1 Aprile 2020 - Categoria: letteratura sarda, versos in limba

“Su Cantigu de sos cantigos” , capitulu ottavu e ultimu traduidu dae Maria Sale dae sa versione italiana CEI

Maria Sale

Oh si tue m’esseras unu
dae  mama mia allatadu!
Agatendedi ti dia ‘asare
e niunu mi diat  dispretziare.
A domo de mama mia deo gigher ti dia,
s’amore pro m’insinzare.
Binu lichitu a buffare, fagher ti dia cun sutzu
de sa melagrenada mia.
Sa manu manca m’est in su attile
e sa dresta m’est abbratzende.

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31 Marzo 2020 - Categoria: eventi straordinari

Editoriale Politica italiana: il terzo dopoguerra di Luca Tentoni – 28.03.2020 di Mentepolitica

L’uscita dalla situazione di emergenza nella quale si trova il Paese appare ancora lontana, ma forse è opportuno sin da ora cercare di capire quali sono gli elementi di quello che già da adesso si profila come un vero e proprio terzo dopoguerra. Dopo la crisi innescata dal Covid 19, che non è solo sanitaria, ma anche economica e sociale, molte cose non torneranno come prima. Proviamo a delineare alcuni possibili sbocchi della situazione, come appunti per un dibattito che speriamo diventi sempre più ampio, per non trovarci impreparati a ciò che verrà al termine di questa brutta avventura. L’accostamento dell’epidemia in corso a un conflitto bellico non è nostro: lo hanno proposto in molti, persino il Pontefice. In effetti, già in queste settimane abbiamo visto alcuni fenomeni che ricordano quelli della Seconda guerra mondiale: l’accaparramento, la borsa nera (con i prezzi dei disinfettanti e delle mascherine aumentati vertiginosamente, di pari passo con la sostanziale irreperibilità di alcune merci), la drastica riduzione della circolazione (un sostanziale coprifuoco), i bollettini di guerra giornalieri, l’instaurarsi di un’economia bellica (con la riconversione temporanea di alcune filiere produttive e il contingentamento della diffusione di alcuni beni non di prima necessità), la diminuzione – per alcuni – del lavoro o la chiusura delle fabbriche, unito all’incremento del deficit e del debito pubblico (per sostenere i costi umani ed economici del conflitto), la tendenza all’unione nazionale (sia pure con importanti distinzioni da parte di qualche soggetto politico, che tuttavia non hanno portato a fenomeni di “diserzione” o di contrasto alla linea comune del governo) e alla limitazione dell’attività dei partiti e del Parlamento. In tutto ciò, spicca – come in tutte le guerre – la distinzione fra chi è in prima linea (i medici, i malati), chi nelle immediate retrovie (i lavoratori che hanno comunque, a proprio rischio, assicurato la presenza nelle fabbriche e nella logistica) e chi ha partecipato al conflitto in forme meno dirette (con lo smart working oppure vivendo in regioni molto lontane da quelle “di battaglia”: a tal proposito, si è riprodotta la distinzione del 1943-’45 fra un Nord martoriato dalla guerra e un Centrosud meno interessato dalle devastazioni, nonché rifugio di molti “sfollati” dal settentrione). La lista dei problemi e dei temi che il terzo dopoguerra ci presenta è più lunga del catalogo di Leporello del “Don Giovanni” di Mozart.

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25 Marzo 2020 - Categoria: lingua/limba, versos in limba

Su Cantigu de sos Cantigos – capitulu 7 Tradotto in lingua sarda da Maria Sale

Su coro

Maria Sale

Giradi, giradi Sulammita, chìnduladi,
chìnduladi: ti cherimus bidere cun ammiru.
It’est chi ammirades bois in Sulammita,
cando faghet ballu a duas filas”.

S’isposu

“Cantu pès tuos sun bellos,
in sandulas, fiza de printzipe!
Che prendas sos costazos tuos,
sun  faina de manos de artista.
S’imbiligu est copa tunda,
inue b’at binu drogadu.
Sa matta est muntone de trigu,
totu inghiriadu de lizos.
Sas petorras sun duas crabas arestes,
copiles de sa crabola.
Su tuju est che turre de avoriu,
sos ojos che pischinas de Chesbòn,
in sa gianna de Bat-Rabbìm;
su nare tou est che turre de Libanu
tentadora a s’ala ‘e Damasco.
Sa conca tua, est rea che su Gàmminu,
piluca ruja b’at subra,
e a sas tritzas b’est presu unu re”.
Cantu ses bella e cantu ses grasciosa,
amore, fiza de su gosu!
S’altaria tua a pramma assimizat
e su sinu tou a budrones.
Apo nadu:”Deo ap’a pigare a sa pramma,
pro nd’e ‘oddire budrones de indàtiles;
che budrones mi sian sas petorras
e che pumos su nuscu ‘e s’alenu.”

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19 Marzo 2020 - Categoria: eventi straordinari

“L’epidemia fra congetture, dati numerici, processi fisiopatologici e spinte “razionali”” di Francesco Domenico Capizzi di Mente Politica

Francesco Domenico Capizzi * – 18.03.2020

Coronavirus

Molti si stanno chiedendo, e qualche lettore di “Mentepolitica” mi ha interrogato a proposito, se i decessi avvengano “per il virus o con il virus” viste le età avanzate, accompagnate da pluri-morbilità, di larga parte delle persone ricoverate in Reparti di terapia sub-intensiva e intensiva e decedute. Per sciogliere questo dilemma bisogna giustapporre i dati acquisiti ai processi fisiopatologici di base, cioè affacciarsi sulla catena di fenomeni che precedono e dominano ogni patologia d’organo e di organismo, dalle infezioni alle già pandemiche malattie croniche e degenerative.
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18 Marzo 2020 - Categoria: lingua/limba, vita contadina

Cantigu de sos cantigos – capitulu 6 traduidu dae Maria Sale poetessa de Sardigna

 

 Su coro
o bella, s’istimadu tou?
A inue si ch’est andadu,
pro chi nois lu chirchemus pro te?
A inue si ch’est andadu,
o bella, s’istimadu tou?
A inue si ch’est andadu,
pro chi nois lu chirchemus pro te?

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14 Marzo 2020 - Categoria: eventi luttuosi

“La scomparsa di Valerio Biddau-Tedde, artigiano e padre premuroso di quattro figli” di Angelino Tedde

L’emigrazione è per tanti i versi quanto di peggio possa esserci quando essa impedisce i contatti con la rete parentale, parentelare, paesana, amicale. Così si rafforza la propria identità non certo emigrando.
Mia sorella, per sposare un suo compagno di fanciullezza, aveva lasciato l’Italia per seguire il marito Ico Biddau. Dal loro matrimonio sono nati quattro figli che a loro volta hanno avuto in totale 7 figli, quindi per mia sorella 7 nipoti. I figli di Ico e di Antonia hanno press’a poco l’età dei nostri figli.
VALERIO BIDDAU-TEDDE,55 anni,(Baudour,6.08.1965-Bissou 13.03.2020) carpentiere in legna e ferro, ha tirato su una famiglia di quattro figli che abbiamo potuto conoscere soprattutto attraverso Facebook. Ragazzi simpatici e carini, ma anche dotati di una grande sensibilità poetica come appare dai loro scritti. Il loro padre ha sempre lavorato nell’edilizia e li ha tirati su col suo costante lavoro. Io ebbi modo di conoscerlo grazie alle visite ai suoi genitori e per procura io e mia moglie lo avevamo battezzato.
Qualche anno fa, quando aveva deciso di venire a Chiaramonit, è stato colpito da una sclerosi multipla fulminante che nell’arco di nemmeno un anno l’ha portato a morire.
Valerio ha avuto quattro figli, due maschi e due femmine, dei quali era orgoglioso. Tutti lavorano dignitosamente.
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11 Marzo 2020 - Categoria: lingua/limba, versos in limba

“Cantigu de sos cantigos – capitulu 5” de Maria Sale,grande poetessa de Sardigna.

 

A su giardinu meu, sorre mia, isposa,
deo bennidu sò, mirra e balsamu meu agoglio;
su mele meu a reje mi mandigo
e mi buffo su ‘inu e su latte meu.
Mandigade amigos caros,
imbreagadebos e buffade.

Cuartu poema

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10 Marzo 2020 - Categoria: narrativa, Sarah Savioli

“E quello che abbiamo ora, è una situazione dalla quale possiamo uscirne solo mettendo a frutto e a disposizione la parte migliore di noi.” di Sarah Savioli

Quando ero piccola me ne innamorai perdutamente, lui fu davvero il mio primo amore.
Era alto e bellissimo.
Il fatto poi che lo vedessi di rado, aggiungeva alla sua figura splendida un non so che di mitico, lo proiettava in una dimensione dove il mio supereroe inarrivabile chissà cosa faceva e tutto diventava spazio per la fantasia.
Un giorno, assolutamente a sorpresa, venne a prendermi alla scuola elementare: era lì all’uscita e mi sorrideva mentre lo guardavo ferma, incantata, emozionata e fiera. Uè ragazzi, visto che roba eh?
Visto che sorriso? Visto com’è alto, com’è bello? Che occhi luminosi che ha? Lui aspetta me!
Lui è mio zio. Mio zio…

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