10 Marzo 2012 - Categoria: narrativa

Cudd’ala de su Nudda di Nino Fois

Mi paret de la bider in s’oru de sa gianna, ficchida, isperiende su nudda, a pes una criadura de unos battor annos, gioghittende issa puru cun… su nudda.

E ite li fit restadu a Margarida, passada sa gherra, cando s’amoradu, su babbu de sa criaduredda, si che fit andadu comente iscumpàrfidu in su nudda? Nudda de su tottu, a infora de su fizigheddu chi pro issa, oramai fit tottu ca àteru nudda podiat aer.

E gai, comente mi l’ammento eo, che barigaiat oras intreas, immarmurada in s’oru de sa gianna, comente isettende unu nudda chi non podiat arrivire mai.

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8 Marzo 2012 - Categoria: lingua/limba, memoria e storia

Pedru Brundu e Tigelliu Mannu cantende e sonende mutos a contivizu de Domitilla Mannu

Custa est un’àtera parte de sa regolta de mutos de su biadu de tiu Pedru Brundu de Santu Giuseppe de Tzaramonte. Sende minore, los apo intesos cantare dae isse etotu, acumpanzadu cun su sonu de sa chiterra de babbu meu Tigellio Mannu. In cussos tempos, est a nàrrere in sos annos 60, su càntigu a chiterra fit pretziadu meda; si cantaiat in totu sas ocasiones de festa, cojuos batijimos, crijimos e a finitia de sos trabaglios de su massariu e de su pastoriu, chene ismentigare sas serenadas e su cantare de sas feminas, massimu a totu cando faghiant trabaglios longos e in cumpagnia. M’ammento chi, a s’ispissa, babbu recuiat a domo cun calchi amigu chi ischiat cantare, tando si calecunu de su bighinadu si nd’abizaiat, tzocaiat sa janna de domo e pediat su piaghere de la tènnere abberta pro intèndere mezus sa cantada. Fit istadu abberu una làstima a pèrdere custos mutos, ca medas non intames de esser ammentados non s’agatant mancu iscritos .

In sa punta ‘e Limbara
B’ant postu s’antenna
Pro sa televisione,
Deo ti devo amare
Pro una vida eterna
Cun vera passione.

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7 Marzo 2012 - Categoria: c'est la vie

Visitatori di accademia sarda del mese di febbraio 2012 dall’Italia e dall’estero di Angelino Tedde

Citta’ Unici: 2.030 Pagine viste: 4.091
ITALY Rome 206 10,15% 377 9,22%
ITALY Cagliari 202 9,95% 430 10,51%
ITALY Sconosciuto 185 9,11% 396 9,68%
ITALY Sassari 115 5,67% 221 5,40%
ITALY Milan 79 3,89% 164 4,01%
ITALY Naples 50 2,46% 88 2,15%
ITALY Alghero 45 2,22% 75 1,83%
ITALY Turin 38 1,87% 102 2,49%
ITALY Florence 31 1,53% 72 1,76%
ITALY Quartu Sant’elena 29 1,43% 64 1,56%
ITALY Olbia 27 1,33% 41 1,00%
ITALY Nuoro 25 1,23% 100 2,44%
ITALY Genoa 23 1,13% 48 1,17%
UZBEKISTAN Tashkent 22 1,08% 64 1,56%
ITALY San Gavino Monreale 18 0,89% 120 2,93%
ITALY Assèmini 18 0,89% 45 1,10%
RUSSIAN FEDERATION Zhirkov 15 0,74% 102 2,49%
ITALY Mesagne 13 0,64% 39 0,95%
RUSSIAN FEDERATION Saint Petersburg 10 0,49% 60 1,47%
ITALY Guspini 1 0,05% 41 1,00%
Altri 878 43,00% 1.442 35,25%
La media dei visitatori in ricerca è stato di 70 unità giornaliere (29 giorni), media delle pagine viste è stata di 2 unità.
Da rilevare che i visitatori da Roma e da Cagliari quasi si equivalgono. Seguono gli sconosciuti di poco distanziati. Sassari si piazza al terzo posto, seguono Milano e Napoli. Taskente, Zirkhov e San Pietroburgo prevalgono tra le città estere. Molte visitatori stranieri figurano tra “altri” oltre 800 visitatori. Da notare che “visitatori in ricerca” significa che non arrivano all’accademia sarda in linea diretta, ma semplicemente facendo delle ricerche come appare dai keyword. Molto ricercati gli articoli sul sardo e le poesie e composizioni sarde all’estero. Intensa anche la ricerca dal mondo della scuola sulle tematiche  storico-educative. Emerge sempre di più che il blogger scrive per la passione alla cultura e alla diffusione dei saperi locali e che gl’internauti sono davvero metaforicamente dei genuini pirati. Da notare la passione degl’internauti di Pietroburgo per la memoria di vita e le poesie di Giovanni Franchini.
Ravvedimento. In seguito ad una segnalazione di un amico blogger carissimo devo correggere un pò l’affermazione che i visitatori siano solo dei pirati, ci sono anche coloro che sono affezionati ad accademia sarda anche se vivistats notifica i visitatori soprattutto nel nodo principale dell’Isola che è Cagliari (così mi ha detto il webmaster) e successivamente Sassari e Nuoro e altri grandi centri . In sintesi un visitatore di Chiaramonti, Bolotana o Nulvi viene canalizzato nei nodi principali e non segnalato da vivistats. Ecco i limiti di questo strumento statistico.

 

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6 Marzo 2012 - Categoria: pedagogia

III. La formazione permanente di Baingia Bellu

“In una società stabile, che muta lentamente, le persone, invecchiando, possono facilmente perfezionarsi e divenire più esperte, anche solo osservando le generazioni che passano per le loro mani. Invece in una società in continua trasformazione, l’età non porta saggezza, ma confusione, a meno che non si faccia in modo che gli adulti e gli anziani si trasformino in ugual grado rispetto alla generazione che cresce”.[1]

L’uomo proiettato in una situazione in continuo mutamento qual è quella della società postmoderna si trova ad affrontare problemi, situazioni che spesso non trovano riscontro nella  tradizione, e che richiedono l’introduzione di nuove metodologie, di diverse configurazioni mentali, di un’apertura al nuovo per poter affrontare produttivamente un mondo animato, informato da nuovi valori,[2] da mutati rapporti sociali, dall’affievolimento dei ruoli sociali a vantaggio della intercambiabilità, da un nuovo modo di intendere l’essere uomo e l’essere donna (a discapito dei ruoli fissi del passato che contemplavano una rigida figura autoritaria e predominante maschile ed una subalterna marginale ed emarginata femminile) e quindi ad un nuovo modo di rappresentarsi sia in società, nel privato, che in una prassi educativa con la propria prole.

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I dialetti della Sardegna Settentrionale, III, di Mauro Maxia

Capitolo 3

Sardo e còrso dallo scorcio del Medioevo agli inizi dell’Etá Moderna

Che il settentrione della Sardegna, almeno dalla seconda metà del Quattrocento, fosse interessato da un forte presenza còrsa si può desumere da diversi punti di osservazione. Il Wagner, a proposito delle desinenze del perfetto, osservava che le antiche forme logudoresi “…nei testi dei secc. XVI e XVII occorrono ancora, ma accanto alle nuove formazioni in -ési”, precisando che le forme del perfetto debole della 3^ coniugazione “…sono state soppiantate, a partire dal sec. XVI, da nuove forme di perfetto, nelle quali la desinenza -esi, -isi, presa dai perfetti in -s-, si affigge ora al tema del presente, ora a quello del perfetto; accanto a presi sorge prendesi; accanto a fegi si dice fegisi, ecc.

Oggi tutti i verbi formano un perfetto in – ési nel logud. sett., unica regione in cui attecchí tale formazione, e accanto a questa ve n’è un’altra in –éi senza differenza di funzione e di significato”32.

Non vi è chi non veda la correttezza delle osservazioni del grande tedesco, ma donde proviene la desinenza in -ési del perfetto nel logudorese settentrionale? E come mai essa si radicò, accanto alle genuine forme in -ai ed -ei, soltanto nell’area settentrionale del Logudoro?

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1 Marzo 2012 - Categoria: pedagogia

Psicologia della vecchiaia di Baingia Bellu

L’invecchiamento

 Nell’invecchiamento si ha un graduale declino delle funzioni vitali. Si tratta di un processo irreversibile, ma che tuttavia verrà accelerato in presenza di malattie, incidenti, stress ecc. A riguardo esistono diverse teorie sulle cause: una delle più antiche è la teorica meccanicista che interpreta l’invecchiamento come un processo di usura dei vari sistemi e organi[1].

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28 Febbraio 2012 - Categoria: discipline scientifiche

L’agroterapia: un tentativo euristico della riabilitazione psichiatrica di Mattew Farmhous

Si può affermare che l’uomo prima e dopo la caduta edenica abbia in sé tanto l’indelebile segno della terra quanto quello dell’allevamento di ogni genere di animali, alcuni dei quali è riuscito ad avvicinare a sé attraverso l’addomesticamento. Non è assurdo sostenere che nella profondità dell’inconscio dell’uomo via sia la terra da cui è stato tratto e l’animale di cui naturalmente è parente. La civiltà ha offerto tanti vantaggi, ma dobbiamo dire con Rousseau anche tanti guasti. Per fortuna nel profondo l’uomo resta uomo (humus) da cui è tratto. Quando il suo equilibrio mentale,  vale a dire l’organizzazione che la natura e la civiltà hanno costituito, va alla deriva occorre tornare alla profondità del suo essere humus e quindi all’ambiente in cui questo prospera. Il mondo vegetale e il mondo animale vivono interconnessi profondamente tanto che quando si rompe l’equilibrio tra l’humus e il civis è assolutamente necessario tornare alla natura da cui è stato tratto.

In che modo un ammalato mentale, vulnerato nel suo rapporto con gli altri essere umani, può essere recuperato?

Uno dei tentativi euristici promettenti è quello d’inserirlo per quanto è possibile nell’humus da cui è stato tratto e restituirlo al tempo stesso al consortium con gli animali, in primis pecore, capre, cavalli, asini, muli,  cani e gatti senza che questo siano stati adulterati da selezioni e da quella scienza che mira più al profitto che non al mantenimente ecologico degli stessi animali.

A questo punto che senso ha limitarsi unicamente a creare comunità terapeute abilitative psichiatriche limitandosi unicamente al rapporto di uomo vulnerato con uomo vulnerato? E’ come moltiplicare  il vulnus, rispecchiarsi in esso e non uscire da se stesso, dalle sue dinamiche mentali, dai suoi fantasmi, dalle sue fissazioni. E allora uno dei tentativi, meno sperimentati, ma più efficaci è quello di tentare di riportare l’uomo vulnerato al suo primigenio status cioè all’humus, alle sue componenti vegetali essenziali e alla rinnovata societas con gli animali associati da secoli, per non dire da millenni all’uomo. Da ciò la pratica, sia pure con una cauta, ma coraggiosa sperimentazione con la vita campestre e contadina, con la cura dei campi, dei vigneti, degli orti, che nell’insieme potremmo chiamare agroterapia suddividendola poi in ovinoterapia, ippoterapia, cinoterapia etc. . La sollecitazione del più profondo degl’inconscio, limitando all’essenziale la terapia chimica,  tenderà a limitare le manifestazioni schizofreniche e comunque ad incanalarle nel contesto di una vita contadina. Per meglio intenderci, nel massimo rispetto della deontologia e terapia psichiatrica tradizionale occorre aprire dei segmenti riabilitativi, partendo da queste basi fondamentali dell’inconscio, ci pare pratica auspicabile. Certo la comunità riabilitativa ha una sua valenza, ma ancor di più ne avrà se accanto e in rapporto al ciclo del tempo, il riabilitando psichiatrico va a scoprire, parte della sua essenza: l’humus, il vegetale, l’albero, l’arbusto, e la vita animale che intorno ruota. La presenza della pecora, la coltura del vigneto, del nocciòlo, del castagno, richiamano nell’ammalato psichiatrico, con gli odori della terra e dei vegetali, un canale di equilibrio primigenio che oltre che serenità possono restituirgli quell’equilibrio che la vita familiare e sociale gli hanno tolto.

E’ ovvio che la sperimentazione permetterà di mettere a fuoco moduli integrati e di sistematizzare al meglio lo statuto stesso dell’agroterapia e diciamolo pure dell’animal-terapia.

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25 Febbraio 2012 - Categoria: cultura

Sa die de Santu Giuanne de Tiziana Sotgiu

Dae su bintunu a su bintibator de làmpadas, segundu s’astronomia ruet su solstìtziu de s’istiu. Cunsideradu dae semper unu perìodu sacru, sa crèsia l’at assotziadu a sa festa de santu Giuanne Batista.

In Sardigna puru, in antis, bi fiant usàntzias e ritos diversos de sa traditzione solstitziale precristiana e difatis, custa festa cuat su cultu antigu de su sole. Sos elementos fundamentales fiant sos fogos e sa comparia; si agiunghent puru maghias domèsticas protetivas, bogare presàgios, ritos ligados a s’amore e a sa fertilidade.

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