22 Luglio 2021 - Categoria: cristianesimo, memoria e storia

“Maria di Magdala o Maria Maddalena, festeggiata il 22 luglio dalla Chiesa Cattolica” a cura di Ange de Clermont

Su Santa Maria Maddalena si può dire che i biblisti  colti, archeologi, eruditi oltre ogni limite tanto che a volte non sai se fanno sfoggio di erudizione come il cardinal Ravasi, sommo biblista, vadano a cercare davvero l’autenticità dei racconti biblici. Sommo rispetto per quaesti studiosi, veri e propri geni. In genere conoscono l’aramaico, l’ebraico, il greco classico e quello moderno, il latino classico e quello popolare. Hanno letto libri su libri, visitato come pellegrini erranti i luoghi in cui è passato o non è passato il Redentore. Fatta questa premessa noi preferiamo a tutti i loro discorsi e alle oro cento Marie di Magdala o non di Magdala le visioni della mistica Maria Valtorta ancora sospesa o sub iudice da parte delle vari dicasteri della Chiesa.

Leggi tutto
11 Luglio 2021 - Categoria: storia

“Donna Lucia Tedde (1705-1755): identità, morte, funerali e sepoltura in Chiaramonti” di Angelino Tedde, Andreina Cascioni, Giovanni Soro

Iniziamo il discorso sull’identità di Donna Lucia Tedde, successivamente sulla data di morte, su quella della sepoltura e sul luogo della stessa sepoltura.

La brillante storica universitaria cagliaritana, Maria Lepori, nel suo magistrale saggio su Faide. Nobili e banditi  nella  Sardegna sabauda  del Settecento (Lepori, 2010) scrive tra l’altro di Donna Lucia :

Nella corrispondenza dei viceré è indicata con il cognome comune dei Delitala. Nelle sentenze della Reale Udienza [massima magistratura dell’Isola dal secolo XVI] che riguardano lei come imputata o altri individui coinvolti nello stesso episodio viene citata come Tedde Delitala o semplicemente come Tedde (ASC Reale Udienza Miscellanea 3 e 28 aprile 12 e 17 settembre 1733). Abitava a Chiaramonti, ma era originaria di Nulvi e benché Rivarolo, [senza mai averla vista, ma solo per sentito dire o per aver letto le carte vicereali del predecessore Castagnole], nel 1736 gliene attribuisce 40, aveva allora soltanto 31 anni.” Nota 89 p.149.

Leggi tutto
7 Luglio 2021 - Categoria: letteratura sarda

“La Vergine di Bonaria: inno di Bonaria Celeste Regina” di don Angelo Manca. Recensione a cura di Giuseppe Bruno

Sul colle di Bonaria di Cagliari nel 1324, si insediarono i Catalani , che vi fondarono una cittadella fortificata. Nel 1335 la chiesa della cittadella, intitolata alla SS: Trinità e alla Madonna, venne affidata ai frati mercedari.  Il loro apostolato fu così efficace  da sollecitare molti fedeli  a salirvi per la direzione spirituale dei frati ,specialmente a fra Carlo che parlando a un gruppo di fedeli genovesi pronosticò l’arrivo della Vergine dal mare.  Il 25 marzo del 1370, una nave, proveniente della Catalogna  e diretta verso l’Italia si imbatté in una improvvisa e violenta tempesta. Nell’estremo tentativo di salvare l’equipaggio, il capitano della nave diede ordine di gettare in mare tutto il carico, compresa una pesante e grande cassa, di cui si ignorava il contenuto. Appena questa toccò acqua, la tempesta si placò. La cassa, spinta misteriosamente sulle onde, approdò nella spiaggia di Su Siccu, località sulle sponde  cagliaritane  del colle di Bonaria,
I frati presero  in consegna la cassa, la portarono in convento. Una volta apertala vi trovarono una statua della Madonna col Bambino che collocarono nel loro convento, dando il titolo della Madonna di Bonaria dalla località in cui era stata trovata. Nel secolo XVIII fu costruito un santuario tutto per lei visto il costante richiamo dei fedeli cagliaritani verso ili simulacro.  I Pontefici a partire da Pio IX vollero farla incoronare e concedere il titolo di Basilica Min ore al tempio costruito appositamente e vollero anche proclamarla Patrona  della Sardegna. Col tempo fu predisposto un inno secondo l’uso dei gosos di origine spagnola, Di questo si parla nello studio recensito qui sotto da Giuseppe Bruno.

Leggi tutto
26 Giugno 2021 - Categoria: Chiaramonti e dintorni

“La fortezza prenuragica di Punta Corrales e l’omonimo Nuraghe” di Angelino Tedde

Due muri maestri semiellittici, due enormi massi come stipiti per la porta e infine tre enormi lastroni sul tetto, Si tratta di materiale del posto, trachite e basalto. Una cosa da bambini che si divertoneo a fare le capanne. Il fatto è che i massi pesano quintali e di certo non sono stati collocati dalle braccia di un solo uomo. La teoria sarebbe che mano mano che si andava costruendo si collocava accanto ai muri perimetrali un grande ammasso di terra e poi col sistema di  una grosso  tronco, magari con ali, si gira la ruota con qualche supporto che permetteva di prelevare i massi ciclopici e metterli a piacere dove si voleva.

Leggi tutto
25 Giugno 2021 - Categoria: memoria e storia

Regina della Pace che manda i suoi messaggi materni da 40 anni (25 giugno 1981-25 giugno 2021) di Angelino Tedde

Per prendere in giro qualcuno un tempo si diceva:-Quello vede la Madonna.- Io non ho visto la Madonna mai in vita mia, ma da Lei ritengo di avere ricevuto sia pure indegnamente delle grandi grazie per me e per la mia famiglia come tutte le famiglie del mondo sbattuta dai marosi delle ideologie e pratiche di nefasti profeti ché chiamarli anticristi sarebbe dar loro troppa importanza. Nella nostra vita abbiamo vissuto la rilassatezza dei costumi a partire dalla ripresa economica dopo la seconda guerra mondiale.

Leggi tutto
18 Giugno 2021 - Categoria: narrativa

“I figli dell’Altissimo di Cristina Manca” recensione di Angelino Tedde

Maria Cristina Manca – Figli dell’Altissimo –  Edizioni Abbà  2021, pp. 168  Euro 15,00

Ho letto d’un fiato il romanzo avvincente e travolgente. Ottimo lo sfondo storico, forti i protagonisti, geniale la trama. Tutto l’impianto è perfetto. È stato un piacere passare le cinque ore di lettura. Mi spiace solo che sia terminato.

Leggi tutto
18 Giugno 2021 - Categoria: memoria e storia

1. ” Suor Giuseppina Marucchi: diario da Chiaramonti”a cura di Cristina Urgias

Questo diario fa parte del saggio sull’asilo Falchi Madau di Chiaramonti  scritto dalla dr. ssa Pedagogista
Cristina Urgias  dal titolo L’educazione cattolica dell’infanzia a Chiaramonti 1921-1970, Stampacolor, Muros 2004 pp.238. Ne vale la pena rileggerlo avulso dal contesto del libro per offrire ai chiaramontesi un pezzo di storia narrata da Suor Reverenda, una donna colta, a conoscenza della lingua tedesca e amante della musica dal momento che suonava il pianoforte, ma anche il violino. Capì i tedeschi di un carro armato in fuga che chiedevano dell’acqua che diede loro. Per maggiori dettagli  sulla suora si veda il saggio di Carlo Patatu, Scuola Chiesa e fantasmi. L’educazione di un laico chiaramlontese, Edizioni Gallizi, 2007. La Redazione.

P O S U E R U N T  M E  C U S T O D E M
A voi, o Vergine Santissima, è consacrata la nostra Casa di Chiaramonti.
Alla prima filiale, delle Povere Suore Scolastiche di Nostra Signora, aperta a Cossoine in Sardegna, il 13 ottobre 1937, seguì l’apertura di una seconda filiale a Domusnovas, provincia di Cagliari, dopo solo alcuni mesi di distanza cioè il 5 gennato 1938 per opera e zelo dei rispettivi R.R. Sigg Parroci. Il Canonico Reverendissimo Monsignore Teologo Dott. Grixoni nob. Cristoforo, docente professore nel seminario di Sassari venuto a cognizione di ciò dal Parroco di Cossoine, Reverendo Dott. Michele Dattena, volle beneficare Chiaramonti, il suo paese natio, fondando un Asilo d’lnfanzia, diretto dalle suore di Nostra Signora. 

Leggi tutto
17 Giugno 2021 - Categoria: memoria e storia

” I funerali dei nobili nel Settecento” a cura di Ghost Rider

Nel Settecento i funerali degli aristocratici erano dei veri e propri eventi pomposi, a tal punto che i legislatori spesso erano costretti ad intervenire con specifiche leggi sontuarie contro lo sperpero di denaro per gli ultimi commiati.
Tra i più prodighi ricordiamo i dogi veneziani, un esempio, il funerale del 27 maggio 1762 del Doge Loredan.
Le fonti narrano che la sfilata durò circa tre ore, parteciparono centinaia di persone con ceri accesi così articolati: aprirono il corteo le scuole religiose, gli ordini, il clero secolare, gli armatori e le corporazioni, poi venne lo stemma del doge avvolto in drappo nero e la bara coperta da un drappo d’oro, circondata da 200 stendardi con asta d’argento e da tantissime torce.

Leggi tutto
RSS Sottoscrivi.