I dialetti della Sardegna Settentrionale, IV, di Mauro Maxia

Interferenze corse in documenti dei secc. XIV-XV

La Corsica

Sotto il profilo storico la questione della colonizzazione còrsa della Sardegna settentrionale è rimasta a lungo inesplorata. Soltanto di recente una serie di studi sta mettendo in luce una realtà che era sottesa da una salda presenza linguistica 54. In realtà una forte presenza dei còrsi è attestata, per la città di Sassari, fin dai secoli XIV-XV 55.

L’epigrafe di Santa Vittoria del Sassu (v. cap. 5) in apparenza sembrerebbe rappresentare un documento avulso da un contesto linguistico che finora gli studiosi avevano ritenuto caratterizzato dalla presenza del solo logudorese.

In realtà è sufficiente gettare uno sguardo attento su alcuni documenti bassomedievali per rendersi conto che il còrso vigeva da tempo nel settentrione sardo e che forse in alcune zone stava già soppiantando la lingua originaria. Sotto il profilo fonetico non è difficile dimostrare che diversi prestiti del dialetto gallurese furono acquisiti prima del ’500. Basti pensare a risoluzioni come dècchitu “elegante” dove la velare sorda, al pari dell’identica forma del moderno logudorese, si è cristallizzata senza seguire la regolare evoluzione k > g. La forma gallur. suiɖɖátu “tesoro nascosto” risulta più arcaica rispetto allo stesso logud. siɖɖádu. Essa parrebbe derivare dal logud. ant. sigillu evolutosi fin dal Duecento in siillu col regolare dileguo della velare sonora intervocalica 56.

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21 Marzo 2012 - Categoria: eventi culturali, recensioni

Radio Maria un mezzo moderno di evangelizzazione cristiana di Angelino Tedde

il Papa saluta Padre Livio

Radio Maria per chi non lo sa è forse la radio più efficiente e moderna che funzioni in Italia. Si tratta di 24 ore di trasmissioni chiare, senza guasti né intoppi, da Erba (Como) e da tutte le parrocchie, monasteri, cappelle d’ospedali, comunità religose e terapeutiche e istituzioni simili in Italia, in Corsica e Svizzera. Accanto a Radio Maria si può ascoltare Radio Radicale che però non ha la limpidezza né la varietà di Radio Maria. L’utenza della Radio é variegata, dal carcerato all’ammalato, dall’anziano al giovane, ai bambini. Si può ben dire che i circa due milioni di utenti hanno a disposizione non solo una voce cristiana che giunge dentro casa, ma una voce competente come quella dei vari specialisti medici. Una madre di famiglia mentre accudisce ai lavori di casa può ascoltare il pediatra e il ginecologo, l’ortopedico e dermatologo e così via gli specialisti vari, in genere di estrazione universitaria. Da Radio Maria si possono ascoltare anche servizi internazionali come quelli del Padre Gheddo e Cervellera del Pontificio Istituto Missioni Estere, i vari radiogiornali vaticani e le anticipazioni sugli articoli che appariranno di lì a poco sull’Osservatore Romano, organo della Santa Sede.

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16 Marzo 2012 - Categoria: recensioni

Tradimento e cattura di Cristo secondo Maria Valtorta di Angelino Tedde

Maria Valtorta, Il Poema dell’uomo-Dio, Edizioni Pisani, Isola del Liri, 1975, vol. XI pp.448

La cattura di Gesù

Dopo la lettura del I volume, sono 10 in tutto, è passato qualche annetto, e dato l’interesse provato per le peripezie della giovane famiglia di Nazareth, costretta all’emigrazione e poi rientrata in patria, ho cercato di acquistare l’opera completa in 10 volumi, ma o per un motivo o per l’altro, il tempo è passato e non ho acquistato niente.

Sistemando gli scaffali dove i libri scoppiano,(quando si idolatrano i libri lo spazio non è mai troppo) ho rintracciato proveniente non si sa da chi e come il IX volume.

Così è cominciata la nuova lettura proprio all’inizio della Quaresima di quest’anno. Il libro dopo 5 introduzioni a vari  volumi che spaziano su varie tematiche, sempre rivelate alla Valtorta da Gesù, descrive in effetti gli avvenimenti della Settimana Santa, dall’addio a Lazzaro fino alla notte del sabato santo. Non ho voluto iniziare la lettura dal primo capitolo, ma  piuttosto dall’Ultima Cena fino alla Crocifissione e morte sul calvario, dove , prima della Crocifissione, Giovanni, il più giovane e il più coraggioso degli apostoli, (che dopo la cattura di Gesù sul Monte degli Ulivi si son dati alla fuga), conduce Maria, la madre di Gesù, accompagnata dalle pie donne: Marta, Maria di Magdala, Giovanna di Cusa  e altre parenti della stessa Madre, distrutta dal dolore. Di questo, tuttavia, parlerò dopo, mi fermo prima ad accennare alle sofferenze che  Gesù  prova pensando a ciò che lo attende: si sente abbandonato dal Padre e nuovamente terribilmente tentato da Satana che gli prospetta la possibilità di evitare le sofferenze, per scegliere la via più agevole del mondo con il lusso e la gloria a portata di mano. Gesù respinge fermamente queste tentazioni anche se Satana non si allontana e non demorde, sa che comunque vadano le cose, è il momento del suo trionfo sia pure di breve durata. Per ben tre volte Gesù va inutilmente a svegliare gli apostoli che dovevano invocare il Padre e invece sono avvinti dal sonno.  I tre della Trasfigurazione, Pietro Giacomo e Giovanni, due o tre gradoni più giù, gli altri non li cerca nemmeno,dormono profondamente anch’essi. Gesù terrorizzato dall’abbandono del Padre, da quello degli apostoli, soffre a tal punto da sudare sangue che scorre in tutto il corpo e  nella testa e scende sui capelli e sul viso. Questo racconto sia pure non nei minimi particolari è già presente nei Vangeli, ma qui è  analiticamente descritto e coinvolge fortemente il lettore. Per un uomo quasi atletico, sano, passare dalla vita alla morte, con tutti gli obbrobri che gli verranno inflitti non è certo consolante. La morte, senza essere di croce o d’insulti, ma di attenzioni nel letto di un ospedale o a casa propria, è sempre morte, immaginiamoci  per un uomo sano, ancor giovane, che cosa ha significato,  obliare e porre quasi in sordina  la divinità e preparandosi ad affrontare, per volontà del Padre, le sofferenze più atroci, rivestendo, Lui, agnello mansueto, tutte le bestialità degli uomini, dalle nefandezze di Adamo ed Eva a quelle dell’ultimo Caino. Il Padre ne ha ragione ad abbandonare il figlio che vuole espiare le colpe di tutta l’umanità peccatrice, prevaricatrice, idolatra e bastarda, non perché non abbia un Creatore, ma perché si è comportata con un’ingratitudine incommensurabile rispetto al beneficio dell’essere stato creata ad immagine e somiglianza di Dio, dell’essere stato posto in uno stato di grazia e, per superbia, d’aver seguito i consigli di Satana, calpestando con la massima leggerezza gli ordini che da Dio aveva ricevuto. Ingratitudine che perdura nella storia, anzi si fa sempre più malvagia e soprattutto più superba, quasi autosufficiente al punto da affermare che l’universo sì è creato da sé e che l’uomo fabbrica se stesso.  Si veda l’uomo fabbricato dal nazismo e quello fabbricato dal comunismo, se per caso, anche noi vogliamo vedere questo gran campione d’uomo, non dimenticando quello fabbricato dal capitalismo.

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15 Marzo 2012 - Categoria: storia

IV. Condizioni socio-economiche della città di Sassari tra Otto e Novecento di Baingia Bellu

Premessa

 Esaminate le varie epistemologie e la psicologia della vecchiaia ci si è soffermati ad illustrare la teoria della formazione permanente per meglio capire come l’invecchiamento umano va trattato alla stessa tregua dell’educazione del bambino e della formazione del giovane  dell’adulto.

L’educazione e la formazione si possono suddividere in educazione fisica, educazione cognitiva, educazione affettiva.

In tutte le età occorre, quindi, praticare questa triplice educazione e formazione in modo proprio delle varie età.

Nel passato si parlava di educazione fisica, educazione intellettuale, educazione morale[1] del fanciullo, oggi i psicologi preferiscono parlare di educazione fisica, cognitiva, affettiva sostituendo cognitiva al posto di intellettuale e affettiva al posto di morale. Nel corso dell’Ottocento e del primo Novecento si tendeva ad utilizzare questi concetti dalla prima alla terza infanzia, oggi gli stessi vengono utilizzati per tutte le età.

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12 Marzo 2012 - Categoria: memoria e storia

I Sardi uniti e in festa a Biella di Paolo Amat di San Filippo

Veduta di Biella

Si è svolto presso il Circolo “Su Nuraghe”, nell’ambito di un convegno sulla lingua sarda ieri e oggi, nel quale lo scrivente o ha presentato un contributo dal titolo: Reminiscenze ispaniche nella parlata di Cagliari. La domenica del 26 dicembre il coro dei Sardi ha partecipato alla messa solenne celebrata nella Basilica di San Sebastiano dove sono sepolti tutti i Lamarmora. il corteo era preceduto dalla banda di Candelo che suonava il “Cunservet Deus su Re”. Seguiva il vescovo di Ogliastra Monsignor Antioco Piseddu con Pastorale, Mitria, e Pisside (prestatigli con grande affetto dal locale Vescovo Mana) con alla sua destra il cappellano del Circolo dei Sardi Don Ferdinando Gallu di Chiaramonti, e alla sua sinistra don Mario Cugusi ex parroco della chiesa di Sant’Eulalia di Cagliari. Seguiva il Sindaco di Biella con fascia tricolore, una rappresentanza dei Bersaglieri, un gruppo di donne sarde in costume, alcune donne nel costume biellese della Val Cervo e dell’etnia Walser (di origine tedesca, ma dal ‘500 abitanyi nelle valli biellesi, tutte in costume tradizionale, un gruppo di sardi in costume, tre sardi in costume che sparavano a salve “A ube b’er Deu” e una cospicua folla di sardi e biellesi. Nella Messa, concelebrata a tre e servita dal priore ella Basilica, sono state recitate preghiere in sardo e in biellese, Alla fine tre cori, uno sardo, uno biellese ed uno friulano hanno cantato l’Ave Maria in sardo. E stata una cosa commovente, Dopo, in corteo, scortati dai Vigili Urbani ci siamo recati sulle sponde del fiume Cervo dove la Comunità Sarda ha costruito un Nuraghe dedicato alla Brigata Sassari “Su Nuraghe Chervu”, dove è stata scoperta e benedetta una lapide con la scritta bilingue “Sardos e Biellesos impare” e “Sardi e Bielleis ansema”. Si è poi messo a dimora un ginepro proveniente dal vivaio forestale di Orgosolo. Erano presenti anche il professor Tito Orrù e il dottor Paolo Bullita, entrambi di Cagliari.Tutti i componenti del Circolo dei Sardi, dal presidente Prof. Battista Saiu di Pozzomaggiore, all’ultimo socio, sono stati di un’ospitalità commovente, mostrando un affiatamento che prescinde dai diversi paesi di provenienza dei soci ,  e un grande amore per la Sardegna.

A nota di questo breve resoconto non possiamo non unirci al cordoglio dei familiari e dei parenti ed amici di prof. Tito Orrù che ci ha lasciato all’improvviso. Con lui la Sardegna perde un intellettuale e uno storico illustre su cui ritorneremo a parlare.

L’intera redazione di Accademia sarda prende parte con profondo cordoglio alla dipartita di questo studioso benemerito.

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10 Marzo 2012 - Categoria: narrativa

Cudd’ala de su Nudda di Nino Fois

Mi paret de la bider in s’oru de sa gianna, ficchida, isperiende su nudda, a pes una criadura de unos battor annos, gioghittende issa puru cun… su nudda.

E ite li fit restadu a Margarida, passada sa gherra, cando s’amoradu, su babbu de sa criaduredda, si che fit andadu comente iscumpàrfidu in su nudda? Nudda de su tottu, a infora de su fizigheddu chi pro issa, oramai fit tottu ca àteru nudda podiat aer.

E gai, comente mi l’ammento eo, che barigaiat oras intreas, immarmurada in s’oru de sa gianna, comente isettende unu nudda chi non podiat arrivire mai.

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8 Marzo 2012 - Categoria: lingua/limba, memoria e storia

Pedru Brundu e Tigelliu Mannu cantende e sonende mutos a contivizu de Domitilla Mannu

Custa est un’àtera parte de sa regolta de mutos de su biadu de tiu Pedru Brundu de Santu Giuseppe de Tzaramonte. Sende minore, los apo intesos cantare dae isse etotu, acumpanzadu cun su sonu de sa chiterra de babbu meu Tigellio Mannu. In cussos tempos, est a nàrrere in sos annos 60, su càntigu a chiterra fit pretziadu meda; si cantaiat in totu sas ocasiones de festa, cojuos batijimos, crijimos e a finitia de sos trabaglios de su massariu e de su pastoriu, chene ismentigare sas serenadas e su cantare de sas feminas, massimu a totu cando faghiant trabaglios longos e in cumpagnia. M’ammento chi, a s’ispissa, babbu recuiat a domo cun calchi amigu chi ischiat cantare, tando si calecunu de su bighinadu si nd’abizaiat, tzocaiat sa janna de domo e pediat su piaghere de la tènnere abberta pro intèndere mezus sa cantada. Fit istadu abberu una làstima a pèrdere custos mutos, ca medas non intames de esser ammentados non s’agatant mancu iscritos .

In sa punta ‘e Limbara
B’ant postu s’antenna
Pro sa televisione,
Deo ti devo amare
Pro una vida eterna
Cun vera passione.

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7 Marzo 2012 - Categoria: c'est la vie

Visitatori di accademia sarda del mese di febbraio 2012 dall’Italia e dall’estero di Angelino Tedde

Citta’ Unici: 2.030 Pagine viste: 4.091
ITALY Rome 206 10,15% 377 9,22%
ITALY Cagliari 202 9,95% 430 10,51%
ITALY Sconosciuto 185 9,11% 396 9,68%
ITALY Sassari 115 5,67% 221 5,40%
ITALY Milan 79 3,89% 164 4,01%
ITALY Naples 50 2,46% 88 2,15%
ITALY Alghero 45 2,22% 75 1,83%
ITALY Turin 38 1,87% 102 2,49%
ITALY Florence 31 1,53% 72 1,76%
ITALY Quartu Sant’elena 29 1,43% 64 1,56%
ITALY Olbia 27 1,33% 41 1,00%
ITALY Nuoro 25 1,23% 100 2,44%
ITALY Genoa 23 1,13% 48 1,17%
UZBEKISTAN Tashkent 22 1,08% 64 1,56%
ITALY San Gavino Monreale 18 0,89% 120 2,93%
ITALY Assèmini 18 0,89% 45 1,10%
RUSSIAN FEDERATION Zhirkov 15 0,74% 102 2,49%
ITALY Mesagne 13 0,64% 39 0,95%
RUSSIAN FEDERATION Saint Petersburg 10 0,49% 60 1,47%
ITALY Guspini 1 0,05% 41 1,00%
Altri 878 43,00% 1.442 35,25%
La media dei visitatori in ricerca è stato di 70 unità giornaliere (29 giorni), media delle pagine viste è stata di 2 unità.
Da rilevare che i visitatori da Roma e da Cagliari quasi si equivalgono. Seguono gli sconosciuti di poco distanziati. Sassari si piazza al terzo posto, seguono Milano e Napoli. Taskente, Zirkhov e San Pietroburgo prevalgono tra le città estere. Molte visitatori stranieri figurano tra “altri” oltre 800 visitatori. Da notare che “visitatori in ricerca” significa che non arrivano all’accademia sarda in linea diretta, ma semplicemente facendo delle ricerche come appare dai keyword. Molto ricercati gli articoli sul sardo e le poesie e composizioni sarde all’estero. Intensa anche la ricerca dal mondo della scuola sulle tematiche  storico-educative. Emerge sempre di più che il blogger scrive per la passione alla cultura e alla diffusione dei saperi locali e che gl’internauti sono davvero metaforicamente dei genuini pirati. Da notare la passione degl’internauti di Pietroburgo per la memoria di vita e le poesie di Giovanni Franchini.
Ravvedimento. In seguito ad una segnalazione di un amico blogger carissimo devo correggere un pò l’affermazione che i visitatori siano solo dei pirati, ci sono anche coloro che sono affezionati ad accademia sarda anche se vivistats notifica i visitatori soprattutto nel nodo principale dell’Isola che è Cagliari (così mi ha detto il webmaster) e successivamente Sassari e Nuoro e altri grandi centri . In sintesi un visitatore di Chiaramonti, Bolotana o Nulvi viene canalizzato nei nodi principali e non segnalato da vivistats. Ecco i limiti di questo strumento statistico.

 

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