“Giovanni Matteo Tedde (1875-1927) da contadino a Regia Guardia di Finanza” di Angelino Tedde
Secondo la stilista chiaramontese Iolanda Denanni:
“L’abito che indossa è un gessato ed è confezionato a mano.Il periodo è degli ultimi dell’ottocento metà novecento. Lo stile era quello. Ne ha confezionati diversi anche mamma (Zuzza Spanu). Lei si era specializzata anche sugli abiti moderni, aveva conseguito il diploma di sarta a Genova.Tuo nonno quando è partito di certo non aveva quell’abito essendo più o meno del periodo di mio nonno Gavino Denanni:il classico abito di allora nei nostri paesi era pantaloni di fustagno o panno, camicia bianca gilet o panciotto di panno, giacca sempre di panno o di velluto e su bonette.Può darsi che tuo nonno vestisse ancora il classico costume in orbace e l’abbia smesso proprio quando è partito. Io mio nonno in costume non l’ho conosciuto.C’è da dire che i signorotti del periodo di tuo nonno vestivano con gli abiti così detti moderni. Vedi le foto dei Falchi.”
Dopo la presentazione dell’abito della fotografia di nonno cerchiamo di percorrere la sua vicenda umana dalla nascita alla morte.
Gli avi di nonno
Mi pare necessario, prima di stilare il breve profilo di mio nonno Giovanni Matteo Tedde, noto Matteo, accennare brevemente ai suoi avi.
Il bisnonno Matteo Tedde Pinna, nato nel 1756 e morto nel 1819, aveva sposato il 16 settembre del 1784, dunque a 28 anni, Domenica Cossiga dalla quale ebbe 8 figli di cui 3 femmine (Anna (26.10.1784) da questa nascita si rileva che sposò la moglie in chiesa all’ottavo mese anche se probabilmente si era sposato prima in Comune, dal momento che allora ci si doveva sposare sia in chiesa sia in comune separatamente. Maria Pietruccia nacque nel 1787; Giovanna Vincenza nel 1789: seguirono i maschi Giovanni Antonio nel 1792; Antonio Michele nel 1795; Lorenzo Alfonso nel 1800; Giovanni Andrea nel 1804. Non curandoci ovviamente degli altri sette tra figlie e figli, che diedero vita ad altre famiglie, ci occupiamo di quest’ultimo che fu il nonno di Giovanni Matteo.
Da notare che quest’avo mise su famiglia nel periodo appena precedente alla rivoluzione francese, durante e subito dopo, quando Napoleone divenne Imperatore dei Francesi. Da rimarcare anche che nel 1792-94 ci fu la “sarda rivoluzione.” In paese all’epoca ci furono dei sussulti e nulla più a voler seguire le annotazioni annalistiche di Giorgio Falchi.
Giovanni Andrea (1804) si sposò con Chiara Giovanna Maria Cossu dalla quale in prime nozze ebbe Matteo il 21 agosto 1829, ormai in piena Restaurazione e alla vigilia dei moti liberali.
Caterina Georgia senior nacque il 22 settembre 1831, Alfonso il 20 settembre 1834, Caterina junior il 9 settembre 1835 e morì il 15 dello stesso mese; Maria nacque il 9 febbraio 1837; Pietro Antonio il 7 gennaio 1840 e altri quattro figli dalle seconde nozze con Gavina Lucia Rebbecchesu Canu di Ploaghe, figli che ai nostri fini non interessano. C’interessa invece Pietro Antonio, noto Antonio, che fu padre di Giovanni Matteo, noto Matteo.
Giovanni Matteo Tedde fu denunciato presso il Municipio di Chiaramonti, essendo sindaco Giorgio Falchi. Ecco alcune tracce dell’ estratto di nascita:
“L’anno Mille ottocento settantacinque addì cinque agosto a ore pomeridiane sei e minuti cinquantacinque nella casa comunale
Avanti a me Falchi Madau avvocato Giorgio Sindaco ed Ufficiale dello Stato Civile del Comune di Chiaramonti, è comparso Tedde Antonio, d’anni trentacinque, agricoltore, domiciliato in Chiaramonti, il quale mi ha dichiarato che alle ore antimeridiane due e minuti cinque, del dì tre del corrente mese, nella casa posta in via Grande, al numero 187, da Malta Mudadu Filomena, sua moglie, donna di casa, e seco lui convivente, è nato un bambino di sesso maschile che egli mi presenta, e a cui dà il nome di Giovanni Matteo”.
Colorita questa prima “presentada” del bimbo nel Comune di Piatta, forse appena ultimato a piano terra.







