Nel giorno santo della Vergine del Carmelo ha detto addio ai pascoli di Sassu Altu, Melchiorre Soro, pastore dall’infanzia e legato alle praterie del suo gregge. Da bambino, seguendo il padre Pera Soro da Ollollai, si era innamorato dello scampanellio del suo gregge, del latte appena munto delle sue pecore, dei cani pastori che facevano buona guardia e non lasciava mai i suoi pascoli. Molti dei suoi compagni avevano disertato il mestiere antico quanto l’uomo, per diventare carabinieri, poliziotti, guardie di finanza oppure erano emigrati in Belgio, in Australia, ma lui, Melchiorre Soro figlio di Pera, era rimasto accanto al vecchio padre e con lui aveva condiviso il casolare di campagna con l’industriosità legata alla produttività del gregge di pecore, all’allevamento delle agnelle, alla conduzione dei maialini ruspanti, all’allevamento delle scrofe per le salsicce e per il lardo.
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Populonia era una ragguardevole città etrusca, la quale traeva la sua importanza dalla lavorazione del ferro, che proveniva dalla antistante isola d’Elba. È cosa nota che proprio le scorie della lavorazione del ferro, accumulate col tempo nel sito dell’antico cimitero, ora di San Cerbone, hanno salvato per noi moderni i resti di importanti monumenti funerari etruschi.
Già nella sua veste latina il nome di Populonia denunzia la sua origine etrusca, col suffisso –onia, che è uguale a quello dell’altra città etrusca Vetulonia e degli appellativo latino etrusco aegrimonia, caerimonia.
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Commenti disabilitati su L’etimologia del nome della città etrusca di Populonia di Massimo Pittau . Leggi tutto
Nei pressi della chiesa di San Giuseppe de su Sassu, piccola enclave di quello che fu il territorio di Chiaramonti, ceduto al neonato comune di Erula (13 Kmq di monti e colline folte di boschi e di pascoli) vivono e lavorano i due fratelli Spanu, Franco e Augusto. Il primo segue l’arte di fabbricare coltelli, il secondo prepara la materia prima per il fratello Tommaso che dirige la fabbrica e la rivendita a livello nazionale e internazionale in Sassari. Tre fratelli e tre artisti si può dire a due passi da Chiaramonti e da Erula. Rinviando a parlare di Franco in altra occasione, mi soffermerò a pochi cenni su Augusto e Tommaso, i due fratelli impegnati nella fabbricazione delle pipe. I due fratelli, appena adolescenti, partirono per Varese e cominciarono a 14 anni a frequentare la bottega artigiana di un fabbricante varesino, sviluppando in breve tempo un’abilità d’eccezione nella lavorazione della pipe, le cui radiche provenivano da diverse località.
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Commenti disabilitati su Grandi artigiani artisti della pipa di radica d’erica di Ange de Clermont . Leggi tutto

Foto di Matteo Tedde
Nella notte buia e grigia
senza luna e senza vento
la tua anima si pigia
tutta presa da spavento.
Senza amore sei rimasta
è fuggito dal tuo cuore
come al gioco di canasta
la passione con l’ardore.
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Fabio Prùneri, L’istruzione in Sardegna 1820-1848, il Mulino, Bologna 2011
pp. 352
L’autore del saggio non è nuovo alla trattazione di tematiche sulla storia dell’istruzione in Italia e in Sardegna, ma è la prima volta che affronta un discorso sull’istruzione nell’isola di così ampio respiro. Al grande impegno vi arriva preparato sia dalla buona formazione ricevuta dal suo maestro Luciano Pazzaglia sia dai componenenti della stessa scuola, in primis Luciano Caimi e Angelo Bianchi. Si vedano in proposito i suoi interventi nella rivista ‘Annali di storia dell’educazione e delle istituzioni scolastiche’, edita dall’editrice La Scuola di Brescia e diretta dallo stesso Pazzaglia.
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Giovanni Farre, Memorie di vita, raccolte da Paolo Merella, Tas, Sassari 2011 pp.100

Parrocchiale di Nulvi
Ho letto con curiosità quest’avvincente memoria di vita del novantenne Giovanni Farre, nato a Nulvi nel 1919 e tuttora vivente anche se in precarie condizioni di salute. Si tratta di un racconto semplice e lineare dei momenti più importanti e cruciali della vita di un uomo che ha dovuto affrontare anche le peripezie della seconda guerra mondiale (1940-1945). Non si tratta di un uomo qualunque che si lascia travolgere dagli avvenimenti, ma di un uomo che cerca di lottare e di superare i momenti peggiori, sorretto sempre dalla fede e da una eccezionale capacità di adattamento.
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Era quasi ieri l’altro (1950) che con un rapido saluto senza tante cerimonie ci siamo lasciati nel cortile del collegio, con tanti altri compagni, anch’essi in giro per l’Italia e per il mondo. Ogni tanto, all’improvviso, quasi come in un sogno, ad uno ad uno ricompaiono questi compagni quasi fratelli. Nino comparve con la moglie, dopo 40 anni: aveva navigato per tutta la vita intorno al mondo su petroliere o altre navi da trasporto. Durante il pranzo a casa mi raccontò squarci di una vita da marinaio: mille porti, mille luoghi e poi il pensionamento a Genova, finalmente fisso in famiglia.
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Commenti disabilitati su Luciano e Cheryl Sulas dall’Australia, amici per il mondo a cura di Angelino Tedde . Leggi tutto