
Ya toda me entregué y di,
y de tal suerte he trocado,
que mi Amado es para mí
y yo soy para mi Amado.
Cuando el dulce Cazador
me tiró y dejó herida,
en los brazos del amor
mi alma quedó rendida;
y, cobrando nueva vida,
de tal manera he trocado,
que mi Amado es para mí
y yo soy para mi Amado.
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Commenti disabilitati su “Lirica mistica di Santa Teresa d’Avila” traduzione di Federica Eriksen . Leggi tutto
Alcuni santi riflettono le perfezioni di Dio con le loro vite silenziose e nascoste; altri sono leader, altri sono eroi del sacrificio e altri ancora vittime dell’amore; alcuni hanno una natura umana piuttosto debole, e altri sono dei veri geni da un punto di vista umano. La santità è multiforme come lo è l’Uomo e la sua natura.
Ci si trova tuttavia di fronte a una non piccola difficoltà se si vogliono classificare i nostri due santi, Giovanni della Croce e Teresa d’Avila. Se li classifichiamo come contemplativi, in quanto hanno raggiunto il più alto grado di fruizione di Dio e di unione con Lui, dimentichiamo che entrambi condussero vite estremamente attive, non solo come maestri di spiritualità, ma anche come riformatori del loro ordine.
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Commenti disabilitati su “Giovanni della Croce e Teresa d’Avila” di Raimon Panikkar . Leggi tutto
Commenti disabilitati su “L’Immacolata Concezione” di Pietro Meloni . Leggi tutto

Cando cun tia Giosia semus bessidos dae s’Inferru malaittu, deo ap’apidu una grisi forte de piantu, pensende comente puru tantos tzaramontesos che fint rutos in cue. E pruite? Pro s’indifferentzia versu Deus, pro esser contr’a a sa Cheja, fundada subra a Gesu Cristos, (puru s’est fatta de omines e de feminas debiles), sa mancantzia de simpatia e de amore a Nostru Segnore e finas a Nostra Segnora Addolorada. Dannados, perdidos pro s’eternidade. Issos s’ant leadu sa fide a giogu. Sas istellas, su sole e sa luna, totu su firmamentu, totu sos fiores e sas arvures tando si sunt fattas de peresse? Cando de peresse non si faghet mancu una farfaruza de pane!
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Commenti disabilitati su “Cabidulu XIX: Visita in Purgadoriu, logu de dolore mannu e de piantu, de nostalgia de Deus a su puntu chi ti brujat su niuddu de s’anima, ma logu puru de ispera de che pigare a Chelu prima o poi gratzie a sas oratziones nostras” de Anghelu de sa Niéra . Leggi tutto
Giuseppe Tirotto est nàschidu in Casteddu Sardu in su 1954. S’est laureadu in Lìteras modernas in s’Universidade de Tàtari, poete e iscritore de contos e romanzos,at incomintzadu a iscrìere in su 1992. Leat parte dae tando a cuncursos literàrios, siet in Sardigna che in Continente e est unu de sos poetes pius premiados. Poesias e contos pius unu ritratu abbaida in http://www.luigiladu.it/
OSILI
Di chistu paesi m’imbara l’ammentu
di l’ommu chi primma di l’altri
in cabbu m’ha pòstu la manu.
Era amiggu di babbu e in tempu
di caccia in casa nostra drummia,
i l’ottomana aberta a l’occasioni.
Di chistu paesi m’ammentu
una volta chi cun babbu semmu
ghjunti a vidè l’ebba nostra bianca
vindudda a paddrinu.
Curria l’ebba undi puru un trenu
curria. Curria l’ebba cu’ la so’
criniera di nevi, curria lu trenu
cu’ la so’ criniera di fummu, curria
lu tempu passaddu cu’ lu tempu modernu,
curriani, ma undi so’ andaddi?
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Commenti disabilitati su Osili de Giuseppe Tirotto a contivizu de Domitilla Mannu . Leggi tutto
La tua gloria, o mia piccola Roma,
oggi avrei voluto a te cantare
e non immaginavo di parlare
del “ciclone” che t’ha ridotto in coma.
Piango con voi, o gente “vitzichesa”,
prego per Lia trascinata lontano
Bore sepolto sotto l’uragano
Peppino colto in casa di sorpresa.
La travolgente mortale alluvione
ha sconvolto il villaggio in un momento
gridavan tutti pieni di spavento
quando è disceso il tremendo acquazzone.
Ogni tua strada è diventata un fiume
nei campi il pastore è disperato
le case hanno il volto sfigurato
il paese è rimasto senza un lume.
La piazza è una fanghiglia di detriti
distrutta da torrenti travolgenti,
sommersi dalle onde sconvolgenti
i tuoi abitanti fuggono atterriti.
Il flagello “Cleopatra” alle tue porte
era giunto da soli sette anni
non sospettavi che nuovi malanni
ti avrebbero prostrato nella morte.
Questa tragedia che non ha risposte
è una calamità che tutto inghiotte
il sole si è oscurato, e nella notte
anche le stelle si sono nascoste.
Per buona sorte la “Protezion Civile”
il sindaco e tutti i volontari
spalano, e son “tottus in pari”
accorsi presto attorno al campanile.
Bitti ! Sei sempre forte e laboriosa
il cuore non smarrisce la speranza
combatti in armonia e con costanza
San Giorgio ti farà più coraggiosa!
+ Pietro Meloni
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Commenti disabilitati su “Bitti: l’alluvione del 28 novembre 2020” di Pietro Meloni . Leggi tutto
28 Novembre 2020
- Categoria:
storia
Fabio Pruneri, Giovanni Battista Maria Vassallo e le missioni popolari nella Sardegna sabauda 1726-1775 “Annali di storia dell’educazione”, 19, (2012) pp. 47-66 . (75.499 caratteri pp. 39)
Dopo l’ordinazione, qualche anno d’insegnamento e l’avvio alla predicazione, Giovanni Battista Vassallo va chiedendosi su che cosa sia meglio orientarsi e gli pare d’aver trovato la vera strada chiedendo di recarsi nelle Indie in particolare nel Paraguay dove sarebbe partito con una spedizione di 11 confratelli e 7 novizi.
La madre, addolorata per la scelta del figlio, vivendo a Corte presso i sovrani, dev’essersi data da fare e così inaspettatamente il superiore generale vietò al Vassallo d’imbarcarsi. Questi per quanto addolorato si sottomise alla volontà dei superiori che, poco dopo, lo destinarono alla Sardegna.
In Sardegna: prima fase (1726-1730)
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Commenti disabilitati su “II. Giovanni Battista Maria Vassallo e le missioni popolari nella Sardegna sabauda” di Fabio Pruneri recensione di Angelino Tedde . Leggi tutto
Buenos Aires
Napoli
l’azzurro
globo
piangono.
Il firmamento
piange.
Piangono
le vaghe
stelle
dell’Orsa.
El Pibe
de Oro
è volato
Lassù!
Ci ha lasciati
per sempre
el Pibe
de Oro.
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