grande gioia.
Che ne sapevano, loro, della gioia?
Dato l’analfalbetismo di ritorno il 90% degl’italiani non si è accorto del cosiddetto scandalo Vaticano durato secondo il costume giudiziario italiano troppi giorni: mancava giusto l’esame della carta igienica con cui gl’imputati e i magistrati hanno provveduto alla bisogna. Comunque è merito di questo tribunale divenuto Vaticano la conduzione del dibattimento e finalmente la conclusione. Ovviamente di primo grado. Speriamo che entro qualche annetto inizi e si concluda il secondo grado e, infine, la cassazione.
I personaggi starebbero a pennello in una commedia di Pirandello o forse anche di De Filippo.
Prelati, finanzieri e immobiliaristi, manco a farla a posta di chiara fama e con relazioni con le più famose banche e bancarottieri nazionali e internazionali. Qualche agente segreto in relazione, a suo dire, con i più quotati agenti segreti internazionali allo scopo di pretendere per la liberazione di una una religiosa sequestrata dai Mau Mau la discreta sommetta di oltre mezzo milione di euro.
Il cardinale Angelo Becciu non ci sta. Il tribunale del Vaticano lo ha condannato a 5 anni e mezzo di reclusione nello scandalo del palazzo di Sloane Avenue a Londra oggi sarà ospite a Cinque Minuti su Rai1 per difendersi. Mentre ieri il fratello Mario ha professato la sua innocenza in un’intervista al Tg1. Ma anche la sua presunta “Dama” Cecilia Marogna, arrestata e poi processata e condannata a tre anni e mezzo di reclusione, professa la sua innocenza. La manager sarda è finita sotto accusa per un bonifico di 575 mila euro che doveva servire a liberare una suora rapita in Mali. E che ne avrebbe spesi 436 mila per acquistare borse di Prada e Louis Vitton, una poltrona Frau e cosmetici Chanel. Oltre ad aver soggiornato a Ibiza, Bormio e alle Terme di San Pellegrino.
Si narra che la gola profonda di questo brutto affare vaticano che ne esce pulita come l’acqua cristallina delle fontane romane sia il Perla-Asca, un elegante monsignore che obbedisce come Fantozzi a tutte le sollecitazioni peccaminose del sardo pattadese suo capo ufficio. In mezzo a tutta una serie di malavitosi che emergono dal processo vaticano carichi di varie condanne emerge la limpida coscienza di questo comasco che in sardo diremmo “ruffiano” non per esser stato un mezzano d’intrecci amorosi, ma piuttosto perché come un Fantozzi vendicativo decide di vuotare il sacco. Con chi? Forse direttamente col Papa o coi suoi segretari. Oggi, limpido e finalmente pago, ne esce pulito senza pagare cinque centesimi di penale. Lui, come i kapò dei campi di concentramento, ha la coscienza a posto.