
Perugia
Del nome della città etrusca di Perugia noi conosciamo la forma latina Perusia ed inoltre quella del suo aggettivo etnico Perusinus «Perugino», mentre non conosciamo la forma propriamente etrusca. Dell’etnico però probabilmente conosciamo una variante, caratterizzata dal noto suffisso etr. –AX: PHERSENAX(-S) «Perugino», che compare nella famosa stele del guerriero [A]VELE FELUSKE «Aulo Falisco» (M. Pittau, I Grandi Testi della Lingua Etrusca tradotti e commentati, Sassari 2011).
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Chiunque abbia conosciuto Olbia negli anni sessanta e la visiti oggi non può evitare di constatare il suo caotico sviluppo urbanistico: nuovi ricchi e investitori stranieri hanno cercato di dare un tocco al centro storico con la costruzione dei due grattacieli, uno grosso come una fortezza, l’altro snello e più gradevole all’occhio.
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“Su chi bides non l’abbaides e-i su chi intendes non l’aiscultes”.
… E gai l’aiat nadu Don Dindia a Toeddu sa die de s’interru de su babbu mortu a balla propiamente ca aiat bidu e aiat abbaidadu, aiat intesu e aiat iscultadu.
Truvadore fit su babbu de Toeddu e che a isse fit sempre a soga e a loros a armagoddu e a puntorzu in manu, truvende bestiamine. Su puntorzu fit unu bacchiddu de ozastru, furchiddadu a un’ala. Sa soga fit sempre a isfogu paradu. Sa zente pagu lu bidiat ca cussu fit unu tribagliu chi faghiat a denotte. Sa die Toeddu che la barigaiat corcadu e, a parte de sero, tuccaiat a su tzilleri de Porchittu a si passare duas oras cun sa zente giaghì sa vida sua la viviat mascamente cun sos pegos e imbérghidu in s’iscuru pìdigu de sa notte.
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Sia i veggenti sia gli studiosi di questa località dell’Erzegovina, nel meridione della vecchia Jugoslavia, testimoniano e raccontano del fenomeno delle apparazioni di Maria Vergine, madre di Gesù, a partire dal 24 giugno 1981, esattamente trent’anni fa. Di apparizioni della Vergine si parla spesso nella Chiesa cattolica, ma non essendo dogmi di fede ognuno è libero di crederci o di non crederci.
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Sardigna mia,
arcana e antiga terra
puru si so atesu
t’ido ogn’ora
riende allegra
cun su chelu ‘e rosa
cando sos carros current
de s’Aurora.
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L’anima di Chiaramonti l’abbiamo lasciata sulla meticcia torre parrocchiale di San Matteo al Monte, a ricordare la sua nascita, la sua infanzia e la sua adolescenza. La madre, prima di scomparire, l’aveva abbandonata lì, tra i costruttori del castello e lei aveva trascorso la sua adolescenza in mezzo a quel via vai di soldati, carpentieri, ferraioli, carriaggi, sassi piatti, conci rossastri e marroncini di trachite. Di tanto in tanto si presentavano i padroni genovesi dai vestiti sgargianti ad impartire ordini fino al termine della costruzione. Lei si rallegrava e cresceva man mano che i lavori venivano ultimati.
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La morte con la falce
Sul referendum del 12, 13 giugno il 45% degli elettori non ha votato e il 5% dei votanti ha votato no. Più chiaramente, su cento elettori aventi diritto, 45 non sono andati a votare e dei 55 che hanno votato, cinque hanno votato no. Io non ho votato, mia moglie è andata a votare i suoi bei 4 si, dicendomi: ” Sappi che ho votato sui referendum e in questo momento non m’interessa né la maggioranza e tanto meno l’opposizione!” ed io: “Libera di andare a votare tu, e libero di starmene a casa io, questa è democrazia!” E badate bene non è che io voglia per l’Italia il nucleare: troppi beni culturali! Non ci bastano forse i terremoti, gli esondamenti dei fiumi, la monnezza di Napoli, i pannelli solari esausti, le discariche abusive di materiali nocivi e anche, fra 8 anni, le pale eoliche ferme ad inquinare l’ambiente. C’è da credere, infatti, che terminati gl’incentivi, più che le pale avremo le balle eoliche.
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Alfonso Botti
Le elezioni amministrative del 22 maggio hanno segnato l’ingloriosa fine dell’era Zapatero. Annunciato da tutti i sondaggi, il tracollo socialista è giunto puntuale come i treni dell’Alta velocità spagnola. In termini assoluti i socialisti hanno perso circa un milione e mezzo di voti, i popolari ne hanno guadagnati 600 mila e Izquierda Unida 220 mila, mentre alla formazione centrista di Rosa Díez, Unión Progreso y Democracia (UP y D), che si presentava per la prima volta in questo tipo di competizioni, ne sono andati oltre 400 mila. In termini percentuali i socialisti sono stati sopravanzati dai popolari di circa 10 punti, toccando il fondo dei consensi dal ritorno della democrazia.
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