3 Aprile 2021 - Categoria: recensioni

“Il figliol prodigo come parabola dell’educazione familiare” di Angelino Tedde

Fulvio De Giorgi, Il figliol prodigo. Parabola dell’educazione, Editrice Morcelliana Brescia 2018 pp. 229  €. 16,62

l saggio si snoda in cinque capitoli; Il senso teologico: il Padre misericordioso. Parabola a due vertici. Il “troppo” divino; Un midrash pedagogico  Il senso psichico,  La parabola della madre assente; Il primo paradigma: l’educadue vertici. Il “troppo” divino; Un midrash pedagogico  Il senso psichico,  La parabola della madre assente; Il primo paradigma: l’educazione autoritaria . Riproduzione, ansia e severità.I l figlio perduto. Rieducato dalla vita. Il secondo paradigma: l’educazione libertaria. Viscere di padre. Permissivismo (a posteriori) e iper-protezione. Il terzo paradigma: l’educazione liberatrice. La vertigine della dipendenza impossibile. La festa educatrice. Sospesi sull’epilogo, Seguono due note; Il terzo paradigma: l’educazione liberatrice. La vertigine della dipendenza impossibile. La festa educatrice. Sospesi sull’epilogo. Seguono due note che trattano di due fratelli: Antonio Rosmini e il fratello discolo. Sigmund Freud e suo fratello; La seconda nota, invece, tratta il tema nella terra della Grande Madre.

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3 Aprile 2021 - Categoria: eventi straordinari

“Processione di Pasqua tra suoni profumi e colori” di Angelino Tedde

Gesù risorge trionfante e bello.
Pieno di splendore.
Si commuove il mio cuore.
Del male che ho fatto
Egli mi perdonò…

Così iniziava la prima poesia che la mia splendida maestra, dagli occhi grandi  e  azzurri, Maria Athene, apprezzò talmente da pubblicarmela su un giornalino scolastico a stampa, nel ’49. Quanto c’era però, in quei versi di  tardo-scolaro di scuola elementare, dei ricordi della Pasqua, delle visioni liete della mia infanzia dolce di ragazzo di strada, a Sa Niera, in Chiaramonti, il mio dolce paese di collina che  mi faceva e tuttora mi fa vibrare il cuore?

Dopo i tre giorni di lutto generale, per la morte di Cristo, il legamento delle campane, la processione de “S’Incontru” al mormorio delle invocazioni,  subissate dal gran fracasso de “sas matraccas”, si diffondeva nelle vie del paese, confondendosi con l’aria frizzante che si respirava, il profumo de sos pabassinos, de sas cadajinas, de sas cotzulas de pistiddu, de sas copullettas. Dai fumaioli delle case usciva  il profumo di mandorle dolci e amare. C’era nel borgo un sommesso chiacchiericcio, uno scambio di aiuto tra le famiglie di contadini e pastori, una profusione di bravura dolciaria tradizionale incontenibile e una generosità del donare e del ricevere.

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22 Marzo 2021 - Categoria: memoria e storia

“Il Ciclo Pasquale a Sanluri” di Rosanna Pisanu

“Allora i vostri figli vi chiederanno:
Qual è il significato di quest’usanza?
(Esodo 12,26)”

Se non si conserva il ricordo degli antichi,
non resterà neanche la memoria di coloro che verranno in seguito”.

 “Ci precedono molte memorie”: ripercorrere, con gli anziani, usanze e riti che potrebbero subire, nel corso del tempo, modernizzazioni tali da snaturarne completamente, o in misura rilevante, l’arcaicità, è di fondamentale importanza perché una comunità priva di memoria non può avere un futuro.

Solo nella conoscenza delle nostre radici possiamo ritrovare le ragioni più vere del nostro essere, del nostro credo, delle nostre tradizioni, del nostro carattere. Queste pagine, pertanto, risultato di decine d’interviste a donne e uomini, anziani del nostro paese, si propongono di ripercorrere, sul filo della memoria, immagini, sentimenti e gesti di una delle feste calendariali più significative per noi sanluresi: la Settimana santa e la Pasqua.

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18 Marzo 2021 - Categoria: archeologia, storia

“Viaggi per l’adilà : le cripte mortuarie della chiesa di San Paolo ad Olbia” di Marco Agostino Amucano

Il prof. Marco Agostino Amucano, noto archeologo di Olbia, su nostra richiesta ci ha offerto gentilmente questo contributo estratto dal libro collettaneo  Viaggi per mare viaggi per l’aldilà , edito ad Olbia, qualche anno fa. Per noi che da tempo andiamo indagando sull’argomento è un importante strumento di conoscenza sulle sepolture in Sardegna e in particolare in Anglona e in Gallura al fine di conoscere le modalità della sepoltura anche a Chiaramonti che fino al 1834 fece parte della diocesi di Tempio-Ampurias. Si tratta di un lavoro davvero interessante e illuminante sulle modalità di seppellimento ad Olbia quando era un paese di qualche migliaio di abitanti. Non ci resta che ringraziarlo (Tedde, Cascioni, Soro).

Amanti della perfetta uguaglianza (i Terranovesi, n. d. a.) non ammettono caste e ceti diversi fra le persone: però non è mezzo secolo tale distinzione era così marcata che la conservano, per voler dei supestiti, anche dopo la morte”.   “Fino al 1835 i morti si seppellivano nella parrocchia di San Paolo; i sacerdoti nelle cripte del presbitero (sic), i Putzu in quelli della cappella della Vergine delle Grazie; gli Usai e De-Sara e Azara in quella di San Giovanni Battista, i De Rosa in quella di Sant’Agostino; i Lupaciolu e gli Spano in quella del Purgatorio; Bardanzellu e i Brandanu in quella del Cristo Resuscitato; i De-Jana e i De-Serra, gli Astechene, i Careddu, i Tamponi e i Farina nella cripta esistente in mezzo alla chiesa.” (F. De Rosa, Tradizioni 30, nota 1).

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14 Marzo 2021 - Categoria: storia

“I Cappuccini a Sanluri” di Rosanna Pisanu

Tratto da “I Cappuccini a Sanluri” e da “Biblioteca della memoria” di Rosanna Pisanu
I Cappuccini arrivarono a Sanluri nel 1608: alla popolazione mancavano, persino, i beni essenziali; costretti a sopravvivere di un’agricoltura di sussistenza, coltivavano, con mezzi rudimentali e inadeguati, piccole estensioni di terre avute in affitto o a mezzadria. Spesso oberati da debiti e vincoli agrari, che non riuscivano a onorare, o stremati da alluvioni alternate a periodi di siccità, da malattie della vite e dell’allevamento, molti finivano in mano agli usurai, perdendo così ogni avere.

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12 Marzo 2021 - Categoria: eventi luttuosi, storia

“L’eredità problematica del vice vicario Baingio Cabresu del 30 dicembre 1833 in Chiaramonti” di Angelino Tedde

Il vicario Giovanni Satta detta il testamento nel settembre del 1832, trovandosi infermo, dopo circa 38 anni di cura d’anime in Chiaramonti, del vice vicario non conosciamo l’inizio del ministero, ma conosciamo la data del testamento e quella di morte, dal momento che l’inventario dei suoi beni viene effettuato nel giugno del 1834, quindi dopo la sua morte.

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7 Marzo 2021 - Categoria: storia

“Il testamento del vicario di Chiaramonti (1795-1833) Giovanni Satta” di Angelino Tedde

Per rendere edotti i miei 5 lettori, compreso quello che mi abbassa la valutazione, cliccando sulla stellina meno generosa, a quanto già detto sugli atti dei primi anni Trenta dell’Ottocento, offro la lettura di due testamenti di notevole interesse perché sono del Vicario Satta (1795-1833) e del vice vicario Cabresu (Falchi).
Per questa puntata presentiamo il testamento del vicario

Il vicario Giovanni Satta fa testamento nel 1832, l’uomo  è talmente malridotto che non riesce a firmarlo. Egli lo detta di notte alla luce di tre candele.

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7 Marzo 2021 - Categoria: eventi straordinari

“Vivere a 23 settimane”: il miracolo della beatificazione del Cappuccino Fra Nicola da Gesturi di Saverio Gaeta

Valeria nasce nel 1986, classificata come «aborto inevitabile alla fine del quinto mese». Ma non si erano fatti i conti con fra’ Nicola da Gesturi, il santo dei sardi.
A 23 settimane di gravidanza un feto ha le dimensioni di una bambola Barbie e pesa meno di un pallone da pallacanestro. Oggi le apparecchiature presenti nei reparti di neonatologia sono molto sofisticate, ma nel 1986 i macchinari erano meno evoluti e l’Organizzazione mondiale della sanità considerava necessarie almeno 24 settimane di sviluppo gestazionale per poter sperare in una prognosi favorevole.
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