18 Gennaio 2021 - Categoria: letteratura sarda

“Surrisu di mari” di Maria Teresa Inzaina

Maria Teresa Inzaina, nativa di Calangianus, ma olbiese di adozione, già professoressa di Lettere Moderne, ha sempre coltivato la poesia della sua lingua materna, il Gallurese senza trascurare l’Italiano  e il sardo Logudorese. In IIaliano  ha scritto anche vari racconti. Ha vinto tanti premi con le pubblicazioni conseguenti. Queste poesia, ispirata dal mare, fa parte di una raccolta dove i temi sono svariati e trattati poeticamente in musicalità e in significati poeticamente ispirati. Sia il gallurese sia la sua traduzione in  italiano non perde i sapore poetico. Potrei dir che il luogo privilegiato per la vista del mare non è solo Olbia, ma Agrustos, quest’osservazione tuttavia sarebbe come limitare la sua poesia che appartiene al suo “laboratorio” poetico intimo ed esistenziale. La poesia, benché a volte ispirata da un’immagine o da una visione naturalistica, fa parte sempre di un luogo non luogo che che nasce dall’ispirazione.

Maria Teresa Inzaina

Illa séra
paci densa
di folmi sculpiti
trasparenzi di celi
umbri longhi culcati
la prua ‘ultata
illu finitu infinitu
di l’occhj
sultéra
una balca
abbri l’ea
chi
dozzili ninfa
s’offéri.

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17 Gennaio 2021 - Categoria: memoria e storia, narrativa

“La fidanzata negata” di Nanda McScan

Ero solita prendere il bus n. 31 a Roma per recarmi al lavoro ed è proprio su quell’autobus che conobbi una signora romana di circa 55 anni, credo avesse pressappoco l’età’ di mia madre, la incontravo spesso e più’ di una volta in compagnia di sua figlia che le somigliava molto.
Un giorno mi chiese di dove ero, risposi che ero nata in un paesino della provincia di Sassari, “come si chiama il paese?” “Chiaramonti” risposi, notai subito nel suo volto una sorta di smarrimento e dopo un attimo di silenzio mi disse che da ragazza conobbe un giovane chiaramontese con il quale si sarebbe dovuta sposare ma che non ne seppe più’ nulla. Aggiunse che in preda alla disperazione si rivolse persino al parroco del nostro paese senza successo e che questa storia le provocò molta sofferenza.
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16 Gennaio 2021 - Categoria: letteratura sarda

“Il senso della vita nel Paese dei piagnoni” di Massimo Nava in “Mente politica”

Paese smarrito

La prima parola che viene in mente quando si prova a riflettere sulla pandemia che ci affligge ormai da un anno, fra momenti di effimero sollievo e di

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15 Gennaio 2021 - Categoria: memoria e storia

“Per le vie del borgo di Agrustos tra stazzi; profumi e colori che sanno di antico e salsedine” di Rosanna Pisanu

Agrustos è una piccola frazione di Budoni, oggi rinomata località turustica. I romani lo chiamavano “Agustus populus”: nel suo territorio in epoca romana sorgeva uno scalo chiamato Augustus Populus. Per Massimo Pittau per questo toponimo sono possibili due spiegazioni:

1ª) Corrisponde al plurale dell’appellativo agrustu «lambrusca, vite selvatica» (Oliena), relitto sardiano o protosardo da confrontare – non derivare – con l’ital. abròstine e col lat. la(m)brusca, finora di origine ignota (NPRA 135) e dunque probabilmente “fitonimo mediterraneo”;

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13 Gennaio 2021 - Categoria: cultura, letteratura sarda

Giovanni Corona, cronaca su un Maestro della scrittura di Salvatore Rondello

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1 Gennaio 2021 - Categoria: letteratura sarda

Il discorso di fine anno di Sergio Mattarella

Care concittadine e cari concittadini, avvicinandosi questo tradizionale appuntamento di fine anno, ho avvertito la difficoltà di trovare le parole adatte per esprimere a ciascuno di voi un pensiero augurale. Sono giorni, questi, in cui convivono angoscia e speranza. La pandemia che stiamo affrontando mette a rischio le nostre esistenze, ferisce il nostro modo di vivere”.

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30 Dicembre 2020 - Categoria: versi in italiano

“Vattene anno nero da cimitero” di Ange de Clermont

Vattene
anno nero
da cimitero.
Anno
d’ oblio.
Anno maledetto
da Dio!

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30 Dicembre 2020 - Categoria: eventi straordinari

“Alla ricerca di un futuro” di Paolo Pombeni in “Mente politica”

Sarà che è tipico del periodo avvicinandosi il giro di boa di San Silvestro, ma anche per la politica italiana il problema è interrogarsi sul futuro: su quello immediato (cadrà o no il governo Conte? E che succederà dopo?) e su quello almeno a medio termine (come rimetteremo in piedi il Paese una volta che si riuscisse a lasciarsi alle spalle la pandemia?).

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