L’ultimo dei tre moschettieri del secolo scorso se n’é andato: faceva parte del trio Umberto Eco, Giorgio Bocca e Eugenio Scalfari. Con la penna ne hanno ucciso più che con la spada. Umberto Eco si dilettava con la semeiotica e coi romanzi eterni: un lettore finiva per buttarli via dopo 10 pagine, a volte 50, a volte 100. Una barba che non finiva più. Il moschettiere numero uno ebbe un successo mondiale da che gli statunitensi protestanti misero su il gran polpettone In nome della rosa, decisamente in funzione anticattolica da epoca medievale. Se qualcuno era tentato di pensare al grande patrimonio dell’antichità salvato dai monaci si è dovuto ricredere tanto è stato il fango gettato addosso a questa categoria di monaci che seguivano le orme sia di Sant’Antonio Abate sia di San Benedetto. Ma l’accademico scrittore ha scritto per suo gusto e diletto come afferma senza rendersi conto che col romanzo uccide a destra e a manca la storia della cristianità. La stessa spiritualità e in fondo la sua anima tragico-burlesca. Col film diventa mondiale, ma contrariamanete al Faust, che riesce a salvare la sua anima, lui la perde applicando i canoni del suo stesso romanzo.
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Commenti disabilitati su “Eugenio Scalfari (1924-2022) un laico radicalchic, un giornalista bravo nella forma, ma velenoso e senza misericordia nei contenuti, capopartito di Repubblica fino al 1995” di Fulgenzio Saetta . Leggi tutto

Angelino Tedde
Siamo portati a pensare che la storia sia un’avvenente signora che percorre le vie del tempo in questa terra, Quasi un pellegrinaggio verso Roma o verso i santuari come quello di Santiago di Compostela o verso la Palestina.Tutti siamo consapevoli che oggi, rispetto alla partenza dalla nostra infanzia, abbiamo fatto progressi notevoli. Case disadorne e fredde, prive di acqua corrente e con poca luce, costretti a cercare le toilette nei mondezzai delle grotte di tufo o lungo i sentieri popolati di mosche verdi giallie e rosse.
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Commenti disabilitati su “La storia che torna indietro e l’angoscia dell’umanità” di Angelino Tedde . Leggi tutto
Commenti disabilitati su “Bollettino delle visite dall’Europa su accademiasarda.it dell’ultima settimana”Shinu. Stat. Pro. . Leggi tutto

Angelino Tedde
Dalle guerre calde o fredde solo disagio e fame, dalla pace benessere per tytti. Mi chiedo se sia i Russi sia L’Europa, sia l’America riescano in un momento di resipiscenza a capire. La guerra deve finire in tutti i sensi e se i capi delle nazioni non capiscono questo vuol dire che non sono dei bravi statisti, ma solo dei guerrafondai. La smania di Putin di far dimenticare al suo popolo la sua personale incapacità a governare un impero è evidente come è evidente che la stessa Europa e l’America debbono dare segni di pace e non di guerra.
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Commenti disabilitati su “Dalle guerre calde o fredde disagio e fame, dalla pace benessere per tutti.” di Ange de Clermont . Leggi tutto
Travagliata cronistoria per l’edificazione.

Tomba monumentale di Sartorio e Usai per il benefattore Nicolò Ferralis moglie e (Usai) figlia.
Nell’ottobre del 1938 venne inaugurato il nuovo Asilo posto all’estremo abitato di paese, attiguo ai Giardini Pubblici e al Monumento ai Caduti, nell’allora via Marconi. Già dagli anni successivi alla 1^ Guerra Mondiale i chiaramontesi ritenevano si dovesse erigere un edificio consono all’esigenza infantile e che veniva svolta in locali poco idonei -nell’edificio del vecchio Municipio- perciò si creò un Comitato Pro-erigendo Asilo e l’incarico di segretaria fu affidato alla maestra Giuseppina Tola che, per trentacinque anni, insegnò nella locale Scuola Elementare. Da notizie, salvo ulteriori integrazioni e correzioni, posso fornire quanto letto nelle diverse fasi di consultazione da me svolte presso archivi. Alla stessa maniera, immagino, che altri possano avere più dettagliati riscontri e ulteriori notizie.
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Commenti disabilitati su “Ottantaquattro anni dell’Asilo Infantile di Chiaramonti “di Claudio Coda . Leggi tutto
Carlo Patatu,Chiaramonti. Le cronache di Giorgio Falchi. Prefazione di Angelino Tedde, Stadium Adp, Sassari 2004
Prefazione [estratto dal saggio di cui sopra]
Il libro che mi accingo a presentare esce a cura di Carlo Patatu, operatore scolastico per oltre quarant’anni, insegnante e dirigente, giornalista pubblicista, ormai da dodici anni giudice presso il Tribunale per i Minorenni di Sassari, sindaco e operatore culturale, che ha scelto di vivere in Chiaramonti diversamente da altri suoi coetanei che hanno lasciato il paese, impoverendolo sul piano delle risorse umane. Chiaramonti è ed è stato per Carlo croce e delizia, stimato, amato, ma anche avversato per la sua dichiarata laicità.
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20 Giugno 2022
- Categoria:
cultura

| GERMANIA
Luogo |
Andamento |
Visite |
% |
| Frankfurt Am Main |
|
3 |
25,00 |
| Berlin |
|
2 |
16,67 |
| Botzingen |
|
2 |
16,67 |
| Dortmund |
|
1 |
8,33 |
| Solingen |
|
1 |
8,33 |
| Langenfeld |
|
1 |
8,33 |
| Weinstadt-endersbach |
|
1 |
8,33 |
| Giessen |
|
1 |
8,33 |
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Commenti disabilitati su “Visite da Germania, Europa, Stati Uniti, Canada, Porto Rico, Sud America dal 21 maggio ’22 al 20 giugno ’22” a cura di Shiny Stat Pro. . Leggi tutto

Il costume chiaramontese, di fine ‘600 e ‘700, nei resoconti documentali del tempo.
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Il ricordo del costume maschile mi è affidato alla figura de tiu Martìne Tedde-Pintus che, sino ad una quarantina d’anni fa, attraversava le vie del paese a cavallo de un’ èbba murra [1] e vestiva con una camiciola bianca, un giustacore nero con doppia abbottonatura, ornato da due file di bottoni, su cappòtinu [2] nero con cappuccio; pantaloni in orbace e scarponi bullitàdos [3].. . E lui, fiero ottantenne (nato il 16.03.1894), attraversava il paese proveniente dalla località bìnza ‘e Màniga, in su Sassu ‘e jòsso, ove viveva in una bella casa -a palatu- con la moglie, tia Antonina Marras.
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