Capìtulu III: Sa falada a s’Inferru
S’àttera notte mi nde so pesadu pro andare a Campusantu, ma non mi
sentio bene, tando mi che so bettadu torra a lettu e apo leadu sonnu.
A unu tzertu puntu accò unu bisu, unu sònniu meda feu. Mi so bidu su
matessi in Campusantu in ue b’est sa rughe de sas ànimas e no ischio
in cale cuadru che fèrrere, ma cando mi so mòvidu pro andare a sa
tumba de tia Lughia, acò un’ànghelu lughente tantu chi l’apo nadu de
nde istudare sa lughe, ma issu m’at nadu:
– Ànghelu caru custa no est lughe chi s’istudat, custa est lughe ispiritale.
Comente at faeddadu mi so abituadu a sa lughe e l’apo dimandadu:
-Si ses bènnidu a mi leare, cheret narrer chi so morzende, ma tando in ue est Santa Brìgida e sas àtteras Santas chi prego ogni notte?-
Issu a mie:
-Tue non ses morzende, ma pro òrdine de sa Vergine Maria so bènnidu a ti fagher visitare s’inferru.-
Mi so postu a piànghere e l’apo nadu:- Ello mi che bettas in s’isprefundu e tando tottus sas pregadorias mias non sunt servidas a nudda!-
Leggi tutto
Commenti disabilitati su “Sas Animas. Sa falada a s’Inferru” de Anghelu de sa Niéra . Leggi tutto
Pubblichiamo volentieri gli ” Appunti dell’intervento del prof. Tom Woodin Reader in Social History of Education presso l’UCL Institute of Education a Londra in occasione della presentazione del vol. di Fabio Pruneri, L’istruzione in Sardegna 172o-1848, il Mulino, Bologna 2011. Gli appunti non sono stati rivisti dall’autore.
Prima di iniziare vorrei ringraziare Fabio Pruneri e l’Università di Sassari, in generale, per avermi offerto questa posizione come visiting professor e per l’accoglienza qui in un clima di cultura, ricerca e insegnamento.
Devo anche chiedere scusa per la mia padronanza limitata della lingua italiana, anche se spero che migliorerà con la pratica e non da ultimo con il supporto di Fabio, le cui correzioni sono così numerose!
Il libro di Fabio, L’Istruzione in Sardegna, offre una buona opportunità per riflettere sulla nostra comprensione della pratica e la teoria di alfabetizzazione qui e all’estero.
Il libro offre la prima rassegna di questo argomento in Sardegna, basato su un caso di studio che parte dalle radici dello sviluppo della scolarizzazione e dell’ alfabetizzazione.
Leggi tutto
Commenti disabilitati su “L’istruzione in Sardegna” di Fabio Pruneri e le considerazioni di Tom Woodin . Leggi tutto
Da anni andavo cercando uno studio sull’emigrazione sarda in Panama dal momento che dal nostro ameno paese nel 1907 ne partirono ben 130 come avvenne anche da Oschiri, da Ozieri, da Ittiri da Orotolli e sicuramente da altri paesi della Sardegna. Quest’emigrazione del periodo giolittiano, a leggere alcuni articoli della Nuova Sardegna, era contrastata probabilmente a causa dell’emorragia che avrebbe causato nel Nord Sardegna di manodopera utile per la produzione agraria. Del resto fu contrario anche il nostro annalista Giorgio Falchi. Indubbiamente le motivazioni non erano solo queste come vedremo, ma altre.
Chiaramonti non è registrato nello studio, ma cercheremo di aggiungerlo noi anche se abbiamo la difficoltà d’identificare i partenti dal momento che l’archivio comunale è da tempo inconsultabile in quanto ben conservato nelle casse che hanno fatto ritorno dall’ammasso degli archivi della zona industriale di Muros. La fonte che utilizziamo è pregna di notizie sull’emigrazione sarde dell’epoca. Vorremmo aggiungervi Chiaramonti anche se dobbiamo farlo servendoci soltanto della memoria annalistica e orale per quanto riguarda i nomi di alcuni partenti. Per i Tedde ci soccorre la memoria familiare, ugualmente per gli Unali come si può notare nel sito di Mario Unali, archeologosardos.it, mentre per gli altri dobbiamo accontentarci della memoria degli anziani, in particolare di qualche nonagenario. Non ci fermeremo qui e nel tempo continueremo a scavare per completare il discorso iniziato nella speranza di trovare prima o poi l’elenco dei partenti presso le carte comunali o i passaporti dell’archivio della Questura di Sassari dal momento che ci dicono che l’Archivio di Stato non li contiene.
Leggi tutto
2 Commenti . Leggi tutto
Abbiamo appreso soltanto qualche giorno prima dal manifesto di un noto blogger paesano che per ricordare l’eroe chiaramontese finanziere Giovanni Gavino Tolis è stato predisposto, su input del Comune e dell’editore, una commemorazione dell’eroe a cent’anni dalla nascita.
A ricordarlo sono stati chiamati oltre l’autore del libro anche Attilio Mastino, il cui prozio è stato ugualmente un eroe della Grande Guerra come finanziere e di cui si è occupato Gerardo Severino.
Preso da altri impegni non abbiamo potuto partecipare all’evento, tuttavia ci preme partecipare all’amarcord dell’eroe, cugino di tanti miei cugini Soddu-Tolis, riportando il contributo che stilammo alla presentazione del libro.
La memoria ci preme anche rievocarla in quanto nipote del nonno paterno Giovanni Matteo Tedde che fu regia guardia di finanza dal 1897 al 1900 e richiamato poi a partecipare alla Grande Guerra nell’ultimo anno del conflitto appena rientrato dal Panama dove partecipò alla costruzione del Canale. Insomma, possiamo dire che le guardie di finanza sono patrimonio di famiglia. Di mio nonno ho già scritto il primo contributo su accademiasarda.it, a tempo debito scriverò il secondo e se del caso il terzo contributo.
Leggi tutto
1 Commento . Leggi tutto
La nostra poetessa di Chiaramonti, Maria Sale, continua a mietere allori e con questa lirica ha vinto il primo premio a Bonorva nella sezione versi sciolti dedicata a Paulicu Mossa nell’edizione del 2018. Oltre che in sardo la nostra poetessa cura la traduzione italiana con particolare maestria.
In manu tua
In manu tua
istringhes su cabu
de lòrumos fatos
dae s’atzola in chindalu,
e de su tessìnzu
chi est aballonàdu.
L’aias barminàdu,
e, sas manos tuas,
pùstis, l’an filadu,
cun pinnitzu ‘e dies
de istajonare
in tempos e tempòrios,
nòos e antigòrios
a pare intritzàdos.
Leggi tutto
Commenti disabilitati su “In manu tua” “Nella tua mano” di Maria Sale . Leggi tutto
Riceviamo dalla prof.ssa Giovanna Elies questi appunti da lei stilati ascoltando una relazione del compianto prof. Tetti. La pubblichiamo volentieri. Chi vorrò intervenire sul tema potrà farlo.
Immacolata Concezione
Gli apostoli e i discepoli di Gesù non potevano non conservare e diffondere il culto della Vergine. Era un atto dovuto e forse necessario in un momento di grande difficoltà, nel quale gli apostoli e i seguaci del Cristo erano soggetti alle intemperanze romane, greche, farisaiche e degli stessi giudei.
Prepararsi a conquistare le genti in nome di Cristo crocifisso non doveva essere un’opera facile né scontata. Gesù stesso, sulla croce, l’aveva indicata come loro Madre e quindi del mondo cristiano. Il culto, e più tardi la memoria, di Maria potevano rappresentare per loro, senza ricchezza e potenza e malvisti da romani, greci e giudei, una sorta di consolazione.
Il culto di Maria ha avuto uno sviluppo molto articolato. Tra i vangeli apocrifi, il protovangelo di Giacomo sembra voler supplire con la fantasia popolare al silenzio dei Vangeli, che ricordano Maria nelle sue significanti parole del Magnificat; a proposito delle Nozze di Cana; ai piedi della croce e in preghiera con la prima comunità cristiana. Nei Vangeli di Marco e Luca la figura della Vergine si innalza con la sua specifica personalità e con i suoi tratti caratteristici: la scelta da parte di Dio; il concepimento verginale; l’atteggiamento di fede e la sua risposta umile e obbediente; l’ascolto della Parola di Dio e l’accettazione del Suo piano anche nel dolore, sono elementi che porteranno il popolo cristiano alla grande devozione per la Madre di Dio, Donna umile e obbediente.
Leggi tutto
Commenti disabilitati su Il culto della Madonna in Sardegna a cura di Giovanna Elies . Leggi tutto
I germogli mi commuovono profondamente…
Lì a fare capolino fra la sabbia, in una crepa dell’asfalto o nel terreno morbido e grasso di un vasetto su un davanzale.
Tremolanti e splendidi nello scoprire dopo giorni, mesi o anni che non erano sassi tristi, ma solo semini non ancora pronti.
Ma a nascere quando si è già stati, è un nascere da vecchi ed è un’impresa non da poco.
Nel riscoprirti al mondo, ma già in una consapevolezza intensa della tua fragilità.
Del fatto che tutto possa chiudersi nel lento rosicchìo di una lumaca, nello strappo di un uccellino di passaggio o per una goccia di pioggia che decide di cadere rabbiosa e prepotente.
O nel curvarsi lentamente sotto il peso plumbeo delle proprie paure fino a sognare di tornare il sasso che non eri, farti trasparente e arreso fino a scomparire.
Nonostante tutto, quando nasci non c’è nulla che possa impedirlo, nemmeno il timore di un futuro sprecato o breve come un solo sospiro.
E allora nasci. Nasci.
Nell’eroismo struggente che ha ogni singola vita.
Leggi tutto
Commenti disabilitati su “Nell’eroismo struggente che ha ogni singola vita” di Sarah Savioli . Leggi tutto
Ghilarza, Abbasanta e Norbello in festa. I giovanissimi della leva di Ghilarza, Abbasanta e Norbello non vedevano l’ora che arrivasse il giorno in cui insieme a familiari a parenti ed amici, sarebbero dovuti andare a sradicare (Sa Tuva) l’albero da sacrificare a Sant’Antonio.
Per loro è un battesimo di fuoco, è una Prova dopo la quale, se riescono a superarla (e ci riescono), verranno considerati uomini. Caricare “Sa Tuva” sul carro richiede abilità, intelligenza pratica, ecco perché sono graditissimi padri, zii, fratelli maggiori e amici, i quali con una punta di orgoglio tengono simpaticamente a far capire che per loro è una strada che hanno già fatto. (Giovanna Elies)
Leggi tutto
Commenti disabilitati su “Sa Tuva, Abbasanta, Ghilarza e Norbello” di Franco Piras . Leggi tutto