14 Settembre 2010 - Categoria: cahiers de doléances

Gli eroi del piccone di Massimo Pittau

Due storici di rilievo, Ettore Pais e Raimondo Bachisio Motzo, avevano invitato Antonio Taramelli a dare una delineazione della civiltà nuragica non dall’unico angolo visuale dell’archeologia, ma anche da quello di altre discipline dell’antichistica. Ma il Taramelli non se l’era data per intesa, tanto è vero che in due differenti occasioni, in implicita polemica coi due storici, aveva scritto testualmente: «L’archeologia preistorica è oggi matura nei suoi metodi e nelle sue ricerche; non è più la modesta ancella sussidiaria, ma raggiunge le sue proprie conclusioni in base alle osservazioni proprie ed ai suoi propri metodi. Se queste si accordano con quelle raggiunte dalle scienze affini, tanto meglio; se no tanto peggio per quelle» (anno 1929).

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14 Settembre 2010 - Categoria: storia

Dal Seminarietto al Senato. Vita politica di Nino Giagu De Martini di Francesco Obinu

Abbiamo provveduto a pubblicare i primi tre capitoli del saggio. Angelino Tedde, Francesco Obinu,  Gli esponenti della rivoluzione Bianca a Sassari. L’impegno politico di Nino Giagu De Martini (1956-1980), Associazione Alcide De Gasperi, Sassari 2005 pp. 328. Vista la pressione di alcuni studiosi e, resosi pressoché irreperibile il libro, offriamo ai nostri lettori, il cap. IV e quelli di seguito, autore Francesco Obinu.

La “rivoluzione bianca”. Gli esordi nella politica regionale (1956-1970)

Raccontare trent’anni e oltre di attività politica ai più alti livelli regionali, coronati dall’elezione fra i senatori della Repubblica e da incarichi nei governi nazionali, non è un compito che si possa svolgere in modo esauriente in un centinaio di cartelle.

Così, queste ‘note’ sulla figura politica di Nino Giagu De Martini – che entrano a far parte della collana dell’Associazione intitolata ad Alcide De Gasperi, fatta di pubblicazioni sempre ben documentate e curate ma mai voluminose –, si propongono di essere uno strumento di consultazione agile e in grado di dare, in una ricca sintesi, il quadro completo della carriera di uno dei massimi rappresentanti della classe dirigente sarda.

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14 Settembre 2010 - Categoria: cultura

Le origini de “L’Osservatore Romano”

Abbiamo chiesto alla redazione dell’Osservatore Romano di poter attingere alcuni articoli d’interesse culturale e religioso. Non abbiamo avuto risposta e siccome chi tace acconsente, pensiamo che non si veda male  l’operazione. D’altra parte riteniamo che i nostri lettori cerchino di attingere dalle nostre pagine notizie e dati di un certo livello culturale e scientifico. Alla tavola rotonda alla quale ci ispiriamo possono partecipare sia credenti sia non credenti purché rispettosi della personalità di ognuno. Qualcuno ci ha anche sussurrato che il nostro orientamento  religioso è evidente, ne siamo orgogliosi. Come sono liberi gli atei, gl’indifferenti, gli anticristiani e gli anticattolici di partecipare al nostro convitto credo possiamo esserlo anche noi. I cattolici tra il 1860 e il 1929 sono stati una minoranza politica e spesso culturale e religiosa, almeno a livello intellettuale, ora sembra che lo siano ancora dal momento che certi sedicenti intellettuali truculenti da periferia urbana hanno osato scrivere che chiunque frequenta la chiesa rischia di diventare credulone bigotto e democristiano. Si facciano un esame di coscienza questi prostituti dell’intelligenza e rivolgano a se la taccia di creduloni e di bigotti marci delle loro idee malsane e fallaci e si vergognino dal punto di vista culturale di indicare al disprezzo i democristiani di ieri e di oggi, di certo non hanno avuto uomini della stazza criminale di Stalin e dei suoi satelliti e nemmeno uomini e donne allo sbando intellettuale e morale.Con grande piacere presentiamo questo breve profilo del giornale vaticano. (Angelino Tedde).

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13 Settembre 2010 - Categoria: cultura

Nella biografia romanzata scritta nel 1950 da Evelyn Waugh la leggenda delle origini britanne della madre dell’imperatore Costantino

Il sogno della principessa

Una volta, molto tempo fa, prima ancora che fosse dato un nome ai fiori che palpitavano e fremevano sotto le mura battute dalla pioggia, a un’alta finestra erano seduti una principessa e uno schiavo intento a leggere una storia già allora antica; o piuttosto, per essere più prosaici, nel piovoso pomeriggio delle None di maggio dell’anno di grazia (come poi venne computato) 273, nella città di Colchester, la fulva Elena, ultima figlia di Coel, Grande Capo dei Trinovantes, stava a guardare la pioggia mentre il suo maestro leggeva l’Iliade di Omero in parafrasi latina.

Visti in quella rientranza della fortezza potevano dare l’impressione di una coppia stranamente assortita. La principessa era più alta e snella di quanto fosse conforme al gusto dominante; i suoi capelli, che al sole talvolta erano d’oro, più spesso nella sua nebbiosa patria sembravano di rame scuro; gli occhi avevano quella melanconia – insieme risentita, astratta, ma non senza una venatura di sacro rispetto – tipica dei ragazzi britannici alle prese con i classici. Durante brevi periodi dei successivi diciassette secoli la sua sarebbe stata giudicata bellezza; essendo nata troppo presto qui a Colchester, tra la sua gente, era considerata né bella né brutta.

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11 Settembre 2010 - Categoria: cultura

La Sardegna e l’Atlantide di Massimo Pittau

Con grande strombazzamento della stampa è stata di recente prospettata la tesi, secondo cui la Sardegna antica si identificava con l’Atlantide di cui ha parlato il filosofo greco Platone. Io sono dell’avviso che questa tesi sia del tutto campata in aria.

È abbastanza noto che Platone, anche per le sue doti di poeta, esemplificava e concretizzava le sue tesi filosofiche fondamentali con altrettanti miti o favole, che creava appositamente ex novo. Il mito platonico più noto è quello dalla caverna, la quale rappresenta la realtà sensibile o delle ombre, mentre la vera realtà, quella intelligibile o delle idee (Iperuranio) è quella fuori della caverna. E un altro famoso mito platonico è quello di Eros figlio dell’Ingegno e della Povertà. Ebbene il mito dell’Atlantide è stato creato da Platone per sostenere la sua famosa tesi dello “Stato Ideale”.

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10 Settembre 2010 - Categoria: politologia

Italia.Nel caos della stampa(e della politica) italiana quale spazio per l’Europa? di Michele Marchi

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L’estate 2010 dell’informazione politica italiana non ha voluto invertire il trend degli ultimi anni: da «Bancopoli» del 2005, passando per i rumors sulle presunte frequentazioni più o meno intime del Presidente del Consiglio dello scorso anno, ora si è arrivati ai problemi patrimoniali e famigliari dell’attuale Presidente della Camera dei Deputati, il tutto all’interno della lotta per aggiudicarsi la leadership del declinante centro-destra berlusconiano. Il gossip politico, la polemica al vetriolo, le prime pagine insultanti e la «brutta versione» del giornalismo d’inchiesta hanno, anche quest’anno, fatto rimpiangere i bei tempi degli «anemici» quotidiani agostani, impeccabili nella loro scarsità di pagine, d’abitudine piene di eventi di cronaca, feuilleton a puntate, calciomercato e trionfi di «cultura e spettacolo». Ebbene, nonostante l’ennesima sciagurata recita messa in piedi dal «teatrino della politica nazionale» e forse a dimostrazione che la dimensione europea ha pervaso anche il nostro provinciale Paese, non sono mancate nei mesi di luglio e agosto alcune interessanti riflessioni su tematiche direttamente riconducibili al dibattito europeo. In particolare l’attenzione dei commentatori italiani si è concentrata su due temi: la questione immigrazione (sull’onda della «querelle Rom» esplosa in Francia) e la prepotente ripartenza economica della Germania. Al contrario nessun interesse hanno riscosso i dati, peraltro piuttosto significativi, dell’ultima indagine Eurobarometro.

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9 Settembre 2010 - Categoria: politologia

Analisi: Francia luglio-agosto 2010 di Riccardo Brizzi

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IL TRATTATO DI LISBONA ENTRA A REGIME

Nel corso dell’ultimo bimestre il dibattito sulla stampa francese si è piuttosto concentrato sulla dimensione politica interna e sulle vicissitudini di un esecutivo in calo di consensi. Anche le misure anti-rom volute dal presidente Sarkozy, intenzionato a lanciare una nuova offensiva sul versante della sicurezza nel tentativo di riconquistare parte della popolarità perduta, pur implicando conseguenze sul fronte comunitario (1), sono state trattate prevalentemente come questioni domestiche (2). Con la rentrée di settembre la ripresa in grande stile dei movimenti di protesta contro alcune iniziative del governo, ha contribuito a oscurare ulteriormente la dimensione europea dalle pagine dei principali quotidiani francesi: sabato 4 settembre Parigi è stata attraversata da una imponente manifestazione contro «l’odio e la xenofobia», indetta da un centinaio di organizzazioni anti-razziste, partiti di sinistra e sindacati; martedì 7 settembre, invece, la Francia è stata paralizzata dallo sciopero generale contro la riforma delle pensioni presentata il giorno stesso all’Assemblée nationale.

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9 Settembre 2010 - Categoria: memoria e storia, narrativa

Il vino rosso zuccherato di mio nonno Zizzu di Francesco Obinu

Quando nasce la radice di un sentimento? Qual è il momento in cui viene gettato il seme di un convincimento che ci appassiona e orienta la nostra esistenza?
Le vacanze estive della mia infanzia erano piacevolmente segnate dalla visita ai nonni paterni, che abitavano a Domusnovas nell’Iglesiente. Non appena la scuola elementare lasciava liberi me e mia sorella, nostro padre prendeva le sue ferie e si facevano i preparativi per quel lungo viaggio che i due bambini non vedevano l’ora di cominciare. Mentre la mamma sistemava le ultime cose nelle valigie, si aspettava soltanto che il papà tornasse a prenderci dopo avere fatto il pieno di benzina all’unico distributore del paesino di Fertilia.
Il viaggio era elettrizzante per noi bambini, forse un po’ meno per i nostri genitori, che ad un certo momento non ne potevano più del nostro interminabile vociare e delle nostre cantate a squarciagola!
Poi l’abbraccio con i nonni, con gli zii; il cortile, l’orto, il pollaio; il vino rosso zuccherato di nonno Francesco (sì, ma solo una goccia bambini, mi raccomando…)!
Un giorno di una di quelle magnifiche estati, sarà stato il 1972 o ’73 (chissà), il nonno, seduto su una di quelle piccole sedie tipiche dell’artigianato sardo, all’ombra del grande albero dei fichi verdi, mi chiamò e io mi accomodai sulle sue ginocchia.
Mi chiese della scuola, dei miei voti, delle materie che preferivo… Poi mi disse che più avanti, alle “medie”, avrei cominciato a studiare la storia della prima guerra mondiale.

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