6 Marzo 2012 - Categoria: pedagogia

III. La formazione permanente di Baingia Bellu

“In una società stabile, che muta lentamente, le persone, invecchiando, possono facilmente perfezionarsi e divenire più esperte, anche solo osservando le generazioni che passano per le loro mani. Invece in una società in continua trasformazione, l’età non porta saggezza, ma confusione, a meno che non si faccia in modo che gli adulti e gli anziani si trasformino in ugual grado rispetto alla generazione che cresce”.[1]

L’uomo proiettato in una situazione in continuo mutamento qual è quella della società postmoderna si trova ad affrontare problemi, situazioni che spesso non trovano riscontro nella  tradizione, e che richiedono l’introduzione di nuove metodologie, di diverse configurazioni mentali, di un’apertura al nuovo per poter affrontare produttivamente un mondo animato, informato da nuovi valori,[2] da mutati rapporti sociali, dall’affievolimento dei ruoli sociali a vantaggio della intercambiabilità, da un nuovo modo di intendere l’essere uomo e l’essere donna (a discapito dei ruoli fissi del passato che contemplavano una rigida figura autoritaria e predominante maschile ed una subalterna marginale ed emarginata femminile) e quindi ad un nuovo modo di rappresentarsi sia in società, nel privato, che in una prassi educativa con la propria prole.

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I dialetti della Sardegna Settentrionale, III, di Mauro Maxia

Capitolo 3

Sardo e còrso dallo scorcio del Medioevo agli inizi dell’Etá Moderna

Che il settentrione della Sardegna, almeno dalla seconda metà del Quattrocento, fosse interessato da un forte presenza còrsa si può desumere da diversi punti di osservazione. Il Wagner, a proposito delle desinenze del perfetto, osservava che le antiche forme logudoresi “…nei testi dei secc. XVI e XVII occorrono ancora, ma accanto alle nuove formazioni in -ési”, precisando che le forme del perfetto debole della 3^ coniugazione “…sono state soppiantate, a partire dal sec. XVI, da nuove forme di perfetto, nelle quali la desinenza -esi, -isi, presa dai perfetti in -s-, si affigge ora al tema del presente, ora a quello del perfetto; accanto a presi sorge prendesi; accanto a fegi si dice fegisi, ecc.

Oggi tutti i verbi formano un perfetto in – ési nel logud. sett., unica regione in cui attecchí tale formazione, e accanto a questa ve n’è un’altra in –éi senza differenza di funzione e di significato”32.

Non vi è chi non veda la correttezza delle osservazioni del grande tedesco, ma donde proviene la desinenza in -ési del perfetto nel logudorese settentrionale? E come mai essa si radicò, accanto alle genuine forme in -ai ed -ei, soltanto nell’area settentrionale del Logudoro?

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1 Marzo 2012 - Categoria: pedagogia

Psicologia della vecchiaia di Baingia Bellu

L’invecchiamento

 Nell’invecchiamento si ha un graduale declino delle funzioni vitali. Si tratta di un processo irreversibile, ma che tuttavia verrà accelerato in presenza di malattie, incidenti, stress ecc. A riguardo esistono diverse teorie sulle cause: una delle più antiche è la teorica meccanicista che interpreta l’invecchiamento come un processo di usura dei vari sistemi e organi[1].

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28 Febbraio 2012 - Categoria: discipline scientifiche

L’agroterapia: un tentativo euristico della riabilitazione psichiatrica di Mattew Farmhous

Si può affermare che l’uomo prima e dopo la caduta edenica abbia in sé tanto l’indelebile segno della terra quanto quello dell’allevamento di ogni genere di animali, alcuni dei quali è riuscito ad avvicinare a sé attraverso l’addomesticamento. Non è assurdo sostenere che nella profondità dell’inconscio dell’uomo via sia la terra da cui è stato tratto e l’animale di cui naturalmente è parente. La civiltà ha offerto tanti vantaggi, ma dobbiamo dire con Rousseau anche tanti guasti. Per fortuna nel profondo l’uomo resta uomo (humus) da cui è tratto. Quando il suo equilibrio mentale,  vale a dire l’organizzazione che la natura e la civiltà hanno costituito, va alla deriva occorre tornare alla profondità del suo essere humus e quindi all’ambiente in cui questo prospera. Il mondo vegetale e il mondo animale vivono interconnessi profondamente tanto che quando si rompe l’equilibrio tra l’humus e il civis è assolutamente necessario tornare alla natura da cui è stato tratto.

In che modo un ammalato mentale, vulnerato nel suo rapporto con gli altri essere umani, può essere recuperato?

Uno dei tentativi euristici promettenti è quello d’inserirlo per quanto è possibile nell’humus da cui è stato tratto e restituirlo al tempo stesso al consortium con gli animali, in primis pecore, capre, cavalli, asini, muli,  cani e gatti senza che questo siano stati adulterati da selezioni e da quella scienza che mira più al profitto che non al mantenimente ecologico degli stessi animali.

A questo punto che senso ha limitarsi unicamente a creare comunità terapeute abilitative psichiatriche limitandosi unicamente al rapporto di uomo vulnerato con uomo vulnerato? E’ come moltiplicare  il vulnus, rispecchiarsi in esso e non uscire da se stesso, dalle sue dinamiche mentali, dai suoi fantasmi, dalle sue fissazioni. E allora uno dei tentativi, meno sperimentati, ma più efficaci è quello di tentare di riportare l’uomo vulnerato al suo primigenio status cioè all’humus, alle sue componenti vegetali essenziali e alla rinnovata societas con gli animali associati da secoli, per non dire da millenni all’uomo. Da ciò la pratica, sia pure con una cauta, ma coraggiosa sperimentazione con la vita campestre e contadina, con la cura dei campi, dei vigneti, degli orti, che nell’insieme potremmo chiamare agroterapia suddividendola poi in ovinoterapia, ippoterapia, cinoterapia etc. . La sollecitazione del più profondo degl’inconscio, limitando all’essenziale la terapia chimica,  tenderà a limitare le manifestazioni schizofreniche e comunque ad incanalarle nel contesto di una vita contadina. Per meglio intenderci, nel massimo rispetto della deontologia e terapia psichiatrica tradizionale occorre aprire dei segmenti riabilitativi, partendo da queste basi fondamentali dell’inconscio, ci pare pratica auspicabile. Certo la comunità riabilitativa ha una sua valenza, ma ancor di più ne avrà se accanto e in rapporto al ciclo del tempo, il riabilitando psichiatrico va a scoprire, parte della sua essenza: l’humus, il vegetale, l’albero, l’arbusto, e la vita animale che intorno ruota. La presenza della pecora, la coltura del vigneto, del nocciòlo, del castagno, richiamano nell’ammalato psichiatrico, con gli odori della terra e dei vegetali, un canale di equilibrio primigenio che oltre che serenità possono restituirgli quell’equilibrio che la vita familiare e sociale gli hanno tolto.

E’ ovvio che la sperimentazione permetterà di mettere a fuoco moduli integrati e di sistematizzare al meglio lo statuto stesso dell’agroterapia e diciamolo pure dell’animal-terapia.

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25 Febbraio 2012 - Categoria: cultura

Sa die de Santu Giuanne de Tiziana Sotgiu

Dae su bintunu a su bintibator de làmpadas, segundu s’astronomia ruet su solstìtziu de s’istiu. Cunsideradu dae semper unu perìodu sacru, sa crèsia l’at assotziadu a sa festa de santu Giuanne Batista.

In Sardigna puru, in antis, bi fiant usàntzias e ritos diversos de sa traditzione solstitziale precristiana e difatis, custa festa cuat su cultu antigu de su sole. Sos elementos fundamentales fiant sos fogos e sa comparia; si agiunghent puru maghias domèsticas protetivas, bogare presàgios, ritos ligados a s’amore e a sa fertilidade.

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24 Febbraio 2012 - Categoria: c'est la vie

La superficialità della comunicazione sul divorzio-lampo di Ange de Clermont

Giornali e telegiornali e programmi confezionati ad hoc vanno diffondendo la nuova felicità: separazioni e divorzi lampo. I fatti stanno ben diversamente da come vengono presentati. Premesso che la separazione personale tra coniugi si ottiene anche oggi entro 4 mesi, occorre dire che non è affatto così per le separazioni e i divorzi giudiziari. Del resto anche oggi se i due separandi o divorziandi sono concordi la prassi è più veloce. Avevano cantato così tutti i giornali per il premier e la moglie bolognese, ma non essendosi messi d’accordo potranno andare avanti per dieci anni per ottenere la separazione legale (adesso la separazione  è soltanto personale ) e un’altra decina per ottenere il divorzio. In parole povere il nostro ex premier e la spigolosa consorte potranno menare la separazione fino agli 82 anni e il divorzio fino a 92 primavere.  

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23 Febbraio 2012 - Categoria: cultura

L’uso delle ceneri dall’ebraismo al cristianesimo di Benedetto XVI

Dall’omelia del Papa a Santa Sabina si possono ricavare notizie sull’uso delle ceneri e sul simbolismo del numero 40 sia nel vecchio sia nel nuovo testamento.

“Con questo giorno di penitenza e di digiuno – il Mercoledì delle Ceneri – iniziamo un nuovo cammino verso la Pasqua di Risurrezione: il cammino della Quaresima. Vorrei soffermarmi brevemente a riflettere sul segno liturgico della cenere, un segno materiale, un elemento della natura, che diventa nella Liturgia un simbolo sacro, molto importante in questa giornata che dà inizio all’itinerario quaresimale. Anticamente, nella cultura ebraica, l’uso di cospargersi il capo di cenere come segno di penitenza era comune, abbinato spesso al vestirsi di sacco o di stracci. Per noi cristiani, invece, vi è quest’unico momento, che ha peraltro una notevole rilevanza rituale e spirituale.

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22 Febbraio 2012 - Categoria: eventi straordinari

Il digiuno che salva: 40 giorni di vita sobria e raccolta

«Lasciatevi riconciliare con Dio! … Ecco ora il momento favorevole, ecco ora il giorno della salvezza» (seconda lettura). «Convertitevi e credete al Vangelo!» (Mc 1,15).

Con questi due imperativi la comunità cristiana è convocata per accogliere l’azione misericordiosa di Dio e ritornare a Lui. Il rito di imposizione delle ceneri può essere considerato una specie di iscrizione al catecumenato quaresimale, un gesto di ingresso nello stato di penitenti. Nei testi della liturgia la penitenza si esplicita nella pratica del digiuno.

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