Amma Maria Sechi, Les oiseaux sans plumes” publié par : //www.publier-un-livre.com/fr/catalogue-one :468-les oiseaux sans plumes Belgique, 2017 pp. 230,
€. 20,00
Oggi visita a casa di Anna Maria Sechi, di Perfugas, ma residente da una vita in Belgio, si trasforma in un salotto letterario. Ieri, poi, mi ha portato il suo libro in lingua francese, una gioia per lei, ma anche per noi suoi amici. Ha già le copia pronta per stampare la versione italiana che ho avuto anni fa il piacere di leggere. Speriamo anche la versione in lingua sarda. Nel libro sono raccontate le vicende della sua vita tribolata sia in Sardegna sia in Belgio. Nata a Perfugas, a 5 anni, si è trasferita con la famiglia nel Marghine dove il padre svolgeva in estrema ristrettezza il lavoro di cantoniere provinciale. L’uomo sognava il sol dell’avvenire quando con una pubblicità degna di miglior causa si allettarono i lavoratori sardi a cercare fortuna in Belgio. Le promesse: una casetta bene arredata, in un posto civile e una paga da minatore abbastanza consistente. Un amo a cui tanti abboccarono.
Così, il padre parte e poco dopo chiama la famiglia. La ragazza ha appena compiuto 12 anni e ha ricevuto i sacramenti consueti nella chiesetta di Birori, in quel frangente si presenta l’opportunità di essere adottata da una coppia italo-americana che è senza figli, un sogno presto spento per via della lentezza burocratica dell’epoca. Parte in Belgio dove la casetta arredata è una chimera che si trasforma in schiere di baracche o in un sito industriale inagibile bombardato durante la guerra, con finestre sgangherate senza vetri. Vita da sfollati, niente acqua nelle catapecchie, niente bagni, spifferi in abbondanza da tutte le parti. Alla sognante e sensibile adolescente si schiudono le speranze di fronte ad una realtà bruttale. Il tempo inesorabilmente passa e la fanciulla precocemente cresciuta si ritrova a dover accudire ai fratelli che uno dopo l’altro la madre mette al mondo, col padre che deve lavorare a migliaia di metri sotto terra e rovinarsi i polmoni con la silicosi. Un bel giorno dalla Sardegna giunge un parente, giovane e bello e desideroso di lavorare. Viene accolto in casa e tra i due ragazzi scoppia l’amore anche se lui ha ventisei anni e lei appena quindici. Mettono su famiglia e così ha inizio un’altra storia; dopo il padre anche il marito minatore. L’ambiente sociale isola i nuovi arrivati: volevano solo uomini e non famiglie. Che ci fanno in Belgio quest’italiani guardati con diffidenza?
I due coniugi si dann0 da fare, lui lascia dopo un certo numero di anni la miniera ed entrambi cercano lavoro tra famiglie abbienti che naturalmente li trattano con riguardo, ma il lavoro è lavoro e non ci sono vacanze o giorni liberi. Case belle, bei giardini, belle campagne, ma loro sono personale di servizio e debbono sgobbare tutti i giorni della settimana non esiste un ciclo liturgico delle feste comandate né feste nazionali, il personale, Anna Maria e marito, deve lavorare e i signori debbono spassarsela nel più fastoso dei modi: poco manca che non debbano dormire alla porta per contare il respiro dei padroni. Essi come persone contano poco, sono macchine da lavoro. A questa situazione si ribellano e cercano e cercano lavori dove ci sia un minimo spazio anche per loro. Riescono a crearsi un loro nido in una casa decente, mettono al mondo due figlie una delle quali nasce purtroppo con l’anemia mediterranea e necessita di continue trasfusioni.
Una battaglia anche per curare la figlia per una malattia che in Belgio è poco conosciuta in ambito medico; una madre però non si arrende e mette i medici belgi in relazione con quelli italiani e sollecita le stesse case farmaceutiche. Vinta questa battaglia riesce anche a vincere la battaglia dell’accoglienza a scuola della ragazza che così pur con tutte le cure può conseguire un diploma superiore e trovare lavoro.
Sul fiorire della primavera della vita, a vent’anni, la ragazza per un fatale errore muore sul posto di lavoro. Il logorio della vita travagliata mette in crisi anche la coppia dal momento che per anni ha vinto il primato della madre sulla moglie; un doloroso chiarimento pacifica gli animi e il mènage va avanti sereno.
Vita tribolate con pesante croce da tutte le parti. La storia a tratti spinge alle lacrime per la sensibilità della scrittrice, peraltro autodidatta.
Un libro da leggere per capire tante cose dello sporco affare di uomini contro carbone e della dolorosa integrazione degl’italiani in Belgio.
Traduzione Francese della recensione a cura di Anna Maria Sechi
Angelino : recension « oiseaux sans plumes »
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