“Papa Francesco al G7,” il testo integrale del discorso.
Gentili Signore, illustri Signori!
Mi rivolgo oggi a Voi, Leader del Forum Intergovernativo del G7, con una riflessione sugli effetti dell’intelligenza artificiale sul futuro dell’umanità.
«La Sacra Scrittura attesta che Dio ha donato agli uomini il suo Spirito affinché abbiano “saggezza, intelligenza e scienza in ogni genere di lavoro” (Es 35,31)» [1]. La scienza e la tecnologia sono dunque prodotti straordinari del potenziale creativo di noi esseri umani [2].
Ebbene, è proprio dall’utilizzo di questo potenziale creativo che Dio ci ha donato che viene alla luce l’intelligenza artificiale.
Quest’ultima, come è noto, è uno strumento estremamente potente, impiegato in tantissime aree dell’agire umano: dalla medicina al mondo del lavoro, dalla cultura all’ambito della comunicazione, dall’educazione alla politica. Ed è ora lecito ipotizzare che il suo uso influenzerà sempre di più il nostro modo di vivere, le nostre relazioni sociali e nel futuro persino la maniera in cui concepiamo la nostra identità di esseri umani [3].
Il tema dell’intelligenza artificiale è, tuttavia, spesso percepito come ambivalente: da un lato, entusiasma per le possibilità che offre, dall’altro genera timore per le conseguenze che lascia presagire. A questo proposito si può dire che tutti noi siamo, anche se in misura diversa, attraversati da due emozioni: siamo entusiasti, quando immaginiamo i progressi che dall’intelligenza artificiale possono derivare, ma, al tempo stesso, siamo impauriti quando constatiamo i pericoli inerenti al suo uso [4].
Pubblichiamo integralmente l’intervento del Pontefice oggi, 14 giugno 2024, alla sessione comune del vertice che si svolge a Borgo Egnazia, in Puglia, sul tema della intelligenza artificiale
Oggi ischuminzemmu a fabiddà di cumenti ischribì lu sassaresu, chena vurè fa li masthri di nisciunu. Prisintemmu una parthi di chissi chi so li pruposthi fatti da pueti, ischrittori e isthudiosi in tant’anni. Si podarà vidè chi no è un arghumentu fazziri e chi no tutti so di la mattessi idea. Cosa chi no suzzedi candu lu fabiddemmu, acchì tutti lu femmu in lu mattessi modu (guasi tutti, a dì la viriddai: caschunu, pa’ fa un esempiu, dizi “faziu, diziu, iscìu”, inveci di “fazia, dizia, iscìa”, chi è lu modu giusthu pa’ la primma passona di l’imperfetto).
SASSARI. Il Movimento 5 stelle di Sassari inciampa nel primo addio ufficiale. Questa volta non ci sono cacciate dall’alto o processi in rete: il consigliere comunale Giuseppe Mascia, il più votato fra i grillini alle elezioni dello scorso anno (per lui 672 preferenze), ha lasciato il Movimento di sua spontanea volontà e costituisce un gruppo misto di minoranza a Palazzo Ducale.
E’risaputo che in Italia tutta la squadra che qui e là persegue dei presunti malavitosi spesso prende abbagli come è avvenuto per il povero Tortora e per tanti altri come lui. Certamente è giusto che gli “avvocati dello Stato” come sono i pubblici ministeri e le forze dell’ordine loro braccio destro si diano da fare per scovare i rei, successivamente da assolvere o da condannare da parte della magistratura giudicante. Nessuno lo mette in dubbio, ma è sommamente ingiusto colpire le persone oneste la cui vita si può dire è stata sotto gli occhi di tutti per anni, guadagnandosi la stima se non di tutti, di numerosi cittadini. Conosco il prof. Gavino perché è stato compagno di studi con un mio familiare per vari anni. L’ho conosciuto come esperto nel cercare e riuscire a catturare i consensi elettorali sia da studente sia da professore universitario. Si potrebbe dire che nel corso dei suoi studi ha rappresentato spesso nei consigli democratici a cui possono accedere gli studenti con successo. Si tratta di una persona simpatica, a volte spiritosa, ma ben lontano dalla mala vita.
Questo carme in greco e in latino, il primo trovato in Sardegna, mi affascina per tutti i nomi di fiori citati: viole,gigli,rosa, croco, amaranto,viola bianca, narciso. Da eventi del borgo l’ho trasferito qui. Per non dire dei sentimenti dello sposo guarito dalla moglie, contagiata forse e sicuramente morta.
Qualche giorno fa ha fatto ritorno al suo piccolo paese di Martis il missionario vincenziano Padre Giovanni Maria Razzu nella sua navicella di noce per il riposo eterno nel piccolo cimitero del paese che si è molto rimpicciolito rispetto alla nascitas di questo suo figlio, nato nel 1934.
Di tempo in tempo sorge in Italia qualche cranio. Per cranio intendiamo degli zombie che hanno frequentato più di una università e qualche corsetto di magni studi in qualche nazione europea.