23 Settembre 2015 - Categoria: cristianesimo, eventi straordinari, memoria e storia

San Matteo, festa patronale, Messa a tre preti, cantata dal Coro di Tzaramonte, processione sontuosa e canti e balli folk a cura di Ange di Clermont. Foto di Antonio Angelo Lobina e Nostalgia di Claudia Coda

Dal DIARIO di Facebook  della vigilia di San Matteo a Chiaramonti (20 settembre 2015)

Chiesa di San Matteo

Chiesa di San Matteo

La giornata è fresca e promette pioggia proprio oggi che si deve celebrare la S. Messa a San Matteo al Monte tra i ruderi della chiesa cinquecentesca. Se piove la funzione si svolgerà in chiesa e vorrà dire che ci sarà la processione con l’ombrello. Il problema sarà la reazione della classe 1964 obriera della festa. In parole povere si tratta dei ragazzi campati a base di prodotti al Plasmon, la generazione che, essendo nata durante il boom economico, è cresciuta bene, non avendo conosciuto né i rigori della guerra, ma nemmeno quelli del dopoguerra. Ragazzi e ragazze allegre e spensierate. Una generazione fortunata per tanti versi e sfortunata per altri con tutto quello che debbono sopportare ai nostri giorni. Auguriamoci che San Matteo dia loro la grazia di vedere il mondo raddrizzato, perché, a mio modesto parere, ora sta camminando storto..
In casa oggi la nobildonna è tutta presa dalla cucina perché arriva il bamboçaus con la bamboçaa.

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21 Settembre 2015 - Categoria: educazione, memoria e storia

La fuga dal Rifugio Marino di Lu Bagnu di Eleonora Ortu

Rifugio marino o colonia

Rifugio marino o colonia

La mia vita dal collegio è un dato di fatto che non posso, ma soprattutto non voglio cancellare, perché mi ha permesso di conoscere persone meravigliose che ho sempre considerato la mia vera famiglia, in primis S. Giovanna, la mia mamma, le suore, le mie zie, e le compagne di collegio, le mie sorelle.

In  questo contesto manca la figura maschile, per noi rappresentata dal Prete della Missione di turno, che veniva a celebrare la Santa Messa, a confessarci  e che ci formavano alla fede o dai muratori, tutti gli altri “maschi” che si vedevano all’interno dell’istituto erano un evento talmente eccezionale che quando capitava, il grido di “allarme” era:- C’è un uomo! C’è un uomo!-

Numerose accorrevamo per vedere chi fosse l’intruso.

E si, l’intruso, spesso era colui che disgraziatamente osava entrare dal campo sportivo dietro l’istituto e noi tutte, come una sorta di branco, difendevamo il nostro territorio cacciandolo a sassate.

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21 Settembre 2015 - Categoria: versi in gallurese, versi in italiano

“Lu mi mari” “Il mio mare” di Maria Teresa Inzaina

 

Maria Teresa Inzaina

Maria Teresa Inzaina

LU ME’ MARI

 

Lu me’ mari
è l’alcu chjaru d’una spiagghja
a l’appogghju di ‘enti.
Intengu bulbutti di troni
chindi allonga
saetti di luci sirintina
calpini l’orizzonti.
Cramani celtu
a lalgu
uragani e timpesti….
Lu me’ mari
ha una balca pugghjata
tra la rena e l’ea
e illu cunfini
lu cori marinaiu
suspesu
tra boci maiagli di sireni
e la paci sigura di l’oru.
Passani
li viagghjadori di mari
pueti fideli innammurati
amanti d’una sola stasgioni
avventureri eroi pirati
vittimi signalati.
Imprisgiunatu a l’alburu
Ulisse
assaóra tulmenti….
Paltarìa
ma timmu l’Oceanu
troppu mannu e fungutu
e troppu indiffarenti.
Staragghju chici
undi lu mari
è l’alcu chjaru
d’una spiagghja
a l’ appogghju di ‘enti
cu la me’balca pronta
in gana di paltì
e la funi bè strinta
a una bitta
di scogliu.

 

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20 Settembre 2015 - Categoria: cahiers de doléances

” Il suicidio di Andrea” di Sarah Savioli

Sarah Savioli

Sarah Savioli

Andrea si è suicidato a 26 anni.
Per quelli che chiamano “scherzi”…..
Per isolamento, maltrattamenti, perfidie e tutto ciò che, sfogando le frustrazioni e le emozioni più becere di alcuni, fanno a pezzi persino le montagne, figuriamoci un essere umano.
Cadere vittime di queste cose…non c’è un perchè…solo la sfiga di capitare nel momento sbagliato, con la gente sbagliata per sentirsi sbagliati quando forse si è l’unica cosa giusta e pulita nel raggio di chilometri.
Ed eccoli quelli che sanno come si fa e fanno, quelli che se le pensano proprio di notte e si divertono, uh, come si divertono. Brillanti loro.
Ed eccoli quelli che tacciono, anzi fanno un sorrisetto a mezza bocca, un pò si vergognano e ogni tanto dicono “Ma dai ragazzi, non fate così, poverino”, ma intanto mentre che alla gogna c’è qualcun’altro non ci sono loro. E poi arriva il poverino e “no, qui di posto vicino a me non ce n’è”, “a cena non ti abbiamo invitato perchè….scusa sai ci siamo scordati”.
Ed eccoli i capi che fanno finta di nulla, perchè alla fine se la risolvono poi da soli, così “intanto che hanno il loro circo non scassano i coglioni a me” e poi sicuramente qualcosa di storto quel tipo ce l’ha, non è che poi sia granchè.
Perchè alla fin fine, noi bravi esseri umani, quando siamo in buona compagnia, non ci mettiamo proprio nulla a ritornare ad essere delle scimmie che, urlando, battono ossa spolpate sulle pietre.

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20 Settembre 2015 - Categoria: versos in limba

“Vallònia” di Anna Maria Sechi

Vallònia..

Anna Maria Sechi

Anna Maria Sechi

Biddas e baddes de Vallònia
pintu bos apo in s’ànima mia,

Cun sos còlores de s’arcu pàradu
in coro meu bos apo pintadu!

Terra ‘e carvone e de minìeras
in s’istradone a camineras,

Atartzu e ferru in fonderias
a manos prenas oros tènias !

Su popùleddu fieru e cùntentu
francos aiat a ogni mamentu,

Traballaiat sa note e-i su die
a sole, abba, bentu, gelu e nie!

Che benèita dae sa manu santa
prospera e ricca fias totaganta,

Cun maèstria e arte operende
s’Europa noa dae s’ou naschende!

Ma pagu a pagu, annu cun annu
a frunda ruta ses in s’ingannu,

A su progressu, tzegas ti ses dada
como ses tue terra sinistrada!

Globalitzatzione de s’econòmia,
sas alas t’at truncadu e s’energia!

Sa moneda noa, ohi ite dannu,
colpidu t’at tropu a mannu!

Disoccùpados in ogni carrela,
semus vìvende tempos de galera !

Totus chirchende carchi fàina,
s’agatat solu misèria e rùina!

Terra prommissa fias tot’in bolu
nuda ses oe, sena consolu !

Mira ch’est ora de t’ischìdare,
est tempus bella de resussitare !
am.sechi

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20 Settembre 2015 - Categoria: memoria e storia

“La ricerca affannosa della madre” di Angelino Tedde

http://lanuovasardegna.gelocal.it/sassari/cronaca/2013/05/01/news/vi-prego-aiutatemi-a-scoprire-i-nomi-dei-miei-genitori-1.6978380

Che cosa si può fare?

Ruota degli esposti

Ruota degli esposti

Rintracciare nell’Archivio della Provincia di Sassari il verbale di ritrovamento del neonato, che dovrebbe indicare il luogo e le modalità del ritrovamento. A volte le madri lasciavano qualche fascia, qualche nome o addirittura un corredino nel sito dell’abbandono. Questo bambino è stato ritrovato da qualcuno che lo ha consegnato alle autorità come è detto nel verbale redatto dal sindaco e che sicuramente è stato trasmesso in Provincia. In quale via o vicolo chiuso, come usavano fare a Sassari un tempo sia donne di Sassari sia quelle dei dintorni (Osilo, Usini, Uri ecc,). Essendoci il Brefotrofio pare che sia stato allattato artificialmente senza essere dato dal Comune a balia. Anche nel Brefotrofio dovrebbero esserci degli appunti sull’eventuale balia o modalità di allattamento. Lo stesso certificato medico di ritrovamento, sicuramente nell’archivio del Brefotrofio e ora dell’Unità Sanitaria Locale, dovrebbe dire delle condizioni fisiche del neonato e da quanti giorni era nato. Da questi elementi si potrebbero ricavare le condizioni sociali della madre che potrebbe far memoria. 
La madre che abbandona il figlio in un vicolo o nei gradini o dentro una chiesa lascia inconsapevolmente la sua firma sulla sua condizione sociale. Le madri povere lo lasciano con miseri cenci, quelle benestanti con fasce e corredino. A volte lasciano il bigliettino sul nome da dargli oppure non lasciano niente.
Parlare con le assistenti del Brefotrofio di allora, se ne trovano vive, e poi fare il giro degli orfanotrofi dove è stato ospite Antonello Savini per vedere se qualche signora particolare o qualche signore è andato per caso a trovarlo. Far conoscere all’apposito programma TV “Chi l’ha visto” o alla nota rubrica di Maria De Filippi per fare eventuali ricerche. Procurarsi il certificato di Battesimo oltre l’estratto del verbale di ritrovamento e dell’atto della registrazione in Comune.

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18 Settembre 2015 - Categoria: memoria e storia

Il ricordo materno di Suor Giovanna del Rifugio Gesù Bambino di Tina Soggia

Suor Giovanna FdCd-4Io in collegio sono stata portata all’età di tre anni, nel giugno del 1959. Suor Giovanna mi raccontava che mi aveva accolto e che ero molto dolce. Mi sono affezionata a lei più che ad altre suore anche se le altre mi volevano bene lo stesso, allora superiora era suor Caterina Branca. Mi ricordo che quando arrivò suor Rosalia nel 1968 la superiora, che era Suor Mameli, mi disse che suor Giovanna non avrebbe avuto le bambine, piansi. Lei mi diceva sempre che non sarei mai stata sola e che lei per me ci sarebbe stata sempre.

Tra i tanti ricordi rammento che quando c’era la refezione per le bambine di scuola esterne io andavo da suor Giovanna che era li a servire e lei mi dava il latte bianco io mi sentivo un pochino importante.

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18 Settembre 2015 - Categoria: cahiers de doléances, politologia

Tiene banco l’emergenza sbarchi, ma a preoccupare è la nuova emigrazione italiana di Omar Bellicini

http://www.mentepolitica.it/articolo/tiene-banco-la-emergenza-sbarchi-ma-a-preoccupare-la-nuova-emigrazione-italiana/619

amigrazioneDiscutere di emigrazione italiana, negli anni del dibattito sulla sostenibilità dell’accoglienza, pare quasi una provocazione. Eppure è necessario, a fronte dei numeri. I dati non hanno remore etiche, interessi elettorali o dubbi programmatici: parlano la lingua asettica delle evidenze. E per la prima volta, da 20 anni a questa parte, i cittadini italiani residenti all’estero sono cresciuti più degli immigrati residenti in Italia. A rivelarlo è il “Dossier Statistico sull’Immigrazione 2015”, realizzato dal centro studi IDOS. Le anticipazioni dell’indagine, che verrà pubblicata integralmente in l’autunno, fotografano un aumento degli italiani residenti all’estero di 155mila unità, contro i 92mila nuovi residenti stranieri. Una sproporzione sensibile, che si riferisce al 2014: anno oggetto dell’analisi. Ma la tendenza sembra essere tracciata. Già nel 2012 un rapporto più circoscritto, pubblicato dalla Fondazione Migrantes, sotto l’egida della Conferenza Episcopale Italiana, segnalava che il numero delle partenze dall’Italia era ormai superiore a quello degli arrivi di lavoratori stranieri: con un +16,1% rispetto all’anno precedente.

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