14 Agosto 2021 - Categoria: eventi luttuosi

Giovanni Franchini, poeta de pinna, torna alla casa del Padre a cura de Anghelu de sa Niéra.

Giovanni Franchini, poeta de pinna, torna alla casa del Padre a cura de Anghelu de sa Niéra.

Si ch’est boladu in Chelu Giuanninu Franchini. Sighende su frade Antoni Luisi s’atera notte a Thiesi ue fit ricoveradu at dadu s’ultimu alenu e si ch’est drommidu pro sempre s’amigu nostru e nostru cumpaesanu Giuanninu. Fit restadu a su solo dae poi una vida de tribagliu in s’industria chimica e in sa campagna de sa cale fit amantiosu. Ma amantiosu fit puru de sa poesia. Paritzas las podides leggere in custu  blog, ma apo su dovere de nde ponner atteras chi m’at lassadu pro bi las pubblicare innoghe e totu. A parte sas condogliantzias a sa sorre  a su frade  e a sas connadas, a sas nettas e sos nebodes  las faghimus a totu sos cumpaesanos chi l’ant istimadu e appretziadu.

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12 Agosto 2021 - Categoria: recensioni

L’Anglona e la Gallura protagoniste del saggio di Maria Lepori recensione a cura di Angelino Tedde

 

Maria Lepori, Bande, fazioni, trame: La nobiltà rurale tra violenza e giustizia nella Sardegna del Settecento, Viella, Roma 2019 €. 15,99

Questo secondo saggio sulla Sardegna settentrionale esce a dieci anni dal primo  (2010) intitolato Faide. Nobili  e banditi nella Sardegna sabauda del Settecento e non dico che ne è la continuazione, ma piuttosto il completamento rispetto al primo ecco perché molti protagonisti del primo rintracciamo nel secondo.

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8 Agosto 2021 - Categoria: lingua/limba, versi in italiano, versos in limba

“Lama istrizile de lughe” di Maria Sale

Ses torra
lama istrizile de lughe,
incue, a manu nida,
issinzadora
de travigos galanos
e metzanos.
Bestijas lijia
si che sun truvende
sas nues iscantiàdas
in beranu.

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29 Luglio 2021 - Categoria: memoria e storia

“Dalla disperazione delle fiamme alla speranza: ovvero l’anima profonda dei Sardi del Montiferru” di Ange de Clermont

Chi non ha versato una lacrima sul ciglio e ancor di più sul cuore quando ha visto l’infernale operare delle fiamme che hanno divorato bestie, pascoli e piante. Ci vorrebbe un botanico del posto per elencare quei profumi che per anni ho respirato nei brevi o lunghi soggiorni della Madonnina dove ero solito condurre la famiglia e pagare il soggiorno a rate con assegni postdatati su cui il caro don Budroni si faceva sonore risate ricordandomi che quella pratica la usava anche lui con i fornitori e con le banche che non facevano che chiamarlo a Sassari per accrescergli il fido e per ammonirlo. Gli avevano suggerito di cedere a qualche società turistica la parte alta dove crescevano le felci, ma lui, manco a parlarne.

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27 Luglio 2021 - Categoria: letteratura sarda

II.”Il Rifugio la Madonnina di Santulussurgiu: c’era una volta” di Angelino Tedde

Angelino Tedde

Come nelle favole belle svanite nel nulla: Il Rifugio La Madonnina, a quanto pare, è stato completamente distrutto dalle fiamme. Mi auguro che si sia salvata la cappella in cemento armato e almeno la Casa del Leccio se non l’intero albergo. Qualora si fossero bruciati anche questi stabili oltre ai boschi e alle macchie pregiate è la fine di un sogno che ai tempi del grande organizzatore culturale e religioso Don Giuseppe Budroni produceva aggregazioni di uomini e di donne, di giovani di tutte le categorie per diffondere cultura umana e religiosa. Che tristezza! Speriamo fino alla fine di questo inferno che ancora qualche cosa si sia salvata. Vogliamo riportare questa seconda parte di due servizi curati a suo tempo e in parte apparsi sulla Nuova Sardegna  a firma nostra. [Angelino Tedde]

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23 Luglio 2021 - Categoria: educazione, memoria e storia

II. “Suor Giuseppina Marucchi: diario da Chiaramonti” a cura di Cristina Urgias

L’arrivo  a Ploaghe delle Povere Suore Scolastiche di Gorizia di fondazione tedesca chiamate a dirigere l’asilo di Chiaramonti e arrivate in treno fino a Ploaghe. Il diario della Reverenda, così veniva chiamata la superiora delle suore, mette in luce tutte quelle personalità o gente comune che seppero accogliere le religiose in paese.

 

“Qui ci attendevano: il Presidente dell’Asilo il molto Rev. Monsignor Canonico Dott. Grixoni nobile Cristoforo con suo cugino l’Avvocato Dott. Giulio Falchi, Presidente dell’Ente Morale, il quale gentilmente prestò la sua auto; poi il Segretario politico Sig. Dott. Costantino Arru, veterinario, con la sua gentil Signora, i quali erano venuti a prenderci con la loro macchina. Il bagaglio fu posto sul carrozzino di Ploaghe e poi col carrettiere Carlo Satta portato all’asilo. Le vetture filavano su una bellissima strada.

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22 Luglio 2021 - Categoria: cristianesimo, memoria e storia

“Maria di Magdala o Maria Maddalena, festeggiata il 22 luglio dalla Chiesa Cattolica” a cura di Ange de Clermont

Su Santa Maria Maddalena si può dire che i biblisti  colti, archeologi, eruditi oltre ogni limite tanto che a volte non sai se fanno sfoggio di erudizione come il cardinal Ravasi, sommo biblista, vadano a cercare davvero l’autenticità dei racconti biblici. Sommo rispetto per quaesti studiosi, veri e propri geni. In genere conoscono l’aramaico, l’ebraico, il greco classico e quello moderno, il latino classico e quello popolare. Hanno letto libri su libri, visitato come pellegrini erranti i luoghi in cui è passato o non è passato il Redentore. Fatta questa premessa noi preferiamo a tutti i loro discorsi e alle oro cento Marie di Magdala o non di Magdala le visioni della mistica Maria Valtorta ancora sospesa o sub iudice da parte delle vari dicasteri della Chiesa.

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11 Luglio 2021 - Categoria: storia

“Donna Lucia Tedde (1695/96-1755): identità, morte, funerali e sepoltura in Chiaramonti” di Angelino Tedde, Andreina Cascioni, Giovanni Soro

Iniziamo il discorso sull’identità di Donna Lucia Tedde, successivamente sulla data di morte, su quella della sepoltura e sul luogo della stessa sepoltura.

La brillante storica universitaria cagliaritana, Maria Lepori, nel suo magistrale saggio su Faide. Nobili e banditi  nella  Sardegna sabauda  del Settecento (Lepori, 2010) scrive tra l’altro di Donna Lucia :

Nella corrispondenza dei viceré è indicata con il cognome comune dei Delitala. Nelle sentenze della Reale Udienza [massima magistratura dell’Isola dal secolo XVI] che riguardano lei come imputata o altri individui coinvolti nello stesso episodio viene citata come Tedde Delitala o semplicemente come Tedde (ASC Reale Udienza Miscellanea 3 e 28 aprile 12 e 17 settembre 1733). Abitava a Chiaramonti, ma era originaria di Nulvi e benché Rivarolo, [senza mai averla vista, ma solo per sentito dire o per aver letto le carte vicereali del predecessore Castagnole], nel 1736 le attribuisce 40 anni” Nota 89 p.149.

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