3 Settembre 2015 - Categoria: istituzioni educative, memoria e storia

La magia del Natale al Rifugio Gesù Bambino di Eleonora Ortu

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Le ex allieve del Rifugio con le Figlie della Carità

 La partenza delle Figlie della Carità dal Rifugio Gesù Bambino di Sassari (1903-2015) ha suscitato nelle ex allieve memorie, ricordi, affetti, sentimenti, nostalgia della fanciullezza. Tutte  queste memorie sono degne di essere lette e apprezzate, perciò andremo pubblicandole come momenti di una storia di sentimenti anche per sfatare certe teorie che hanno sempre da criticare l’istituzionalizzazione dei fanciulli  e delle fanciulle nelle varie tappe di crescita. Come storico, un piccolo storico, dell’educazione, sono d’accordo sul fatto che quando si nasce e si vive nelle famiglie serene con genitori consapevoli del loro compito, attenti alle esigenze dei figli, questi hanno le migliori opportunità di crescita.  E’ ovvio e non c’è bisogno di collocare i figli da nessuna parte.

La storia e la vita però c’insegnano che molte famiglie sono letteralmente disastrate: genitori drogati del tutto irresponsabili, ragazze rimaste incinte giovanissime per amori sfuggevoli, domestiche o se volete governanti messe in cinta dal padrone o dai signorini di famiglia, i cosiddetti amori ancillari, un tempo anche le signorine delle case chiuse, altre volte giovanissime messe sulla strada e poi ingravidate e abbandonate, insomma di casi potrebbero essercene un numero sterminato così come narrano i romanzi, le opere teatrali e tantissimi film. Per le ragazze, le giovinette, le donne adulte, ma talvolta anche signore dell’onorata società messe incinte da amici di famiglia (basti pensare ai nostri campioni e ai nostri pure famosi imprenditori i cui nomi vengono in mente abbastanza facilmente).

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2 Settembre 2015 - Categoria: versi in gallurese, versi in italiano

“Aragghju a lassà” “Io lascerò” di Maria Teresa Inzaina

 

Maria Teresa Inzaina

Maria Teresa Inzaina

Aragghju a lassà
chi lu tempu
ghjochia cu la me’ cara
comme creatura cun titta di mamma.
Chi dissignia
li sulchj igniru a l’occhj
palchi più luci di ‘ita
s’accendia illi puppii.
Chi li surrisi
accumpagnia
cu la sisìa d’umbra di la malincunìa
filu filu a li labbri
comme li soli d’attugnu candu calani
chi di ruiu s’accendini
mentri c’allongani
li sò rezzi di spéri
illu dismaiu di seri
chi più no torrarani.
Chi firia
chistu colpu
e allenia chicci e chindi
la frischesa tennara e infitta
di stasgjoni chi ghjà attésu sentu.
Chi cunfundia
di tantu in tantu la menti
sparigliendi e furendis’ ammenti
palchi mancu pisutu sia lu passu
chena la suma di troppi rimpienti.
Sarà lu tempu
supr’a me passizeri
amicu fideli lastimosu e gentili.
Li so’ mani di ‘entu
m’arani a spignì comme véla licéri
und’è scrittu chi finia lu ‘iagghju
a chidd’ala di l’ultima timpesta
cun tutti li pigghj di la ‘ita
dugna pigghja
una falta una cioia
una firita
mimoria di dolu o di cunsolu
signi priziosi
trami dilicati
d’una puisìa
chi indrentu m’ha ‘cantatu.

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31 Agosto 2015 - Categoria: eventi straordinari

Il commovente addio delle Figlie della Carità dal Rifugio Gesù Bambino e dalle ex allieve

 

Rifugio 3A Sassari, in Via Mameli, alla presenza dell’Arcivescovo, che ha concelebratola Santa Messa col Superiore dei Preti della Missione e con il Parroco dei Cappuccini e con una folta rappresentanza di ex allieve del collegio e del sindaco di Sassari Nicola Sanna, le Figlie della Carità hanno detto addio al Rifugio a 112 anni dal loro arrivo.
Per oltre un secolo le buone suore hanno svolto le funzioni di madri per le bambine che i più svariati casi della vita ha condotto in questo rifugio di amore, di crescita, di educazione e di formazione umana e cristiana, ma anche di orientamento professionale. Appartata, a muso duro, in un angolo del banco,anche la vecchia presidente che a quel che sembra è l’autrice della “cacciata” delle suore. Non è difficile cacciare le suore, la loro missione non è quella di fermarsi in eterno in un istituzione retta un tempo dalle Dame della Carità, ma da tempo, dopo la scomparsa di queste,  un gruppo di donne o di uomini sedicenti cattolici, forse eccessivamente abbarbicati più al potere che al servizio, dimentiche dei meriti delle Figlie della Carità non ci pensano due volte a dare loro il benservito.

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29 Agosto 2015 - Categoria: cultura

Muore Tommaso Spanu, nome d’arte Tom Spanu, l’artista chiaramontese delle pipe d’erica di Ange de Clermont

Tom Spanu (1944-2015)

Tom Spanu (1944-2015)

Il 26 agosto se n’è andato prematuramente il grande Tommaso Spanu, artigiano e artista delle pipe d’erica, originario della Gallura che fu già chiaramontese. Sentiamo l’esigenza di riprendere e ripubblicare un articolo che  pubblicammo su accademiasarda  l’11 luglio 2011  dopo una visita al fratello  Augusto nel laboratorio dove si preparano le basi per fabbricare le pipe d’erica e dove per tanto tempo vi lavorò col fratello anche Tom che vi giungeva periodicamente per acquistare i pezzi d’erica  pronti per la lavorazione. Porgiamo ai fratelli di Augusto e  Franco la più calorosa vicinanza.

“Nei pressi della chiesa di San Giuseppe de su Sassu, piccola enclave di quello che fu il territorio di Chiaramonti, ceduto al neonato comune di Erula (13 Kmq di monti e colline folte di boschi e di pascoli) vivono e lavorano i due fratelli Spanu, Franco e Augusto. Il primo segue l’arte di fabbricare coltelli, il secondo prepara la materia prima per il fratello Tommaso che dirige la fabbrica e la rivendita a livello nazionale e internazionale in Sassari. Tre fratelli e tre artisti si può dire a due passi da Chiaramonti e da Erula. Rinviando a parlare di Franco in altra occasione, mi soffermerò a pochi cenni su Augusto e Tommaso, i due fratelli impegnati nella fabbricazione delle pipe.

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24 Agosto 2015 - Categoria: memoria e storia, narrativa, prosa

Sa messera …a pane e chibudda! di Anna Maria Sechi

images Cando pro un’occasione o s’àtera nos aboiamus tras sardos chi, sunt in Belgio dae una vida, non mancat mai de faeddare de su chi ant vividu in Sardigna, Pedru, in bidda sua faghiat su maniale, traballaiat sas terras antzenas a sa tzoronada, m’a contadu unu pagu de su ch’est istada sa vida sua prima de emigrare  pro traballiare in sas minieras belgas. E mi nàrat: “Sa visione prus bia chi mi torrat a sa mente est sa messera, cussa visione de sas tancas de su trigu giompidu, cando suta su sole de trìulas si pesaiat sa frina de su bentu cardu nd’aundàiat sas s’ispigas, tando cussas tancas doradas pariant unu mare in movimentu. In cussos annos medas terras fint postas a trigu, su laore rapresentaiant unu capitale pro sos padronos e un’istajone de traballiu de importu mannu pro sos maniales de sa terra. Deo fiat messadore e de istajones de messeras nd’apo fatu prus de una.

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22 Agosto 2015 - Categoria: cahiers de doléances

Sballo e crisi della famiglia I caduti della movida di Lucetta Scaraffia

images-6I ragazzi che in queste calde notti di estate muoiono o si sentono male, quelli che affollano gli ospedali dei centri balneari in coma etilico — senza contare quanti stanno male in silenzio, senza farlo sapere agli altri, forse perché troppo deboli anche per farsi assistere — fanno davvero molta pena. Anche perché sono solo molto parzialmente responsabili di quello che fanno. Soprattutto quando, come nel caso della ragazzina morta Messina, hanno un’età giovanissima.

Piuttosto bisogna considerarli come caduti sul campo della crisi che sta attraversando la famiglia: sono lì perché non ci sono più genitori che si sentano investiti di un ruolo di responsabilità. Genitori che accettino il compito ingrato di educare i figli, di sopportare, senza deflettere, le loro ribellioni, le malinconie, le minacce. Che non considerino i figli come un oggetto simpatico e piacevole che hanno acquistato, che li deve gratificare con l’amore e l’allegria, ma che non richiede un minimo di fatica e sacrificio.

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21 Agosto 2015 - Categoria: Chiaramonti e dintorni, eventi straordinari

“L’elefantino d’oro ad Alessandro Unali da parte di Achara Phanurat” di Simone Unali e Carlo Moretti (lingua italiana e francese)

MorettiIl 10 Agosto scorso  nella Sala del Consiglio Comunale di Chiaramonti, presso l’ex fondazione Falchi Madau, alla presenza del sindaco Marco Pischedda e di altri membri della Giunta e del Consiglio comunale, del presidente del Consiglio della Regione Sardegna, Gianfranco Ganau, dei professori Giovanni Soro e Paolo Puddinu, dell’interprete thailandese, sardo di adozione, si è svolta la cerimonia di premiazione nei confronti di Alessandro Unali, consigliere regionale della Sardegna, da parte di Achara Phanurat, attuale presidente della fondazione thailandese “Surindra International Folclore Festival” e già rettore della Surindra Rajabhat University (Srru) di Surin. Il premio conferito, l’elefantino d’oro, è il più alto riconoscimento  dell’università thailandese, che ha voluto  gratificare  l’impegno profuso dall’on. Unali nel confronti di un popolo di  usi, lingua e tradizioni diverse dalle nostre e apprezzarne la cultura come ponte di comunicazione fra il popolo sardo e quello thailandese

anche con la promozione di opere sociali,
Per primo ha preso la parola il sindaco Marco Pischedda che ha parlato dell’impegno di interculturalità del nostro consigliere regionale, per tanti anni impegnato

Discorso del presidente della "Surindra International Folclore Festival"

Discorso del Presidente Achara Phanurat “Surindra International Folclore Festival”

nella Pro Loco chiaramontese e ideatore della manifestazione anglonese “Ajò Anglona” nonché vicino al Coro di Perfugas che ormai da anni intrattiene relazioni calorose con la Thailandia.
A questo riguardo c’è stato l’intervento anche del prof. Soro che ha rimarcato come l’impegno del Coro Matteo Peru di Perfugas, nell’ormai lungo ciclo di visite nei

vari continenti, ha rafforzato le reciproche conoscenze tra i popoli e la Sardegna, facendo diventare le tradizioni popolari un motore efficiente di questa interculturalità.

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20 Agosto 2015 - Categoria: versi in italiano, versos in limba

“Ce jour est triste” di Anna Maria Sechi

Anna Maria Sechi

Anna Maria Sechi

A Lucia…

Ce jour est triste et sombre comme mon coeur,
Le vent du nord siffle, le ciel gris est en pleurs,

Sous la terre mouillée, ton corps sans vie repose
La vie est la plus belle, et cruelle chose,

Celle que je t’ai donnée n’a était que souffrance
Elle a marqué tes traits dés ta plus tendre enfance,

Noyés des souvenirs mes yeux se voilent d’ombres
Ma pensée va vers toi, qui dors dans cette tombe…

Tradotto in Italiano da Ange de Clermont

Questo giorno è triste e oscuro come il mio cuore
Soffia il vento del Nord, il cielo grigio piange.

Sotto la terra smossa, il tuo corpo esanime riposa
La  vita è la più bella e crudele cosa.

Non ho saputo darti che sofferenze
che hanno segnato il corso della tua tenera infanzia.

Stanchi di ricordare i miei occhi si velano d’ombre
Il mio pensiero corre verso  te che dormi in questa tomba.

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