Le riflessioni di “pancia” come si usa dire oggi. Da credente con reminiscenze bibliche penso alla distruzione di Sodoma e di Gomorra con zolfo e fuoco per la loro corruzione e perversione.
Penso alle due punizioni contro Davide per l’adulterio e omicidio nell’affare Betsabea e nell’insuperbirsi ordinando il censimento del suo esercito: per il primo peccato la tremenda ribellione di Assalonne che abusò delle sue mogli e concubine e la sua fuga sui monti; per il secondo peccato: tre giorni di peste con settantamila morti. Potrei citare altri episodi e potrei essere giudicato un credente feroce che non ha capito la misericordia del Signore che vuole la conversione del peccatore e non che muoia miseramente. Che il nostro mondo sia ingiusto e corrotto non vi sono dubbi; che sia superbo non ne parliamo.
Ma sarebbe ingiusto attribuire al Signore un male come quello presente causato, secondo molti, o dal cibarsi di pipistrelli e di scarafaggi oppure, e sarebbe davvero riprovevole, da sperimentazioni pericolose tra i vari coronavirus in laboratori di sperimentazione malsicuri di Wuann. Insomma, chi è causa del suo mal pianga se stesso.
Un credente prega perché passi questa pandemia ricordando il consiglio evangelico “Chiedete e vi sarà dato, bussate e vi sarà aperto!” Un non credente vorrà portare sul banco degl’imputati i ricercatori colpevoli e mandarli in galera, se così fosse statene certi, i cinesi l’avranno già fatto. Se poi si trattasse di promiscuità animalesca, anche su queste costumanze, i cinesi, gli untori della situazione, prenderanno provvedimenti.
Una cosa è certa, comunque, che l’uomo che è stato sulla luna, che si appresta tra qualche anno a piazzare una stazione lunare, per prendere lo slancio verso Marte, si è perso mettendo in novantena miliardi di persone, bruciando i miliardi del mancato lavoro. Uno pro puncto caruit Martinus Asello. Per un punto Martin perse la cappa. Questo ritiro forzato avrà giovata ai popoli e ai suoi governanti? Non è detto perché ancora per sbaglio non è stata sganciata una bomba nucleare. Li sarebbe ancor peggio perché morire come topi inceneriti non sarebbe simpatico. Non ci sarebbero spese manco per i funerali.
Vola nell’aria
la stilla
di una peste invisibile
che ci toglie il respiro
e mette in croce
tutta l’umanità.
Non abbiamo la forza
si salire alla vetta del Calvario
e ci sentiamo spossati
da questa lotta senza fine.
Non rifiutiamo la croce
ma il nostro cuore spezzato
grida insieme al tuo Figlio:
“Dio mio, perché ci hai abbandonato?”
“Padre, se è possibile
allontana da noi questo calice !”
Nella triste solitudine
inondata di lacrime
senza una carezza d’amore
una moltitudine di fratelli
ha assaporato la morte
nella strage degli innocenti.
La paura ci ha tolto il coraggio
ma nei nostri cuori
è accesa la speranza…
Signore, salvaci !
Madre del cielo, scendi !
Accogli la sete di vita
dei nostri giovani figli
e dona a tutti la forza
per mantenere la promessa
di una vita nuova
Gesuino Scano, Muros. Cento anni di Storia, Nuova Stampacolor, Muros 2019 pp. 160 €.15
L’autore di questo saggio di storia locale completa con quest’ultima fatica la storia del suo paese a due passi da Sassari. Paese straordinario se si considera la sua antichità e lo scioccante passaggio da un piccolo centro abitato oscillante tra le quattrocento/cinquecento anime a quasi mille nel contesto dello sviluppo economico e sociale della Sardegna. Pilota di questo passaggio è stato propizio l’autore della sua storia, per cinque lustri sindaco democratico dal dopoguerra fino al duemila e sindaco riformato dalla brutta legge Bassanini del 2000 che, in pratica, ha dato tutto il potere possibile ai capufficio lasciando agli amministratori la programmazione e l’orientamento che sembra voler dir molto, ma che di fatto dice ben poco.
Le recenti dichiarazioni di Mario Draghi sullo stato di emergenza attuale e futuro si soffermano sulle parole “solidarietà”, “protezione delle persone” spostandone forse l’orizzonte dopo un lungo decennio di crisi congiunte. La possibilità degli Stati europei di ricorrere ad emissioni del proprio debito pubblico (per un periodo probabilmente più indefinito rispetto ai tempi di una ricostruzione post-bellica) imporrebbe naturalmente un salto di mentalità. O forse un passo indietro: alla ricerca di un modello perduto ma pur sempre “storicamente” europeo, quale quello fondato sul compromesso sociale e l’intervento pubblico. Ben si sa come, sia nella teoria che nella prassi politica, il dibattito su ruolo e copertura della protezione sociale negli ultimi decenni è stato gradualmente abbandonato a favore di quello sul debito pubblico. In Europa la politica, intesa come spazio decisionale pubblico, ha parallelamente lasciato il passo alle “politiche”, intese come direttive economiche ed adeguamenti finanziari su scala internazionale. Attualmente, come il corollario silenzioso alle parole dell’ex Presidente della BCE suggerisce, sembra necessario traslare una dimensione pubblica e democratica, a presidio di diritti e giustizia sociale, sul piano sovranazionale. Il rinnovato interesse nella politica, specialmente in relazione all’ambito europeo, porta con sé l’esigenza di un approfondimento in tempi di pandemia. La domanda che emerge è: che tipo di politica, con quale democrazia, muoverà il mondo in generale e l’Europa in particolare a emergenza finita? Se si assume che il campo operativo per eccellenza di una politica democratica è il crinale tra i diritti essenziali dei suoi cittadini ed uno stato di crisi, l’attualità si pone come un periodo di potenziale transizione storica.
Ieri, in quella sala d’attesa, lei ed io non ci siamo scambiate un solo sguardo.
Il mio piede batteva per terra, mentre tenevo un libro aperto di fronte a me come se fosse un paravento. Lei invece semplicemente stropicciava un foglio.
Se per caso i nostri occhi da bestia braccata si incrociavano per sbaglio, subito sfuggivano in luoghi opposti portando con sé una piega delle labbra molto simile a quella di un ringhio.
Fra quelle pareti abbandonate all’usura del tempo e all’incuria dei luoghi di tutti e di nessuno, restavamo chiuse ognuna nella sua bolla di aria cupa.
Commenti disabilitati su 53. “E’ il suo turno ora, mi passa davanti, nello stesso istante ci allunghiamo la mano, gliela stringo forte, me la stringe forte.” di Sarah Savioli . Leggi tutto
Ieri sera la Via Cruci in una Piazza San Pietro deserta mi ha commosso, commentata da carcerati le cui storie sono da brivido.
Noi non ci pensiamo, ma il calvario ha una continuazione negli esseri umani. Cristo ha sofferto, è morto e risorto circa 2020 anni fa, ma il suo calvario continua. in questa povera umanità senza riposo.
Tutti gli uomini, al di là del loro professato credo, sono portati dal fatto stesso di esistere, volenti o nolonti, a percorrere il loro calvario con le flagellazioni, le fustigate, le cadute e, infine, con la morte la crocifissione non metaforica, ma reale sul proprio corpo. Non valgono stati sociali, ricchezze, benessere per evitare il calvario. Direi che è quasi una legge di natura. Cristo, tuttavia, con la risurrezione ci ha dato speranza sia per il vivere sia per il morire. Questo ci deve confortare nel ciclo del tempo e della vita. Questo ci deve consolare dalla nascita alla morte. Cristo con la risurrezione ci ha dato la speranza che va alimentata e accolta, solo chi muore come Giuda, disperato, è senza speranza né su questa terra né nella dimensione spirituale.
Come ci dai l’anima per respirare, Signore, donaci la speranza per percorrere i difficoltosi sentieri della nostra vita e in particolare questi che stiamo percorrendo nel lutto e nel pianto.
Come ci dai lo spettacolo incantevole dei paesaggi terrestri e marini, donaci un cuore che sappia sperare in una vita migliore per la nostra tormentata umanità.