20 Agosto 2010 - Categoria: eventi straordinari

Testimonianza di un’andata e ritorno dall’aldilà di Gloria Polo

Gloria PoloLa signora Gloria Polo, dentista a Bogotà (Colombia), era a Lisbona e Fatima, l’ultima settimana di Febbraio 2007, per dare la sua testimonianza che figura nel suo sito gloriapolo.com, la riportiamo per i nostri lettori.

-Fratelli e sorelle, è meraviglioso per me condividere con voi in questo istante, l’ineffabile grazia che mi ha dato Nostro Signore, ormai più di dieci anni fa.

Mi trovavo all’Università Nazionale della Colombia a Bogotà (nel maggio 1995). Con mio nipote, dentista come me, noi preparavamo una lezione.

Leggi tutto
18 Agosto 2010 - Categoria: eventi culturali

La morte di Francesco Cossiga. Uno statista cristiano di Marco Bellizi

Francesco Cossiga, figura di spicco del cattolicesimo politico democratico italiano, è stato essenzialmente un uomo di Stato. Ripercorrendo i grandi eventi che hanno caratterizzato la storia della Repubblica, si può facilmente constatare come il suo nome compaia in molti momenti cruciali della vita del Paese, dalla ricostruzione postbellica ai movimenti studenteschi, dagli anni bui del terrorismo fino all’esaurirsi di un’epoca e di una generazione politica, sotto i colpi delle inchieste giudiziarie e degli sconvolgimenti innescati dalla caduta del muro di Berlino.

Leggi tutto
12 Agosto 2010 - Categoria: cristianesimo

La promotrice della professione infermieristica di Isabella Farinelli

Cento anni fa moriva Florence Nightingale, l’infermiera che portò in Crimea professionalità e carità

Quella lampada accesa da passione e ragione

Divenne subito immagine simbolo, dalle colonne del “Times” ai versi di Longfellow su santa Filomena: una donna che si aggira con il lume in un ricovero di guerra alla ricerca di esseri umani, e non nel senso concettuale che si usa attribuire al Diogene apocrifo, se l’onda di gratitudine fu tale da generare un’altra icona, quella del ferito che, dopo il benefico passaggio, bacia la sua ombra.

Un gesto in assonanza con la famosa rosa di Maroncelli: tanto più che, per Florence Nightingale, Silvio Pellico fu una lettura precocissima, e Le mie prigioni, con i suoi protagonisti, è un suo esplicito riferimento in età matura, quando afferma che “avrebbe dato volentieri la vita pur di risparmiare anche a uno solo di loro un giorno di sofferenza”. Lo si scopre dal carteggio curato da Lynn McDonald in Canada per Wilfried Laurier University Press (An Introduction to Her Life and Family, 2001; European Travels, 2004) nel quadro di un monumentale progetto di Collected Works ancora in corso.

Leggi tutto
11 Agosto 2010 - Categoria: recensioni

Santa Chiara d’Assisi tra ageografia e storia di Pietro Messa

San Francesco d’Assisi può essere in un certo qual modo definito “il santo di Gregorio IX”, tanto che presso il Sacro Speco di Subiaco non si ebbero dubbi nel raffigurarlo accanto al Pontefice quasi fosse un suo attributo iconografico. Infatti se quando era ancora il cardinale Ugolino d’Ostia conobbe l’Assisiate ed ebbe un ruolo non secondario nello sviluppo dei frati minori, da Papa – con una decisione più unica che rara – prese personalmente l’iniziativa della sua canonizzazione e commissionò a frate Tommaso da Celano la narrazione della vicenda del nuovo santo, ossia la Vita beati Francisci.

Leggi tutto
11 Agosto 2010 - Categoria: lingua/limba

Contratto matrimoniale di Leonardo Sanna e Petronilla Tintery a favore del figlio

Continuiamo la pubblicazione di documenti del 1600 che, a parte le scorrettezze ortografiche, danno un’idea del sardo colto-giuridico dell’epoca. Ci siamo permessi di sciogliere le abbreviazioni di villa, presente, ecc. e l’uso della v invece di f e di porre tra parentesi alcune specificazioni per rendere leggibile il testo del documento. Abbiamo anche chiarito, forse  con un po’ di temerarietà,de sos cossos in de sos Cossos (dei Corsi) che l’autore non ha inteso chiarire.  (Angelino Tedde)

Leggi tutto
10 Agosto 2010 - Categoria: cristianesimo

San Lorenzo, l’arcidiacono nella graticola di Antonio Filipazzi

Gli anni centrali del terzo secolo furono attraversati da una crisi economica, sociale, militare, tanto da diffondere una condizione di angoscia e di tensione, che caratterizzò anche e soprattutto la popolazione dell’Urbe. La peste, le catastrofi naturali, la pressione dei barbari sul Danubio e in Oriente, diffusero una forma di paura, di millenarismo apocalittico, ma anche di odio nei confronti dei cristiani che, rinnegando gli dèi della tradizione, avrebbero attirato su tutti la maledizione. La fame, il terrore, l’ansia e la depressione generalizzata crearono il clima per una persecuzione, alimentando quel rimedio irrazionale del “sacrificio espiatorio” che avrebbe placato le ire degli dèi. La paura e la superstizione alimentarono una “caccia alle streghe”, che individuò i cristiani come i veri responsabili della crisi dell’Impero. Dopo alcuni provvedimenti presi da Decio (249-251), venne il tempo di Valeriano (253-260), la cui famiglia vantava origini etrusche e risultava, dunque, legata alla grande tradizione religiosa pagana, senza contare che si stava diffondendo, proprio in quegli anni, la paura della “cristianizzazione” delle classi dirigenti, avviata già negli anni della tolleranza inaugurata dalla dinastia severiana e alimentata dalla forte opposizione senatoria, che promuoveva una severa e assoluta “laicizzazione” dell’impero.

Leggi tutto
9 Agosto 2010 - Categoria: memoria e storia, versos in limba

A Giuanne Seu di Antonino Mureddu

Antonino Mureddu è nato a Chiaramonti il 1.12. 1927  da Sebastiano e da Giovanna Maria Migaleddu. Ha frequentato le scuole elementari a Chiaramonti sotto la fascistissima maestra Pisanu  e la più più moderata maestra Cargiaghe, entrambi di Nulvi. Successivamente a 11 anni seguì il padre nella località Suelzu sulla strada per Ozieri “dae cussu  momentu apo fatu su pastore e su messaju finza a 23 annos e pustis mi so isposadu cun Rosa Migaleddu de 16 annos e ap’appidu una cumpagna maravizosa e tres fizos: Buccianu, Gianne Mariu e Marcu.

M’apo leadu unu teracheddu pro ajuare a muzere mia e deo ch’imbrocaio cun d’unu ju e unu carru  in su campu de Othieri a carrare sa paza dae sa trebbia. Sa paga fit talmente ona chi ogn’annu faghio una comporedda de terrinu: batoro e chimbe etareddos s’annu. Cando mi so ritiradu dae pastore aio 75 ettaros de terrinu cun 22 bacas e 150 aveghes e una bindichina de porcos. Apo dadu totu a fizos mios, sistemados duos in sa Forestale e unu in s’Aeroporto de Novara. Apo chimbe nebodennos: tres mascios e duas feminas. Comunque apo continuadu a tribagliare ortos e frutedos e oliarios pro aere sempre calchi cosa de faghere e pro arrutundare sa pentzione. Apo fraigadu un apartamentu peromine a fizos mios senza contare s’appartamentu meu. Tota sa vida mi so apretadu a fagher  versos  in limba sarda. Apo partitzipadu a meda concursos de poesia e apo una cascetedda piena de versos. Como prima de morrer las chelzo prubbicare in internet gai mi connoschet finza su mudu.”

Sa tantu istimada idda mia

partorid’at a Giuanne Seu
su mastru veru de sa poesia.

Sos palcos de Sardigna tot’arreu
as calcadu guasi sessant’annos
cun d’una carriera senza neu.

Leggi tutto
8 Agosto 2010 - Categoria: cultura

Malinconia dell’esilio nel cielo di Mercurio di Inos Biffi

L’orgoglio ferito di Dante affiora dalle terzine del sesto canto del “Paradiso”

All’aprirsi del sesto canto del Paradiso, finalmente si rivela la “figura santa” che, annidata “nel proprio lume”, Dante ancora non conosceva . Quell'”anima degna” è l’imperatore Giustiniano, che, sotto l’impulso dello Spirito, approntò il nuovo Corpus iuris, eliminando dall’antico diritto quanto ormai conteneva di superfluo e di inutile: “Cesare fui e son Iustinïano, / che, per voler del primo amor ch’i’ sento, / d’entro le leggi trassi il troppo e ‘l vano” (vv. 10-11).

La figura dell’imperatore emerge sull’ampio sfondo degli avvenimenti rievocati dai primi solenni versi del canto: sono gli eventi che hanno portato il potere imperiale dall’occidente all’oriente, quando Costantino trasferì l’impero da Roma a Bisanzio, presso gli stessi monti, dai quali, con percorso inverso, era partito Enea.

Leggi tutto
RSS Sottoscrivi.