30 Luglio 2015 - Categoria: politologia

Renzi e il nodo del partito di Paolo Pombeni (30.7.2015)

http://www.mentepolitica.it/articolo/renzi-e-il-nodo-del-partito/575

grillo_e_salviniIl tentativo di Renzi di spostare l’asse del dibattito politico sulla questione della riforma fiscale è ancora al momento in attesa di decollo. La stagione non aiuta e l’incertezza sulla realizzabilità di un progetto molto ambizioso, ma di cui non si vedono chiaramente le basi finanziarie aiuta ancora meno.

In compenso emerge sempre più chiaro che la maggiore palla al piede del premier è la situazione del suo partito. In passato gli era riuscito di marginalizzare il fenomeno con l’appello diretto ai simpatizzanti e agli elettori: così era stato nella campagna per l’elezione a segretario, così per le elezioni europee. Quando alle urne si è potuto imporre la conformazione del referendum pro o contro Renzi il successo non è mancato. Il fatto è che non si può avere una elezione ogni due o tre mesi e che poi quando le elezioni non riguardano direttamente il consenso al leader le cose non vanno lisce: vedi le ultime regionali.
E’ a questo punto che il premier deve fare i conti non tanto con un consenso che i sondaggi danno in contrazione (queste sono altalene più o meno normali per chi è al governo) quanto con un partito che è più concentrato sulle sue lotte di potere intestine che sul sostegno all’azione dell’esecutivo ed ai progetti di riforma che sono stati messi in campo. A rafforzare questo clima sono intervenute le crisi al comune di Roma ed alla regione Sicilia dove si è visto che il sistema di investitura elettorale diretta dei vertici dei governi locali ha privato i partiti di un ruolo autentico di gestione della sfera politica.
Naturalmente i due casi citati non sono gli unici: in maniera meno eclatante sul territorio nazionale si moltiplicano le situazioni in cui risulta difficile ricondurre le dinamiche locali del PD ad un orizzonte di governo del paese. Ciò rafforza le dissidenze interne, che si stanno consolidando proprio perché mancano al premier le occasioni per fare un appello diretto agli elettori tale da ridimensionare le pretese dei vari capi corrente.

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28 Luglio 2015 - Categoria: eventi straordinari

Lo scherzo di Calasetta (Cagliari) concluso con denuncia dimostra il deficit di umorismo di alcuni turisti. I tre studenti meriterebbero un premio perché con poca spesa hanno inscenato il segmento di un film tragicomico.

CalasettaNella spiaggia meravigliosa di Calasetta in provincia di Cagliari tre studenti ventenni hanno inscenato il segmento di un film di massa di carattere tragicomico. Con distintivo da bagnino uno studente ha avvertito i bagnanti che un pescecane si aggirava nel mare, provocando un fuggi fuggi dei 400 bagnanti e poi, sempre per continuare lo scherzo, uno di loro, vestito da samurai, ha cominciato a picchiare con una finta spada le onde. Il terzo studente ha filmato la scena di massa. Molti hanno capito e hanno riso, ma qualche  bagnante   troppo serio ha chiamato il 112. I Carabinieri oltre a tre denunce hanno sequestrato il filmato, realizzato a buon mercato dai geniali attori e registi.

Questi ragazzi meriterebbero un premio e l’inserimento in un’accademia per registi, invece la cosa è finita nella banalità. Si vede che l’inventiva non fa più parte della nostra società né tantomeno lo scherzo e l’umorismo. Che tristezza ! Potevano essere premiati per questa scena di massa, invece sono stati bastonati.

Non sono più giovane, ma sono certo che essendo presente avrei riso a crepapelle.

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20 Luglio 2015 - Categoria: storia

Quando Matilde disse no all’Imperatore di Franco Cardini

http://www.avvenire.it/Cultura/Pagine/MATILDE-.aspx

Matilde di Canossa

Matilde di Canossa

Le femministe di oggi si stupirebbero constatando quanto contavano le donne tra XI e XII secolo. Certo, bisognava essere di nobile casato: le contadine, le pastorelle, le guardiane di porci e così via avevano scarso peso nella società, e nemmeno le mogli degli artigiani e dei mercanti se la passavano bene.

Ma le regine, le aristocratiche e le badesse – a loro volta di nobile prosapia – potevano assurgere a livelli di grande potere e di alta responsabilità. Basti pensare a Eleonora duchessa d’Aquitania, consorte prima di re Luigi VII di Francia e poi di re Enrico d’Inghilterra, madre di teste coronate e colta poetessa; a Ildegarda di Bingen, badessa, santa, mistica, astrologa e scienziata (e, si mormorava anche un po’ maga); a Eloisa, coltissima allieva di Abelardo, quindi sua appassionata amante e infine a sua volta badessa. Il secolo XII, quello delle cattedrali e delle università, è stato per eccellenza il secolo della devozione alla Vergine Maria e dell’invenzione dell’amor cortese.

Matilde contessa di Canossa e duchessa di Toscana, è il primo esempio di questo tipo di donna eccezionale. Nelle diafane mani di questa inflessibile signora cadde buona parte dell’Italia settentrionale: ed essa la governò destreggiandosi nell’eterogeneità dei diritti che l’autorizzavano a farlo. Era nata nel 1046 dalle nozze tra Bonifacio, marchese (o, come i toscani amavano dire secondo la tradizione longobarda, “duca”) di Toscana e di Beatrice di Lorena.

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18 Luglio 2015 - Categoria: eventi straordinari

Giuseppe Porcu: un amico, un parente, un gran lavoratore ha lasciato questo mondo di Ange de Clermont

Giuseppe Porcu 1930-2015

Giuseppe Porcu 1930-2015

Giuseppe Porcu, nato a Chiaramonti, ma di radici paterne di Sarule, era figlio di una mia cugina seconda Santina Me. Era nato nel 1930, in Chiaramonti da Giovanni e da Santina Me, figlia di Francesco Me e di Lucia Soddu, cugina prima di mio padre Angelino e cugina seconda di mia madre Serafina. Ma non era tanto la parentela quanto l’amicizia che da giovani e da adulti ci aveva legati. Al compimento degli 8 anni la matriarca zia Lucia dal paese si era spostata con tutta la famiglia verso Cachile a pochi chilometri da Chiaramonti nella proprietà dei Falchi di cui divennero mezzadri. Si può dire che fin da piccolo s’inserì egregiamente in quell’ambiente naturale davvero pieno di fascino sovrastato dal Monte (432 metri sul livello del mare), ricco di piante secolari, di felci, di macchie, di sttobosco e coprattutto di  fauna e flora ancora conservatasi intatta. Una vera oasi naturale che un malaugurato incendio negli anni settanta doveva completamente estinguere.

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12 Luglio 2015 - Categoria: letteratura sarda

Ziu Batista de Gabriele Ortu

http://www.luigiladu.it/

Gabriele Ortu

Gabriele Ortu

Puntuali coment’e su mercuris, in Biddascarescia, e sempri a s’iscurigadorgiu cand’is massaius fiant furriaus de su sartu, po duas bortas a sa cida si donat custu bandu:

“Atinzioni, atinzioni… Ziu Batista su conciliadori avertit sa popolazioni chi cras a ora de is sete de merì c’at essiri conciliatura, po tantis si racumandat, a testimongius e imputaus, sa massima puntualidadi. Sa genti chi bolit assistiri depit pigai postu unu quartu di ora prima, comenti cumandat sa lei.”
Custu bandu si donat sempri su martis e sa cenabra a mericì e fiat sempri su propriu.
S’uficiu de sa conciliatura fiat unu fundagu a pamentu in sa domu cumunali asuta de s’uficiu de su sindigu. Fiat unu grandu stanzoni senza de fentanas ma ziu Batista, su conciliadori, ddu tzerriat: “s’uficiu miu!” forsis poita ci fiat in fundu ai cussu fundagu scuriosu una mesa, una cadira, e asuba de sa mesa una lampada a petroliu, unu tinteri, una pinna de pudda, unu registru po is udienzias, unus cantus follus de paperi, unu tamponi cun su paperi po asciugai sa scritura candu ziu Batista teniat pressi, unu pitiolu de cincu chi fadiat de campanello, su libru de is leis, il codice, comenti ddu tzerriat ziu Batista candu chistionat cun personas de unu certu livellu, in publicu.

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12 Luglio 2015 - Categoria: letteratura sarda

Una poesia in limba dedicata alla chiesa di San Giovanni Battista a cura di Giovanni Soro

Nel breve profilo dedicato a don Dettori, già vicario di Chiaramonti, abbiamo inserito le poesie che man man mano vengono rintracciate. Questa è stata rintracciata dall’intellettuale e poeta chiaramontese Giovanni Soro che gentilmente ce l’ha inviata. (A. T.)

SA CHEEJA DE SANTU GIUANNE A S’AMMINISTRAZIONECOMUNALE DE GAVINU ISCANU
E SOS ZARAMONTESOS VICINOS E LONTANOS, CUN RICONNOSCHENTE AFFETTU,
PEDENDE ANCORA AGGIUDU
——————————————————————————
E DE NOU ISTELLA SO TORRADA
Dughentos annos como, so naschìda,
nidu de fide in campagnola trama,
pro tenner de Giuanne sa fiama
in dogni coro azzesa e custodida.
Dae sa cheja manna sas campanas
de gosu si ‘estìan o piantu:
fin murmuttos de coro in incantu,
fin pregarìas d’animas lontanas.
Belosa non nde fio, ca,inoghe,
che de sa Palestina in su desertu,
palpitaio cun su coro abbertu;
su silenziu’e Guanne mi fît boghe!
Ma, in sa die Sua disizada,
m’azzendìo de lughe.Infiorados
caddos e boes fin…e sos brocados
benìan…: canta zente indeosada!
M’ispijaìo in sos ojos lughìdos
asciuttaìo lagrimas de coro;
iscultaìo cantigos insoro:
bi fin penas,disizos impremidos.
In àndias a Giuanne leaìan,
pro beneigher domos e laores,
amas, pasturas, gosos e dolores,
e cun amore mi l’intregaìan.
Gai dughentos annos…! A corona,
ch’han fraigadu tantas domos bellas:
parìo sa Reina ‘e sas istellas,
de coros e de animas padrona.
Poi su tempus,(fît, forsi . destinu?)
m’hat piena d’intaccos e feridas.
Cun sas pedras,istorias remunidas
ruìan corruttende su terrinu.
Istudadu si fît s’antigu amore?
de Giuanne fît perdidu s’ammentu?
Possibile no fît! Su Firmamentu
ricamaiat dies de lugore…

Manos de fadas m’han dadu carignos,
e de NOU ISTELLA SO TORRADA,
ma pius bellla, lughente, ammirada,
e irricchida de nobiles pignos.
Hapa esser felize che isposa,
daghi rezzo s’Isposu tottu nou.
Penso a sa festa,a su cuntentu Sou,
pro custa zente,’ona e generosa.
A “grassias!”de Giuanne uno sas mias,
ca m’hazis fattu cust’impreu santu
e mi donades un’Isposu a bantu…:
gosedas, tottu, eternas biadìas!!!

Zaramonte frearzu 1983 Don Giommaria Dettori

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6 Luglio 2015 - Categoria: politologia

Jeffrey Sachs: la mia soluzione per la Grecia

(Epa)
La crisi greca è una tragedia per il Paese e un pericolo per l’economia mondiale. La Germania chiede che la Grecia onori l’intero debito, anche se la Grecia è chiaramente in bancarotta e l’Fmi ha fatto presente la necessità di un alleggerimento. Lo scontro tra realtà (l’insolvenza della Grecia) e politica (le richieste della Germania) si profilava come un disastro annunciato. E difatti così è stato con il crollo drammatico del sistema bancario greco, questa settimana.

Ma c’è un modo per uscire da questo impasse: il debito greco andrebbe ridotto drasticamente e la Grecia dovrebbe rimanere nell’eurozona.
Nei negoziati con i suoi creditori, a primavera, la Grecia lo aveva ammesso, insistendo per una riduzione del debito. La Germania si è rifiutata. Anche se gli Usa e ufficiosamente l’Fmi si erano schierati dalla parte della Grecia, ha prevalso la Germania, come avviene sempre con i creditori.

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2 Luglio 2015 - Categoria: politologia

La mossa del cavallo e lo scoglio del taglio del debito pubblico greco Gianpaolo Rossini –

images-1Tsipras ha obbligato i suoi interlocutori ad interrompere il negoziato indicendo un referendum sulle proposte di UE-BCE-FMI. Una mossa avventata e molto rischiosa che rischia di fare molto male alla Grecia e a gran parte dell’Europa. E’ una mossa del cavallo che scompiglia il gioco dell’avversario ma che rischia di esporre in maniera irreversibile chi la mette in atto. Ma perché Tsipras ha sbattuto la porta alla troika? Le lunghe trattative tra le parti si fermano su diversi punti ma il vero scoglio è la ristrutturazione del debito pubblico greco. Tsipras la chiede da tempo. Ma appare una richiesta irricevibile per gran parte dei partners euro, specie quelli Est Europa che hanno sopportato sacrifici notevoli per entrare nell’euro e che hanno visto i sorci verdi quando Tsipras ha preso a cinguettare con Putin. Il taglio del debito appare essenziale alla maggioranza dei greci. Un debito pubblico pari al 180% del Pil e con tassi nominali che mediamente sono intorno al 10% effettivamente non è sostenibile.

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