9 Marzo 2020 - Categoria: eventi luttuosi, memoria e storia

Canonico Nino Posadinu, sacerdote pio e benemerito della storia e dell’arte sacra a Nulvi di Angelino Tedde

Ogni volta che mi recavo a Nulvi per visitare mia zia e le mie cugine non poteva mancare la visita a Don Nino Posadinu con cui ho sempre condiviso il suo amore per il restauro dei beni culturali ecclesiastici di Nulvi e per la sua storia. Una volta me li fece visitare tutti, intrattenendosi sulla storia di ciascuno. Era sempre disponibile a mettere a disposizione la consultazione dell’archivio nulvese per la consultazione non solo dei Quinque Libri. Vi andai una volta con la collega Giuseppina Tedde di Bortigali per cercare tra i registridi battesimo la certificazione della nascita di Donna Lucia Tedde Delitala. Potemmo leggere e ricopiare questo prezioso atto di battesimo scritto in bello onciale e in lingua spagnola, firmato da un canonico, mentre gli altri atti di battesimo erano scritti in lingua sarda.

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8 Marzo 2020 - Categoria: narrativa

“Luigina, la sposa casta!” di Mario Nieddu, gloria nulvese e catalana!

Alla fine dell’anno accademico, ero rimasto come sempre senza un soldo. Un amico mi propose di andare ad Anzio per verniciare le ringhiere di un asilo gestito da suore. Ne avrei ricavato duemila lire.
Arrivato ad Anzio di buon mattino, venne a prendermi al pullman una suorona francese, poco femminile, ma affabile nei modi, con una R4 distrutta ma funzionante. I suoi piedi enormi, nudi all’ interno di sandali logori, distruggevano i pedali.
Durante il tragitto mi informò che l’asilo fungeva anche da orfanotrofio, gestito da due suore che non potevano mai concedersi un giorno di riposo. Arrivati a destinazione, in piena campagna, mi presentò all’altra suora. Rotondetta, molto più giovane e carina della collega, mi offrì gentilmente un’ ottima colazione.

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3 Marzo 2020 - Categoria: lingua/limba, versos in limba

Cantigu de sos Cantigos – Capitulu 4 di Maria Sale poetessa de Tzaramonte

’isposu

Cantu ses bella, amiga mia, cantu ses bella!
Sos ojos tuos sun columbas
a pinna de su ‘elu tou.
Sos pilos tuos cumparin
che fiotu de crabas falende
in sa costera ‘e Gàlaad.
Sas dentes tuas sun che fiotu
de arveghes tusas pighende
da-e riu totu apajadas
e no bind’at una iscàbula.

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3 Marzo 2020 - Categoria: cultura

“L’0rigine dei Delitala di Chiaramonti” secondo i Quinque Libri di Castello Cagliari

Famiglia d’origine corsa trasferitasi in Sardegna a metà del secolo XV. 1 Sono noti due rami Delitala, originari il primo di Macomer, e il secondo di Chiaramonti. Furono forse di quest’ultimo i Delitala residenti a Cagliari dagli inizi del XVII secolo.

I Quinque Libri di Castello registrano i Delitala a partire da Angelo Delitala y Amat. I dati in nostro possesso possono essere riordinati in quattro generazioni

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2 Marzo 2020 - Categoria: eventi straordinari

“Serenità e fiducia nella scienza e nella generosità dei ricercatori, dei medici e di tutto il personale paramedico che assiste i contagiati. Chi poi ha fede: preghiera e fiducia in Dio.” di Ange de Clermont

In mezzo al vero e proprio stordimento che arriva dai mezzi di comunicazione di massa, condivido l’atteggiamento della ricercatrice trentatreenne che è rimasta a Wuan col figlio di tre anni. Ragionando dice che se si fosse messa in viaggio avrebbe corso più rischi lei e il figlio. Fa la sua quarantena nella città vivendoci serena e osservando le famose regole per evitare il contagio. Ha gran fiducia nei medici curanti e in tutti quelli che si prodigano per migliorare le condizioni di vita dei contagiati e per salvare coloro che possono salvare, per un verso, pregando, secondo la tradizione bimillenaria della Chiesa, perché questo flagello abbia una fine.

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26 Febbraio 2020 - Categoria: letteratura sarda

Su Cantigu de sos Cantigos – capitulu 3 traduidu in limba dae Maria Sale

 

Subra su lettu meu,
chena l’agatare,
intro de note chircadu,
apo s’amadu meu.
”M’apo a pesare e, a inghiriu,
in tota sa tzitade,
deo l’apo a chircare,
in carrelas e piatas,
s’amadu ‘e su coro meu”.
Chircadu deo gia l’apo,
ma chena l’agatare.
Apo fintzas sas guardias
de runda dimandadu,
s’est chi s’amadu meu esseran intopadu.
De pagu iscabuladas,
che fin cando l’agatei, s’amadu ‘e su coro meu.
Forte deo l’apo istrintu e, no l’apo a lassare,
fintzas chi no lu gito a domo ‘e mama mia,
a s’aposentu sou.

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26 Febbraio 2020 - Categoria: storia

“Il lascito di Donna Lucia Delitala y Tedde,cognomi paterni, Tedde y Delitala, cognomi materni” di Angelino Tedde

 

A proposito del Collegio gesuitico di Ozieri scrive Alessandro Monti che detto collegio fu fondato dalla città che si accontentò della residenza di 5 padri, ma è ritenuto anche vero fondatore Don Giovanni Tola che il 20 luglio 1690 donò mulini vigne e tanche e più tardi altro, ma quest ‘ ‘altro’ che i padri non poterono mai avere per le cause legali che svariati enti e persone fecero loro.
Per fortuna la loro chiesa e altri locali poterono essere costruiti grazie “al pingue legato fatto con testamento da Donna Lucia Tedde di Chiaramonti il 16 febbraio 1755.” Chi c’informa del “pingue” legato è Don Bernardino Pes, Censore di Chiaramonti, che il 2 novembre del 1762 scriveva che
” la fu Donna Lucia Tedde di questa villa a favore del Collegio di PP. Gesuiti della villa di Ozieri ha lasciato un legato di terre case e bestiame che si reputa di un valore tra i cinque e i seimila scudi”.
Proseguendo. “Lo stesso collegio ha posto a capo della vasta azienda un Fratello coadiutore che accudisce alla fruttificazione di quel lascito e con ciò si va notevolemten accrescendo tanto più che di tutto quello che egli lavora e gli altri lavorano in società con lui si rimettono le decime. Il coadiutore ha già avuto cura di fare acquisto di altre terre in favore e a nome di esso collegio.”

Annotazioni. Da questo brano del testamento si evince quanto la nobildonna chiaramontese ha dato ai Gesuiti, ma anche che al 2 novembre del 1962 lei era già morta. Cadono le altre ipotesi della data di morte, per cui lei è sicuramente deceduta sia per morte violenta sia per morte naturale entro il 1760, entro tre mesi occorreva iniziare a compilare l’inventario dei beni mobili e immobili e vista l’entità del patrimonio e altri lasciti non vi è da meravigliarsi che abbiano impiegato più di un anno. Certo è però che la donna al 2 novembre 1762 non era più in vita.
Altra osservazione per il mio amico esperto di Gesuiti e altro, il compianto Turtas scrive che nel collegio c’era la classe di abbecedarios, ergo arrivavano anche degli analfabeti.
Per maggiori curiosità del collegio si veda Raimondo Turtas in 450 anni dei Gesuiti in Sardegna in Accademia-Edu.
Nella foto l’antico Collegio dei Gesuiti.

Riferimento bibliografico
Alessandro Monti, La Compagnia di Gesù nel territorio della provincia torinese, Chieri 1915, II, pp.  383 ss.

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18 Febbraio 2020 - Categoria: lingua/limba, versos in limba

Cantigu de sos Cantigos – capitulu 2 traduidu dae Maria Sale de Tzaramonte in limba

Deo so unu nartzisu de Saron,
unu lizu de sas baddes.
Che unu lizu in bardu reu,
s’amada mia cumparit tra piseddas.
Che una mela tra sas piantas de buscu,
est s’istimadu meu tra piseddos.
In s’umbra sua, chi apo disizadu,
mi setzo, e dulche in bucca m’est su fruttu sou.
M’hat fatu intrare in sa tzella de su ‘inu
e, subr’a mie, est amore sa bandela sua.
Cun covatzas de pabassa sustentademi,
cun melas m’agiuventade,
ca deo tenzo su male de s’amore.
Tenet sa manu manca in conca mia
e cun sa dresta a mie est abratzende.
O fizas de Zerusalemme, deo bos prego,
pro totu sas crabolas de su campu:
no ischidedas bois s’amada mia,
fintzas chi no s’ischidet a sa sola.

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