Mario Nieddu nacque a Nulvi il 3 gennaio del 1943 da una famiglia di pastori. Perse la madre a 4 mesi dalla nascita.e fu allattato da una balia. Ad un anno dalla vedovanza il padre si risposò e il ragazzo fu allevato dalla matrigna Mariangela Scarpa. La sua infanzia non fu molto facile data la gracilità del bambino che tra un ricovero in ospedale e l’accudimento domestico riuscì a sopravvivere. Frequentò regolarmente l’asilo e le scuole elementare e come tanti suoi coetanei fu avviato al lavoro precocemente nei campi e nella pastorizia apprendendo dall’esperienza di lavoro non solo a coltivare la terra, ma anche ad accudire agli animali.
A vent anni abbandò la campagna alla ricerca di un lavoro nell’industria. Apprese il mestiere di saldatore e con questa qualifica svolse attività lavorativa sia in Italia che all’estero.
Si iscrisse al PCI fin da giovane per tutelare il suo lavoro. A 31 anni si sposò ed ebbe dalla moglie Chiara tre figlie e un figlio che seppe allevare con sollecitudine favorendo la loro istruzione per il conseguimento di un diploma superiore.
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Li guardo.
Sono di spalle e se la ghignano, i due.
“Vai, vai tranquilla. Ci vediamo fra un paio d’ore. Stai serena.”
Dicono. I due. Mio figlio e mia madre.
Tanto lo so già che quando tornerò avranno la luce negli occhi di chi ha notevolmente arricchito la sua collezione di minchiate.
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Per ricordare la Serva di Dio, suor Teresa Tambelli , Figlia della Carità, che dal 1925 al 1964 si è presa cura dei picciocus de crobi – i “Marianelli” – domenica 25 febbraio nell’asilo della Marina è stata celebrata una Messa solenne presieduta dal padre Giuseppe Guerra, C.M. Procuratore presso la Santa Sede e Postulatore per la Causa dei Santi.
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27 Aprile 2021
- Categoria:
storia

Tomba del Glossatore Bologna
Prima di affrontare il discorso sulla sepoltura di Donna Lucia Tedde Delitala di Chiaramonti, (benché fosse nata a Nulvi di madre nulvese e padre di origine chiaramontese, visto che il nonno don Salvatore Delitala, arrendatore delle decime della diocesi di Ampurias, era chiaramontese) (Tamponi,2019), abbiamo voluto accennare alle sepolture dal tardomedioevo all’età contemporanea.
Era costume tra i cristiani, fin dal tardomedioevo, seppellire i defunti nelle chiese così che i parenti li ricordassero nelle preghiere e nei suffragi. A Bologna per i più illustri dottori dell’Alma Mater scholarium, tra il XIII e XV secolo, furono costruite nelle piazze circa 12 tombe aeree che sono giunte fino a noi (Brizzi, 2021).
In molte chiese esistevano anche dopo la morte delle distinzioni tra le sepolture.
In genere i sacerdoti venivano calati in una fossa o cripta scavata presso il presbiterio, davanti all’altare maggiore, sulla tomba veniva posta una lastra di marmo o la botola dotata di fori per sollevarla al momento opportuno. I vescovi talvolta godevano del privilegio di un sarcofago, una bara di marmo o di pietre .
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Il collega ed amico blogger Carlo Patatu, a proposito dei dati emersi all’anagrafe al 1 gennaio 2021 scrive;
“rPer ogni nuovo nato, da noi ci sono stati oltre quattro decessi. Quattro a uno, dunque. A favore di chi se ne va. (…) L’anno 2020 ha fatto registrare soltanto 5 nascite (4 maschi e 1 femmina). I decessi sono stati ben 21 (11 maschi e 10 femmine); cioè oltre il quadruplo rispetto all’unico nastro rosa e ai quattro azzurri. Se insieme a questo dato, per niente incoraggiante, consideriamo che, nel corso del medesimo anno, gli emigrati in altri comuni sono stati 28 a fronte di 18 nuovi arrivi in paese, nel Dicembre scorso il saldo demografico si è chiuso in negativo: un preoccupante -26!
Con questi numeri non si andrà lontano. Alla data del 1. Gennaio scorso, i residenti eravamo 1.551 (789 femmine e 762 maschi). “
Considerazioni amare alle soglie dei 671 anni dalla fondazione del Castello e del Borgo. Se continueremo con questo ritmo demografico, in linea teorica, a festeggiare i 700 anni dalla fondazione nel 2050 saranno soltanto 779 abitanti, un numero inferiore ai primi del 1700 quando gli abitanti raggiunsero i 1167. Occorre dire, tuttavia, che per nostra fortuna esistono delle leggi di fecondità secondo il demografo francese Jean Flandrin in forza delle quali una comunità che tende ad estinguersi ha poi un’esplosione di fecondità che se proprio non rimette le cose a posto le aggiusta. |
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Marco Milanese, Alghero Archeologia di una città medievale in “Sardegna Medievale, 4 “Carlo Delfino Editore, Sassari 2013 pp. 170 con molte fotografie degli scavi.
La lettura di questo libro del grande medievalista Marco Milanese è davvero appagante. Visitare Alghero attraverso gli scavi che vanno dall’epoca dei Doria che l’hanno fondata fino e oltre la conquista dei catalani e aragonesi cioè dal XII al XV e giù fino al XIX secolo.
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Sarah Savioli
Ieri, cercando la foto di uno dei cani del mio cuore, ho trovato questa.
E’ la foto della festa all’asilo per il mio quinto compleanno, un’antesignana della situazione a mezzobusto “maglia elegante-braghe del pigiama” che viviamo oggi nelle riunioni in chat.
Infatti, a parte il vano tentativo di mia madre di chiudere i miei capelli anarchici in un’acconciatura decente, il vestitino è da grandi occasioni (lo odiavo, maledetto, lui e i suoi accidenti di pizzi e bottoncini che tiravano ovunque!), ma nella parte che non si vede avevo entrambe le gambe avvolte in grosse fasciature spesse due dita.
Qualche giorno prima infatti avevo avuto la brillante idea di scendere una rampa di scale con i pattini ai piedi.
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Ieri mia moglie ha fatto il vaccino, ma che fatica!
La Promocamera di Sassari era una bolgia infernale, con centinaia di pazienti in attesa all’aperto – Le chiamate sugli orari programmati avvenivano con quasi due ore di ritardo – Chi deve vergognarsi per un tale disastro, cui la gente non riesce ad abituarsi?
di Carlo Patatu
L’avvio pareva promettente. Appreso dal giornale che i soggetti della fascia di età 70-79 anni potevano prenotare il vaccino, Martedì 6 Aprile ho spedito via internet all’ATS (Azienda Tutela Salute) la prenotazione per mia moglie. Pochi minuti dopo, un SMS mi comunicava che il messaggio era stato ricevuto.
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