“Isola Rossa 82” Numero unico, ormai storico, curato e scritto da Angelino Tedde
Cominciai a frequentare l’Isola Rossa dal 1971 e ogni anno predisponevo interviste e pezzi giornalistici dal momento che penso che per un lavoratore intellettuale non esistano vacanze assolute. Sull’Isola Rossa ho pubblicato tanti servizi apparsi sulla Nuova Sardegna, particolarmente nell’agosto del 1974 e 1975, le due grandi pagine centrali, con foto e qualche poesia oltre che servizi. Nel 1982 decisi di pubblicare un numero unico con gli articoli che l’amico Antonio Maria Murgia da Pinerolo ha avuto la pazienza di copiare scrupolosamente. Tra non molto mi manderà anche le foto apparse su questo numero unico. Oggi questi pezzi, essendo passati ben 34 anni, possono considerarsi storici. Peccato che non possa recuperare tutti i servizi pubblicati sulla Nuova Sardegna che accrescerebbero sicuramente il prezioso bagaglio storico di questo numero unico dal titolo “Isola Rossa 1982”. Ricordo che la moglie del pescatore Morlé, la signora Carmela Vitiello, vedendo il giornale, di 6 pagine, illustrato da tante fotografie dei pescatori e degli operatori, mi disse:- Professò, chissà quanti soldi ha fatto da questo giornale?- Risposi:-Signora, senza contare il mio lavoro, ci ho rimesso nella tipografia di Tempio, per 3000 copie, ben 700 mila lire!- Nella vita non tutto si fa pensando al denaro, ma ci sono ben altri e più nobili motivi per fare un lavoro intellettuale.-
Questi testi li offro a chi ama sapere la storia dell’Isola Rossa, spero che oggi (2016) qualcuno abbia il piacere di completarla scrivendo sul Porticciolo realizzato, sulla sabbia aumentata sia nella Spiaggia Longa sia all’ingresso del centro abitato. Allora si temeva che il Porticciolo avrebbe fatto scomparire la sabbia. Così non è stato, anzi è avvenuto il contrario!
L’Isola Rossa
La località dell’isola Rossa, situata a metà strada tra Sassari e Santa Teresa di Gallura, e ad appena 30 chilometri da Aggius e da Tempio. non è un’isola, ma una penisola, anzi la più bella tra le penisole che tempestano la costa che va da Castelsardo a Santa Teresa. Il nome deriva dall’isolotto rossastro, scoglioso, ma facilmente accessibile che le sorge d’avanti. Nel promontorio dell’Isola Rossa sorge una suggestiva e ben conservata torre costiera simile per forma e dimensioni a quella di Vignola e di Santa Teresa di Gallura. Da questa torre si ha una visione completa della penisola il cui dorso divide il mare in due bacini, quello della Marinedda a nord e della spiaggia “grande” a sud. Il centro urbano si estende per circa due chilometri quadrati e gravità sul versante sud della penisola, a ridosso sul mare. Le prime case e magazzini di pescatori sardi e ponzesi, sono sorte verso la fine dell’ottocento e i primi anni del novecento all’ombra della torre spagnola. Queste modeste abitazioni, negli ultimi anni, sono state man mano demolite e al loro posto sono sorte le case mono famigliari allineate, caratteristiche dei piccoli centri rurali e marinari che di anno in anno sono state sopraelevate e che oggi caratterizzano il primo nucleo storico dell’isola Rossa. Amministrativamente questo minuscolo centro marinaro è frazione del Comune di Trinità d’ Agultu da cui dista appena 6 chilometri. A 4 chilometri sono situate però le frazioni di Paduledda, più popolata dell’isola Rossa, e della Scalitta, più stazzo che frazione. Il centro urbano tuttavia, nei trent’anni, ma soprattutto nell’ultimo decennio, si è talmente sviluppato da assumere i connotati di un piccolo centro marinaro paragonabile per estensione territoriale al centro territoriale di Stintino, col vantaggio però delle due spiagge, al posto della della scogliera stintinese. Eppure l’isola Rossa conta appena 120 abitanti stabilmente residenti, le cui famiglie, quasi tutte imparentate tra loro, superano appena la decina. La quasi totalità degli abitanti si dedica stabilmente alla pesca, una minima parte, all’attività alberghiera e commerciale.
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