7 Agosto 2010 - Categoria: recensioni

Il papa Barnaba Chiaramonti a cura di Antonio Filipazzi

Pio VII e la diocesi di Imola

Il vescovo Pontefice che affrontò Napoleone

di Antonio Filipazzi

Durante l’Ottocento la diocesi di Imola vide due suoi vescovi salire sul soglio di Pietro con i nomi di Pio VII e Pio IX. Entrambi ebbero un pontificato piuttosto lungo – quello di Papa Mastai Ferretti fu con i suoi quasi 32 anni il più lungo tra quelli dei successori dell’apostolo Pietro – mentre Papa Chiaramonti governò la Chiesa universale per ben 23 anni e mezzo) e, soprattutto, segnato da gravi traversie, l’uno per lo scontro con Napoleone e l’altro per le vicende connesse all’unità d’Italia. È ben comprensibile che la Chiesa imolese vada fiera di questi due Papi e contribuisca a conservare, studiare e diffondere la loro memoria.

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5 Agosto 2010 - Categoria: eventi culturali

Perfugas e la sua comunità di Mauro Maxia

Mauro Maxia, Perfugas e la sua comunità. Profilo onomastico storico descrittivo, Taphros, Olbia 2010, pp. 450, € 20.

Nel suggestivo patio della piazzetta adiacente alla parrocchiale di Santa Maria degli Angeli di Perfugas è stato presentato a numeroso pubblico l’ultimo lavoro dello studioso prof. Mauro Maxia, professore a contratto presso l’Università di Sassari, ma che per lo spessore degli studi e per il numero di qualificate pubblicazioni meriterebbe di essere accolto tra i professori ordinari di qualunque università italiana ed europea. Da anni, sulla scia degli storici della nuova storia, lo studioso perfughese si è misurato nella ricerca toponomastica dei villaggi abbandonati dell’Anglona, circa 500 chilometri quadrati di territorio che lo studioso ha visitato più volte alla ricerca delle antiche vestigia medievali. A queste rilevazioni sono seguiti gli studi sulla letteratura esistentee, ma soprattutto su una grande varietà di fonti documentali di archivi pubblici ed ecclesiastici.

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4 Agosto 2010 - Categoria: memoria e storia

Mio bisnonno “su berchiddesu” di Antonio Maria Murgia

Mio bisnonno Giommaria Murgia nato a Berchidda il 17 aprile 1844 denunciato col nome di Scanu,  mentre transitava in agro di Chiaramonti su un cavallo sellato, con apposita bisaccia di lana, contenente i due figli gemelli, Antonio Maria e Giuseppe, nati l’11 gennaio 1873  provvenienti dalle campagne di perfugas (Muru Pianedda), uno a destra, l’altro a sinistra. Avanzò in sella al cavallo tra i viottoli di percorsi accidentati, nelle mulattiere di un tempo. Giunto nei pressi di Chiaramonti, chiese informazioni ad un pastore, dove potesse trovare la famiglia Madau. Il pastore, incuriosito, chiese donde arrivasse, col cavallo carico di due bambini in bisaccia, uno a sinistra, e l’altro a destra, in inconsueta sistemazione di trasporto. Il cavaliere rispose:

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23 Luglio 2010 - Categoria: politologia

Stanchezza da integrazione di Paolo Pombeni

Editoriale I Luglio 2010

Di fronte alle crescenti difficoltà di ritrovare uno slancio comunitario tanto nelle opinioni pubbliche dei diversi stati europei quanto nelle loro dirigenze politiche qualcuno ha lanciato lo slogan della “stanchezza da integrazione”. L’obiettivo del grande mercato unico che avrebbe dovuto ad un tempo non solo garantire ma far crescere la prosperità europea ed allo stesso modo spingere alla crescita di un comune sentimento di cittadinanza non si sta realizzando che in parte molto ridotta. Più si allarga il mercato, più si guarda con interesse e talora con cupidigia alla creazione di un’area sempre più vasta di libero scambio (ed è emblematica in questo senso la posizione verso la Turchia accreditata di essere un ottimo mercato, mentre su tutto il resto esistono perplessità), meno si realizza quell’incremento di integrazione che avrebbe dovuto dare maggior forza e maggior importanza internazionale all’Unione.

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14 Luglio 2010 - Categoria: archeologia

Il cimitero di San Michele di Alghero di Marco Milanese

Marco Milanese, Lo scavo del cimitero di San Michele ad Alghero (fine XIII – inizi XVII secolo), Felici Editore ,Pisa 2010.

Il ritrovamento, avvenuto nell’estate 2008 nel corso di lavori pubblici nell’area del San Michele, di quello che oggi appare come uno dei più estesi cimiteri italiani di epoca medievale documentati archeologicamente è al centro di un volume che sarà commentato Venerdì 16 Luglio 2010 alle ore 18 ad Alghero presso laSala Congressi Chiostro di San Francesco dal Prof. Gino Fornaciari, Ordinario di Archeologia Funeraria e di Paleopatologia nell’Università di Pisa e dal Prof. Marco Valenti, Professore di Archeologia Medievale nell’Università di Siena.

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10 Luglio 2010 - Categoria: lingua/limba

Una dote matrimoniale “con una marea di errori ortografici del notaio Madau”

Francesco Amadu,Ozieri 1750-1702. Cento documenti in sardo dell’Archivio diocesano, I documenti, Stampacolor, Muros 2004 pp. 34-35.

I genitori di Sebastiana Satta Aquena costituiscono la dote matrimoniale per la figlia che sposa Salvadore Sanna di Claramonte. Archivio Curia Ozieri XVII-M.

A 20 de sett. 1672. Ociery

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10 Luglio 2010 - Categoria: recensioni

L’inventario di fine Settecento di Santa Maria degli Angeli di Perfugas a cura di Mauro Maxia, di Angelino Tedde

Mauro Maxia (a cura di), L’inventario settecentesco di Santa Maria degli Angeli di Perfugas. Edizione del manoscritto spagnolo con traduzione a fronte, Parrocchia di Perfugas, “Quaderni di Ericium”, Perfugas (Sassari) 2007, pp. 150.

Che cosa sia un inventario almeno in linea generale credo che voi tutti lo sappiate anche se a guardare la definizione in una qualsiasi enciclopedia storica e attuale c’è da rompersi il capo. A noi basta sapere che l’inventario o il bilancio di cui parliamo  comprende edifici appartenenti alla parrocchia e le loro entrate,  poderi dati a censo e le relative rendite, diritti di primizia sul grano e relativi incassi (per la verità non incassati per mancanza di appaltatori), un certo numero di capi ovini e caprini alle origini rispettivamente 130 e 104 successivamente ridotti a 90 più 79 senza menzione del censo o di altra rendita che a questi si riferiscono.

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6 Luglio 2010 - Categoria: storia

I cattolici cagliaritani e sassaresi tra Otto e Novecento, contributo al convegno sul centenario del settimanale cattolico “Libertà” di Angelino Tedde

La Sardegna, salvo i brevi e scomposti sussulti della sarda rivoluzione, aveva conservato il vecchio ordine sociale nonostante le riforme sabaude del primo ottocento quali l’editto delle chiudende nel 1820, l’istituzione della scuola normale o popolare in tutti i villaggi nel 1823, la promulgazione del codice civile e criminale nel 1827, l’abolizione del feudi nel 1839-40, e, infine, la fusione con gli altri Stati sabaudi di Terrafema nel 1848.

Particolarmente agitato da atteggiamenti irriverenti contro il clero e contro i possidenti quest’ultimo evento. I Gesuiti che avevano garantito una rete d’istruzione che interessava i vari centri vennero cacciati via in malo modo, i parroci e i viceparroci che avevano presidiato l’istruzione elementare vennero presi di mira e fatti oggetto di dileggio. A tutto ciò si aggiunse da parte del parlamento subalpino l’abolizione delle decime, del foro ecclesiastico e tutta una serie di soprusi e di continue villanie verso coloro che avevano fatto parte delle classi privilegiate.

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