28 Giugno 2012 - Categoria: versos in limba

S’istatzione Antiga de Istevene Flore de Anela a contivizu de Domitilla Mannu

Su sole in su primu manzanu
colores de melalidone
sa zente est in cudd’istatzione
frimmada in s’ammentu lontanu.

 

Fint mudos sos sonnos ligados
cun filu de brama in s’istentu
rellozu miradu a momentu
cossizos de seru accabados.

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28 Giugno 2012 - Categoria: filologia, onomastica, toponomastica

Il DIZIONARIO COMPARATIVO LATINO-ETRUSCO di Massimo Pittau

Io sono del parere che il titolo della presente opera Dizionario Comparativo Latino-Etrusco sia già per se stesso del tutto chiaro e significativo circa il problema che esso tratta: esso contiene un elenco di circa 2.350 vocaboli latini (antroponimi, toponimi ed appellattivi) i quali corrispondono ad altrettanti vocaboli etruschi.

In effetti il verbo da me adoperato corrispondere fa preciso riferimento a quell’operazione che noi linguisti chiamiamo «comparazione»; e in realtà questo mio Dizionario procede a comparare fra loro 2.350 vocaboli latini ed etruschi.

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27 Giugno 2012 - Categoria: c'est la vie

International email di Franzisca Passiu e Pedro Kinsen

“Ciao Angeli! Scusa il ritardo, ma eravamo suuuuuper occupati tra cercare casa e lavoro! Grazie mille per gli auguri, google translator è una meraviglia hahahah! Come stai? Noi qui stiamo bene….abbiamo una casa e anche il lavoro! Siamo colleghi io e Pedro al burger’s king, una catena di fast food uguale al mc donald’s!  Pedro  sta alla cassa ed io in cucina…..che sfiga hahah!

La casa è bellissima, una di quelle tipiche inglesi su 4 piani, tutto moquette! Per il momento non guadagnamo tanto perché siamo in “training”, ovvero ci stanno insegnando quindi facciamo 15 ore a settimana…ma molto probabilmente ce le aumenteranno tra poco! Però abbiamo il contratto, quindi male che vada possiamo chiedere i sussidi allo Stato.

Qui si sta bene, a parte il tempo….è estate solo sulla carta, piove sempre e di notte fa un freddo polare! Gli inglesi sono gentili ed educati, non abbiamo avuto nessun problema in particolare….l’unica nota stonata è stata che mi hanno derubato nell’ostello circa 2 settimane fa…giusto il giorno del mio compleanno! Per fortuna non avevo soldi in contanti perché li tengo sempre con me, però si sono portati via passaporto e carte che ho subito bloccato….ma il passaporto è una gran rottura perché subito mi sono dovuta confrontare con la inettitudine del consolato e cose burocratiche, per risolvere la situazione dovrei andare a London City, ma non ho tempo perciò  sto lasciando in sospeso.

Per quanto riguarda i prezzi, gli affitti sono cari 500 euro per una stanza e siamo in 10! E’ la cosa più economica che abbiamo trovato! Mentre nei supermercati, non più di tanto…ovviamente quello che in Italia costa 1 euro qui costa 1 sterlina, quindi sempre leggermente più caro, però c’è moltissima concorrenza quindi ci si può destreggiare! Ecco qui in breve i miei primi 20 gg in England.

Un abbraccio

Franzisca”

“Carissima Franzisca, immagino che cosa significhi essere catapultati in un mondo così variegato come l’Inghilterra. L’ho capito da quando 12 famiglie inglesi e una tedesca si sono fiondate nelle case e nei palazzi storici di Clermont. Li hanno pagati da 20 mila e 30 mila euro e con altre 5 mila o 10 mila li hanno restaurati. Pensa che si sono fatti anche il loro ristorantino all’inglese. Se cerchi in google forse trovi la storia di una loro scelta di Clermont.

La traduzione l’ho fatta sì col translator, ma alcune espressioni le ho apprese dal consueto repertorio che noi stessi usiamo e che alcuni miei amici emigrati in Australia usano quabndo mi scrivono, tipo God bless you. Ti ho cercato su face book, ma ho visto che al posto delle tue foto hai messo Falcone e Borsellino. Così anche il tuo viso come quello di Beatrice è scomparso. Pazienza, per me, la vita è stata un continuo dire addio a coloro che ho amato e amo ancora!

Vi ammiro, ma mi piange il cuore a saperti in mezzo ad infiniti quintali di patate fritte. Ad ogni modo so dalla figlia della signora P. che ci sono spazi per migliorare lavoro e guadagno, lei da baby siter sì è piazzata in un magazzino di alta moda non è poco per una laureata in lettere moderne con tesi in Storia dell’Arte.

Verrà con un’ amica inglese dal 31 luglio al 7 agosto, l’amica dormirà presso di me con l’attuale inquilina.

Mi spiace che ti abbiano derubata, cerca di stare più attenta, paese che vai ladri o ladruncoli che trovi! I consolati! Una massa di pelandroni a spasso per il mondo e noi a pagare!

Dieci in stanza?  Spero non stipati in cucce come in carcere. Con possibilità di respirare un pò d’aria. Mi sta venendo la voglia di aprire una rubrica sui nostri giovani che vanno in England, ma non voglio violare la segretezza della corrispondenza in modo assoluto. Per un verso questa situazione mi buca il cuore, per l’altro verso penso alla poesia di Gibran sui figli: “Tu, genitore,  hai per casa il passato, i figli hanno per casa il futuro.” Ogni sera prego che Iddio vi aiuti e mando il mio angelo dai vostri angeli per carezzarvi il viso e portarvi la mia tenerezza, piccoli eroi del secolo XXI! Un forte abbraccio a te e a  Pedro, il fortunato cassiere della futura Banca di Spagna che parla inglese.

A presto, cara Franzisca!”

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26 Giugno 2012 - Categoria: c'est la vie, cahiers de doléances, cultura

Fresco da Sharm El Sheik di Mattew Tellew

L’aereo era in ritardo e siamo arrivati stamattina alle 7,30 io ho dormito un paio di ore poi sono andato a lavorare, sono cotto dal sole e dal sonno.

La vacanza è andata bene. Sole mare e temperature intorno ai 40 gradi giorno e 30, di notte.

Tanti Russi (una cosa vergognosa) sono cafoni e villani. Che popolo di barbari!

Per il resto fa piacere nell’anno 2012 vedere musulmani con ben due mogli in spiaggia vestite con guanti e calzari, fanno il bagno vestite e le tante Famiglie Egiziane con minimo 3 figli fino a 5!

 Se devo essere sincero questi egiziani mi hanno rotto. Non fanno altro che fermarti per la strada per venderti qualsiasi cosa e accumulare euro euro ed euro. Se ti individuano iniziano a parlarti e seguirti ripetendo la solita storia di Italiani! Italia uno! Roma! Milano! Pasta etcc..

Studiano geografia e fanno finta di essere stati in Italia citando questa e quella città, il tutto per accattivarsi fiducia e rifilarti una delle tante pastrocchie per turisti a 5, 4, 3, 2, 1 euro… du balle.

Per poco non ne picchio uno, (con la famosa stumbata) ….stringeva la mano di S. per presentarsi.. scambiandola per americana o russa e non mollava.. Minchia!!! Guai a guardargli l’alluce della moglie in Burka rigorosamente in nero, che tiene segregata sotto vestiti soffocanti o meglio chiusa in casa e si permette di toccare la straniera… zzzarola !!! Però alla turista in pantaloncini ti permetti di tenergli la mano!!!

Si ti bigliu ti fozzu TUTAN KAMEN!! CABBU DI SINDRIA!!!!

 A parte le incazzature per il luogo turistico geograficamente allocato al di sotto del gruppo montuoso del Sinai per il quale si vantano della conquista a scapito degli isdraeliani, il mare è ancora intatto (sempre che una delle tante petroliere che passano per Suez non perda qualche venefico carico e di punto in bianco si trovino ad avere una pozza di olio o quant’altro. Quelli con i quali ho potuto interloquire sono sfiduciati per la situazione politica. I “Fratelli musulmani” di Morsi non convincono per l’incapacità a Governare e chi lo afferma è anche convinto che Morsi farà come Mubarak. Per quanto concerne gli altri capeggiati da uno del vecchio regime e acclamato dai militari (in Egitto son tutti militari) sarebbe in grado di tenere a bada i circa 80 milioni di Egiziani (senza contare i non censiti che vivono come beduini nel deserto o nei Cimiteri nella Città dei morti del Cairo ma rifarebbe anche lui politica di sfruttamento della popolazione. Un lavoratore guadagna circa 100/ 150 euro mensili.

Sharm El Sheik è stata costruita con il contributo degli italiani circa 30 anni orsono. Ha il suo aeroporto sempre attivo giorno e notte per il trasporto di turisti da tutto il mondo. I russi in questo ultimo frangente la fanno da padroni. Bevono, ruttano, spingono e urinano dove gli pare. Gli Egiziani si adattano e parlano anche il russo meglio dell’italiano. Vi è anche da considerare che S. li individua ad un miglio di distanza come un sassarese individua Lu Sussincu maccu nel mar di Prata beach.

 Anche gli Egiziani in confidenza affermano di non sopportare la tracotanza e la presunzione dei putiniani che girano bevendo vodka e dandosi arie da mafiosi. Le donne russe, quelle belle, sono statuarie e affascianti (quando non aprono bocca) per il resto possono pesare tra i 90 e i 160 kg.

Tra gli italiani i chiassosi Romani sono formichine rispetto ai russi. Vanno in Egitto e li senti parlare sempre e costantemente delle solite cose che sentivamo noi 30, 40 anni fa all’isola rossa .. A Roma ce sta questo, a Roma ce sta quello, a Roma famo così, a Roma famo colà.. Er Colosseo, A Prenestina, A Tibbburtina….. Maaaaannnnaaaattteeveeeneaaaaaffare (…)  romanacci de m (…)!!!

 Ma.. Poi ti racconto…. vado a dormire un po!

 A parte tutto ci siamo riposati, ogni tanto fa bene fermarsi dal lavoro.

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24 Giugno 2012 - Categoria: versos in limba

In custa notte ‘e lucore de Antoni Brundu de Orane a contivizu de Domitilla Mannu

 

In custa notte ‘e lucore
pàsida tunda e fozida,
drinnin in s’àghera nida
battor corfos a tenore.

 

Cando s’alenu ‘e sa luna
su chelu ‘e prata ingalenat,
s’anima a bellu m’illenat
allughende a una a una
lantieddas de fortuna
chi si pasan che lentore
in sas laras chi s’amore
basan a bolu, cantende
ballos ch’ ‘ido lampizende
in custa notte ‘e lucore.

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24 Giugno 2012 - Categoria: storia

VI. La fondazione della Casa Divina Provvidenza (1910-1970) di Baingia Bellu

La Casa Divina Provvidenza per i Cronici  derelitti di Sassari, iniziò la sua opera nel 1910, per merito delle Dame della Carità, alla cui associazione aderivano in qualità di socie effettive o onorarie, le donne più attive nel caritatismo dell’aristocrazia e della borghesia sassarese, assistite spiritualmente da padre Manzella[1].

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22 Giugno 2012 - Categoria: Il marchio dalla protòme taurina

XII. Ange de Clermont, il narratore del Marchio dalla protòme taurina sfugge all’attentato di un killer

Dopo l’uccisione dell’archeologo Antonio Pidde mi spostai lungo  il corso del rio Filighesos per visitare la domus de Bados de Lové dov’era nato Fizedomus, dalla piccola bisaccia che porto sempre appresso tolsi il taccuino e la matita, per descrivere il luogo. Con l’aiuto di una stearica cercai di penetrare nell’anticamera della domus dove pensavo che non ci fosse nessuno. Mentre tenevo il busto e la testa abbassata cercando di vedere le altre stanza,  vidi muoversi l’ombra di un uomo, chiesi subito: chi sei? L’ombra stette ferma, ripetei la domanda, ma per tutta risposta fui raggiunto da una nuvola di cenere sul volto. Feci appena in tempo a scuotermela e ad uscire fuori della domus. Buttai all’aria la stearica e cominciai a correre all’impazzata giù verso l’ansa del fiume. Mi raggiunse rotolando un masso tondeggiante che riuscii appena a schivare. Corsi all’impazzata sul greto del fiume e appena vidi una salita come via di scampo mi ci arrampicai, ben sapendo che qualcuno dietro a me stava attentando alla mia vita. A stento e con tanta fatica riuscii a raggiungere un pianoro ricoperto di macchia mediterranea del genere lentisco e procedendo a zig zag e nascondendomi dietro i macchioni riuscii a sfuggire a qualcuno che non era riuscito a risalire la ripida salita che partiva dal fiume. Tolsi dalla bisaccia una bottiglia d’acqua di Santa Giusta e cominciai a bere, mentre il sudore mi bagnava la fronte. La febbra sembrava attanagliarmi e provvidi subito a gettarmi sulla testa e sul viso il resto dell’acqua che non riuscivo a bere. Mi sentii rinfrescato e scorto un sentiero che conduceva alla località di Su Murrone dove abitavano dei parenti pastori mi diressi decisamente verso le cinque pinnette della vasta tanca. Dei cani iniziarono ad abbaiare e mi vidi un’altra volta perso, ma per fortuna ecco stagliarsi con la solita calma la nota figura di zio Martine Pedde che vedendomi così mal ridotto mi porse un braccio dicendomi:

– Dove diavolo ti sei cacciato? Non sai che Sassu Giosso è un inferno anche per noi? Devi essere più prudente, qui c’è gente sana di testa, ma ce n’è anche malata. Vieni in pinnetta a mangiare e a bere qualcosa e poi, se lo vorrai, ti accompagno a cavallo a Miramonti!-

Quest’accoglienza e soprattutto le ultime parole mi rassicurarono e mi passò la tensione, ma caddi anche per terra perdendo i sensi. Mi ripresi dopo che l’esperto zio mi getto un bel pò d’acqua sulla testa e sul viso e mi  fece bere un bel pò di latte caldo appena munto. Mi offrì pane e ricotta e così potei riprendere le forze. Accanto a zio Martine era arrivata anche la moglie e i due figli piccoli che ridevano vedendomi così malconcio. Ebbi finalmente la forza di ringraziare. Zio Martino mosse la testa come per dire che per un parente si faceva questo ed altro, ma dopo un pò riprese a parlare dicendomi suadente:

– Caro nipote, io credo che con questa vita da spia di questi delitti, non puoi tirarla a lungo. In paese sono stufi di quanto scrivi, gli archeologi se potessero ti farebbero fuori e carabinieri e pretori, dopo la storia del pretore lombardo, non ti vedono di buon occhio, stai attento tutto questo potrebbe costarti la vita. Lascia che le leggi che regolarno questa vita di pastori vada avanti per conto suo, che in paese i possidenti continuino a fare il bello e il cattivo tempo e non parlare più delle donne, quelle se potessero ti farebbero a pezzi. E poi che cosa hai da dire sempre su quelle santicche? Non sai che sono dei parafulmini davanti a Dio per tutte le malefatte che noi pastori combiniamo.  Chi è derubato oggi, ruba a sua volta domani e così tutto si appiana. Se hai cara  la pelle, vacci più piano come cronista di questi morti ammazzatti. Ora tocca a sos archeologos de Susu, oggi a me domani  a te. Ma a proposito che cosa ne pensi di Andria Galanu?-

-Zio Marti’, volevo chiederlo a voi?- Rispose:

-Marrascu est marrascu, ma nessuno l’ha mai trovato sul fatto anche se si muove su tutto il territtorio come una volpe. Pare che non solo conosca i sentieri, ma anche tutti i cunicoli del territorio di Miramonti. Quando manco te l’aspetti, lo incontri! Deve stare attento però anche lui è un uomo mortale.-

Mentre parlava, zio Martine, aveva finito di sellare il cavallo, si mise in sella e facendo del braccio una leva m’invito a salire sul sellino posteriore e si partì per Miramonti.

Si andò avanti in silenzio, ma io davo uno sguardo con una certa ansia timoroso che da qualche muro a secco della mulattiera non piovesse un rosone di pallettoni che mi mandasse a raggiungere il parente archeologo, passato col marchio del toro sulla fronte all’altro mondo.

Nonostante tutto, continuerò a indagare questi delitti e a descriverli. Certo, me la son vista brutta!

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20 Giugno 2012 - Categoria: cultura, lingua/limba, memoria e storia

Santu Sperau. Bortadu dae Tiziana Sotgiu

Santu Sperau de Attilio Mastino est s’artìculu beru chi aia bortadu pro Logosardinia n 1 Cabidanni 2008

Su beranu longu de Santu Sperau est cumintzadu como baranta annos, in su 1968, a pustis de su biàgiu de Pinùccio Sciola in Ispanna e posca in una Parigi in alborotu pro su bentu de sa contestatzione de su maju istudentescu e a pustis in Mèssicu, in sa cherta de un’edade mìtica bisada e desigiada dae meda: cun custu volùmene a incuru de Ottàvio Olita semus giutos a manu tenta in sas intervistas de medas protagonistas de tando a torrare a iscoberrer sas rajones pro sas cales sa bidda de massajos de su Campidanu s’est ischidada dae unu sonnu millenàriu, cando totus sos abitantes suos de repente si sunt apassionados de arte, ant crètidu in sa revolutzione de s’iscàngiada de laras, sunt cròmpidos a un’àndala culturale chi est istada puru un’esperièntzia colletiva chi podimus reconnoscher intrada comomai in s’istòria de Sardigna. Sas immàgines in biancu e in nieddu de Nanni Pes faeddant prus de sas paràulas cun una profundidade de pranu chi ispantat, faghent torrare a biver sos tempos colados de sa bidda de terra crua chijinada dae sa bisura de pantàsima chi de repente est devènnida bianca nida, at iscobertu torra sos colores, sas figuras, sas emotziones, at cundividu sa passione, sas curiosidades, sos disìgios de unu piseddu comente àteros, cramadu a ghiare totu sa gente sua, chi no est abarrada pompiende ma s’est fata amajargiare e puru seduire, at bìvidu e sufertu agiomai una maladia comente s’esseret perseghidu dae un’epidemia bona.

Leghende custas pàginas m’est bènnidu a conca su fatu istraordinàriu contadu dae Luciano de Samosata in s’abbistu volùmene suo Come si deve scrivere la storia chi agiomai non tenet sos duamìgia annos suos: «narant chi in su tempus de su rennu de Lisìmaco a pustis de sa morte de Alessandro Magno, una maladia aiat fertu sos Abderitos, sos abitantes de Abdera, una tzitade de sa Tràcia: pustis de esser andados a teatru e aer ascurtadu s’atore tràgicu Archelao chi retzitaiat s’Andròmeda de Eurìpide, in antis totu paris aiant leadu sa calentura, forte de repente dae cando fiat intrada e a continu; pustis a probe a su de sete die unos cantos perdiant sàmbene meda dae nares, àteros fiant cobertos de suore, custu puru bundante, chi los aiant liberados dae sa frea. Aiant però bortuladu sos cherbeddos issoro. Totu difatis diliraiant pro sa tragèdia, sonaiant giambos e si pesaiant a tzichìrrios malos. Cantaiant mescamente sas monodias de s’Andròmeda de Eurìpide e daiant un’interpretesa canora a su chistionu de Perseo. E sa tzitade fiat prena de totus custos tragedos de su de sete die, biancos nidos e illangigados, chi a boghes postas tzichirriaiant unos cantos versos. E custu pro meda, finas a cando intradu s’ierru cun fritu mannu los aiat bogados dae s’ammachiadura issoro».

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