All’alba degli anni Duemila il progetto europeo ha dedicato attenzione soprattutto ai propri confini orientali, con l’esplicita promessa che, una volta cessata l’emergenza della caduta della cortina di ferro, avrebbe concentrato i propri sforzi per rinsaldare i legami con la sponda sud del Mediterraneo.
I vari progetti che, dalla metà degli anni Novanta del Novecento, sono stati messi in campo per preparare il terreno al partenariato euromediterraneo hanno però dimostrato la propria inefficacia: il processo di Barcellona si è arenato sulla scorta delle rinnovate tensioni mediorientali e sull’esplodere dell’emergenza fondamentalista che ha profondamente diviso (complice l’aggressiva presidenza di Bush Jr) i paesi europei.
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Nella valle di Oloiti, in Su Sassu di Chiaramonti, nei pressi della primonovecentesca chiesetta di San Giuseppe, località di abbondante macchia mediterranea, lavorava il carbonaio Pietro Spanu, conosciuto col sopranome di Lumbardu, uomo ben voluto e apprezzato da tutti, come gran lavoratore. Col suo asino trasportava di norma tre sacchi di carbone per volta, percorrendo l’unico tratturo comunale, con impreviste insidie nel percorso accidentato da buche, salite, ripide discese, fiumi in piena, frasche che rallentavano il passaggio del carico.
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Di recente un mio casuale rinvenimento documentario mi ha ulteriormente rafforzato nella convinzione che il nome del cristiano Efisio, martirizzato a Nora durante la persecuzione di Diocleziano (302-311 d. C.), sia carico di un notevole valore dimostrativo rispetto alla storia della Sardegna antica. Già nella mia vecchia – e in buona parte ormai superata – opera La lingua dei Sardi Nuragici e degli Etruschi (Sassari 1981, pagg. 44-45, 164) avevo sostenuto come molto probabile che Efísiu in origine significasse «consacrato ad Artemide Efesia».
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Cantadore e sonadore a chiterra
Custos mutos los cantaiant in sas biddas de s’Anglona, mi sunt torrados a mente ammentos de pitzinnia, cando babbu , a s’ispissa, recuiat a domo impare a carchi amigu a cantare a chiterra. Unu de custos amigos fit tiu Pedru Brundu, un’omine bonu e geniosu , apassionadu de cantigu, faeddaiat e cantaiat in logudoresu e in gadduresu. M’ammento chi cantaiat cun boghe atonada e piena de sentidu “ putajola chi no tinni,/ no la trata putadori,/ candu è calatu lu soli/ candu è ora d’andacinni./ Ancora sei filugnana comu candu eri minori,/ ancora sei furacori comu candu eri aggjana”/ o puru “Suspiri di lu me cori /in cambiu miu andeti,/ e fideli visiteti/ l’unicu oggjetu d’amori”/.
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La teoria del sogno nel pensiero medico di età ellenistico-romana
Nei testi letterari della Grecia arcaica, il sogno è trattato come una realtà oggettiva, un’immagine che trasmette un messaggio su cui regolare la condotta. Tuttavia, a partire dall’epica di Omero e poi regolarmente nella tradizione onirologica successiva, vulgata e scientifica, si riconosce una continuità fra le preoccupazioni della veglia e il contenuto del sogno.
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Non so se al mare oppure al monte stai
non so se sei allegra oppure triste
so sol che quando il sole scalda assai
un altro anno avrai nelle tue liste.
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Commenti disabilitati su Per il compleanno di mia nipote Beatrice dagli occhi verdi di A.d. C. . Leggi tutto
O chitarra sona sona
Chin suave melodia.
Pro s’innamorada mia
Sa reina de sa zona.
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Commenti disabilitati su Sona chiterra di Giovanni Pira . Leggi tutto
27 Luglio 2011
- Categoria:
storia
1.1. Il movimento cattolico da Pio IX a Pio X.

Veduta di Gavoi
Non si può capire la figura di Salvatore Daddi, focoso esponente del movimento cattolico della Sardegna centro settentrionale, vissuto tra il 1862 e il 1913, se non lo si colloca in quell’epoca di forte contrapposizione ideologica tra le istanze cattoliche della “questione romana” e la vera e propria sopraffazione del neonato Stato italiano liberaldemocratico, sorretto da una vera e propria élite anticlericale e massonica, autoritaria e accentratrice, insensibile ai ceti meno abbienti, fortemente oligarchica e, in tanti settori mirante a spazzare via per sempre l’eredità cristiana e cattolica dei vecchi stati costretti, per tanti versi coattivamente, ad unirsi ad una entità nazionale secondo i dettami monarchico-piemontesi.
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Commenti disabilitati su Salvatore Daddi (Gavoi, 1862- SS,1913) un protagonista del movimento cattolico in Sardegna tra Otto e Novecento di Sabrina Fara . Leggi tutto