12 Aprile 2021 - Categoria: Chiaramonti e dintorni

“Andare a vaccinarsi all’Inferno della Promocamera di Sassari” di Carlo Patatu

Ieri mia moglie ha fatto il vaccino, ma che fatica!
La Promocamera di Sassari era una bolgia infernale, con centinaia di pazienti in attesa all’aperto – Le chiamate sugli orari programmati avvenivano con quasi due ore di ritardo – Chi deve vergognarsi per un tale disastro, cui la gente non riesce ad abituarsi?
di Carlo Patatu
L’avvio pareva promettente. Appreso dal giornale che i soggetti della fascia di età 70-79 anni potevano prenotare il vaccino, Martedì 6 Aprile ho spedito via internet all’ATS (Azienda Tutela Salute) la prenotazione per mia moglie. Pochi minuti dopo, un SMS mi comunicava che il messaggio era stato ricevuto.
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7 Aprile 2021 - Categoria: narrativa

“Lezione di educazione civica di una madre speciale” di Sarah Savioli

“Mimi, come mai hai detto una parolaccia e hai fatto anche il ditone a quello della macchina dietro di noi che è arrivato e ha suonato tanto il clacson?”
“Amore della mamma, perché siamo in una via di paese, ero ferma prima che lui arrivasse, non gli ho inchiodato davanti e stavo facendo passare due persone sulle strisce pedonali.”
(e penso, ma non dico: … il ditone, figlio mio, e ringrazia che Gesù o qualsiasi altra divinità non esaudisce mai la mia preghiera di materializzare qui, sul sedile di fianco, un bel cric. Che poi sono quaranta chili vestita fa lo stesso, divinità: tu dammi un cric e poi me la vedo da sola).
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3 Aprile 2021 - Categoria: cristianesimo, eventi straordinari

“L’uomo e la sua sete di risurrezione” di Pietro Meloni

È Pasqua! Cristo è risorto! Risorgeremo?

La celebrazione della Pasqua comunica ai credenti un’energia di risurrezione che è sorgente di gioia e speranza. In questo mondo di sofferenza e di morte gli uomini hanno sete di risurrezione. Tutti attendono un’alba di vita nuova, e chi ha vissuto il cammino quaresimale nell’ascolto e nella preghiera gusterà la gioia di “risorgere con Cristo”.

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3 Aprile 2021 - Categoria: recensioni

“Il figliol prodigo come parabola dell’educazione familiare” di Angelino Tedde

Fulvio De Giorgi, Il figliol prodigo. Parabola dell’educazione, Editrice Morcelliana Brescia 2018 pp. 229  €. 16,62

l saggio si snoda in cinque capitoli; Il senso teologico: il Padre misericordioso. Parabola a due vertici. Il “troppo” divino; Un midrash pedagogico  Il senso psichico,  La parabola della madre assente; Il primo paradigma: l’educadue vertici. Il “troppo” divino; Un midrash pedagogico  Il senso psichico,  La parabola della madre assente; Il primo paradigma: l’educazione autoritaria . Riproduzione, ansia e severità.I l figlio perduto. Rieducato dalla vita. Il secondo paradigma: l’educazione libertaria. Viscere di padre. Permissivismo (a posteriori) e iper-protezione. Il terzo paradigma: l’educazione liberatrice. La vertigine della dipendenza impossibile. La festa educatrice. Sospesi sull’epilogo, Seguono due note; Il terzo paradigma: l’educazione liberatrice. La vertigine della dipendenza impossibile. La festa educatrice. Sospesi sull’epilogo. Seguono due note che trattano di due fratelli: Antonio Rosmini e il fratello discolo. Sigmund Freud e suo fratello; La seconda nota, invece, tratta il tema nella terra della Grande Madre.

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3 Aprile 2021 - Categoria: eventi straordinari

“Processione di Pasqua tra suoni profumi e colori” di Angelino Tedde

Gesù risorge trionfante e bello.
Pieno di splendore.
Si commuove il mio cuore.
Del male che ho fatto
Egli mi perdonò…

Così iniziava la prima poesia che la mia splendida maestra, dagli occhi grandi  e  azzurri, Maria Athene, apprezzò talmente da pubblicarmela su un giornalino scolastico a stampa, nel ’49. Quanto c’era però, in quei versi di  tardo-scolaro di scuola elementare, dei ricordi della Pasqua, delle visioni liete della mia infanzia dolce di ragazzo di strada, a Sa Niera, in Chiaramonti, il mio dolce paese di collina che  mi faceva e tuttora mi fa vibrare il cuore?

Dopo i tre giorni di lutto generale, per la morte di Cristo, il legamento delle campane, la processione de “S’Incontru” al mormorio delle invocazioni,  subissate dal gran fracasso de “sas matraccas”, si diffondeva nelle vie del paese, confondendosi con l’aria frizzante che si respirava, il profumo de sos pabassinos, de sas cadajinas, de sas cotzulas de pistiddu, de sas copullettas. Dai fumaioli delle case usciva  il profumo di mandorle dolci e amare. C’era nel borgo un sommesso chiacchiericcio, uno scambio di aiuto tra le famiglie di contadini e pastori, una profusione di bravura dolciaria tradizionale incontenibile e una generosità del donare e del ricevere.

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22 Marzo 2021 - Categoria: memoria e storia

“Il Ciclo Pasquale a Sanluri” di Rosanna Pisanu

“Allora i vostri figli vi chiederanno:
Qual è il significato di quest’usanza?
(Esodo 12,26)”

Se non si conserva il ricordo degli antichi,
non resterà neanche la memoria di coloro che verranno in seguito”.

 “Ci precedono molte memorie”: ripercorrere, con gli anziani, usanze e riti che potrebbero subire, nel corso del tempo, modernizzazioni tali da snaturarne completamente, o in misura rilevante, l’arcaicità, è di fondamentale importanza perché una comunità priva di memoria non può avere un futuro.

Solo nella conoscenza delle nostre radici possiamo ritrovare le ragioni più vere del nostro essere, del nostro credo, delle nostre tradizioni, del nostro carattere. Queste pagine, pertanto, risultato di decine d’interviste a donne e uomini, anziani del nostro paese, si propongono di ripercorrere, sul filo della memoria, immagini, sentimenti e gesti di una delle feste calendariali più significative per noi sanluresi: la Settimana santa e la Pasqua.

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18 Marzo 2021 - Categoria: archeologia, storia

“Viaggi per l’adilà : le cripte mortuarie della chiesa di San Paolo ad Olbia” di Marco Agostino Amucano

Il prof. Marco Agostino Amucano, noto archeologo di Olbia, su nostra richiesta ci ha offerto gentilmente questo contributo estratto dal libro collettaneo  Viaggi per mare viaggi per l’aldilà , edito ad Olbia, qualche anno fa. Per noi che da tempo andiamo indagando sull’argomento è un importante strumento di conoscenza sulle sepolture in Sardegna e in particolare in Anglona e in Gallura al fine di conoscere le modalità della sepoltura anche a Chiaramonti che fino al 1834 fece parte della diocesi di Tempio-Ampurias. Si tratta di un lavoro davvero interessante e illuminante sulle modalità di seppellimento ad Olbia quando era un paese di qualche migliaio di abitanti. Non ci resta che ringraziarlo (Tedde, Cascioni, Soro).

Amanti della perfetta uguaglianza (i Terranovesi, n. d. a.) non ammettono caste e ceti diversi fra le persone: però non è mezzo secolo tale distinzione era così marcata che la conservano, per voler dei supestiti, anche dopo la morte”.   “Fino al 1835 i morti si seppellivano nella parrocchia di San Paolo; i sacerdoti nelle cripte del presbitero (sic), i Putzu in quelli della cappella della Vergine delle Grazie; gli Usai e De-Sara e Azara in quella di San Giovanni Battista, i De Rosa in quella di Sant’Agostino; i Lupaciolu e gli Spano in quella del Purgatorio; Bardanzellu e i Brandanu in quella del Cristo Resuscitato; i De-Jana e i De-Serra, gli Astechene, i Careddu, i Tamponi e i Farina nella cripta esistente in mezzo alla chiesa.” (F. De Rosa, Tradizioni 30, nota 1).

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14 Marzo 2021 - Categoria: storia

“I Cappuccini a Sanluri” di Rosanna Pisanu

Tratto da “I Cappuccini a Sanluri” e da “Biblioteca della memoria” di Rosanna Pisanu
I Cappuccini arrivarono a Sanluri nel 1608: alla popolazione mancavano, persino, i beni essenziali; costretti a sopravvivere di un’agricoltura di sussistenza, coltivavano, con mezzi rudimentali e inadeguati, piccole estensioni di terre avute in affitto o a mezzadria. Spesso oberati da debiti e vincoli agrari, che non riuscivano a onorare, o stremati da alluvioni alternate a periodi di siccità, da malattie della vite e dell’allevamento, molti finivano in mano agli usurai, perdendo così ogni avere.

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