13 Maggio 2024 - Categoria: eventi luttuosi

“Giovanni Maria Razzu, Martis 1934-Torino 2024 c.m. torna al suo paese per il riposo eterno” a cura di Angelino Tedde

Qualche giorno fa ha fatto ritorno al suo piccolo paese di Martis il missionario vincenziano Padre Giovanni Maria Razzu nella sua navicella di noce per il riposo eterno nel piccolo cimitero del paese che si è molto rimpicciolito rispetto alla nascitas di questo suo figlio, nato nel 1934.
Personalmente ebbi modo di conoscerlo nel 1952 nella casa Apostolica di Scarnafigi. lui frequentava già la seconda media, io, che  a gennaio del 1951 avevo compiuto  15 anni cominciai a frequentare la prima media. Ricoverato a Saluzzo due volte e a Cuneo una volta, a causa del clima rigido che non confaceva alla mia salute, dovetti abbandonare quel seminario nel luglio del 1952. Giovanni Razzu con tanti altri compagni provenienti dalla Sardegna e dalle regioni del Norditalia continuarono gli studi divennero preti della Missione e a Giovanni Razzu con altri indimenticabili compagni, ad esempio, Visca, Strapazzon e altri, paartì per il Madagascar. Mauro Tedde, corrispondente della Nuova Sardegna, qui rievoca il cinquantennio di Sacerdoziodipadre GiovanniMaria.

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29 Aprile 2024 - Categoria: eventi luttuosi

“Un cranio con la testa indietro per far soldi” di Fulgenzio Saetta

Di tempo in tempo sorge in Italia qualche cranio. Per cranio intendiamo degli zombie che hanno frequentato più di una università e qualche corsetto di magni studi in qualche nazione europea.
Le loro pubblicazioni vanno a ruba, ma a questi zombie non gli basta, vogliono ulteriori incassi e ulteriori guadagni e fama. Il sistema è quello di mettere la faccia a posto dell’occipite e mettere l’occipite al posto della faccia. Si spacciano per storici e con una superbia pari all’ignoranza più bieca pisciano un libro dopo l’altro sul passato che scambiano per il presente. Pazzoidi lucidi il cui scopo è quello di guadagnare ad ogni rutto o sufflazione  un gran pacco di soldi.

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25 Aprile 2024 - Categoria: storia

“Festa della Liberazione” dal nazifascismo ideologico e politico? di Angelino Tedde

Grande sventolio di bandiere e marce corali in molte regioni italiane, ma soprattutto in Emilia Romagna con capo regione Bologna. Emilia Romagna che ci ha dato Mussolini, Nenni e altri uomini politici illustri.
Ieri fascisti fino in fondo, poi sovietici fino in fondo, ma anche democratici fino in fondo.
Da un giorno all’altro fatte eccezioni i fascistissimi o i compagni in camicia nera hanno indossato la camicia rossa. Da fascisti a sovietici. I sovietici? Grande esempio di democrazia e di libertà specie con Stalin e successori. I partigiani più gloriosi. Ovviamente con dei distinguo: i partigiani veri e sinceri che hanno combattuto contro i nazifascisti, quelli falsi che hanno ucciso per vendetta privata, si legga Pansa, e quelli che speravano di farci piombare in una guerra civile dei soviet ad imitazione dei sovietici russi.
Grazie ai primi, riprovazione per i secondi, e discutibilissimi i terzi.

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22 Aprile 2024 - Categoria: cristianesimo, eventi straordinari

“Il discorso del Papa alle Carmelitane Scalze” riunite a Roma. Castigliano, Italiano Inglese.

Questa mattina, nel Palazzo Apostolico Vaticano, il Santo Padre Francesco ha ricevuto in Udienza le Superiore e le Delegate delle Carmelitane Scalze e ha rivolto loro il discorso che riportiamo di seguito:

Discorso del Santo Padre

Buenos días, ¡bienvenidas!

Yo voy a hablar en castellano.

Me alegra encontrarme con ustedes mientras están reunidas para reflexionar juntas y trabajar en la revisión de sus Constituciones, aquellas del 90, las anteriores, que sé yo, trabajen entre ustedes. Es una cita importante que no responde sólo a una necesidad humana al natural devenir de la vida comunitaria; se trata más bien de un “tiempo del Espíritu” que están llamadas a vivir como ocasión de oración y discernimiento. Permaneciendo interiormente abiertas a lo que el Espíritu Santo quiera sugerirles, tienen la tarea de encontrar nuevos lenguajes, nuevos caminos y nuevos instrumentos que impulsen con mayor entusiasmo la vida contemplativa que el Señor les ha llamado a abrazar, de modo que el carisma se conserve —el carisma es el mismo— y que pueda llegar a ser entendido y a atraer muchos corazones, para la gloria de Dios y el bien de la Iglesia. Cuando un Carmelo funciona bien, atrae, atrae, ¿no es cierto? Es como la luz con las moscas, atrae, atrae.

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16 Aprile 2024 - Categoria: eventi straordinari

“Il centenario dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano” di Angelino Tedde

L’istituo superiore del Sacra Cuore di Gesù di Milano divenne Università nel 1924, esattamente un secolo fa. Domenica il Canale I della TV ha trasmesso la Messa celebrata nell’aula Magna dell’Università Cattolica che conta circa 47 mila studenti: si tratta dell’Università Cattolica già frequentata d’Europa tra quelle che si fregiano del titolo di Cattolica. In Sardegna si è ricordata la data della fondazione a Nuoro, con un convegno il cui maggior relatore è stato il dr. Guido Rombi studioso di questo tema indirettamente in quanto biografo di Don Enea Selis, diventato assistente della Cattolica e poi vescovo di Cosenza, per motivi di salute nominato Arciprete della Basila Vaticana. Avremmo dovuto partecipare anche noi, ma lo stato di salute e dell’età non ci ha permesso tanto, pur fornendo agli organizzatori dei dati interessanti concernente Sassari e la Cattolica. A causa della poca vista non possiamo consultare nessun cartaceo, ma dal momento che la memoria è ancora lucida possiamo contribuire con i ricordi testimoniando quanto sappiamo.

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11 Aprile 2024 - Categoria: versos in limba

“Cantone subra Davide su re Santu” de Anghelu de sa Niera

Carulu istimadu e tribuladu, tribulados comente semus totu: chie non l’ada in pes l’ada in coddu. In tantos arejnos chi si suni fatos in cust’istiu amus faeddadu finza de sa fide no solu in s’istradone, bi suni cuddos chi narana chi bi creene e cuddos chi narana chi no bi creene (poi bisonzat bidere ite li narat su coro).

Tzertu finza a su 1848 totu bi devian creere pro fortza e andare a cheja a sas festas cumandas, si non b’andaian benian signados finza in su liberu de sos istados de sas animas (sa veridade si nelzat, sos prideros custos rezistros o no lo impitaiana o los ana brujados).

Dae su barantotto ognunu fidi liberu de creere o de no creere, de andare a cheja o de no bi andare. Poi est bennidu un ateru barantotto, cussu de su millenoichentos. Un articulu de s’istatudu de su partidu comunista narait chi sos iscrittos devian professare sa dotrina marxista e su materialismu istoricu, tando sa cheja, at mandadu s’iscomuniga, ma meda cristianos ana votadu su matessi cussu partidu e ‘istoria poi est andada comente est andada, ma intantu un ateru grupu de cristianos an lassadu sa cheja. Oe lu idimus cun sos ojos sa dominiga andana a cheja fortzis su deghe pro chentu o fortzis su vinti. Non m’ammento s’annu, ma cando ana fatu sas istatisticas  Tzaramonte in tota sa diozesi fini a s’ultimu postu cun Poltuturre su deghe pro ghentu.Agni modu no si devet pessare chi chie no andat a cheja noi siat unu credente, anzis don Tilocca ogni dominiga no faghiat cumprendere chi sos chi andaimus a cheja fortzis fimus peus de cuddos chi no b’andaiana. Calchi olta appo pensadu: – Como no chi enzo piusu, gai so pius bonu!- in veridade, deo ando a cheja ca mi sento peccadore abituale pius de soso ateros e quindi appo bisonzu de pregare pius de sos ateros chi, ad esser Deus o sa nadia, sunt pius bonos de a mie!

Ad ogni modu, brinchende custos arrejnos, in custu gosu, fato sa professione de fide de unu pecadore. Devo falare in tzitade pro sos meses chi sighini e prima de serrare sa domo m’est bennida sa gana de faghere un ateru goso.

Tzaramonte m’ispirat su chi Tatari nemmancu mi cunsizat.

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8 Aprile 2024 - Categoria: cahiers de doléances

“Orizzontale, 11 lettere: CARDIOLOGIA. L’avventura di un ricovero” di Casirio D’Adda

 

Sono le tre di notte e il mio cuore fa le bizze. Vivo da solo a meno di un km dall’ospedale Santissima Annunziata a Sassari, un edificio che per me fino a pochi giorni fa era un casermone piuttosto anonimo. Pur essendo cardiopatico di lungo corso, con un pizzico d’incoscienza, non mi ero posto il problema di gestire un’emergenza privo dell’immediato supporto di familiari, per inciso, tutti residenti, come me, in continente.

Chiamo il 118 e in pochi minuti l’ambulanza è sotto casa. Viene individuato il problema cardiaco, confermato poi al Pronto Soccorso.

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26 Marzo 2024 - Categoria: letteratura sarda

” PASQUA DEL SIGNORE 2024″ di Angelino Tedde

Vediamo fin dalla prima infanzia la terra e il cielo e nell’adolescenza le suggestioni della nostra crescita e della bellezza della natura con le manifestazioni delle varie stagioni. Da giovani si puo’ anche dire che come il primo uomo e la prima donna conosciamo il bene e il male e possiamo orientare le nostre scelte verso l’uno o l’altro non definitivamente, ma a periodi. Essere perfetti è molto difficile e altrettando condurre una condotta tutta orientata al bene o tutta orientata al male. Conosciamo insomma l’altalenarsi delle buone e delle cattive azioni. Chi si prende la briga di studiare o di meditare, a prescindere dalla scolarizzazione più o meno alta, capisce che la vita nostra rassomiglia per tanti versi alla vita del Cristo almeno nella società cristiana. Si dice spesso che conosciamo la beatitudine del Tabor e la tragedia di chi muore.
Anzi ci sentiamo spesso ripetere che ognuno deve portare la sua croce. Cristo, uomo Dio ha conosciuto tutti i momenti della nostra vita nella gioia e nel dolore e da ultimo per salvare l’umanità dal peccato ha affrontato l’ignominiosa morte della Croce, morte da schiavo pur avendo fatto tanto bene. Dall’Osanna della Domenica delle Palme è passato al Crucifige del Venerdì Santo della folla istigata dai poteri ai quali non sono piaciuti i suoi discorsi, le sue parabole, le sue guarigioni.
La superbia in compagnia dei sei vizi capitali ha mosso i farisei, gl’ipocriti a mandarlo a morte.
Per nostra grande ventura Cristo è pure risorto annunciandoci che anche noi dopo aver portato la nostra Croce risorgeremo per una beatitudine eterna. Basta credere o a anche voler credere nel suo Vangelo, amare Lui e amare i nostri parenti, compaesani e il mondo intero con particolare predilezione per i fragili nel corpo e nello spirito. Risorgendo Cristo ci invita alla speranza per noi e per l’umanità. Se incontriamo Cristo risorto come gli apostoli e crederemo in lui la morte dei nostri cari e la nostra stessa morte non ci fa paura.
Qui siamo di passaggio, la nostra casa per sempre è nei Cieli, in una dimensione che trascende la materialità di questo mondo “atomo opaco di male”

Alle amiche e agli amici, ai visitatori del blog, a tutti coloro che affrontano la brutalità delle lotte e guerre di ogni genere AUGURO L’INCONTRO CON GESU’ RISORTO, CON SUA MADRE PRIMA ADDOLORATA E POI GLORIOSA E CON TUTTI COLORO CHE SANNO OFFRIRSI AL SERVIZIO DEGLI UMILI CHE PARE ABBIANO PERSO LE FATTEZZE UMANE NEL CORPO E NELLO SPIRITO.

AUGURI! AUGURI! AUGURI!

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