22 Maggio 2011 - Categoria: cultura

Regione e Università per la Lingua Sarda di Antoniomaria Pala

“Le due Università di Cagliari e Sassari destinatarie del finanziamento di cui sopra, affiancate o coadiuvate, ove lo ritenessero opportuno, da consorzi interuniversitari, istituti, fondazioni, associazioni, enti pubblici, agenzie formative o enti di formazione, centri studi, dovranno programmare corsi di formazione con un’attività didattica che fornisca agli insegnanti della scuola dell’infanzia, primaria e secondaria una serie di conoscenze culturali, scientifiche, linguistiche, didattiche e di competenze operative di base per usare la lingua sarda in forma veicolare nello svolgimento di attività e discipline previste dai curricula scolastici e per sviluppare una solida competenza plurilingue e pluriculturale negli allievi “

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22 Maggio 2011 - Categoria: lingua/limba

S’abboju in su mare de Minnia Pani

 

 

Tantas cosas in sa vida de ogni die si podent suprire comente unu trastu cando est betzu no nde comporamus unu nou o puru cando non funzionat una lampadina pruite s’est guasta la podimus suprire noa, podimus finas suprire unu cumpagnu de traballu cando custu est in fèrias e gai tantas e tantas àteras cosas.

Però bat cosas invìsibiles chi non si podent bìdere e non si podent suprire. Difatis custu contu est una metàfora, e cantas bias nos semus dimandados dada sa crudeltade… chi non rispetat a nisciunu, e tanta zente l’aiat chèrfida agatare pro li nàrrere: tue ses ispietada, e no as rispetu de sa vida de sos viventes, de custu mundu siat giòvanos e pitzinnos minores chi no ant connotu sa bellesa de su vìvere.
Ma nois totu comente nos l’immaginamus, Ite fisionomia podet àere custa pessone, chi pessone no est, issa est invisìbile e non rispetat a nisciune. E no esistit perunu èssere de sa terra chi si podet sostituire a issa.
E cun s’immaginatzione apo cumpostu custu contu descriende sos connotados s’upa e sa figura, sas ojadas, sas sigaretas pipadas, sa bricicleta, su piòere chi tramandat un’atufu de sos pilos, e àteros particulares fantasiosos. Difatis s’àtera die aia un’abboju ma deo no mi so presentada.
Non creo chi si siat ofesa pruite têt àere agatadu calecun’àtera persone cun sa cale chistionare, siat de issa e de su traballu sou. Issa de me non nd’aiat bisonzu de faeddare de cosas chi deo già ischia.

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21 Maggio 2011 - Categoria: cahiers de doléances

Il dibattito sulle centrali nucleari di Angelino Tedde

 

mappa centrali nucleari

E’ aperto da molto tempo il dibattito sulle centrali nucleari in Italia e naturalmente ci sono coloro che le vorrebbero e coloro che non le vorrebbero. Bisogna premettere che esse sono già presenti in varie nazioni del mondo e che lo sarebbero anche in Italia se il referendum del 1987 non  avesse costretto le società costruttrici a riconvertirle ad altre funzioni. E’ evidente che gl’Italiani, compresi una parte di sardi, non le desiderano. Il disastro del Giappone dove una gigantesca ondata marina ha bloccato i circuiti di raffreddamento di una centrale ha creato il panico e, quindi, l’opinione pubblica, capitanata dai quotidiani progressisti anche in Italia ha creato dei problemi al punto che l’odiato governo di centro-destra ha dovuto decidere di bloccare l’avvio delle loro costruzioni.

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20 Maggio 2011 - Categoria: storia

I Carmelitani in Sardegna di Antonio Ledda

Le prime tracce sicure della presenza dei Carmelitani in Sardegna risalgono ai primi anni del Cinquecento e precisamente al 26 maggio 1506 quando un ricco possidente, di nome Salvatore, del quale non si conosce altro offrì allo spagnolo padre Pietro Terrase, priore generale dell’ordine carmelitano di antica osservanza, la chiesa di san Pietro di Bosa e quella di santa Lucia di Trillu.

Il priore generale accettò l’offerta e incaricò lo spagnolo fra Silvestro di Stobel (nelle vesti di superiore) e altri tre religiosi della Catalogna, di recarsi in Sardegna per impiantarvi una nuova fondazione dell’ordine carmelitano, con facoltà di ricevere novizi e ammetterli alla professione.

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18 Maggio 2011 - Categoria: cahiers de doléances

Lettera aperta alla signora Hack e agli italiani di Vincenzo Sardu

Pubblichiamo questa lettera aperta, prima di pubblicare qualche altro intervento che meglio spieghi perché dobbiamo dire no al nucleare. (A. T.)

Mai visto i sardi così uniti, nemmeno ai tempi dello scudetto del Cagliari, che pure è stato un fenomeno sociale prima che sportivo, degno di essere scritto anche per questa ragione sui libri di storia.

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18 Maggio 2011 - Categoria: politologia

Europa e Stati Uniti, così lontani e così vicini di Mario del Pero

Tra le voghe intellettuali più popolari dell’ultimo decennio vi è stata anche quella di enfatizzare le profonde differenze politiche, culturali e finanche “di civiltà” che esisterebbero tra Europa e Stati Uniti e di predire, di conseguenza, l’ineluttabile crisi dell’Alleanza Atlantica. Gli americani vengono da Marte e gli europei da Venere, affermò il celebre opinionista statunitense Robert Kagan nel 2002, contrapponendo un’America virile, marziale e consapevole delle minacce presenti nel mondo a un’Europa femminea, debole e compiaciuta dei suoi successi.
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16 Maggio 2011 - Categoria: cahiers de doléances

Dal mar Tirreno muovasi tzunami/e mandi lo stivale giù nel fondo/ di Ghigno di Tonca

Nel 1992-93 la Procura di Milano con una temerarietà insolita ha affossato la Democrazia Cristiana, Il Partito Socialista e altri partitini che bene o male avevano governato fin dal secondo dopoguerra. Una legge ad hoc salva la sinistra, già sinistrata dall’89 con il crollo del muro di Berlino, altrimenti ci sarebbe da scommettere tra cooperative rosse e soci svizzeri l’identica procura avrebbe seppellito quanto restava del vecchio “glorioso” Partito Comunista.

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7 Maggio 2011 - Categoria: politologia

Fra populismi di destra e diplomazie senza fiato di Paolo Pombeni

Ci sono tre argomenti che dominano la stampa europea dell’ultima quindicina di aprile a cui si aggiunge la sostanziale, fragorosa assenza di un altro. Gli argomenti all’attenzione dei media sono la questione libica, l’affermazione della destra populista nelle elezioni finlandesi ed infine la modesta evoluzione nella gestione delle ondate migratorie dal Nord-Africa. La fragorosa assenza riguarda il problema dell’Ungheria e della sua controversa nuova costituzione. Non vale dire che di questo si era già parlato nelle settimane precedenti. Infatti, anche sorvolando sul fatto che l’attenzione non era poi stata eccezionale, ciò che colpisce è la scarsa considerazione del “vulnus” che l’Ungheria sta portando ai trattati europei. Giustamente in molti hanno fatto notare che ai tempi della prima vittoria elettorale di Haider in Austria si era arrivati a comminare sanzioni a quel paese, mentre oggi non si vedono reazioni istituzionali a quanto accaduto a Budapest.

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