Chiaramonti ricorda, a cent’anni dalla nascita, uno dei suoi più grandi poeti, la cui raccolta, patrimonio dei familiari, è ancora in buona parte da pubblicare. A 9 anni dalla morte a cura di Gavino Maieli e con la prefazione di Giulio Paulis gli fu pubblicata una vasta raccolta dal titolo
Rosas e ispinas de Baldedu, Ivo Melis Editore, Cagliari 1992, pp. 237
Il nostro illustre poeta trascorse la sua adolescenza nei campi, seguendo gl’insegnamenti tradizionali orali del padre. Frequentò le scuole elementari per due anni e poi da adulto privatamente conseguì la licenza elementare.
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Commenti disabilitati su “Bainzu Truddaiu a cent’anni dalla nascita 1921-2021” di Angelino Tedde . Leggi tutto
Nella società rurale della Sardegna la mola asinaria, detta sa mola o sa moba, è sopravvissuta fino alla seconda metà del secolo scorso come unico sistema molitorio a trazione animale. Essa ha caratterizzato l’aspetto tecnico ed economico dell’isola in campo produttivo e, allo stesso tempo, ha rappresentato un unico fenomeno di conservazione di tale tecnica rispetto alle innovazioni e ai cambiamenti che si sono avuti altrove nelle epoche storiche; proprio per questo rappresentò nella produzione domestica e contadina un esempio di autosufficienza.
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Giovanni Franchini, poeta de pinna, torna alla casa del Padre a cura de Anghelu de sa Niéra.
Si ch’est boladu in Chelu Giuanninu Franchini. Sighende su frade Antoni Luisi s’atera notte a Thiesi ue fit ricoveradu at dadu s’ultimu alenu e si ch’est drommidu pro sempre s’amigu nostru e nostru cumpaesanu Giuanninu. Fit restadu a su solo dae poi una vida de tribagliu in s’industria chimica e in sa campagna de sa cale fit amantiosu. Ma amantiosu fit puru de sa poesia. Paritzas las podides leggere in custu blog, ma apo su dovere de nde ponner atteras chi m’at lassadu pro bi las pubblicare innoghe e totu. A parte sas condogliantzias a sa sorre a su frade e a sas connadas, a sas nettas e sos nebodes las faghimus a totu sos cumpaesanos chi l’ant istimadu e appretziadu.
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Maria Lepori, Bande, fazioni, trame: La nobiltà rurale tra violenza e giustizia nella Sardegna del Settecento, Viella, Roma 2019 €. 15,99
Questo secondo saggio sulla Sardegna settentrionale esce a dieci anni dal primo (2010) intitolato Faide. Nobili e banditi nella Sardegna sabauda del Settecento e non dico che ne è la continuazione, ma piuttosto il completamento rispetto al primo ecco perché molti protagonisti del primo rintracciamo nel secondo.
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Ses torra
lama istrizile de lughe,
incue, a manu nida,
issinzadora
de travigos galanos
e metzanos.
Bestijas lijia
si che sun truvende
sas nues iscantiàdas
in beranu.
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Commenti disabilitati su “Lama istrizile de lughe” di Maria Sale . Leggi tutto
Chi non ha versato una lacrima sul ciglio e ancor di più sul cuore quando ha visto l’infernale operare delle fiamme che hanno divorato bestie, pascoli e piante. Ci vorrebbe un botanico del posto per elencare quei profumi che per anni ho respirato nei brevi o lunghi soggiorni della Madonnina dove ero solito condurre la famiglia e pagare il soggiorno a rate con assegni postdatati su cui il caro don Budroni si faceva sonore risate ricordandomi che quella pratica la usava anche lui con i fornitori e con le banche che non facevano che chiamarlo a Sassari per accrescergli il fido e per ammonirlo. Gli avevano suggerito di cedere a qualche società turistica la parte alta dove crescevano le felci, ma lui, manco a parlarne.
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Commenti disabilitati su “Dalla disperazione delle fiamme alla speranza: ovvero l’anima profonda dei Sardi del Montiferru” di Ange de Clermont . Leggi tutto

Angelino Tedde
Come nelle favole belle svanite nel nulla: Il Rifugio La Madonnina, a quanto pare, è stato completamente distrutto dalle fiamme. Mi auguro che si sia salvata la cappella in cemento armato e almeno la Casa del Leccio se non l’intero albergo. Qualora si fossero bruciati anche questi stabili oltre ai boschi e alle macchie pregiate è la fine di un sogno che ai tempi del grande organizzatore culturale e religioso Don Giuseppe Budroni produceva aggregazioni di uomini e di donne, di giovani di tutte le categorie per diffondere cultura umana e religiosa. Che tristezza! Speriamo fino alla fine di questo inferno che ancora qualche cosa si sia salvata. Vogliamo riportare questa seconda parte di due servizi curati a suo tempo e in parte apparsi sulla Nuova Sardegna a firma nostra. [Angelino Tedde]
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Commenti disabilitati su II.”Il Rifugio la Madonnina di Santulussurgiu: c’era una volta” di Angelino Tedde . Leggi tutto
L’arrivo a Ploaghe delle Povere Suore Scolastiche di Gorizia di fondazione tedesca chiamate a dirigere l’asilo di Chiaramonti e arrivate in treno fino a Ploaghe. Il diario della Reverenda, così veniva chiamata la superiora delle suore, mette in luce tutte quelle personalità o gente comune che seppero accogliere le religiose in paese.
“Qui ci attendevano: il Presidente dell’Asilo il molto Rev. Monsignor Canonico Dott. Grixoni nobile Cristoforo con suo cugino l’Avvocato Dott. Giulio Falchi, Presidente dell’Ente Morale, il quale gentilmente prestò la sua auto; poi il Segretario politico Sig. Dott. Costantino Arru, veterinario, con la sua gentil Signora, i quali erano venuti a prenderci con la loro macchina. Il bagaglio fu posto sul carrozzino di Ploaghe e poi col carrettiere Carlo Satta portato all’asilo. Le vetture filavano su una bellissima strada.
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