27 Luglio 2011
- Categoria:
storia
1.1. Il movimento cattolico da Pio IX a Pio X.

Veduta di Gavoi
Non si può capire la figura di Salvatore Daddi, focoso esponente del movimento cattolico della Sardegna centro settentrionale, vissuto tra il 1862 e il 1913, se non lo si colloca in quell’epoca di forte contrapposizione ideologica tra le istanze cattoliche della “questione romana” e la vera e propria sopraffazione del neonato Stato italiano liberaldemocratico, sorretto da una vera e propria élite anticlericale e massonica, autoritaria e accentratrice, insensibile ai ceti meno abbienti, fortemente oligarchica e, in tanti settori mirante a spazzare via per sempre l’eredità cristiana e cattolica dei vecchi stati costretti, per tanti versi coattivamente, ad unirsi ad una entità nazionale secondo i dettami monarchico-piemontesi.
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Commenti disabilitati su Salvatore Daddi (Gavoi, 1862- SS,1913) un protagonista del movimento cattolico in Sardegna tra Otto e Novecento di Sabrina Fara . Leggi tutto
Avevo 23 anni e volevo vedere il mondo in quanto non ero uscito mai da Chiaramonti non avendo fatto il servizio militare essendo quartogenito esente e allora, vista la grande richiesta di manodopera specializzata dall’Australia (ero un esperto muratore figlio d’arte da generazioni) decisi di partire per l’Australia. Eravamo nel 1956, l’anno della grande nevicata, m’imbarcai per Genova dove passai tutta la trafila delle visite mediche e attitudinali e successivamente m’imbarcai il 29 puglio 1956 da Brindisi con la Flaminia diretta in Australia. Giunsi al porto di Melborne il 3 settembre dello stesso anno, mentre m’aspettavo campi dissodati e deserto, rimasi sorpreso a vedere una metropoli mai vista. La mia conoscenza delle città si limitava a Sassari, allora con circa 40 mila abitanti e Cagliari un pò di più.
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Commenti disabilitati su Un chiaramontese australiano: Giovannino Scanu a cura di Angelino Tedde (in Italian and English) . Leggi tutto
24 Luglio 2011
- Categoria:
cultura
“The New York Review of Books” pubblica un dossier sulla malattia mentale negli Stati Uniti
Nel dicembre 2006, in un paesino vicino a Boston, muore Rebecca Riley, una bimba di quattro anni. La causa del decesso fu la combinazione di alcuni farmaci che le erano stati prescritti per curare la sindrome da deficit di attenzione e iperattività (Adhd) e il disturbo bipolare, diagnosticati a soli due anni di età. Ma perché a una paziente così piccina vennero prescritti farmaci che la Food and Drug Administration (l’agenzia americana del farmaco) non ha approvato né per la sindrome da deficit di attenzione e iperattività, né per un uso di lungo periodo nel disturbo bipolare, né per i bambini dell’età di Rebecca? Né il distorto cocktail era da imputarsi a un errore casuale: i suoi due fratelli, con la stessa diagnosi, stavano prendendo anche loro tre farmaci psicoattivi.
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Commenti disabilitati su Psichiatria impazzita. Per la dottoressa Marcia Angell c’è una pericolosa alleanza fra medici e case farmaceutiche di Giulia Galeotti . Leggi tutto
Nei cimiteri sardi
di collina
ogni notte
si agitano i morti.
Si levano
nelle notti senza luna.
Sciamano a schiera
nelle scarne
tanche d’asfodelo.
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Commenti disabilitati su Nei cimiteri sardi di collina di Ange de Clermont . Leggi tutto
In mostra a New York immagini del dopo Hiroshima rimaste nascoste per decenni
I terrificanti bombardamenti atomici di Hiroshima e di Nagasaki hanno modificato per sempre l’idea della guerra e di cosa significhi il rischio da allora paventato – soprattutto durante la guerra fredda – di un olocausto nucleare. Nonostante il significato storico di tali azioni, per anni è stato tuttavia difficile visualizzare e comprendere pienamente l’entità della distruzione causata da Little Boy e Fat Man, e questo anche perché vennero diffuse pochissime immagini degli effetti devastanti delle esplosioni; effetti inimmaginabili visto che gli esperimenti erano stati condotti in zone desertiche.
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Commenti disabilitati su Le foto che nessuno doveva vedere di Gaetano Vallini . Leggi tutto
Maria bella picioca
cando pigas dae funtana
dami abba dae sa broca
si no mi restas bajana.
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Commenti disabilitati su Maria bella picioca – de Anghelu de sa Niéra . Leggi tutto
Le liturgie cristiane di oriente e occidente celebrano il 20 luglio la festa del profeta Elia il tesbita. Quella bizantina lo presenta come ilgrande intercessore per il popolo, pieno di zelo per il Signore. Romano il Melodo ha un kontàkion dedicato al profeta di 33 strofe, dialogo – in alcuni momenti, quasi una lotta – tra la misericordia e la magnanimità di Dio e lo zelo e l’ira di Elia. “Dio, il solo amico degli uomini” è il ritornello che lo scandisce.
La prima strofa del testo lo riassume tutto: “Vedendo le molte trasgressioni degli uomini e il grande amore di Dio per loro, Elia fu sconvolto dall’ira e al Pietoso rivolse parole senza pietà: Fa’ sentire la tua collera a quanti ora ti offendono, giudice giusto! Ma non poté indurre in alcun modo la misericordia del Buono a punire quelli che lo offendevano, perché sempre attende il ravvedimento di tutti, il solo amico degli uomini”. Di fronte alla pazienza di Dio, il profeta decide di agire per conto proprio.
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Commenti disabilitati su Le lacrime commuovono l’amico degli uomini di Manuel Nin . Leggi tutto
Ad Arzachena nel rione di San Paolo, (Fraicu), c’è una via dedicata a Satta Giorgio.
Il nome ed cognome della persona dovrebbero essere scritte con le iniziali maiuscole, premettendo il nome al cognome e con il titolo che qualifichi il personaggio…
Gli arzachenesi lo chiamavano familiarmente: Babbai Ghjogliu, o, Preti Ghjogliu, i parenti, “ziu Preti”, mentre nei Registri parrocchiale di Arzachena egli firmava i vari atti di battesimo, di cresima, di matrimonio e di morte: Giorgius Satta – parrochus e, dal 26 novembre 1916, essendo stato nominato canonico, Giorgius Satta – canonicus.
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Commenti disabilitati su Don Giorgio Satta, parroco ad Arzachena (1854-1942) di Francesco Cossu . Leggi tutto