IL PROFUMO DEGLI ASFODELI (romanzo) DI ANTONIO LEDDA
Antonio Ledda, Il profumo degli asfodeli, Tas, Sassari 2006, pp. 125
L’autore nel rispetto della legge sulla privacy ha evitato la citazione di nomi e di fatti che possano in qualunque modo favorire il riconoscimento di persone luoghi e avvenimenti. Poiché è possibile e in alcuni casi probabile che esistano persone reali con lo stesso nome e negli stessi luoghi e alcune caratterristiche dei personaggi di questo romanzo. L’autore assicura che si tratta di pura coincidenza: non è di loro che si racconta qui. La pubblicazione in questo blog avviene con l’autorizzazione dell’autore.
Presentazione di Angelino Tedde
La vena narrativa di Antonio Ledda non si è esaurita con la sua terza opera Le ali della memoria (2005) nella quale era gradualmente passato dall’autobiografismo al vero e proprio romanzo.
In questa sua ultima fatica la sua vena narrativa si libera e costruisce una ben congegnata storia d’amore dove sarebbe inutile ricercare qualsiasi riferimento autobiografico.
L’autore in questo romanzo racconta con autentica vena sentimentale e spesso poetica la storia degli amori giovanili del protagonista Giovanni Ruiu, anzi soprattutto l’indimenticabile storia d’amore per Lidia, donna appassionata che dopo un primo breve e meraviglioso incontro col protagonista scompare lasciando nel giovane una nostalgia struggente.
A questo punto le vicende dei due principali protagonisti si svolgono in direzioni diverse.
Lei è costretta dai genitori a unirsi in matrimonio con un brav’uomo che le garantisce sicurezza e decoro sociale, ma le toglie l’entusiasmo del cuore.
Il protagonista, d’altra parte, preso dalla sua carriera scolastica, pensa con rimpianto a quell’amore tanto breve quanto coinvolgente trovato e perduto così in fretta e non avrebbe certo immaginato che cosa gli teneva in serbo la sorte.
Passano gli anni, Lidia, ormai sposa e madre di un bambino, conduce una vita scialba e senza grandi passioni, Giovanni, ancora scapolo, segue il ciclo della sua carriera scolastica in una città nella quale non avrebbe mai immmagino di incontrare l’amore perduto.
La donna, accompagnando a scuola l’unico figlio, ha la sorpresa di incontrare tra gl’insegnanti Giovanni.
Fra i due si riaccende quell’ardente passione d’amore che sembrava spenta per sempre dopo il meraviglioso primo incontro.
Le vicende tra i due riprendono in un contesto naturale dove il paesaggio, il mare, il cielo paiono rendersi complici di una nuova indimenticabile stagione d’amore.
Gl’incontri furtivi, le occasioni propizie, la complicità della natura, il contesto sociale favoriscono questa passione incontrollabile e proibita, nonostante affiorino rimorsi e pentimenti da parte di lui che spesso, dopo i buoni propositi, si lascia travolgere dalla passione.
Un evento propizio alla carriera di Giovanni sarà risolutiva della storia d’amore.
Il romanzo lo si legge d’un fiato con interesse e curiosità alla ricerca di vedere come la storia volverà.
La scrittura è leggera e tersa, la sintonia dei due amanti col paesaggio è armonica.
Il lessico è in sintonia coi sentimenti e col racconto.
Si può ben affermare che l’autore ha abbandonato per sempre quello stile asciutto dei suoi precedenti scritti per immergersi nei palpiti del cuore e del mondo che lo circonda.
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