4 Ottobre 2012 - Categoria: versos in limba

Areste Criadura de Franco Piga a contivizu de Domitilla Mannu

Musa della poesia

Ateras penas Musa non mi dias

ne pensamentos, ne tristas peleas,

dami prendas chi tochen sas bideas

chi de vida faedden ca sun bias,

brivas de falsidades, ingannias

e sigan de s’amore sas mareas.

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CONCLUSA LA 53^ EDIZIONE DEL “PREMIO OZIERI” di Antonio Canalis

La splendida cornice del Chiostro San Francesco, gremita di trecento persone, ha degnamente sostituito il Teatro “Oriana Fallaci”, indisponibile a causa di lavori di adeguamento, nella serata finale della 53^ edizione del “Premio Ozieri di Letteratura Sarda”. A giudicare dagli attestati di stima ricevuti e dall’affetto che ha circondato tutta la manifestazione, si ricava la cifra del prestigio e delle attese che la cinquantaseienne creatura di Tonino Ledda ha saputo conquistarsi in ben oltre mezzo secolo di duro e serio operare. Tangibile e sincera la soddisfazione degli autori e del pubblico presente. Come ormai succede da qualche anno, peraltro, l’attesa era forte. I dubbi e le incertezze, pure. Ma, come qualcuno ha opportunamente sottolineato, riuscire a navigare così a lungo in acque quasi mai serene, per il Premio è sintomo di “sana e robusta costituzione fisica” e, in definitiva, di una salute di ferro. E poi, come tutti gli “arzilli vecchietti”, ci tiene anche a non farsi scontare… anni. Qui, proprio la matematica viene subito incontro: se la prima edizione si è svolta nel 1956, quest’anno si sarebbe dovuta celebrare la 57^. Non è così. Ma solo perché – nei fatti – alcune edizioni hanno avuto una gestazione biennale. A significare che talora la manifestazione ha dovuto cedere il passo a problemi (di solito economici), ma che ogni volta è riuscita a riprendere volitivamente il suo cammino. Tanto da conquistarsi il primo posto, indiscusso, nell’orizzonte culturale isolano. Gli effetti d’immagine durano tuttora e ricadono ampiamente sulla città e sul territorio.

Fortissima la stima e la considerazione che Ozieri riesce a calamitare dappertutto, in campo letterario e in tutte le branche ad esso legate. Perché anche il più acceso avversario non può fare a meno di riconoscere la primogenitura assoluta di un progetto culturale, che solo oggi è passato nella sua pienezza e annovera centinaia di imitatori ed epigoni. Se un merito va riconosciuto al Premio ozierese, infatti, è proprio quello di essere una grande manifestazione di democrazia totalmente apolitica e apartitica: già dalle prime edizioni la partecipazione venne aperta a tutte le varietà di lingua sarda dell’Isola. Da quelle principali, fino alle più remote sfumature, comprese quelle che allora si definivano isole alloglotte (Alghero col catalano e Carloforte col genovese di Pegli, altrimenti detto tabarchino), e che oggi vengono definite, dagli esperti, eteroglossie interne. I fatti, le proposte e anche le leggi più recenti, sia pure tardivamente, hanno dovuto prendere atto che l’unica linea valida, tracciata per la tutela della lingua e della cultura sarda, è quella portata avanti per lunghi decenni, in solitudine, dall’”Ozieri”. Ed oggi che il principio è passato “alla grande” e c’è una forte presa di coscienza generale sulla necessità di riscoprire le nostre radici per contrastare l’omologazione, è fin troppo facile navigare sulla scia. E proprio su questi temi si è indirizzata la linea del Premio in tempi di dibattito fin troppo acceso e guerra tra istituzioni nello spinoso settore della salvaguardia e tutela della “limba”, che ha acceso querelles ancora incandescenti e disorientato la pubblica opinione. “Il momento è importante e in qualche misura strategico: come Associazione organizzatrice, sentiamo l’esigenza di essere ancora una volta protagonisti e “padri nobili” di un qualcosa che comunque ha lasciato tracce profonde nel mondo culturale sardo. Un obbligo morale che ricade in capo a un’iniziativa che vanta una lunghissima militanza, e si trova invece, oggi, nella condizione di doversi districare in un groviglio di posizioni antitetiche e spesso conflittuali che non contribuiscono certo alla chiarezza.

Commozione ed applausi sia per gli autori premiati che per le personalità che hanno ottenuto riconoscimenti che vanno ad arricchire il nutrito albo d’oro della manifestazione. Su tutti, l’emozione del segretario generale della Federazione Nazionale della Stampa Italiana Franco Siddi, cui è stato consegnato dal Sindaco di Ozieri Leonardo Ladu e dall’Assesore alla Cultura Giuseppina Sanna il “Trofeo Città di Ozieri”. Siddi ha calcato l’accento sul momento attuale della Sardegna in uno schietto e purissimo sardo campidanese compreso da tutto il pubblico presente. Di forte impatto anche gli interventi dell’Assessore Regionale alla Cultura Sergio Milia, che ha tracciato le linee dei programmi varati dal suo assessorato, in cui il Premio Ozieri ha avuto ed avrà ulteriore ruolo in virtù dei suoi trascorsi e dell’esperienza organizzativa dimostrata, in specie nella gestione delle due ultime edizioni della Festa dei sardi: “Sa Die de sa Sardigna”.

In sintonia l’intervento della Presidente della Provincia Alessandra Giudici. Momenti di pathos assoluto nella esibizione del coro “Cuncordu de Santu Lussurgiu”, cui è stato assegnato l’ambitissimo Trofeo “Provincia di Sassari” Ma i momenti d’attenzione e di emozione non sono mai mancati durante la recita dei lavori premiati nelle tre sezioni. Anche in virtù della folta schiera di giovani collocatisi nelle prime piazze: speranza, ma anche certezza per il futuro. In barba alle cassandre di turno.

Costume di gala di Ozieri

Assessore Reionale alla Cultura avv. Milia

Prof. Nicola Tanda presidente della Giuria

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3 Ottobre 2012 - Categoria: versos in limba

Più in là du muru de Domenico Battaglia a contivizu de Domitilla Mannu

i… eppure c’è luce ormai nei miei pensieri,
qui nella penombra ora invento parole
ma rimpiango una luce, la luce del sole.

(da Un matto – Fabrizio De André)

 

PIÙ IN LÀ DU MURU

(ad Alda Merini)

 

Spinósi gambi di sfiuriti rósi
– cimintati a u pinzu d’un muru –
ci alluntanaini da u mondu;
e l’anni currìani
… senza un salutu,
perché ghjenti diverza
– chi facìa d’occhji a’ luna –
ci appiattaia a u sóli.

 

Circaimi nó – tandu –
i so córi vinati di mari
acchjmpendici ai scóddi
di quiddu stessu mari,
a l’immagghjni d’un surrisu
o d’un Diu da invucà;
o drintu una bucchja di nuci
ragghjunghj’ una stélla
navighendi annant’ai guttigghji fridi
d’una pioggia di dumandi,
impruvvisendi miludii di vita
cun – liggéru supr’a bucca –
un filu d’erba pe sunà.

 

Timpurali, innéci, ci cunfundiani
a menti, e nó culà, clandistini,
suppurtàimi in silenziu
scarichi spîtati, e lampi e troni,
finu a chi supra i nosci occhji
nun calaini i tènibri.
Du bugghju, però, nun aìmi paura,
e tra i luci da ghjostra du tempu,
da u barconu di  “l’èssi o… du non èssi”
ci semu affaccati, un ghjornu,
pe scuprì si avvéru,
a marzu, i preschi
si tignini di primmavéra.

 

E quandu mani pîtósi
ai gambi de’ rósi
g’àni pó arrasciàtu i spini
tandu sì, èmu capitu d’esistì.

 

Domenico Battaglia est nàschidu in La Maddalena in su 1954, e at vividu sempre inie, chene si che istesiare mai, at istudiadu inie e totu e s’ est diplomadu in s’istitudu nauticu. Est unu poete pretziadu meda e sos prèmios chi leat in totu sos cuncursos, siat in Sardigna che foras nde sunt sa testimonia. Sos temas de sa poesia sua sunt varios, iscriet meda de sas suferèntzias de s’umanidade, de totu cuddos, chi pro calchi motivu o in calchi manera, sunt o parent “diversos” e pro cussu, sa sotziedade los refudat.

Setzione ” Poesia sarda inèdita”   I^ Prèmiu  Otieri 2012

 

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53^ EDIZIONE DEL PREMIO OZIERI DI LETTERATURA SARDA di Antonio Canalis

Sabato 29 Settembre alle ore 16 presso il Chiostro San Francesco (o – in caso di maltempo – nella sala dellíex convento delle Clarisse), si terr‡ la manifestazione pubblica conclusiva di premiazione della 53^ edizione del ìPremio Ozieriî di Letteratura Sarda. Si ripete inossidabile, dopo 56 anni, líeffetto di partecipazione degli autori sardi, che consolida la tradizione dellíantica rassegna poetica ozierese. Una rassegna che tanto ha significato nella salvaguardia e nella valorizzazione del mondo poetico isolano che Ë ben radicato nel cuore della gente. Come scrive il presidente della giuria di Nicola Tanda in un documento proposto ad un importante convegno europeo, ìÖI testi dei nostri poeti, proprio perchÈ, calati allíinterno della comunit‡, possono insegnare un uso migliore degli strumenti critici nel capire e nel fare poesia. Ancora. Possono agevolare il passaggio dallíapprendimento del sottoinsieme della letteratura locale a quello dellíinsieme delle letterature che richiedono impegno maggiore per essere lette e interpretate. La letterariet‡ Ë un sapere vero: il saper fare una poesia o una narrazione, puÚ essere impiegato nelle lingue che si posseggono, e meglio in quelle materne. PerchÈ, contrariamente a quanto ci hanno insegnato, la letteratura non Ë mai popolare, perchÈ Ë una conquistaîÖ Eí prevista, assieme alla folta rappresentanza di autori premiati, la presenza del Sindaco di Ozieri Leonardo Ladu, del Presidente della Regione Ugo Cappellacci, dellíAssessore Regionale alla Cultura Sergio Milia, della presidente della Provincia di Sassari Alessandra Giudici, dellíAssessore Provinciale alla Cultura Bruno Farina e di altre autorit‡ del mondo civile, politico, religioso e militare, oltre che di esponenti del mondo della cultura e dellíarte. Quanto ai risultati della 53^ edizione, la Giuria, anche stavolta, ha dovuto lavorare sodo. Nutrita, come sempre, la partecipazione degli autori, sia dallíIsola che dalla Penisola e dal resto díEuropa e del mondo. Moltissimi, anche stavolta, a significare líinteresse e líaffetto che al Premio riservano i cultori della musa, i nomi nuovi che si affacciano alla rassegna ozierese.

La Giuria

Vincitore della sezione pi˘ ambita, quella della poesia inedita intitolata ad Antonio Sanna, Ë il maddalenino Domenico Battaglia, con la lirica in gallurese/isolano ìPi˘ in l‡ di lu muruî. Il poeta maddalenino Ë una vecchia conoscenza dellíOzieri, insignito pi˘ volte di riconoscimenti importanti. Con un racconto in logudorese dal titolo ìBÚidu, che su coro meuî, la giovane Sara Firinu di Paulilatino, residente a Sassari, si aggiudica il primo premio nella sezione destinata alla narrativa, intitolata ad Angelo Dettori. La sezione pi˘ recente, ìTra poesia e cantoî, intitolata allíozierese Antoni Cubeddu (inventore nel 1896 della gara poetica su palco) e destinata alla poesia tradizionale e cantabile secondo i canoni, i metri e i ritmi della tradizione pi˘ classica e in rima, ha visto imporsi uno dei giovani pi˘ promettenti del panorama poetico isolano: Antonio Brundu di Orani, con la composizione ìSu chi so e-i su chi chergioî. Il poeta si interroga sui grandi problemi della vita e sul divenire. Tre lavori di alto livello che hanno convinto la Giuria, presieduta da Nicola Tanda, componenti Francesco Casula, Clara Farina, Dino Manca, Paolo Pillonca, Anna Cristina Serra, Salvatore Tola, con il supporto del segretario del Premio. Di prestigio assoluto, come sempre, i riconoscimenti conferiti alle personalit‡ che hanno contribuito a valorizzare e caratterizzare il nome della Sardegna, anche fuori dai suoi confini. Sono stati assegnati al giornalista Franco Siddi, segretario della federazione Nazionale della Stampa, il Trofeo ìCitt‡ di Ozieriî; il Trofeo ìPremio Ozieriî al magistrato calabrese Domenico Fiordalisi, a capo della Procura di Lanusei, impegnatissimo sui problemi legati allíOgliastra e al poligono di Quirra; il Trofeo ìProvincia di Sassariî al gruppo etnomusicale ìSu Cuncordu de su Rosariuî di Santulussurgiu, pertinace propulsore da quasi quarantíanni della tradizione musicale isolana; il Trofeo ìCultura di Ozieriî (119^ sagra B.V. del Rimedio) allíincisore del Poligrafico dello Stato Pietro NicolÚ Arghittu di Nughedu San NicolÚ.

Didascalia foto: alla 52^ edizione, il poeta oranese Antonio Brundu viene premiato dal poeta Carmelo Demartis

RIQUADRO  DEI PREMIATI

SEZIONE POESIA SARDA INEDITA “ANTONIO SANNA”

PRIMO PREMIO:

Battaglia Domenico di La Maddalena – Più in là di lu muru

SECONDO PREMIO:

Piroddi Gian Bernardo di Sassari – Ispera

TERZO PREMIO (ex aequo):

Flore Vanna di Oliena/Cagliari – Passu torrau

Piras Guglielmo di Sinnai – E oi cantu

QUARTO PREMIO: (ex aequo) in ordine alfabetico

Angeli Gigi di Luras/Palau –Fidi ed est

Bazzu Antonello di Sassari – Pensare pasidu

Carta Brocca Gonario di Dorgali ñ-Pasca manna

Correddu Gavina di Ozieri/Monti – Ae affriturida

Giordano Enzo di Ozieri – Isetu

Mele Luca ñ Ploaghe/Sassari – S’umbra de su tempus

Piras Augusto Flaminio di Suni – Piscadore

Pisanu Maria Luisa di Bolotana – Mi frimmo

Secci Giancarlo di Nurri/Quartu S.E. – Chimera

Sella Vittorio di Bitti/Siniscola – Pretzia su tempus

Tirotto Giuseppe di Castelsardo – Disillusioni

Vasco Gian Gavino di Bortigali – Isettande s’incras

PREMIO SPECIALE “TONINO LEDDA”:

Podda Rosanna ñ Cagliari – Scurigat

PREMIO SPECIALE “FRANCO MARONGIU”:

Pusceddu Lorenzo di Orotelli/Siniscola – Lacrimas de chera

PREMIO SPECIALE F.C. “Salvatore Puggioni”:

Farina Luana di Ozieri/Sassari – E sa timoria ingurda nos ch’ingullit

COPPA MESSAGGERO SARDO PER GLI EMIGRATI:

Pira Vincenzo di Dorgali/Roma – Ischidande

SEZIONE PROSA “ANGELO DETTORI”

PRIMO PREMIO:

Firinu Sara ñ Sassari/Paulilatino – Boidu, che su coro meu

SECONDO PREMIO:

Mulas Carlo di Quartu S. Elena – Is prendas de sa Reina

TERZO PREMIO

Chessa Giovanni di Torpé – Omine de paghe

PREMIO SPECIALE “Panathlon Sport”

Branca Pier Giuseppe di Cheremule/Sassari – Campionato “Puddighini”

QUARTO PREMIO (ex aequo) in ordine alfabetico

Biccai Sandro di Sindia – S’ultima malassortada

Demartis Carmelo di Paulilatino/Ozieri – Sa lastra

Fogarizzu Peppino di Pattada – S’imbisita

Frau Costantina di Abbasanta – Sa leze suba sos cunzaos

Ladu Giuseppe di Ozieri/Budoni – Sa tumba profanada

Mura Vincenzo di Pattada/Sassari – Su protzessu

Urru Maria Valeria di Atzara – Sa mama manna

SEZIONE “TRA POESIA E CANTO” (Antoni Cubeddu)

PRIMO PREMIO:

Brundu Antonio di Orani – Su chi so e-i su chi chergio

SECONDO PREMIO (ex aequo):

Piga Franco di Romana/Loiri – Valores concreto

Porcheddu Angelo di Banari – Tempos injustos e metzanos

TERZO PREMIO:

Pinna Antonio Maria di Pozzomaggiore – Mattulos de amore

QUARTO PREMIO (ex aequo) ñ ordine alfabetico

Marteddu Santino di Orotelli/Siniscola – Ninna nanna, anzonedda

Mura Giovanni Antioco di Ghilarza – Mama a fizu chi torrat

Soggiu Giovanni di Bonnanaro/Alghero – Ojos bellos

Zazzu Gerolamo di Ploaghe/Sassari – Signora cara cara bella mia

Scorcio del pubblico-Monastero San Francesco

 

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2 Ottobre 2012 - Categoria: eventi culturali, versos in limba

Prèmiu de Otieri 2012 de Domitilla Mannu

Domitilla Mannu legge Gerolamo Zazzu

S’edissione, sa de 53 de su Prèmiu de Literadura Sarda de Otieri, s’est congruida sapadu 29 de capidanni. Sa tzerimònia de premiassione s’est tenta in su cumbentu de Santu Frantziscu, a ue ant atopadu sos poetes premiados, paris a unu tropa manna de apassionados abbojados dae totue. Paulu Pillonca at presentadu, cun su fagher sou cumpridu, sa prima parte de sa tzerimònia, chi pertocat sa cunsigna de sos reconnoschimentos chi onz’annu benint dados a sas pessonalidades chi pius si sunt distintas a proe de sa Sardigna. Ocannu su “ Trofeu Tzitade de Otieri” est istadu dadu a su giornalista Franco Siddi, presidente de sa FNSI, chi at faeddadu in sardu e est istadu pretziadu meda. Su “Trofeu Prèmiu de Otieri”est istadu assignadu a su magistradu Domenico Fiordalisi, chi no at pòtidu èssere presente. Su “Trofeu Provìntzia de Tàtari” est istadu dadu a su Cuncordu de su Rosàriu de Santu Lussùrgiu, chi at cantadu unas cantas cantones; a s’incisore Pedru Nicolau Arghittu de Nughedu est istadu assignadu su “ Trofeu Cultura de Otieri. Fint presentes e ant faeddadu; s’assessore a sa cultura de sa Regione Sergio Milia, sa presidente de sa Provìntzia Alessandra Giudici, su sìndigu de Otieri Lenardu Ladu, su presidente de sa giuria prof. Nigola Tanda e su presidente de su comitadu sustenidore de su prèmiu Bittoriu Ledda. Est istada lègida un’imbasciada imbiada dae su retore de s’Universidade de Tàtari, Attilio Mastino. Ocannu sa giuria chi fit cumposta dae Nigola Tanda, Dino Manca, Clara Farina, Anna Cristina Serra, Paulu Pillonca, Servadore Tola, Frantziscu Casula e Antoni Canalis, at trabagliadu pius de sos àteros annos, ca su nùmeru de sas òperas presentadas est crèschidu, gasi comente est crèschida sa calidade de sos iscritos. Sa parte de sa tzerimònia chi pertocaiat sa premiassione de sos poetes, est istada contivizada e conduida dae su segretàriu, Antoni Canalis cun su bonu tràgiu e su gèniu chi dae sempre li connoschimus. Sas òperas premiadas, intre poesia e prosa, sunt una barantina. Comintzamus a pubblicare sas poesias chi nos ant dadu sos autores matessi.

De Antoni Brundu de Orane  I Prèmiu setzione “Tra poesia e càntigu”

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29 Settembre 2012 - Categoria: eventi culturali

Gemellaggio sardo tra Chiaramonti, Domodossola e Finanzieri a cura di Paolo Amat di San Filippo

Il 23 settembre u.s. l’Associazione dei Sardi del V.C.O. – “Circolo Costantino Nivola” di Domodossola, in collaborazione con l’Associazione Nazionale Finanzieri Italiani- Sezione di Domodossola e il Circolo Culturale Sardo Su Nuraghe di Biella, ha organizzato una giornata all’insegna del folklore, religiosità, cultura e arte culinaria della tradizione sarda.

La giornata è iniziata alle ore 9,30 presso la caserma “Ferdinando Urli”, sede della compagnia Guardia di Finanza di Domodossola, dove sono state poste due corone di alloro al monumento dei caduti in servizio del Corpo della Guardia di Finanza e di quello degli Alpini, entrambi nel piazzale interno della stessa caserma.

Hanno presenziato alla cerimonia un picchetto armato, formato da militari in servizio della G. di F., il Comandante della Compagnia, Cap. Antonio Mangieri, una delegazione della Sezione di Domodossola dell’Associazione Nazionale Alpini, una folta rappresentanza delle Sezioni ANFI di Domodossola, Verbania e Cannobio, nonché del Circolo dei Sardi di Domodossola, una delegazione in costume tradizionale sardo del Gruppo Folk “Santu Matteu” di Chiaramonti e del Coro di Tzaramonte, sempre di Chiaramonti, il quale al momento della deposizione delle corone, ha eseguito due canti del repertorio tradizionale sardo.

È seguita, alle ore 11,00, la celebrazione della S.Messa celebrata da don Enrico Manzini presso la chiesa parrocchiale di Preglia di Crevoladossola.

La S.Messa ricordava la ricorrenza liutugica di San Matteo, patrono della Guardia di Finanza nonché del comune di Chiaramonti. Una coincidenza che ha creato una sorta di gemellaggio simbolico tra Chiaramonti e la Sezione ANFI di Domodossola.

La cerimonia religiosa è stata solennizzata dal Coro di Tzaramonte che ha eseguito diversi canti liturgici tradizionali sardi. Anche in questo caso era presente una rappresentanza in costume sardo del Gruppo Folk di Chiaramonti.

Ha nobilitato la cerimonia il Sindaco del Comune di Crevoladossola, Ing. Giovanni Rondinelli, il quale, al termine della S.Messa, ha avuto espressioni di plauso congratulandosi con gli organizzatori ma soprattutto con i componenti del coro. Altrettanto soddisfatti si sono dimostrati don Enrico e la comunità di Preglia.

È seguito il pranzo conviviale al quale hanno preso parte circa 350 persone. Il menù è stato confezionato e servito, con prodotti portati interamente dalla Sardegna, dai componenti della Pro Loco di Chiaramonti.

Al termine del pranzo il Gruppo Folk ed il Coro di Tzaramonte si sono esibiti, rispettivamente, con balli e canti tradizionali sardi.

Fra un’esibizione e l’altra vi è stato lo scambio di doni: il Circolo dei Sardi e la Sezione ANFI hanno donato un gagliardetto ricordo, espressamente creato per l’occasione. Tra gli omaggi donati dal Gruppo di Chiaramonti vi è stato un libro di poesie in lingua sarda scritto da Istevene Demelas – titolo Poesias -, Presidente del Gruppo Folk di Chiaramonti, il quale ha declamato alcune delle sue poesie.

Nel complesso, tutto il programma ha avuto un ottimo riscontro.

Stefano Mura

Allegato: Sindaco di Crevoladossola e presidente dei Sardi ossolani con il Coro e il gruppo folk di Chiaramonti; Messa sarda nella Chiesa parrocchiale di Preglia di Crevoladossola.

Sardi Ossolani in festa, segnali di amicizia molto apprezzati

Ricordare il 68° Anniversario della Repubblica Partigiana dell’Ossola – “Crebula”, inno di Crevoladossola, composto dal M° sardo Lorenzo Pusceddu – radicata presenza di una vasta, laboriosa ed operosa Comunità sarda

A nome dell’Amministrazione comunale e dei cittadini di Crevoladossola porgo il benvenuto agli amici del Coro di Tzaramonte, della Pro Loco di Chiaramonti e delGruppo Folk “Santu Matteu”, oltre che ai Sardi presenti, in particolare ai rappresentanti del Circolo “Costantino Nivola” del VCO e dell’ANFI.

Non posso che ringraziarvi per aver scelto come luogo per il momento di maggior raccolta e riflessione della giornata Preglia di Crevoladossola, per la celebrazione della Messa in onore di San Matteo.

È un segnale di amicizia molto apprezzato che ci guiderà verso altri momenti di condivisione che auspico per il futuro.

La giornata odierna è molto importante per il nostro territorio; a Domodossola, infatti, si sta commemorando il 68° Anniversario della Repubblica Partigiana dell’Ossola, durante la quale germogliò il concetto di democrazia applicata che sfociò poi a livello nazionale nella proclamazione della Repubblica Italiana.

Sarebbe non soltanto auspicabile, ma soprattutto doveroso che quei valori che hanno ispirato i nostri Padri costituenti e costato il sacrificio di milioni di vittime, albergassero nelle coscienze e nei comportamenti di tutti noi ed in particolare di chi ci rappresenta ai livelli più alti.

La storia non va dimenticata, gli esempi positivi non vanno dimenticati, mai!

Mi piace ricordare, tornando a noi, che tempo fa, alla Scuola Media “Cassetti” di Preglia, ero insieme al vostro Presidente Pinna ad ascoltare le note del brano “Crebula”, che definiamo l’inno di Crevoladossola, composto dal M° sardo Lorenzo Pusceddu.

Una linea sottile, un legame tra noi e voi, in realtà inspessita fortemente dalla radicata presenza nel nostro territorio di una vasta, laboriosa ed operosa rappresentanza della Comunità sarda, che negli anni ha contribuito a far fiorire l’Ossola di cui oggi, quindi, è fiera rappresntante.

Ricordiamo anche noi, oggi, il sacrificio di tre lavoratori sardi, Vito Utzeri, Antonio Argiolas e Salvatore Puddu, che il 13 febbraio 1963, persero la vita nell’esplosione della miniera di Pestarena, segnando col tributo massimo l’attaccamento alla nostra terra. Questo non lo dimenticheremo!

Con il pensiero di queste poche righe, non mi resta di augurarvi, quindi, una buona giornata e un grande successo per questa manifestazione, ringraziandovi di cuore per la Vostra presenza e per la Vostra bella e apprezzata esibizione, invitandovi a tornare quando desiderate sempre accolti quali nostri amici.

Giovanni Rondinelli, Sindaco di Crevoladossola

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27 Settembre 2012 - Categoria: eventi straordinari

Ricordando Gianfranco Pintore (Irgoli,1939-Nuoro, 2012) di Mauro Maxia

Un’amigu si nd’andat.

Gianfranco Pintore

Si eo tenzo unos cumbinchimentos polìticos finas dae cando fia pitzinnu creo chi una parte manna siat de reconnòschere a Gianfranco Pintore. In 1974,cando esseit “Sardegna: regione o colonia?”, in medas aìan criticadu custu antitzipadore de sos tempos ma a mie sas cosas mi s’ammustrein pius giaras.

Pro tempus meda Pintore est istadu pro me unu puntu de riferimentu, finas a cando m’ est cumbinadu de nos connòschere de pessone. Arresonende cun isse de chistiones de Sardigna e de sa limba nostra, m’est bènnidu fàtzile a li nàrrere chi cando fia pitzinnu isse pro me fit unu mitu. Un’annu faghet, bidende chi non fit bènnidu a una cunferentzia subra a sa limba, aìa dimandadu de isse e gai aìa ischidu chi fit gherrende contra a unu male malu. Li imbiei paritzas paraulas pro li nàrrere ca teniamus bisonzu de issu. Si nde cuntenteit meda. Su 24 de cabidanni Gianfranco si nd’est andadu dèndemi unu dispiaghere mannu. Regalu peus de custu non nde podìa retzire propiu in sa die chi lompo sos annos. Ma est guasi unu cossolu pro me su de ischire chi in custa die m’at a esser pius fàtzile a m’ammentare custu amigu chi m’at insinzadu valores mannos.

Mauro Maxia

Sa redatzione

Sa redatzione s’unit a su cordogliu de s’amigu  Mauro e l’invitamus a presentare sa personalidade, in sardu o in italianu, a piaghere de custu oberadore culturale chi aiat postu sa Sardigna e sa sua indipendentzia culturale a politica innanti a totu sos pessamentos suos.

Gianfranco Pintore era nato a Irgoli nel 1939 ed è morto a Nuoro il 24 settembre 2012. Viveva da decenni ad Orosei con moglie e figlio.

Blog:www.gianfrancopintore.net/

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26 Settembre 2012 - Categoria: Chiaramonti e dintorni

Fiesta dell’estate claramontana di Ange de Clermont, foto di Mario Unali

 Nessuno può azzardarsi di dire che a Chiaramonti nel corso dell’estate non ci si rallegri tra riti religiosi legati al ciclo liturgico della Vergine e dei Santi e conseguenti feste profane. Del primo ciclo fanno parte la Vergine del Carmelo, l’Assunzione della stessa Vergine, la Sua Nascita e infine il ciclo dei Santi: Santa Giusta, Santa Maria Maddalena, e la fastosa festa patronale di San Matteo Apostolo ed Evangelista, eredità lasciataci dalla famiglia Doria, nel cui quartiere genovese anche oggi esiste l’antica chiesa di San Matteo. Buoni rapporti questa nostra parrocchiale ha anche con Salerno, forse un pò dimenticati, dove i resti dell’Apostolo giacciono. Qualche pellegrinaggio Don Costantino Poddighe, a suo tempo, l’aveva pure effettuato.

Gli ormai altamente istruiti giovani claramontani però non si accontentano delle feste civili tradizionali: cantores a Chiterra, varie band, poeti estemporanei e quest’anno pure una cavalcata di circa quaranta figuranti in costume sardo provenienti da venti paesi limitrofi e qualcuno anche lontano. Non dimentichiamo la reiterazione del carnevale con carri sontuosamente addobbati. Dulcis in fundo, accanto alle manifestazioni religiose e profane non sono mancate manifestazioni letterarie; il secondo volume di fotografie primo-novecentesche, finanziato dalla fortunata fondazione privata di finanziamento americano di Cargeghe, un libro di poesie del vivente e vegeto Stefano Demelas, l’apertura, dopo quasi mezzo secolo, della restaurata Casa Comunale-Scuola (1874) con la mostra di statue restaurate del patrimonio della chiesa parrocchiale e infine la classica Fattoria Didattica del formaggio e della ricotta di Doloretta Truddaiu che anche quest’anno ha fatto scuola.

Chi poi vuole scoprire la preziosità della Fattoria ha pure la sorpresa di trovare un piccolo museo di oggetti e giochi del mondo contadino nella località di Pentuma. Non sto a citare i vari agriturismi che hanno fatto degustare, nonostante la crisi, i prodotti nostrani. Anzi, una bella performance hanno dato anche cuochi e prodotti, volontari della Pro Loco, per la verità supportati non solo dai finanziamenti regionali, dagli oboli comunali e provinciali, ma anche dalle stesse manifestazioni alcune delle quali si sono contraddistinte pro mandigare e buffare a mata franca, Deo gratias!

Pallide cronache di questi avvenimenti sono registrate nel quotidiano provinciale di De Benedetti, pallide e scarne perché lo spazio dato alla nostra pur brillante giornalista corrispondente è centellinato a righe. Mi auguro che la stessa in una sua cronaca personale dia ampio spazio ad avvenimenti che ben meritano di essere illustrati. Infine non posso dimenticare il simposio organizzato dagli amici dello scomparso artista Angelo Truddaiu di cui abbiamo ampiamente detto in questo nostro sito. Scene bucoliche da ammirare in mezzo a sughere millenarie contorte rpssastre ed eloquenti, fattesi custodi del parco di flora, fauna, umani di granito.

Un vero e proprio rinascimento culturale del paese che vede lo sviluppo e la crescita di giovani e giovanissime operatrici culturali, aggressivi e aggressive, nonostante le difficoltà economiche del momento. Io credo che tutti questi filoni culturali, sottoposti ad un serio pensatoio, possano tradursi in attività redditizie, con cooperative composte da tre soggetti una delle quali può farsi promotrice di tutti i prodotti culinari locali da vendere ai visitatori,ma offrire agli agglomerati sardi italiani ed europei; un’altra potrebbe prendere in mano il verde del paese e quello del nostro meraviglioso cimitero monumentale, dove c’è tanto da fare in restauro e manutenzione delle tombe sotto la guida esperta di qualche brava restauratrice che nel paese non manca; altra cooperativa di tre soggetti potrebbe avere in appalto tutti i monumenti e reperti storici (a quando la costituzione del museo storico, contadino, tecnologico?) e previo corso , anche sull’esempio della coop. va Tellus di Sassari, fare visite guidate alle nostre chiese, alle abitazioni settecentesche e ottocentesche che non mancano, ai siti archeologici sia nuragici sia medievali, alle vedute mozzafiato che ugualmente in paese ci sono. Il discorso potrebbe continuare con le sagre non solo della ricotta, ma dell’olio, del pane , dei costumi e delle danze versione locale.

Penso di non aver detto niente di nuovo, ma ci vuole un pizzico d’iniziativa da parte sia dei giovani amministratori sia dei quadri comunali(capiuffici9)  eccellenti che non mancano. per tradurre da progetto in attività queste iniziative che altrove, in Emilia in primis, e in altre regioni italiane ed europee vanno avanti egregiamente creando posti di lavoro in tutti i settori economici. dall’agricoltura (vedi GAL), alla trasformazione dei prodotti, al commercio (con le fiere, ad esempio), alla valorizzazione dei beni culturali (musei di vario tipo, l’esempio del museo contadino di Martis non dev’essere snobbato). Altrimenti queste feste o fieste lasciano il tempo che trovano senza incidere sull’occupazione dei nostri dottori e dottoresse che, per quanto fruitrici di uno stipendio modesto, in attesa di meglio, possono vivere e progettare il futuro come molti della mia generazione fecero a partire dagli anni sessanta del novecento che, sicuri di un lavoro anche precario, misure ancor giovani, su famiglia e prolificarono se non tutti generosamente, misero al mondo almeno due figli e bravi quelli che come me ne misero al mondo quattro.

Non cito le cooperative esistenti e funzionanti nel settore sanitario e assistenziale perché sono sotto gli occhi di tutti con relative audaci protagoniste.

Chiedo scusa per le involontarie omissioni, purtroppo, la mia estate è stata finestata da qualche lutto e vari malanni che mi hanno impedito di fruire gli eventi, ma soltanto di gustarli a livello fotografico grazie ad amici generosi e di ascoltarli da questo nido d’aquila che da un momento all’altro pare voglia spiccare il volo verso uno degli undici paesi di cui si gode la vista.

Spero prima che avanzi l’autunno di poter visitare la Casa Comunale-Scuola restaurata, di trovare in libreria le poesie di Demelas, (non rifiuto eventuale regalo per la recensione) e di rivisitare con qualche amico fraterno ancora rimasto il parco di Angelo Truddaiu che occorre pubblicizzare alemo quanto i martesi pubblicizzano la foresta pietrificata, un pò meno il museo contadino.

 

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