Da tempo andiamo alla ricerca dell’origine dell’antroponimo e del toponimo Chiaramonti. Per ora ci accontentiamo degli strumenti che la storiografia ci mette a disposizione. Il lavoro del Masdeu ci pare serio e convincente sia pure scritto per fini elogiativi. La trascrizione da un testo quasi intrascrivibile di un sito internet è dovuto a Eleonora Ortu che ha fatto quanto ha volenterosamente potuto fare. Gli studiosi probabilmente potranno procurarsi il testo cartaceo. Per quanto ci riguarda è la prima volta che scopriamo che al cognome Claramunt (in Catalano o Claramonte, in italiano Chiaramonti, in Francese Clermont veniamo a sapere che in Catalogna esistevano ben tre castelli intestati Chiaramonti, da ultimo, ma forse non ultimo abbiamo il castello di Claramonte, Chiaramonti nella regione storico-culturale dell’Anglona nella Sardegna centro settentrionale.

Castillo de Claramunt
Qualcuno ha dato un improbabile spiegazione della Rocca o Castello, il noto storico medievista Francesco Cesare Casula (Dizionario Storico Sardo, 2003) parla di un matrimonio tra Costanza di Chiaramonti e Brancaleone Doria di Uta, castellano di Chiaramonti, il quale per onorare la consorte avrebbe dato il suo nobile nome al Castello. Le ricerche diranno o non diranno, noi riteniamo che come tanti nomi di Castelli l’origine del nome derivi da un antroponimo e non da un toponimo, visto che nel tempo i Chiaramonti si diffusero a dismisura in Europa come narra il Masdeu. Anche questo è un tassello che potrebbe concorrere alla ricerca. Già dal 1970 mentre m’accingevo a pubblicare un profilo monografico su Chiaramonti feci quest’ipotesi antroponomastica. (Angelino Tedde)
Ganfrancesco Masdeu, Origine catalana del regnante Pontefice nato Chiaramonti, Stamperia di Luigi Perego Salvioni, Roma 1804, pp. 30
Dedica
ALL’EMINENTISSIMO MAGNATE DON ANTONIO DESPUIG PER NAZIONE SPAGNUOLO PER ORIGINE CATALANO. BARCELLONESE PER CASA. MAIORCHINO PALMENSE PER FAMIGLIA DE’ CONTI DI MONTENEGRO PER SANGUE. GRANDE DI SPAGNA PER ANTENATI INSIGNI PRECLARISSIMO PRINCIPE IN ROMA UDITORE ROTALE IN ORIOLA VALENZA E SIVIGLIA VESCOVO ED ARCIVESCOVO NELL’ORD. EQUESTRE DI CARLO III CAVALIERE PRIMARIO DELLA CORTE DI CARLO IV SUPREMO CONSIGLIERE NELLA S.R.C. CARDINALE AMPLISSIMO IN LETTERE E SCIENZE PIENAMENTE ERUDITO AMICO DE’ LETTERATI MECENATE DEGLI STUDIOSI CONSOLATORE DE’ POVERI BENEMERITO DI MOLTI LA SUA OPERETTA GENEALOGICA A GLORIA DI PIO VII A DECORO DI CATALOGNA A COMPIACENZA DE’ BARCELLONESI.
GIANFRANCO MASDEU
DEDICA DI BUON GRADO
ORDINE DELL’OPUSCOLO
1 Oggetto e motivo di questa scrittura p. 7
2 origine favolosa de’ Chiaramonti p.8
3 documenti sicuri della loro genealogia p. 11
SECOLO X
4 Chiaramonti nobilissimi in Catalogna p. 14
SECOLO XI
5 Nobiltà loro Magnatizia p. 16
6 Riflessioni in conferma della suddetta nobiltà p. 19
SECOLO XII
7 Chiaramonti passati in Francia p. 22
8 Vi passarono, quando vi entrò la lingua catalana p. 24
SECOLO XIII
10 Continuazione delle memorie p. 29
11 Ingrandimenti de’ Chiaramonti in Francia p. 32
12 Trasmigrazione de’ medesimi in Italia p. 34
SECOLO XIV
13 Avventure della famiglia in Sicilia p. 35
14 Avvenimenti della stessa in Francia p. 36
15 Successi della medesima in Catalogna p. 37
SECOLO XV
16 Altre memorie della stessa Casa p. 38
17 Stabilimento de’ Chiaramonti in Cesena p. 40
18 Le loro armi, relative all’origine catalana p. 41
19 Conclusione p. 44
ORIGINE CATALANA DE I CHIARAMONTI DI CESENA
1 Le studiose investigazioni sulle origini genealogiche degli uomini illustri sono state reputate in ogni tempo, ed in ogni popolo, non degne solamente de’ Curiosi, ma de’ Letterati ancora, e de’ Sapienti. I Romani, i Greci, i Fenici, gli Egiziani, ed anch’esso l’antico Popolo santo, tutti han lasciato alla posterità luminosissime pruove di questa lor seria occupazione, la quale, a fronte di esempj si rispettabili, inutilmente vorrebbe farsi passare per puerile ò per vana. Sarebbe forse riprensibile quell’Uomo grande, il quale impiegasse la penna ad illustrare genealogicamente la sua propria Casa: egli affonderebbe in qualche maniera le gelose leggi della modestia; e nell’atti di voler accrescere la grandezza sua, ne diminuirebbe presso a molti con cotesto tratti di ambizione lo splendore ed il fregio. Ma che si occupi al contrario in cotali ricerche che non vi ha interesse di famiglia, principalmente dove si tratti d’investigar l’origine d’un uomo illustre, il quale le sue gloria non curi; dovrebbe ciò non riprendersi, ma più tosto approvarsi delle persone saggie. Queste sono appunto le circostanze, che caratterizzano il mio disegno. L’Immortale Pio Settimo non rivolse mai uno sguardo alla celebrità de’ suoi Antenati, né a quella della Persona sua. Egli, malgrado l’alta sua dignità, è l’oggetto dell’ammirazione comune per quella modestia sua singolare, di cui è solito a dare continue ripruove, nell’aspetto, nelle parole, in tutte le maniere sue, quasichè non si ricordi Egli mai dell’alto luogo, in cui siede. Di questo incomparabile discendente de’ Chiaramonti Cesenati, io mi accingo a rintracciar la genealogia. Non farò a lui cosa grata, temendo anzi di offenderne la virtù: ma spero di farla gratissima a tutti, di lui ammirator, e generalmente ancora a tutto il mondo cristiano, che le vere storie ed origini de’ Romani Pontefici ama di veder richiamate.
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