13 Giugno 2009 - Categoria: eventi culturali

I giudici dal grande orecchio e i giornalisti scrivani in crisi di astinenza


769010A quanto pare la legge sui limiti alle intercettazioni telefoniche sta mandando in crisi le orecchie dei magistrati e la digitalità dei giornalisti che, in mancanza di seri reportage sulla nazione e sul mondo, fanno prima a scopiazzare le più lubriche conversazioni. (Basti ricordare le confidenze ad un amico del mancato re d’Italia, ascoltate e registrate dal meticcio giudice anglo-italico).

Si avverte la loro insonnia agitata. Come vivere senza ascoltare, non da confessori, le più pruriginose confabulazioni telefoniche dei bollenti e fantasiosi italici petti? Le orecchie, grandi come quelle dei somari, si sbattono da un cuscino all’altro, mentre i giornalisti-scrivani digitalizzando nel vuoto stanno mangiandosi le unghie e riscoprendo l’ancestrale cannibalismo.

42-17981965Noi ci rallegriamo ben sapendo che le intercettazioni saranno utilizzate per i criminali e non per i peccati degl’italiani, graziosamente condonati presso i confessionali, previo pentimento s’intende. (Non allarghiamoci troppo, altrimenti rasentiamo il sacrilegio). Oltre che limitare i vizietti dell’ascolto dei magistrati-pupi e dei magistrati- vetusti sulle segretezze dei connazionali, ci faremo su un bel risparmio. Quanti miliardi buttati al vento per intercettare sbadigli, sufflazioni, storie di corna, di raccomandazioni, di barzellete e di inverosimili conquiste femminili? Mi si ribolle il sangue: a pagare siamo sempre noi.
I nostri magistrati e i nostri scrivani digitali sono irresponsabili, ergo non pagano mai, poi, chi è messo alla gogna resta alla gogna e intanto questi beceri inquisitori della vita privata nostra, già abbastanza propalata nei reality, nelle confidenze televisive, si preparano al lancio nella vita politica 

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(e. g. Di Pietro, De Magistris) come ci è dato costatare ad ogni elezione. Questo sì che è schifo che più schifo non si può.                      Per contribuire alla conoscenza della verità appena la legge verrà spedita al Presidente della Repubblica, scomodato ad ogni piè sospinto da un’opposizione allo sbando, vedremo di offrirne i punti più salienti a ludibrio di chi si oppone ed eventualmente a vergogna di chi vorrebbe coprire i mafiosi.

 

I magistrati si leggano l’invito del Presidente della Repubblica a non farsi protagonisti nei vari procedimenti e i giornalisti si rimbocchino le maniche e, previa unzione dei gomiti, si mettano a sgobbare, ma soprattutto ripassino bene la grammatica e la sintassi, in primis  la consecutio temporum. A leggere certi servizi c’è da rimandarli a scuola.

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12 Giugno 2009 - Categoria: eventi culturali

I futuri piloti, la rivincita dei libici, un clochard della gloria

planciaLeggere nei siti dei vari quotidiani nazionali è davvero una fatica. Non c’è penna villana che non se la prenda col premier e con le sue performance. Il pensiero dei peninsulari e isolani pare che sia rivolto solo in una direzione. Questa condotta è riprovevole specialmente dopo la gran vittoria dei due popolani: il trebbiatore e il senatùr. Dopo la conclusione dell’epopea del Cavaliere si preparano a dominare lo stivale e le due isolazze, questi due uomini espressione della più schietta plebaglia italica netta-nordica e centro-sudicia. Entrambi usano un eloquio popolano ed espressivo, mentre organizzano in tutto il territorio nazionale le sezioni dismesse dagli altri partiti. I due incrementano i loro suffragi e prima o poi prenderanno posto nella plancia di comando, virando gagliardi verso i destini del futuro. Il primo  fa di già pratica di mare, il secondo comincia a leggere dai foglietti, poi finisce con “fusse che fusse la volta abbuona”.

Io penso che incrementando la campagna del grano, lasciandosi andare come un delfino in qualche piscina agroturistica, citando a sproposito proverbi popolari, l’uomo potrebbe davvero fare anche lui pratica di governo. Gli altri partiti, risucchiatosi il cervello, finiranno per scomparire e allora le imprese del Cavaliere appariranno eroiche e degne della visita beduina del nostro vicino di mare ormai ricco di gas e di petrolio. Chi l’avrebbe immaginato quando gl’italiani massacravano i libici o li impiccavano che un giorno uno dei loro più illustri capi storici avrebbe messo la tenda nei freschi giardini di una villa romana?

Aih, come passa la gloria del mondo!

Chi avrebbe immaginato  poi che un sardo, zappato nel cervello, avrebbe violato la tranquillità ludica del nostro Cavaliere che pure ha diritto alla ricreazione. Al cervello zappato  5000 foto rubate, (Che fatica! Avrà ancora tutte le dita a posto?), garantiscono una gloria effimera. La storia dirà che il Cavaliere è stato il più fotografato nei momenti di svago da un clochard della gloria. Nessuno si ricorderà più di lui che nel frattempo avrà messo da parte qualche euro per trascorrere la vecchiaia in Costa, raccontando ai commilitoni putteolenti di vecchiaia della sua arditezza di violatore di uno dei principi della Costituzione: l’inviolabilità del domicilio. Bazzecole! Lasciate che violi gli appartamenti per una panoramica di deretani di vario formato. A meno che qualche guardia del corpo, sorprendendolo, non gli rubi la castità.
Nipotine mie, preparatevi a ridere, il futuro peninsulare è  rosa-bordello.

A. T.

 

 

 

 

 

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10 Giugno 2009 - Categoria: eventi culturali

Hanno vinto tutti alle europee

300px-piazza_venezia_dal_vittorianoHanno vinto tutti, nessuno ha perso: queste le dichiarazioni dei capi e capetti partitici.

Solo il capo del partito più votato ha ammesso di non aver sfondato rispetto alle aspettative. Gli altri hanno cantato il peana della vittoria. Hanno vinto anche coloro che non avendo raggiunto il 4% non mandano a Bruxelles un solo deputato.

Chi s’accontenta gode, meglio vincere che perdere. Del resto ai tempi del Duce si cantava: “Vincere, vincere, vincere e vinceremo in cielo in terra e in mare. E’ una parola d’ordine è la suprema volontà!”
Vuol dire che anche oggi vincere è “la suprema volontà”. Nessuno ha perso. Possiamo vivere felici. Così ogni elezione in Italia finisce come ogni favola: e vissero felici e contenti! Così conclude le mie novelle mia nipotina Alice prima che io concluda. “Nonnou, e vissero felici e contenti”. Già mia piccola Alice, ma potrei aggiungere, anche la meno piccola Beatrice, gl’italiani dopo ogni votazione vissero felici e contenti, perché tutti hanno vinto. Beati loro.

A. T.

 

 

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2 Giugno 2009 - Categoria: discipline scientifiche

“Letrinas” non “diarios”!

Internet offre occasioni abbondanti di lettura dei siti dei “diarios” italiani. Ho potuto leggere così gl’interessanti articoli del ruolo dei parlamentari italiani nel Parlamento europeo. Le tematiche politiche di grande attualità, il superamento dei nazionalismi, il cooordinamento a livello internazionale, l’immagine di un’Europa pensosa delle sorti del mondo e della sua stessa economia. Che teste i giornalisti del Corriere, di Repubblica: due diarios che rasentano il pensiero filosofico, due grandi cervelli, due teste. Quale edificazione!

Peccato, però, mi sono svegliato dal sonno, si trattava di un sogno. Corro al Mac, lo accendo, aspetto un po’, cerco le due testate di internet dei due diarios e, vistoso fenomeno, esce dai siti un puzzo simile ai famosi “muntonalzos” della mia infanzia. Forse, ho sbagliato, non diarios ma “letrinas”. Che bel sogno e che brutto risveglio. 

A. T.

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1 Giugno 2009 - Categoria: discipline scientifiche

A proposito della presunta I e II Repubblica Italiana

Leggendo la scarsamente variegata stampa italiana apprendiamo spesso storie di I e di II Repubblica. Sinceramente non mi risulta che la costituzione italiana sia mutata anche se mi spiace che sia fondata sul lavoro, escludendo quindi i giovani che non lavorano e i lattanti. Poteva essere fondata sulla cultura, sulla lingua comune, sulla comune fede della maggioranza degli italiani, sulla parentela, sulla storia più o meno affine.

No. La Repubblica è fondata sul lavoro. Allora lavoriamo invece di perdere tempo sulle attività ludiche (amori, sport, vizi, prurigini) di questo variegato popolo di italiani. Invece di lavorare molto spesso allunghiamo la mano per essere assistiti, raccomandati, incozzati. Spesso desideriamo cariche anche onorarie, incarichi luccicanti, ma sostanzialmente privi di sostanza. Per quanto riguarda i cosiddetti lavoratori intellettuali si è arrivati a dire spudoratamente : – Meglio che lavorare.-

Già, meglio che lavorare, se invece di riflettere prima di scrivere, acquisire dati certi, ci mettiamo a scrivere frottole ben sapendo che una frottola ne genera altre mille e così scrittori, giornalisti, pubblicisti e cento altre categorie della carta stampata ci fanno vivere in un caleidoscopio di frottole creando un mondo surreale. 

Così tra le tante frottole ci fanno credere che dalla I Repubblica siamo passati alla II, mentre la Costituzione resta lì come i Padri della Patria l’hanno stesa. Tutti cercano di richiamarsi alla Costituzione e tutti la violano nel momento in cui manca in assoluto il rispetto per la persona. I cattivi esempi arrivano poi da coloro che a parole dicono di difendere la legge fondamentale dello Stato. I giornalisti e gli editorialisti, ad esempio, si ergono a dei veri mammassantissima della Costituzione, ma con la loro tracotante arroganza sono i primi a gettare il disprezzo sulle persone e se del caso a distruggerne l’immagine davanti ai lettori o agli ascoltatori. A volte una personalità di varia grandezza viene ridotta, per odio di parte, per schizofrenia critica, per narcisimo, ad animale da macello. Quali esempi preclari dobbiamo vedere in questo inizio secolo e abbiamo visto nello scorcio dell’altro da quando siamo stati capaci di intendere e di volere.

Qui, prima della questione morale, è in gioco la serietà del lavoro poiché anche quello degli intellettuali è e dev’essere un lavoro, cioè una fatica di ricerca e di riflessione. Non è così purtroppo e l’Italia tende in tal modo ad andare alla deriva.

Nave sanza nocchiero in gran tempesta/non donna di provincie, ma bordello.

Non occorre riaprirli i bene amministrati bordelli, l’Italia stessa è ridotta nella lettura di ricchi sfondati editorialisti, ad autentico bordello, malamente gestito però!

A. T.

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23 Maggio 2009 - Categoria: archeologia

Schede di nuraghi (II) a cura di Mario Unali

nuraghe1chsucasteddupan-11Le numerose presenze di reperti di offesa presso i nuraghi hanno indotto gli studiosi a ritenerli eminenti luoghi di difesa e di controllo del territorio. Altra ipotesi più recente, ma non seguita quanto la prima, li ritiene luoghi di culto. Altri ancora ritengono che le due ipotesi possano sussistere entrambe. Il mistero ad ogni modo rimane e allo storico non resta che prendere atto di quanto si è consrvato di queste torri ciclopiche e studiarne i reperti. Da parte mia cerco di indicarne i siti e i nomi di quelli del territorio di Chiaramonti. E’ un vero peccato che di tutti questi numerosi resti nuragici ne sia stato “notificato” soltanto uno: il Nuraghe Ruju. Per quanto la notificazione essa richiede un lavoro impegnativo dal punto di vista tecnico e burocratico, tuttavia non si possono lasciare all’incuria del tempo e dei vandali monumenti così antichi e significativi di una civiltà preistorica. Per avere maggiori indicazioni sui Nuraghi di cui si pubblicano in questo sito le fotografie si suggerisce di andare al mio sito archeologosardos. Per sapere i nomi di questi nuraghi si suggerisce di passare la freccetta sulle foto.nuraghe1gposchiri

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23 Maggio 2009 - Categoria: archeologia

Schede di Nuraghi (I) a cura di Mario Unali

nuraghe1chelighia-11Il carattere militare dei nuraghi guardando queste foto, salta subito agli occhi. E’ evidente che quelle genti si arroccarono con quei ciclopi sopra degli spuntoni rocciosi che difficilmente potevano essere attaccati risultando invece facilmente difendibile la postazione e conseguentemente il territorio.

Quella di fortezza non era comunque la destinazione principale, posto che, non fosse primaria l’esigenza di difendersi da un occupante esterno. Un avamposto dunque che servisse da sentinella, di vigilanza per tenere d’occhio, un probabile incursore che, potesse arrivare per esempio dalla costa.nuraghe1chsapattada-11
Essi delimitavano un territorio relativamente grande, ed erano in collegamento a vista: le sentinelle potevano comunicare con fuochi, suoni o altro. Si può ragionevolmente ipotizzare che i contatti potessero avvenire pure tra clan confederati, per difendersi meglio al bisogno contro un ipotetico grande invasore.

Essi delimitavano un territorio relativamente grande, ed erano in collegamento a vista: le sentinelle potevano comunicare  con fuochi, suoni o altro.

nuraghe1chsucasteddu-12Si può ragionevolmente ipotizzare che i contatti potessero avvenire pure tra clan confederati, per difendersi meglio al bisogno contro un ipotetico grande invasore.


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18 Maggio 2009 - Categoria: versi in italiano

XI Ballate bianche-gialle-noir di Ange de Clermont

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I. Danzavano gli scheletri festosi/Uscivano da bare consumate/per lasciar posto alle nuove arrivate/Ballavano e scrocchiavan cosi forte/ da risvegliare lesta anche la morte/che cominciò a fare tal mattanza/che tosto le prese  mal di panza/E gli uomini schernendosi a vicenda/dicevano:-Non ci riguarda la faccenda-/Ma la faccenda tutti riguardava/come ogni onda che su sabbia sbava/

 

images62II. Gatto nero, gatto nero /perché tagli il mio sentiero?/ Nero gatto, nero gatto/non guardare il mio ritratto!/Altrimenti finirai/nel tagliere dei beccai/dei beccai e dei becchini/corri via dai miei vicini/tu di morte sei foriero/corri via dal mio sentiero/Io ancor devo campare/ per gli amici rallegrare/Gatto nero, gatto nero/ non tagliare il mio sentiero/altrimenti con decenza/dritto vattene a Vicenza./

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III. Fosca è la sera fosca sarà la notte/ma tu sorridi come una fringuella/io mi caccerò dentro una botte/ e tu mi farai da sentinella/La sera è fosca la notte sarà nera/Ascolta il pianto d’una capinera!/

 

 

 

 

images7IV. L’anima morta non giace nella bara/ma dentro il corpo sola ella si tace/un canto, una voce, la potrà animare/per riprendere vita e riamare/Oh tu che dormi dentro un corpo frollo/ per prender vita, solleva dritto il collo!/

 

images-2V. Gialla come il frumento di luglio/che le brame di Creso vuol svegliare/E’ l’esile Bionda dai riccioli dorati/che nessun uomo cerca di guardare/Raggiunto il mare, rapida si tuffa/ come sirena del profondo mare/Fantasma d’una storia lacrimosa/anima irrequieta senza pace/Non la svegliare in fondo al mare giace/Un tocco di campana è la sua pace/

 

giglioVI. Verdina era bianca come un giglio smunto/Pallida rosa in pallido maggio/nata solo per breve giovinezza/ Dal mondo volle solo una carezza/ e poi scomparve, mormorante brezza/ Come un giglio bianca era Verdina/scomparve solitaria una mattina/

 

 

 

 

 

 

images-3VII. Rossa come il tramonto era Letizia/Capelli neri a more di maggio/Occhi cerulei come il cielo terso/il suo vestito come prunalbo in fiore/le bianche braccia cercavano l’amore/ che si era perso tra i mandorli in fiore/Rossa come il tramonto era Letizia/tra i fiori candidi smarrito aveva amore/

 

 

images-4VIII. Nera come la notte era Mestizia/Il sangue blu tanto la oscurava/ Labbra rossastre e occhi di cristallo/Esili mani calde di passione/L’anima ti bruciava come il fuoco/ E tu precipitavi come lava/che dal Vulcano eternamente sbava/per distruggere ogni albero ogni fiore/ Nera come la notte era Mestizia/signora della mistero e del furore/

 

 

 

images-15IX. Brucano l’erba gli agnelli dell’Anglona/ sotto lo sguardo del Monte Limbara/ I sogni miei come nuvole in cielo/ mirano i colli di smeraldo pinti/

 

 

 

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X. Ride maggio e ride il giorno/della rosea primavera/i dolori via di torno /così il cuore sempre spera.

XI. Mentre maggio ci riscalda con un sole più ridente/ la vita ritorni salda/ si concentri più la mente. /S’allontani il losco mondo /e ritorni primavera /torni il viso rubicondo/ dal mattin fino alla sera.

 

 

 

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