24 Agosto 2015 - Categoria: memoria e storia, narrativa, prosa

Sa messera …a pane e chibudda! di Anna Maria Sechi

images Cando pro un’occasione o s’àtera nos aboiamus tras sardos chi, sunt in Belgio dae una vida, non mancat mai de faeddare de su chi ant vividu in Sardigna, Pedru, in bidda sua faghiat su maniale, traballaiat sas terras antzenas a sa tzoronada, m’a contadu unu pagu de su ch’est istada sa vida sua prima de emigrare  pro traballiare in sas minieras belgas. E mi nàrat: “Sa visione prus bia chi mi torrat a sa mente est sa messera, cussa visione de sas tancas de su trigu giompidu, cando suta su sole de trìulas si pesaiat sa frina de su bentu cardu nd’aundàiat sas s’ispigas, tando cussas tancas doradas pariant unu mare in movimentu. In cussos annos medas terras fint postas a trigu, su laore rapresentaiant unu capitale pro sos padronos e un’istajone de traballiu de importu mannu pro sos maniales de sa terra. Deo fiat messadore e de istajones de messeras nd’apo fatu prus de una.

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22 Agosto 2015 - Categoria: cahiers de doléances

Sballo e crisi della famiglia I caduti della movida di Lucetta Scaraffia

images-6I ragazzi che in queste calde notti di estate muoiono o si sentono male, quelli che affollano gli ospedali dei centri balneari in coma etilico — senza contare quanti stanno male in silenzio, senza farlo sapere agli altri, forse perché troppo deboli anche per farsi assistere — fanno davvero molta pena. Anche perché sono solo molto parzialmente responsabili di quello che fanno. Soprattutto quando, come nel caso della ragazzina morta Messina, hanno un’età giovanissima.

Piuttosto bisogna considerarli come caduti sul campo della crisi che sta attraversando la famiglia: sono lì perché non ci sono più genitori che si sentano investiti di un ruolo di responsabilità. Genitori che accettino il compito ingrato di educare i figli, di sopportare, senza deflettere, le loro ribellioni, le malinconie, le minacce. Che non considerino i figli come un oggetto simpatico e piacevole che hanno acquistato, che li deve gratificare con l’amore e l’allegria, ma che non richiede un minimo di fatica e sacrificio.

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21 Agosto 2015 - Categoria: Chiaramonti e dintorni, eventi straordinari

“L’elefantino d’oro ad Alessandro Unali da parte di Achara Phanurat” di Simone Unali e Carlo Moretti (lingua italiana e francese)

MorettiIl 10 Agosto scorso  nella Sala del Consiglio Comunale di Chiaramonti, presso l’ex fondazione Falchi Madau, alla presenza del sindaco Marco Pischedda e di altri membri della Giunta e del Consiglio comunale, del presidente del Consiglio della Regione Sardegna, Gianfranco Ganau, dei professori Giovanni Soro e Paolo Puddinu, dell’interprete thailandese, sardo di adozione, si è svolta la cerimonia di premiazione nei confronti di Alessandro Unali, consigliere regionale della Sardegna, da parte di Achara Phanurat, attuale presidente della fondazione thailandese “Surindra International Folclore Festival” e già rettore della Surindra Rajabhat University (Srru) di Surin. Il premio conferito, l’elefantino d’oro, è il più alto riconoscimento  dell’università thailandese, che ha voluto  gratificare  l’impegno profuso dall’on. Unali nel confronti di un popolo di  usi, lingua e tradizioni diverse dalle nostre e apprezzarne la cultura come ponte di comunicazione fra il popolo sardo e quello thailandese

anche con la promozione di opere sociali,
Per primo ha preso la parola il sindaco Marco Pischedda che ha parlato dell’impegno di interculturalità del nostro consigliere regionale, per tanti anni impegnato

Discorso del presidente della "Surindra International Folclore Festival"

Discorso del Presidente Achara Phanurat “Surindra International Folclore Festival”

nella Pro Loco chiaramontese e ideatore della manifestazione anglonese “Ajò Anglona” nonché vicino al Coro di Perfugas che ormai da anni intrattiene relazioni calorose con la Thailandia.
A questo riguardo c’è stato l’intervento anche del prof. Soro che ha rimarcato come l’impegno del Coro Matteo Peru di Perfugas, nell’ormai lungo ciclo di visite nei

vari continenti, ha rafforzato le reciproche conoscenze tra i popoli e la Sardegna, facendo diventare le tradizioni popolari un motore efficiente di questa interculturalità.

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20 Agosto 2015 - Categoria: versi in italiano, versos in limba

“Ce jour est triste” di Anna Maria Sechi

Anna Maria Sechi

Anna Maria Sechi

A Lucia…

Ce jour est triste et sombre comme mon coeur,
Le vent du nord siffle, le ciel gris est en pleurs,

Sous la terre mouillée, ton corps sans vie repose
La vie est la plus belle, et cruelle chose,

Celle que je t’ai donnée n’a était que souffrance
Elle a marqué tes traits dés ta plus tendre enfance,

Noyés des souvenirs mes yeux se voilent d’ombres
Ma pensée va vers toi, qui dors dans cette tombe…

Tradotto in Italiano da Ange de Clermont

Questo giorno è triste e oscuro come il mio cuore
Soffia il vento del Nord, il cielo grigio piange.

Sotto la terra smossa, il tuo corpo esanime riposa
La  vita è la più bella e crudele cosa.

Non ho saputo darti che sofferenze
che hanno segnato il corso della tua tenera infanzia.

Stanchi di ricordare i miei occhi si velano d’ombre
Il mio pensiero corre verso  te che dormi in questa tomba.

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16 Agosto 2015 - Categoria: letteratura sarda

Chiaramonti, secondo “il Dizionario storico sardo” di Francesco Cesare Casula

foto1Poiché, almeno fino alla ricognizione degli archeologi, che finora si sono interessati di quanto resta  dei ruderi della chiesa tardo rinascimentale, probabilmente edificata a metà del Cinquecento e più volte ritoccata, si riscontrano profili storici piuttosto incompleti (Cfr, sito del Comune, di Chiaramonti, del Gal Romangia Anglona  e di altri svariati dizionari e blog), quando non addirittura imprecisi: in genere si scambiano le cappelle della Chiesa di San Matteo per stanze del Castello e  la torre campanaria per torre di avvistamento del Castello e l’ipotesi filologica del nome, curata dallo stimato filologo  prof. Mauro Maxia, per nome storico e, ancora, l’area di sedime della Chiesa per area di sedime del Castello, riteniamo opportuno pubblicare queste voci del Casula per meglio chiarire quanto finora gli storici hanno ricostruito,  per evitare compilazioni di voci fantasiose e storicamente imprecise. Questa voce del Casula non è certo la Bibbia, ma crediamo che finora sia quella storicamente più attendibile in quanto tiene conto di quanto hanno scritto Vittorio Angius, nel Dizionario del Casalis, Alberto della Marmora e altri minori storici. A questa voce si aggiunga quanto ha scritto e pubblicato in questo blog  l’archeologo Gianluigi Marras. Ripeto, per parlare più correttamente del Castello attendiamo la ricognizione degli archeologi, specializzati nei castelli, come Campus e Sanna e altri archeologi. Spero che queste “voci” servano a correggere, almeno in parte, le affermazioni erronee di tanti che hanno scritto in proposito. (Angelino Tedde)

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16 Agosto 2015 - Categoria: versos in limba

“Vivemus” “Vivons” di Anna Maria Sechi

Pubblichiamo questa poesia nelle due espressioni linguistiche in cui si esprime la poetessa sarda, ma anche belga, dal momento che vive in Belgio dall’età di 12 anni.

images-3Vivemus,
S’ispera ch’amus in coro
Chi tale a s’arbèschida,
Naschet noa a lughe de die,
pro mantènnere atzesa
Sa fiama de su fòghile!
Vivemus, pro ismentigare,
Dadu chi naschidos
Semus pro morrere,
dadu chi, sa vida nostra
A sa terra prima o poi
Depimus torrare…!

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15 Agosto 2015 - Categoria: eventi straordinari

Il giorno di nascita al cielo di Maria Vergine, madre di Dio e dell’Umanità di Dante Alighieri

L'ascensione“vergine madre, figlia del tuo figlio,
umile e alta più che creatura,
termine fisso d’etterno consiglio, 3
tu se’ colei che l’umana natura
nobilitasti sì, che ‘l suo fattore
non disdegnò di farsi sua fattura. 6
Nel ventre tuo si raccese l’amore,
per lo cui caldo ne l’etterna pace
così è germinato questo fiore. 9
Qui se’ a noi meridïana face
di caritate, e giuso, intra ‘ mortali,
se’ di speranza fontana vivace. 12
Donna, se’ tanto grande e tanto vali,
che qual vuol grazia e a te non ricorre,
sua disïanza vuol volar sanz’ali. 15
La tua benignità non pur soccorre
a chi domanda, ma molte fïate
liberamente al dimandar precorre. 18
In te misericordia, in te pietate,
in te magnificenza, in te s’aduna
quantunque in creatura è di bontate.

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14 Agosto 2015 - Categoria: lingua/limba, memoria e storia, narrativa

“Ammentos de una emigrante” di Anna Maria Sechi

Anna Maria Sechi

Anna Maria Sechi

Cun grande cuntentu pubblicamus custos  ammentos garrigos de sentimentos  e de poesia de cust’amiga de facebbok sarda chi vivit in terra, unu tempus pro issa, istrangia, ma forsis daepoi de tantos annos paret chi lu siat ancora. Sos tempos sunt cambiados, ma s’ammentu de chie at devidu lassare sa terra de nadia s’est impressu in su coro. Sa raighinas bogadas dae una terra e piantadas in atera pianghent ancora. (Anghelu de sa Nièra)

A pustis de 60 e prus annos… 
Die pro die m’abigio chi semus leende a passos longos sa caminera a puntu in giosso , a sa ‘e Pedrantoni, naraiant in bidda mia. 60 annos e prus, sunt colados dae sa die ch’apo atraessadu su mare pro sa prima borta dae sa terra sarda a su continente. Est s’ùnicu biazu chi non s’ismentigat mai, totu est impressu in sa mente.

Su vapore biancu atraccadu in su portu de Olbia, chi in una note de su mese de martzu nos at irraighinadu che un’arburita de nudda dae sa corte de domo nostra pro nos imbolare atesu in cabu a su mundu.
A nos accumpangiare a su portu non b’aimis a nisciunu de sa familia, ne tzias, ne fradiles, fimis solu nois bator, mama, deo e duos frades minores. Tzertu non fiat su vapore modernu chi connoschimus oe.

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