30 Novembre 2011 - Categoria: Il marchio dalla protòme taurina

IX. Il fascino di Anghela Nigoleddu di Ange de Clermont

Archivio Mario Unali

Il brigadiere Carrigni era un uomo sui trent’anni, con gli occhi azzurri, pelle chiara, i capelli castano-chiari, era alto un metro e ottanta ed aveva un bel portamento anche se, a prima vista, risultava piuttosto magro. Era riuscito a superare i momenti di crisi da quando era stato mandato in Zerdenia dalla Lombardia, dov’era nato da famiglia contadina.

Provenendo dalla bergamasca non poteva essere se non di sensibilità cattolica, tuttavia, aveva tenuto nettamente distinti il suo ruolo di sottufficiale dell’Arma e la sua professione religiosa. Col vicario era stato sempre deferente, ma mai contiguo.

Sapeva molto bene che per i carabinieri le prospettive del matrimonio si aprivano dopo i ventott’anni anni per cui si era mantenuto lontano dalla chiacchiere non eccedendo mai in familiarità con le ragazze del luogo. Con i commilitoni aveva festeggiato sobriamente, il 25 aprile trascorso, il compimento di quell’età.

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28 Novembre 2011 - Categoria: onomastica

SULCIS: fondazione e toponimo nuragici di Massimo Pittau

In miei studi precedenti sui “macrotoponimi” della Sardegna avevo sostenuto, circa il toponimo Sulcis (antico nome di Sant’Antioco), una certa tesi, che in parte ho revisionato in una mia opera recente. Oggi ritorno a quella mia tesi iniziale e ciò in virtù del fatto che ritengo di avere decifrato e tradotto un vocabolo etrusco, che compare nel famoso “Libro della Mummia di Zagabria” e del quale do la spiegazione in una mia ampia opera sulla lingua etrusca, di imminente pubblicazione («I Grandi Testi della Lingua Etrusca tradotti e commentati», Carlo Delfino Editore, Sassari 2011). Pertanto la mia tesi ultima sul toponimo e pure sull’insediamento umano dell’antico Sulcis è il seguente.

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25 Novembre 2011 - Categoria: memoria e storia

Il “Centro Famiglia” di Sassari dal 1967 al 1984 di Angela Baio

La presenza di Antonio Pinna Vistoso e della moglie Paola Verani

Padre G. S. Taddei

Il discorso precedente espresso su p. Taddei, debolmente storicizzato se vogliamo e con il rischio agiografico, data la recente scomparsa, lo si è ritenuto utile per meglio introdurre il modello operativo del Centro di preparazione alla famiglia scaturito dalla riflessione del domenicano.

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23 Novembre 2011 - Categoria: memoria e storia

Antonio Pinna Vistoso (1931-2011), un cattolico coerente impegnato di Angelino Tedde

E’ scomparso il 21 novembre, a Sassari,  l’avv. Antonio Pinna Vistoso, un laico cattolico coerente ed impegnato fin dall’adolescenza. Era nato a Roma nel 1931, ma ha trascorso la sua intera esistenza a Sassari, dove ha frequentato e conseguito la maturità classica presso il liceo “Azuni” e si è laureato presso la nostra Università in Giurisprudenza; ha conseguito e praticato la professione forense fin dal 1956.   La sua formazione cattolica parte da quella fucina educativa che fu  dai primi del novecento, la “Silvio Pellico”, nella quale passarono un pò tutti gl’intellettuali e i cattolici impegnati in ambito formativo, nelle professioni, nella militanza politica e sociale. Antonio, da giovane, ha operato, spesso in tandem con Pietro Meloni, vescovo di Tempio Ampurias prima e di Nuoro successivamente.

Spero di aver modo di tracciare un profilo biografico più ricco di dati, in un secondo momento, limitandomi in questo momento di lutto, ai ricordi personali.

Avevo 17 anni, quando, nell’estate del 1954, insieme agli altri miei compagni del seminario di Sassari, forse un centinaio, salimmo sul Limbara, accampandoci a Vallicciola insieme ad un gruppo consistente di ragazzi dell’Azione Cattolica sassarese. I sacerdoti che ci assistevano durante le ore dedicate alla preghiera e alla meditazione (padre Rizzo e don Manunta), facevano un passo indietro nei momenti dediti al canto, all’intrattenimento, ad approfondimenti di vario argomento, per lasciare lo spazio ad Antonio Pinna Vistoso, forse ancora universitario o appena laureato, e a Pietro Meloni. Entrambi ci fecero trascorrere del tempo meraviglioso sia insegnandoci a cantare, sia parlandoci di tematiche giovanili sia guidandoci con maestria nell’escursioni alle varie cime del Limbara(Giogantinu, Balestrieri e altre). Entrambi erano degl’intrattenitori irresistibili. Antonio, in particolare, veniva soprannominato Vecchio Scarpone,(titolo di un canto giovanile allora in voga) a causa dei suoi grandi piedi, essendo del resto abbastanza alto. Per farla breve, quelle giornate sul Limbara, animate da Antonio e da Pietro  le ho ancora vive nella memoria della mia giovinezza. Gli studi mi portarono lontano da Sassari dove rientrai nel 1965 e cominciai a frequentare la parrocchia di Sant’Agostino che era frequentata da Antonio che ricopriva un ruolo importante nell’Azione Cattolica sassarese. Il momento più intenso delle frequentazioni con Antonio fu però quando, con mia moglie, prendemmo parte sia ai corsi di formazione permanente matrimoniale sia alla costituzione del Centro Famiglia promosso dal domenicano Padre Giovanni Serafino Taddei. Antonio in quei frangenti di “rivoluzione culturale” collaborò fattivamente con il domenicano e con tutti i giovani sposi che seppero dare al Centro Famiglia un contributo fondamentale. Inutile dire che il punto di riferimento per le questioni giuridiche non solo matrimoniali, ma anche formative fu  Antonio Pinna Vistoso. Il suo impegno, nel momento della sua vita professionale di avvocato, non mancò mai ai cattolici sassaresi. Si mise al servizio dei vari arcivescovi che governarono la diocesi di Sassari, (Mazzotti, Saba, Carta, Isgrò, Atzei), dando un raro esempio di coerenza e di impegno continuativo sia nella Chiesa turritana sia nell’attività professionale. Da ultimo, quando dal 1989, con l’Associazione Alcide De Gasperi (1989-2006) presi l’impegno di seguire la collana sul movimento cattolico, ricevetti una telefonata da lui che desiderava avere i libri della collana, glieli portai man mano che venivano pubblicati ed egli mi riceveva nel suo studio con molta cordialità, apprezzando i lavori e, se gli lasciavo i volumi quando era assente, si premurava di mandarmi un biglittino di ringraziamento.

Con la sua scomparsa se ne va uno dei grandi laici cattolici della diocesi di Sassari , da collocare con gli avvocati Carlo Rugiu, Giovanni Zirolia, il giovane medico Giovannico Biddau, il naturalista Luigi Desole, per citarne alcuni, nell’albo d’oro della vita cattolica sassarese.

Ai familiari e agli amici che gli sono stati più vicini il nostro profondo cordoglio per la perdita di quest’uomo e cristiano coerente ed esemplare.

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22 Novembre 2011 - Categoria: c'est la vie

Il dono di un libro con una lettera d’insulti di Ange de Clermont

Ho ricevuto qualche giorno fa il dono di un suo libro da un vecchio amico. Lì per lì ho sentito quasi un suo caloroso abbraccio. Ho guardato il libro e da piccolo intenditore, sono andato a vedere alcuni dati che solitamente si debbono mettere sulle prime pagine: l’editore, l’anno di edizione, lo stampatore.

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21 Novembre 2011 - Categoria: Il marchio dalla protòme taurina

VIII. L’Arma riprende le indagini per l’assassinio dell’archeologo Pedde di Ange de Clermont


Soddisfatte le richieste rituali del pretore di Vulvu, i carabinieri di Miramonti, cinque uomini ormai esperti del territorio, ritennero giunto il momento di riprendere le indagini sull’assassinio dell’archeologo. Si consultarono e concordarono di sentire le persone coinvolte o per bene o per male in quell’atroce delitto. In primo luogo pensarono di convocare  il pastore Mudulesu, domiciliato nei pressi del Nuraghe Aspru, con moglie, figli e servi,  successivamente sos teracos de pastoria, sos polcalzos, sos teracos dei bovini e, se del caso, anche i pastori dei pressi  del rio Filighesos. In seguito avrebbero sentito sos archeologos de su Cabu de Susu dei paesi vicini e da ultimo, a sorpresa, sos archelogos de Miramonti tra i quali, per ultimo, a sorpresa, per tenerlo in ansia, il sospettato Andria Galanu. Nel frattempo  due militi avrebbero perlustrato  sa Tanca de s’Ena, nei pressi del rio, e la località de su Cànnau. Altri due furono inviati nella vicina zona di Murtis e Laoru, ad intercettare persone che si aggiravano nelle sterrate e nei sentieri campestri.  Il piantone Rustico Fanelli  e il brigadiere Alessandro Carrigni  sarebbero rimasti nella stazione per dare inizio agl’interrogatori.

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17 Novembre 2011 - Categoria: lingua/limba

Una scheda del Condaghe di Bosove (1190) a cura di Giuseppe Meloni e di Andrea Dessì Fulgheri

 G. Meloni, A. Dessì Fulgheri, Mondo Rurale e Sardegna del XII secolo, Liguori Editore, Napoli 1994 pp.142-148, 162-164.

Regesto a cura di Tiziana Sotgiu

 Il Condaghe di Barisone II di Torres è un manoscritto in antico logudorese, tratto dagli Archivi della Primaziale di Pisa e relativo a una serie di operazioni che coinvolsero il giudice di Torres Barisone II e coloro che vendettero, permutarono e cedettero i loro beni quali servi, terreni o bestiame in rapporto alle esigenze dello stesso giudice. Tali operazioni economiche precedono nel tempo la donazione giudicale che avvenne nel 1190. Con il Condaghe il giudice lasciava ai posteri sostegno giuridico delle donazioni fatte dalla famiglia giudicale in favore dell’istituzione religiosa dell’Ospedale di San Leonardo di Bosove, affiliato a quello di san Leonardo di Stagno di Pisa.

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17 Novembre 2011 - Categoria: eventi straordinari

I primi della classe al governo del paese di Angelino Tedde

Prof. Mario Monti

Le opposizioni hanno tanto remato contro un governo uscito vittorioso dalle elezioni,ma sfilacciatosi in cammino da troppi limiti di ogni ordine e grado, per ottenere un governo dei primi della classe. D’altra parte l’opposizione a tutt’oggi non ha una maggioranza forte e coesa e formando un governo non potrebbe durare che tre giorni. Non si fa maggioranza contro qualcuno, la si fa se si ha un programma concordato e unitario, diversamente si va incontro a governi a  tempi stretti com’è stato l’ultimo governo del cattadulto Prodi, fatto saltare da Mastella, dopo le sparate di Giggino (leggi Demagistris, l’untorello), istrionico sindaco della capitale del sud (allora piemme rampante) che rischia tutti i giorni di affogare in un mare d’immondezza.

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