Sono trascorsi 24 mesi dal giorno in cui il sito accademia sarda ha perso l’incedere statico e e personale per diventare un luogo di discussione e di partecipazione aperto non solo ai soci, ma anche a tutti coloro che hanno voluto inviarci i loro contributi sulle varie discipline che man mano sono emerse.
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8 Ottobre 2010
- Categoria:
cultura
Il vero protagonista dei Nobel quest’anno pare essere il carbonio. Se il premio per la fisica era andato agli inventori del grafene, materiale formato da uno strato sottilissimo di atomi di carbonio, quello per la chimica è toccato a Richard Heck, Ei-ichi Negishi e Akira Suzuki per avere sviluppato metodi innovativi per legare gli atomi di carbonio, utilizzando il palladio, in composti molecolari, che hanno avuto applicazioni in medicina, in agricoltura e nell’elettronica.
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Commenti disabilitati su I nobel per la chimica. Se Pallade aiuta gli architetti delle molecole di Maria Maggi . Leggi tutto
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A mia nipotina Beatrice T.
C’era una volta una terra circondata dal mare da tutte le parti eccetto che da una parte che la saldava al continente, perché i marosi non la facessero staccare dal molo. Su questa terra vivevano ogni specie di uccelli dai più svariati colori: uccelli verdi a nord, uccelli rossi come il fuoco al centro, uccelli rosa nelle isole.
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Commenti disabilitati su I corvi neri della penisola degli uccelli di Ange de Clermont . Leggi tutto
Duas comares intendent sa campana a mortu e faeddant de su mortu, chi poi, non fit tantu etzu. Sa morte non faghet timoria cando tocat a sos ateros, ma cando s’acurtziat a nois faghet burdellu meda!
-Chi est mortu, coma’ ?-
– Antoni Barrocciu!-
-Comente mai?-
-Eh non fit ora?-
-Coma’ sa morte no s’augurat a nisciunu!-
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Su bentu s’est pesadu a Tzaramonte
Coment’ unu dimoniu iscadenadu.
Pigat e falat lestru dae su Monte
E poi si ch’etat mortu in su ighinadu.
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No fit un istincu de santu , tiu Nigola, ma nemmancu fit incartadu a su dimoniu.
Certu fit omine furbu, ammaliziadu, tramposu e diffidente, conseguenzia naturale de un’inteligenzia paschida in ambiente paesanu intrecidu de malevolenza, trassas e buffonaturas. Tiu Nigola haiat un’isprindula pro gantu agrizu tipicu de s’homine campagnolu pius suggettu de ogn’ atere a s’ingannu e a sa beffe. Faghiat effettu fina a cando non faeddaiat, ca una buffonatura si la leggiat in sos ojittos aguzzos, imbrigliados in duas rezzas de incrispas. Sa sorte si divertiat issa puru a lu contrariare: niuna cosa li curriat a bessu giustu.
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Gli archeologi, allestendo i loro musei con statue e cocci, ci hanno abituati a immaginare un mondo antico popolato di ceramisti e scultori e una antichità compresa fra l’Afrodite Cnidia e il cratere di Eufronios. Ma gli archeologi sanno bene che, dietro ogni Afrodite Cnidia e dietro ogni cratere di Eufronios c’è il lavoro silenzioso, anonimo e durissimo di chi ha impegnato la sua vita nelle botteghe, dentro le fornaci.
Le fornaci hanno prodotto tanto lavoro dell’uomo. Nelle fornaci si sono perfezionate tecniche produttive in uso fino a poco tempo fa. Vetri, metalli, ceramica, per non parlare del pane, hanno preso forma e consistenza in questi piccoli ambienti arroventati, manovrati da uomini che nella storia non hanno lasciato altra traccia se non quelle murature portate alla luce da una archeologia più attenta al lavoro che al capolavoro.
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