Il nostro branco di buoi a pascolo abusivo
Un giorno i nostri buoi, (che in genere pascolavano nelle tanche di Chirralza di proprietà di Zappalà), sconfinarono nei pascoli delle mucche dei Madau, ricchi notabili del pase e nostri soccidari.
Ricordo quell’evento come se fose capitato oggi. Il vaccaro dei Madau, in compagnia di Andrea Pileri, venne nel nostro casolare ad avvisare mio padre perché ritirasse i suoi buoi. Io, allora di sei anni appena, (si era nel 1945) volli partecipare con loro cavalcando in groppa al cavallo di Andrea Pileri, fattore dei Madau, sapendo che si trattava di un amico di mio padre. Cosi giungemmo nei pascoli: mio padre, si avviò, a cavallo, verso il branco dei buoi e invitandoli con dei semplici richiami riuscì ad allontanarli dalle mucche e dal pascolo altrui. C’è da osservare che i buoi erano castrati, altrimenti la cosa sarebbe stata sicuramente più difficile.
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Sostegno economico e custodia dei figli per le donne abbandonate dai mariti. Fino a oggi, in assenza di documenti ufficiali, la sposa non aveva alcuna garanzia. Il governo di Sheila Dikshit, chief minister di New Delhi, ha approvato una bozza di legge che renderà obbligatoria la registrazione matrimoniale, per tutte le nuove coppie di sposi della capitale. La Delhi Registration of Marriage Bill 2007 prevede inoltre una multa di 1.000 rupie (circa) per quelli che non registreranno il proprio matrimonio entro 60 giorni.
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Commenti disabilitati su Il mondo al femminile in India e in Italia a cura di Angelino Tedde (In italiano e in francese) . Leggi tutto
Popoladu est su mundu
de ses (e) miliardos
lu giramus in tundu
ca semus Sardos.
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Il pessimo operaio in Germania, fornito di diploma all’Ipia, divenuto poliziotto, presentatosi probabilmente a sostenere gli esami in divisa da poliziotto, laureratosi in leggi probabilmente senza dare istituzioni di diritto romano, divenuto commissario di polizia e poi accolto non sappiamo con quali mezzi in magistratura, affossatore dei partiti democratici che dal 1945 in poi hanno retto l’italia, da quando, lasciata la toga non si sa se spontaneamente o perché glielo hanno suggerito i superiori, è diventato un aspirante leader politico, nelle sue contadinesche uscite parlamentari e nelle sue esibizioni con la mietitrebbia, non ha altri mezzi dialettici se non quelli di demonizzare gli avversari e volerli fuori dalla lotta politica.
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Commenti disabilitati su Un demonizzatore degli avversari e analfabeta politico di Ghigno di Tonca . Leggi tutto
All’alba degli anni Duemila il progetto europeo ha dedicato attenzione soprattutto ai propri confini orientali, con l’esplicita promessa che, una volta cessata l’emergenza della caduta della cortina di ferro, avrebbe concentrato i propri sforzi per rinsaldare i legami con la sponda sud del Mediterraneo.
I vari progetti che, dalla metà degli anni Novanta del Novecento, sono stati messi in campo per preparare il terreno al partenariato euromediterraneo hanno però dimostrato la propria inefficacia: il processo di Barcellona si è arenato sulla scorta delle rinnovate tensioni mediorientali e sull’esplodere dell’emergenza fondamentalista che ha profondamente diviso (complice l’aggressiva presidenza di Bush Jr) i paesi europei.
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Nella valle di Oloiti, in Su Sassu di Chiaramonti, nei pressi della primonovecentesca chiesetta di San Giuseppe, località di abbondante macchia mediterranea, lavorava il carbonaio Pietro Spanu, conosciuto col sopranome di Lumbardu, uomo ben voluto e apprezzato da tutti, come gran lavoratore. Col suo asino trasportava di norma tre sacchi di carbone per volta, percorrendo l’unico tratturo comunale, con impreviste insidie nel percorso accidentato da buche, salite, ripide discese, fiumi in piena, frasche che rallentavano il passaggio del carico.
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Di recente un mio casuale rinvenimento documentario mi ha ulteriormente rafforzato nella convinzione che il nome del cristiano Efisio, martirizzato a Nora durante la persecuzione di Diocleziano (302-311 d. C.), sia carico di un notevole valore dimostrativo rispetto alla storia della Sardegna antica. Già nella mia vecchia – e in buona parte ormai superata – opera La lingua dei Sardi Nuragici e degli Etruschi (Sassari 1981, pagg. 44-45, 164) avevo sostenuto come molto probabile che Efísiu in origine significasse «consacrato ad Artemide Efesia».
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Cantadore e sonadore a chiterra
Custos mutos los cantaiant in sas biddas de s’Anglona, mi sunt torrados a mente ammentos de pitzinnia, cando babbu , a s’ispissa, recuiat a domo impare a carchi amigu a cantare a chiterra. Unu de custos amigos fit tiu Pedru Brundu, un’omine bonu e geniosu , apassionadu de cantigu, faeddaiat e cantaiat in logudoresu e in gadduresu. M’ammento chi cantaiat cun boghe atonada e piena de sentidu “ putajola chi no tinni,/ no la trata putadori,/ candu è calatu lu soli/ candu è ora d’andacinni./ Ancora sei filugnana comu candu eri minori,/ ancora sei furacori comu candu eri aggjana”/ o puru “Suspiri di lu me cori /in cambiu miu andeti,/ e fideli visiteti/ l’unicu oggjetu d’amori”/.
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