16 Dicembre 2011 - Categoria: recensioni

Il contesto storico in cui è fiorito il genio di Antoni Gaudí. Tessitore di pietre e costruttore di futuro di Silvia Guidi

“Un Atlante che trasporta sulle spalle il mondo del suo tempo, e soprattutto il tempo del suo mondo, con la noncuranza di un bambino che se lo mette in tasca”; così Ricard Torrents ha definito Antoni Gaudí, l’artista che viveva solo, accampato nel suo studio all’interno del cantiere della Sagrada Família, ricco esclusivamente del suo genio e di quella fede semplice che – come assicura la provocazione perennemente inattuale del Discorso della montagna (Matteo, 5, 3-10) – permette di vedere Dio ed ereditare la Terra.

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14 Dicembre 2011 - Categoria: filologia

Lamina di Magliano (CIE 5237; TLE 359; ET (AV 4.1) ) di Massimo Pittau

Premessa

La cosiddetta Lamina plumbea di Magliano (antica Heba, in provincia di Grosseto) (di cm 8 x 7) ha una forma lenticolare, somigliante a un “cuore”, e porta incisa sulle due facce, con un andamento a spirale dall’esterno verso l’interno, una lunga iscrizione di almeno 70 vocaboli. Soprattutto alla fine della seconda spirale la lettura delle lettere è alquanto difficile e anche dubbia. Il documento risale probabilmente alla metà del V sec. a. C.

A parere dello scrivente la lamina era custodita in una piccola borsa di cuoio oppure di panno, che era appesa al collo di una donna a modo di scapolare e quindi vicina al suo “cuore”. La lamina contiene una specie di “giaculatoria” che la donna ripeteva, forse ogni giorno, a suffragio del Mane o dell’anima di suo marito, morto a 80 anni e anche dei suoi parenti defunti in generale. Nella faccia B della lamina in particolare sono indicati gli obblighi religiosi e rituali ai quali la donna si era impegnata. Ovviamente c’è da ritenere che una simile pratica magico-religiosa fosse molto più consentanea a una vedova che a un vedovo, pure per una questione di età.

Nella Sardegna agro-pastorale fino a 50 anni fa si usava il bréu «breve, amuleto, scapolare», costituito da un astuccio d’oro a forma di “cuore”, che conteneva un foglietto con una preghiera propiziatoria e che si portava appeso al collo.

D’altronde dappertutto, a livello popolare, è molto diffusa l’usanza delle vedove di portare appeso al collo un pendaglio a forma di cuore con la fotografia in miniatura del marito morto.

Ovviamente la mia traduzione implica alcuni punti dubbi.

 Testo Etrusco e traduzione

(A) e (B)

CAUTHAS TUTHIU AVILS LXXX EZ XIMTHM CASTHIALTH LACTH HEVN AVIL NEŚL MAN MURINAŚIE FALZATHI AISERAS IN ECS MENE MLATHCE MARNI TUTHI TIU XIMTHM CASTHIALTH LACTH MARIŚL MENITLA AFRS CIALATH XIMTHM AVILSX ECA CEPEN TUTHIU THUX IXU TEVR HEŚNI MULVENI ETH ZUCI AM AR

 (Sia) protezione di Cautha all’80enne (deposto) quest’anno nella fossa purificata in tutto; il Mane del compianto (?) defunto (sia) nella torre degli dèi; da me stessa l’ho affidato al Marone per protezione, nella fossa purificata in tutto dal fanciullo Maris il Donatore. Nel trigesimo dei parenti ogni anno o quel sacerdote porta protezione. Equo giudizio finale si dia (sui miei defunti). Fa’ che (tutto) questo insieme sia!

(A) e (B)

 / MLAX THANRA / CALUSC ECNIA \ IV \ AVIL MI MENICAC MARCA LURCAC ETH TUTHIU NESL MAN RIVAX LEŚCEM TNUCASI ŚURIS EIS TEIS EVITIURAS MULSLE MLAX ILAXE TINS LURSTH TEV \ HUVI THUN \ LURSTH SAL \ AFRS NACES

 Ed io ho fatto il voto di donare a Thanr e a Calus l’Infuocato per 4 anni merce e cibo per la protezione del defunto Mane e per la casa in lungo e in largo (protezione) dal dio Suri; per il tempo di un mese offro il voto di idromele nella festività di Tinia Glorioso; aggiudica un obolo nella festività del Glorioso, due per la (cura della) fossa dei (miei) parenti

Estratto dall’opera di Massimo Pittau, «I Grandi Testi della Lingua Etrusca – tradotti e commentati», Carlo Delfino editore, Sassari 2011, tel. 079/262621, fax 261926.

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13 Dicembre 2011 - Categoria: politologia

Oltre la congiuntura economica la crisi dell’uomo europeo di Michele Dau

 Mentre l’Europa sembra avere preso le decisioni tecniche necessarie per la stabilità finanziaria, e per la garanzia dei debiti sovrani, un contributo a una riflessione di prospettiva sembra necessaria. Quegli strumenti dei quali concitatamente si è parlato per mesi – in un susseguirsi di vertici a due o a tre, intervallati da summit tanto ampi quanto purtroppo inconcludenti – si vanno finalmente configurando, anche se ci vorrà ancora del tempo per vederli in funzione e per registrarne gli effetti positivi.

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13 Dicembre 2011 - Categoria: c'est la vie

Il pessimismo del Fmi si coniuga con Moody’ circa il piano europeo

 L’andamento al cardiopalmo delle borse europee

L’entusiasmo per l’accordo europeo del 9 dicembre sembra finito. A fine mattinata, Milano perde il 2,37 per cento, Parigi l’1,84, Francoforte il 2,15, Londra lo 0,88. L’agenzia di rating Moody’s ha espresso perplessità sull’accordo e annunciato che rivedrà le valutazioni dei Paesi europei. Il Fondo monetario internazionale (Fmi) ha intanto fatto sapere che l’intesa di Bruxelles potrebbe non bastare.

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12 Dicembre 2011 - Categoria: eventi straordinari

L’Ue e la sfida dell’unione fiscale. Il commento dell’economista Quadrio Curzio

 Il vertice dell’Unione Europea dei giorni scorsi a Bruxelles ha sancito una nuova fase politica ed economica per uscire dalla crisi. Ma il rafforzamento del Fondo Salva-Stati, l’unione fiscale tra i Paesi membri e più stretti vincoli di bilancio saranno sufficienti a salvare l’Euro? Michele Raviart lo ha chiesto al prof. Alberto Quadrio Curzio, professore emerito di economia politica all’Università cattolica del Sacro Cuore:

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11 Dicembre 2011 - Categoria: cristianesimo, cultura

Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, autore di “Tu scendi dalle stelle”

Uomo di ampia cultura, missionario, fondatore, vescovo, scrittore fecondo, pittore, poeta, musicista, Alfonso è senza dubbio un grande protagonista della storia della Chiesa e della storia tout court.

 Nasce a Marianella (NA) il 27 settembre 1696, da un’antica famiglia di cavalieri. Immatricolato all’università di Napoli all’età di soli dodici anni, dopo aver sostenuto un esame di retorica con il filosofo Giambattista Vico, consegue il dottorato in utroque iure, cioè in diritto civile e in diritto canonico, il 21 gennaio 1713, con largo anticipo rispetto all’età consueta.

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9 Dicembre 2011 - Categoria: archeologia, onomastica, toponomastica

Cornus di Massimo Pittau

Cornus

Antica città, di cui esistono i resti nell’agro di Cuglieri nei pressi de s‘Archittu e di Santa Caterina di Pittinuri.

Il Movers (Die Phönikier, II 2, 578) presenta Cornus come un toponimo punico, ma noi non accettiamo questa opinione del pur illustre studioso. Ciò perché, in linea generale, siamo fortemente contrari alla “feniciomania” di troppi studiosi moderni di storia antica della Sardegna, poi perché, essendo l’antica città situata in una zona che registra una delle più alte concentrazioni di nuraghi di tutta l’Isola e nel suo stesso sito rimangono ancora i resti di tre nuraghi, Ameddosu Crastachesu e Muradissa, siamo dell’avviso che, con molto maggiore probabilità e verosimiglianza, il centro abitato in origine fosse nuragico o propriamente sardo e nient’affatto punico.

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I dialetti della Sardegna Settentrionale di Mauro Maxia – Premessa e Capitolo 1

Premessa

Gli studi sulle varietà dialettali della Sardegna settentrionale non hanno, fino ad oggi, attratto in modo particolare l’interesse degli studiosi. Dopo il primo trentennio del Novecento, durante il quale un’accesa discussione impegnò gli specialisti sulla loro collocazione, i linguisti sembrano essersi disinteressati di questo ambito disciplinare.

Ai dialetti che passano sotto i nomi di «gallurese» e «sassarese» e alle loro sottovarietà finora si sono accostati sporadicamente cultori e appassionati che, in varia misura, hanno cercato di colmare questa evidente lacuna della linguistica italiana e sarda.

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